Libro: “Storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche nell’Italia moderna”
Esame di storia dell’educazione con il prof. Pomante
Età moderna
Il passaggio dall’età medievale all’età moderna fu segnato da diverse trasformazioni. Dal punto di vista politico viene meno il sistema feudale; la popolazione si sposta dalle campagne alle città e dunque nasce l’esigenza di comunicare, imparare una lingua, leggere e scrivere; dal punto di vista economico nasce una nuova classe sociale: la borghesia. Il borghese a differenza del contadino è libero e indipendente e non deve sottostare a un padrone. Il borghese esige e pretende un’educazione; dal punto di vista religioso la vita religiosa deve avvicinarsi alla vita cittadina e dunque nascono nuovi ordini religiosi e si fondano oratori e parrocchie; dal punto di vista culturale si vogliono recuperare i modelli classici perché il latino medievale è considerato troppo artificioso e per fare ciò è necessario riprendere i manoscritti originali.
Inoltre il greco, che era stato abbandonato nel Medioevo, viene riportato in auge grazie ad alcuni dotti greci, come ad esempio Crisolora. Crisolora dopo la caduta dell’Impero Romano d’Oriente fonda in Italia scuole greche nelle quali vengono recuperati intellettuali come Aristotele, Platone, Virgilio, Euclide, Pitagora, Ippocrate.
Caratteristiche dell’età moderna
Le caratteristiche dell’età moderna furono:
- Alfabetizzazione;
- Differenza tra cultura popolare e elitaria;
- Affermazione della scuola come luogo privilegiato per l’istruzione;
- Affermazione della centralità della famiglia nell’educazione.
In questa atmosfera nasce una nuova corrente: l’Umanesimo che afferma la centralità dell’uomo e non di Dio. La missione terrena dell’uomo è vivere la realtà rifiutando superstizioni e fanatismi. L’unico modo per conoscere la realtà è tramite la conoscenza. Vengono trattati due punti: la politica perché l’uomo deve partecipare attivamente alla vita politica della città; l’educazione perché è vista come crescita umana e formazione integrale dell’individuo.
L’uomo può essere considerarsi libero solo grazie agli studi liberali che lo liberano dall’ignoranza e alle arti liberali ovvero le arti del Trivio (grammatica, retorica, dialettica) e del Quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia, musica).
Le scuole convitto
In questo periodo ed atmosfera nascono le scuole convitto dal latino “contubernia” (unità militare che dorme sotto la stessa tenda) perché in queste scuole si dormiva e si studiava insieme. Più precisamente le scuole convitto erano delle scuole elitarie, non per tutti, private, che si diffusero nel 1300/1400 nel centro-nord Italia e frequentate dai figli delle famiglie più ricche per studiare le arti del Trivio e del Quadrivio. In esse si otteneva una formazione integrale a 360 gradi.
I maestri
Si afferma la figura del maestro che ha un ruolo molto importante ed è visto come un intellettuale, un formatore che ti arricchisce.
Tra i maestri delle scuole convitto ricordiamo:
Gasparino Barziza
Gasparino Barziza: fondò la prima scuola convitto all’inizio del 400: Gimnasio e il nome della scuola rimanda al mondo greco. Ne definì gli ordinamenti e il funzionamento. Nella sua scuola ci studiò Leon Battista Alberti e si studiavano autori come Cicerone e Seneca, ripresi dagli umanisti.
Vittorino da Feltre
Vittorino Da Feltre: fu allievo di Barziza ed era un magister puerorum (dava ripetizioni). Fondò una scuola convitto a Venezia che ebbe talmente successo che fu invitato a corte dal marchese Gonzaga di Mantova per essere precettore dei suoi figli. Vittorino rifiutò l’offerta del marchese ma propose al marchese che se avesse fondato una scuola convitto a Mantova e in quel caso lui ci avrebbe insegnato a patto che: scegliesse lui gli alunni; come insegnare e quando andarsene.
Il marchese accettò, la scuola si chiamava “Casa gioiosa” e dal nome traspare che la giocosità fu il metodo adottato per insegnare. Gli studenti della scuola non erano solo italiani ma anche europei e Vittorino diede la possibilità anche a fanciulli più modesti ma portati per lo studio di frequentare la sua scuola.
Guarino Guarini
Guarino Guarini: fondò una scuola convitto a Venezia e una a Verona. Conosce il greco perché andò a Costantinopoli e fu allievo di Crisolora. A Verona accanto alla scuola convitto fonda una scuola pubblica nella quale potessero studiare i figli delle famiglie borghesi più ricche. La scuola aveva tre corsi:
- Elementare (leggere, pronuncia, regole);
- Grammaticale (grammatica, stili, dialettica);
- Retorica (comunicare, orazioni, esporsi).
Chi usciva doveva potersi definire un maestro.
Queste scuole diffusero gli ideali degli studi humanitatis (studi umanistici) e furono importanti perché formarono la classe dirigente (pontefici, maestri).
Nonostante tutti i successi il periodo del 300/400 presentava delle lacune e tre particolari segnarono il passaggio dall'età moderna a età confessionale: scarsa alfabetizzazione; mancata attenzione per il popolo e mancanza di scuole per il popolo. La chiesa colma queste lacune.
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