Lezione 4
Il medioevo e la tarda antichità
Il Medioevo è una delle epoche dove l’aspetto religioso è importantissimo. La tarda antichità descrive il passaggio dal mondo antico a quello medievale. I confini di inizio e fine di questa fase sono tuttora dibattuti, si attestano fra fine III secolo e fine VI secolo, ovvero dall’estinzione della dinastia dei Severi fino all’età di Giustiniano, quando si realizzò l’ultimo serio tentativo di Restauratio Imperii.
Interpretazioni della tarda antichità
Il termine "Tardo" solitamente viene utilizzato con una valenza negativa = decadenza. In realtà quest’idea è sbagliata, si tratta di semplici fasi di assestamento, quindi di risalita e di discesa. Il tardo antico può essere definito anche come un "periodo di rinnovamento" dove:
- Si sviluppò l’architettura e l’arte bizantina.
- Il cristianesimo cessa di essere perseguitato e vengono definiti i primi dogmi cristiani.
- Il terzo secolo fu caratterizzato da un’età di crisi politico-economica, riassorbita nel seguente secolo grazie a grandi imperatori come Diocleziano, Costantino I e Teodosio I.
All’inizio del V secolo, una nuova era di sconvolgimenti interessò buona parte d'Europa e del bacino mediterraneo: invasioni barbariche, che portarono anche a una barbarizzazione dell’esercito, diventano sempre meno i romani intenti a intraprendere una carriera militare e vi è l’ingresso nell’esercito di uomini non-romani. Avvenne anche una trasformazione delle istituzioni politiche romane in Occidente.
Crisi economica e demografica
Ma soprattutto è un periodo caratterizzato da una crisi economica e demografica, dopo la cessazione delle guerre di conquista dovuta a:
- Mancanza di schiavi.
- Assenza di denaro per pagare l’esercito.
- Problema gestione latifondi.
Intorno al 212 d.C., Caracalla concede la cittadinanza romana a tutto il popolo. È un periodo in cui gli imperatori vengono sostituiti continuamente, ovvero il periodo dell’anarchia militare, durato circa 50 anni nel III secolo, che si conclude con l’elezione di Diocleziano nel 284 d.C.
Divisione dell'Impero Romano
Intorno al 300 d.C. l’Impero viene diviso in 2 parti:
- Orientale → capitale Nicomedia (a Oriente dell’attuale Istanbul)
- Occidentale → capitale Milano
A queste due macroregioni pose due Augusti, affiancati da due Cesari a succedere in caso di bisogno; i Cesari governavano due sotto-aree:
- Greco-Balcanica → capitale Sirmio
- Nord-Occidentale → capitale Treviri
La capitale principale rimaneva Roma caput mundi. Il territorio viene ulteriormente ridisegnato tramite le diocesi, circoscrizioni di carattere ecclesiastico; data la difficoltà di trattenere le rivolte in tutto l’impero. Il sistema degli Augusti si rivela efficace tanto che vengono celebrati i "Vicennalia". La tetrarchia durò ben poco, fino al 305, gli eserciti non erano disposti a deporre il proprio potere politico, che gli era valso molti vantaggi e poteri. Con la morte di Costanzo, la tetrarchia implose definitivamente. (306)
Nuove forme artistiche e Costantino
I Tetrarchici sono nuove forme artistiche come quella dei Tetrarchi, un monumento; all’incirca durante il III-IV secolo; questa nuova corrente era molto più fredda, non contava tanto rappresentare un sentimento quanto far sì che le sculture fossero curate nel minimo dettaglio; i volti sono pressoché identici.
Costantino sale per l’appunto nel 306. Riunisce la carta dell’impero unificando tutto sotto al solo potere dell’imperatore. Cura la parte istituzionale, economica e politica dell’impero. Essendo l’asse dell’Impero ad Oriente, posizionò la capitale a Costantinopoli (Nova Roma, nome che non si diffuse), tra i vantaggi si annotavano un’ottima posizione fra Asia ed Europa, dotata di barriere naturali e con traffico marittimo transitante, fra i motivi di scelta c’era anche la voglia di difendere il ricco oriente rispetto al rurale occidente. La nuova capitale viene inaugurata nel 330.
La religione in epoca bizantina
La società romana era caratterizzata da un pantheon di divinità molto ampio, che accoglieva dèi latini, sovrapposti a quelli greci (Ade è Plutone; Afrodite è Venere; Ares è Marte). Si trattava di culti basati sull’espressione della vita esteriore. Le influenze ellenistiche portarono anche all’introduzione di culti misterici (Mysteria), ovvero culti chiusi ma non segreti che servono a dare risposte, come la questione sull’anima, la vita dopo la morte etc.; esempi sono:
- Il culto legato alla Dea Madre (Cerere)
- Il culto legato a Demetra (fertilità)
- Il culto legato a Bacco (poi proibito nel 186 d.C.)
Monoteismo imperfetto e diffusione del cristianesimo
In un momento in cui Abramo se ne va da uno dei caddei con la famiglia, organizza un patto con l’unico Dio che è il suo, facendo ciò, diventa Dio di tutti, scegliendo quindi gli Ebrei per i suoi precetti. Dalla tribù si passa a una popolazione di 12 tribù, ovvero i 12 figli di Abramo. L’Assoluto promette ad Abramo che avrà una discendenza più numerosa dei granelli di sabbia. Il monoteismo perfetto si raggiungerà dopo il primo esilio, quando gli ebrei, deportati a Babilonia, hanno bisogno di rafforzare la loro identificazione.
Non c’è negazione dell’esistenza di altri dèi, bensì abbiamo un impegno a credere ed adorare in un unico dio, per questo viene detto imperfetto.
Il cristianesimo ha origine dalla predicazione di Gesù di Nazareth, in Galilea. Era ebreo e circonciso. Solitamente viene rappresentato erroneamente come una persona ariana, occhi azzurri e biondo, alto e pelle bianchissima. Faceva parte di quel gruppo di "rabbini", maestri, che andavano di luogo in luogo a fare lezioni e ad educare il popolo.
La figura di Gesù e Paolo di Tarso
Gesù era considerato il Masciah, il messia; forse figlio di Davide, che avrebbe dovuto portare la pace nel mondo ma, il concetto di Cristianesimo non è stato creato da Gesù, ma da Paolo di Tarso e con Paolo si crea una vera e propria scissione tra i giudeo-cristiani:
- Per i cristiani, il messia era proprio Gesù di Nazareth.
- Per gli ebrei, il messia non era ancora arrivato.
Nei primi 5 libri della Torah, non si parla della vita dopo la morte, ma soltanto delle conquiste; Paolo di Tarso si accorse che nella Torah vi erano concetti che difficilmente potevano essere accettati da tutti, allora li modificò:
- L'abolizione del maiale, cosa impossibile, poiché i romani ne erano ghiotti.
- La circoncisione, che avrebbe rovinato l’ideale del corpo perfetto maschile nel mondo greco-romano.
Inoltre, sposta lo shabbat ebraico dalla domenica al sabato; a livello religioso c’è da ricordare che la domenica è il primo giorno della settimana.
Ebrei e cristiani
Ad oggi gli ebrei son 20 milioni; in Italia son circa 30.000. Tra ebrei e romani vi erano rapporti molto disastrosi, i romani distruggono il tempio di Gerusalemme, conquistano anche Masada, arrivando così all’esilio degli ebrei da Gerusalemme.
I cristiani si insediano cercando di diffondere il messaggio cristiano, che interessa soprattutto:
- Le donne (per dare loro più dignità).
- Gli schiavi (poiché per la dottrina cristiana gli schiavi non devono esistere).
I romani inizialmente scambiano il cristianesimo per qualche setta ebraica e Gesù vien visto come uno dei tanti messia che di tanto in tanto si auto-proclamavano; un ciarlatano insomma. Inizialmente non capiscono a pieno il cristianesimo, sanno che:
- Non hanno intenzioni sacrificali di alcun genere.
- Hanno un unico Dio.
I Romani pensano che i cristiani odino Roma e che vogliano andare contro l’Impero e l’Imperatore; quindi, il Cristianesimo comincia ad essere considerato un elemento estraneo all’impero, tanto che comincia ad essere perseguitato dal 50 al 311 d.C.; Nel 303, infatti, Diocleziano e Galerio ordinano una durissima repressione, che prevedeva la distruzione delle chiese, il rogo delle sacre scritture e anche la morte per chi fosse cristiano.
Le acque si calmano:
- Nel 311 d.C → Galerio emana un editto di tolleranza.
- Nel 313 d.C → Viene promulgato l’editto di Milano da parte di Costantino, che dichiara quali fossero le religioni lecite; c’era ANCHE il cristianesimo, quindi attenzione non stiamo parlando di religione di Stato. Le ostilità cessano.
Con esso, il Cristianesimo diventa Religio Licita, ovvero culto riconosciuto e ammesso dall’Impero.
L'economia dell'Impero Romano
L'Impero Romano era basato su commercio, soprattutto sul Mediterraneo, un mare sotto l’egemonia totale di Roma e tranquillo. La loro economia era di carattere monetario, ognuna utile in un tipo di commercio diverso, monete d’oro, argento e bronzo. Importante era il concetto di economia "di stato", ovvero l’intervento dello stato su alcuni aspetti economici; poiché se entrano in crisi le strutture dell'Impero come esercito e/o apparato burocratico, la domanda dell’Impero crolla, parliamo anche dei beni primari.
Crisi dei traffici ed inflazione
La moneta vale per il proprio valore intrinseco, e non nominale, a causa dell’inflazione si continua a produrre moneta ininterrottamente abbassando il valore intrinseco dovuto a una diminuzione del peso specifico della moneta → si crea così l’aumento dei prezzi, ovviamente i più colpiti sono i poveri e i salariati, che perdono enormemente il loro potere di acquisto.
Si crea una specie di circolo instabile:
- Effetto inflattivo = aumento prezzi = derrate vendute a prezzo maggiore
Nel 286 Diocleziano cerca di stabilizzare la moneta coniando un’altra buona moneta d’oro, ovvero, l’Aureus; e nel 301 impone l’editto dei prezzi massimi, attribuibili a un qualsiasi tipo di bene. (venne eluso dalla speculazione; un fenomeno che noi oggi chiameremmo mercato nero)
IV secolo: periodo di assestamento
Il IV secolo è considerato come un periodo di assestamento dopo le profonde crisi del III secolo; si riesce a riassorbire la crisi agricola grazie all’istituzione del colonato, i latifondi furono suddivisi in piccoli lotti affidati a coltivatori o coloni provenienti dagli schiavi che si impegnavano a cedere una quota nei confronti del padrone, la minima quota se la tenevano gli schiavi; il colonato permise di recuperare territori prima trascurati.
Situazione economico-sociale dell’Occidente
La parte occidentale dell’impero attraversa una crisi economica più pesante rispetto a quella orientale. Avviene una polarizzazione della ricchezza individuale, e vien sempre data minor importanza per i ceti urbani, i ricchi si ritiravano nei propri latifondi, le città quindi, si ritrovavano più desolate. La Gallia e la Rezia furono soggette a forti invasioni barbariche nel III secolo, accentuando lo spopolamento delle campagne.
Nella Spagna diminuì la produzione di olio, molte delle grandi miniere vennero chiuse verso fine IV secolo. La Britannia non subì la crisi del III secolo, forse anche grazie alla sua posizione, verrà scalfita soltanto sotto le invasioni degli Angli, Sassoni e gli Iuti.
L'Africa proconsolare rimarrà una delle più floride regioni occidentali. Buona parte del terreno apparteneva ai latifondisti, la medio-piccola civiltà rimane in vita mantenendo Cartagine fra le più vaste città dell’impero. L’Africa centrale, verso la metà del V secolo verrà invasa dalle scorrerie delle tribù beduine e dai vandali.
L'Italia non rappresenta più la regione più ricca dell’impero, risentendo poco della ripresa del IV secolo. Come abbiamo già detto Milano diventa capitale e si sviluppa insieme a Ravenna (capitale dal 402), altre città manterranno la propria importanza e popolazione come Roma, Aquileia e Capua. Le crisi, le invasioni, le guerre civili e il brigantaggio impoveriscono i ceti medi; che diventano una sorta di parassiti poiché non contribuivano a migliorare la società. Ci si appropria di spazi pubblici che vengono utilizzati per la coltivazione. Dal regno di Onorio in poi si preferì far beneficenza alla Chiesa, che si sostituì alle istituzioni statali nelle opere di carità.
Problemi militari
Grande aumento del costo dell’esercito, quasi raddoppiato. Si passa da un 2,5 % di PIL nel I secolo al 4,1% nel III secolo. Avviene la germanizzazione dell’esercito, nuovi fedeli all’Impero Romano. L’esercito venne riorganizzato con nuovi combattenti e nuovi funzionari, strategia efficace al breve termine ma deleteria a lungo termine. La pressione fiscale avrà un grande aumento, portando le legioni romane a mantenersi requisendo beni e depredando i cittadini che dovevano in realtà proteggere.
Periodo delle invasioni barbariche V-VII sec
Identificato dal 375 al 568; parte con l’invasione dell'Europa da parte degli Unni e finisce con la fine delle conquiste longobarde in Italia e il loro stanziamento. Avvennero per la ricerca di una condizione di vita migliore; si parla di circa tra i 10.000 e 20.000 persone arrivando nel corso del secolo alle 750.000 persone, alcune delle quali otterranno importanti ruoli nell’impero. Queste popolazioni sono i Franchi, gli Unni, i Sassoni ma soprattutto i Goti, che diedero vita a due grandi raggruppamenti, quello occidentale, i visigoti e quelli orientali, gli ostrogoti.
Gli Ostrogoti
Si stabiliscono vicino al Mar Nero, lungo il III-IV secolo. Erano buoni mercanti e sapevano leggere e scrivere, verranno poi scacciati dagli Unni. Numerosi ostrogoti entreranno nell’esercito dell’unno Attila, con la morte di quest’ultimo nel 453 otterranno la loro indipendenza dal popolo Unno e, entrando in rapporti con l’Impero Romano, si stabiliranno in Pannonia (Ungheria), diventando federati dei Bizantini. In Italia, gli ostrogoti, guidati da Teodorico il Grande, uccidono Odoacre, e Teodorico si dichiara re sia dei romani che dei goti; il suo regno dura dal 493 fino al 526. Il suo titolo era Patricius Romanorum, ovvero patrizio dei romani e soggetto all’imperatore di Costantinopoli. I goti seguivano le leggi dei goti e i romani seguivano le leggi dei romani (personalità delle leggi). Caratterizzante del regno di Teodorico è la continuità dell’amministrazione, mantenendo gli amministratori del regno di Odoacre. Vi era anche divergenza religiosa tra i Goti, ariani (dal prete Ario); e i romani, cristiani cattolici; al fine di capire la natura di Cristo, se è più divino o umano. I Franchi saranno l’unico popolo che si convertirà senza passare all’arianesimo.
Il 30 agosto 526, Teodorico muore, vien succeduto dalla figlia Amalasunta, la quale ebbe innumerevoli difficoltà per quanto riguardava il suo sesso ed a livello pratico, una donna difficilmente poteva guidare un esercito in battaglia e, in un periodo dove il sovrano doveva essere il più coraggioso dei guerrieri, insomma, non aveva strada lunga. Verrà poi giustiziata, mossa che diede il pretesto a Giustiniano di mandar truppe in Italia e dichiarare guerra agli Ostrogoti, facendo cominciare:
La guerra greco-gotica 535-553 e la fine del regno ostrogoto
Divisa in due fasi: nella prima (535-540) avviene la caduta di Ravenna e l’apparente riconquista dei Bizantini della penisola. Nella seconda (540-553).
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