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Diocleziano, la tetrarchia e i cristiani (284-305)

La tarda antichità inizia con la morte di Numeriano (era andato a combattere in Persia ma aveva una malattia oculare → muore nel carro di ritorno) e con la nomina a successore, da parte dei generali, di Gaio Valerio Diocleziano (ufficiale dalmata di 35-40 anni) → sarà costui che, ucciderà Aper dopo un giuramento di innocenza alla sua nomina di imperatore a Nicomedia (prefetto del pretorio e suocero dell’imperatore) supposto killer dell’imperatore. L’uccisione è uno specchio del periodo di anarchia militare in cui ricadeva l’impero, dove si congiurava e dove l’esercito aveva molto più potere decisionale.

La pubblica uccisione brutale di Aper doveva essere un monito e un liberarsi di un fastidioso concorrente. Questo periodo di anarchia era dovuto a un’instabilità dell’impero scoppiata nel III secolo a causa di problemi di confine: i Germanici sul Reno, i Goti sul Danubio e i Sasanidi sull’Eufrate. Questa situazione mette in crisi la credibilità dei sovrani (a differenza delle monarchie moderne, il potere qui bisognava guadagnarselo con le vittorie). Inoltre, l’imperatore non era più a Roma, quindi le élites a cui si appoggiava (e a cui concedeva privilegi) non erano più i senatori o il popolo, quanto i soldati. I soldati avevano il potere (anarchia militare).

Nonostante il periodo di crisi, le contromisure militari iniziano a funzionare (revitalizzazione delle difese e della cavalleria, le forze di confine) → si inizia a rendersi conto che le élites non danno per forza i migliori generali → l’esercito diviene più meritocratico, e avvengono le prime vittorie (Claudio II il Gotico 268-70 vs Alemanni, Aureliano stabilizza Reno e Danubio e schiaccia Gallia e Palmira).

Diocleziano sarà molto più lungimirante rispetto ai predecessori (per questo ha più fortuna) → egli si sposta ad occidente e sconfigge Carino sui Balcani (fratello maggiore di Numeriano), per poi muovere verso i Danubiani inferiori, mantenendo dalla sua le truppe di Carino. Diocleziano decide di elevare a Cesare Massimiano (generale balcano), il quale si occuperà della rivolta dei Bagaudi Gallici (movimento di agricoltori, vagabondi e cittadini) → viste le vittorie anche in Germania, Diocleziano decide di nominare Massimiano Augusto con pari poteri (solo che Diocleziano era più vecchio) → successivamente Diocleziano crea un legame familiare particolare (non avendo figli) nominando se stesso «Giovio» e Massimiano «Erculio», quindi di stirpe divina.

Nel 293 entrambi nominano un proprio Cesare (Massimiano → Costanzo; Diocleziano → Galerio) → nasce quindi la Tetrarchia, una divisione in quattro dell’impero volta alla divisione delle responsabilità, cosa che in un periodo di anarchia militare si rivelerà vitale (Diocleziano aveva capito che non poteva essere solo); oltre a ciò si crea un vero e proprio impero su base adottiva (chi vuole succedere agli Augusti deve divenire Cesare) → un'idea di unità (venivano festeggiate insieme le incoronazioni degli Augusti, vengono raffigurati tutti e quattro sulle monete, sull’Arco di Galerio a Salonicco sono tutti presenti con vittorie sui Persiani e Britannia).

La grande capacità dei quattro porta alla temporanea stabilizzazione (i barbari vengono obbligati a difendere i confini romani, sul Danubio e sul Reno); ciò determina il prosperare di città tedesche quali Magonza, Treviri e Colonia. Da notare come tutti e quattro siano illirici → poco istruiti ma molto capaci a coltivare e a combattere. Viene fronteggiata anche l’usurpazione di Carausio (287) in Britannia, placata solo nel 297 ma al prezzo di indebolire il controllo sul territorio.

Riforme militari e amministrative

Vengono attuate anche riforme militari; la più importante è la riduzione della massa legionaria con un aumento delle legioni, ora più flessibili → questo permette la riconquista dell’Armenia (296 vs Narsete, e la riconquista di un’importante striscia di terra pianeggiante che aveva facilitato le incursioni).

Riforme amministrative: come per le legioni vengono aumentate le province, in modo da avere più controllo su di esse → viene provincializzata e tassata anche l’Italia; oltre a ciò vengono integrate cariche civili e militari in ogni provincia (non più il “senatore” si occupa di giurisdizione e infrastrutture, il resto agli equestri).

Inoltre ora i pubblici ufficiali sono nominati da Diocleziano, e non dalle competenze locali; non a caso la zecca d’Alessandria chiude sotto Diocleziano, in favore di monete imperiali. La riforma monetaria riporta la fiducia nel popolo, a seguito di quella fallimentare di Aureliano (coniava monete povere spacciandole per ricche).

Riforme tributarie: lo stesso Lattanzio criticherà Diocleziano a causa dell’enorme carico fiscale che imporrà (vuole i soldi per i soldati, ma non vuole usare i propri) → viene resa più stringente l’imposta fondiaria (si conta anche la forza lavoro umana oltre all’estensione), censimento più rigoroso e frequente (ogni 5 poi 15 anni), con conseguente ricalcolo del fisco (questa azione si chiama indictio, e verrà usata come unità temporale tanto era sentita come cosa).

Diocleziano porrà anche un tetto massimo ai prezzi, per evitare oscillazioni pericolose → soprattutto voleva difendere le tasche dei soldati (essi avevano più liquidità beni, dato che venivano pagati e usavano i bottini); quando l’esercito marciava su una città, aumentavano i prezzi visto che c’era più gente, quindi i soldati avrebbero speso di più → questo editto era talmente importante che si rischiava la pena di morte, ma comunque non funziona (banchi vuoti e rincari, anche dopo le esecuzioni → era infattibile per mancanza di mezzi: polizia, soldati, riscossori, vie di comunicazione nei piccoli centri).

Tutte queste riforme sono state imposte nel corso del tempo non tutte in una volta → più fiducia. Con Diocleziano inizia quel processo di sacralizzazione del potere che sarà fondante della tarda antichità → genuflessione, schiavitù, veste porpora, bacio sulla mano, i servi devono coprirsi le mani se toccano qualcosa che ha toccato Diocleziano → la stessa tetrarchia ha un carattere sacro: i quattro sono di stirpe divina, e ciò fin dalla nascita (l’incarico ha solo palesato tale caratteristica) (addirittura nell’arco di Galerio un Cesare copre Giove!).

Il cristianesimo e le persecuzioni

Questa visione sacra si scontra con il cristianesimo e il suo monoteismo (diffusosi dal III secolo, soprattutto in Oriente ma ancora in minoranza in Occidente) → questo culto si era diffuso durante l’anarchia militare vista la sua morale e solidità comunitaria; vi era l’ideale di amore incondizionato per i poveri e, talvolta, anche per il nemico, quindi un qualcosa di molto rassicurante.

Ciò che differisce tra il paganesimo romano e il cristianesimo è che: paganesimo = religione pubblica (il culto ha valore politico, fa parte della vita pubblica, per non parlare poi del culto imperiale. È per questo che inizialmente si disinteressa del cristianesimo e lo tollera); cristianesimo = religione individuale (non ammette altre influenze, è mal visto, difficile integrazione) → viene addossata la responsabilità della crisi imperiale alla presenza dei cristiani, e al fatto che avessero incrinato i rapporti con gli Dei (guarda caso erano emersi proprio nel III secolo).

Le prime persecuzioni avvengono con Decio nel 249, il quale impone sacrifici alla popolazione in modo da calmare gli Dei; come diretta conseguenza di questo, i cristiani si oppongono data la loro intolleranza, e iniziano i primi martiri; nonostante ciò alcuni accettano (lapsi, i caduti). Poi con Valeriano nel 257-58, che, in modo più estremo, colpisce l’istituzione ecclesiastica tramite il divieto di visitare i cimiteri, la proibizione alle funzioni religiose e l’imposizione di sacrificio ai preti (pena confino, poi morte); oltre a ciò impone la perdita dei beni dei cavalieri e senatori convertiti → in questo modo si vanno a colpire le figure guida e si va a combattere il dilagare nei ceti dirigenti.

Tutto ciò sarà inutile visto l’ideale del martirio (uno muore per la religione è più vicino a Dio) quindi Gallieno (figlio di Valeriano) sarà costretto a concedere la tolleranza (260) (restituiti patrimoni e liberati prigionieri). L’unico problema rimarrà, comunque, all’interno della convivenza sociopolitica che i cristiani accettano, la questione del sacrificio (molto presente in ambito militare); in generale i cristiani si adattano e non fanno troppe storie.

Il motivo delle persecuzioni di Diocleziano è un altro → sappiamo da Lattanzio (cristiano, anti Diocleziano, poco imparziale) che Diocleziano, probabilmente, si sente minacciato politicamente dal cristianesimo → la struttura sacra attorno alla tetrarchia, e le dinastie Giovio ed Erculio, erano minacciate dalla massa di consensi verso Gesù → Lattanzio dice che Diocleziano si accorge di avere cristiani in casa durante alcuni sacrifici, quindi egli emana un editto di obbligo di sacrificio (come Valeriano ma rivolto a tutti, anche i cittadini con pena di morte) e ordina la distruzione di scritti e chiese (prima la chiesa di Nicomedia).

La resistenza della chiesa porta alla maggiore brutalità delle persecuzioni soprattutto in Italia e Oriente (con più cristiani) → molto meno in Gallia, Germania e Britannia; qui, secondo Eusebio di Cesarea, Costanzo sarà più clemente → le persecuzioni andarono avanti anche dopo Diocleziano (lo stesso Lattanzio criticherà anche Galerio) → l’impero vede che è inutile continuare con le persecuzioni. L’editto di Galerio (311) mette fine a tutto ciò; qui viene dato il perdono ai cristiani a patto che si preghi Dio per il benessere dell’impero, quindi preghiere indirizzate ai pagani → accomodamento tra stato pagano e cristiano.

In generale lo stato poteva optare per l’eliminazione fisica di massa (unica soluzione) ma non lo fa perché non aveva i mezzi per rintracciare le cellule, non essendo le persone stesse riconoscibili in quanto cristiane (non avevano un'etnia riconoscibile). Ora che il cristianesimo era sopravvissuto e si stava allargando, Diocleziano inizia ad essere ricordato negativamente.

Diocleziano e Massimiano abdicano nel 305 (nominano augusti Galerio e Costanzo) → Massimiano abdica sotto pressione di Diocleziano (era una cosa rara l’abdicazione volontaria, l’ultima volta era stato Silla).

La tetrarchia è un progetto che rispecchia il carattere lungimirante di Diocleziano → essa si è formata nel tempo, non è una cosa decisa a tavolino → tuttavia essa era anche dipendente dalla figura del suo creatore, che l’aveva tenuta insieme anche grazie alla sua autorità; non a caso sopravvive per pochi anni dopo l’abdicazione → dopo, con Costantino, tornerà quella visione che Diocleziano voleva demolire: l’ereditarietà del potere che, secondo Diocleziano, poneva al trono spesso persone incapaci.

Le riforme di Diocleziano verranno mantenute, la sua capacità di risoluzione della crisi ricordata, sarà l’unico in 150 anni a regnare per 20 anni grazie alla divisione del potere → l’unico freno al progetto di Diocleziano, quindi, è la sua intolleranza religiosa.

L’inizio dell’età cristiana

Il IV secolo (306-395): Costantino il Grande

Alla morte del padre Costanzo a York, nel 305, il 34 enne Costantino diviene Augusto d’occidente → questa scelta attirerà le inimicizie degli altri tetrarchi (lo consideravano usurpatore), vista la ripresa dell’ereditarietà tanto malvista da Diocleziano; nonostante ciò Costantino era comunque un generale, cresciuto professionalmente tra le fila di Galerio e Diocleziano in Oriente → Costantino, consapevole di questo, richiede il riconoscimento a Galerio, il quale accetta (non voleva una guerra civile) come co-sovrano, inviandogli la veste porpora → Costantino diviene Cesare (come segno di disponibilità a seguire la tetrarchia).

Sull’onda dell’azione di Costantino, anche Massenzio (figlio di Massimiano) si impegna politicamente → si fa proclamare imperatore romano mettendo in scacco Galerio (il quale avrebbe dovuto dargli un posto per mantenere una tetrarchia, non una pentarchia) → questo porta alla guerra con Severo (Augusto d’occidente) → in seguito Massenzio dà la porpora a Massimiano, che la accetta subito di buon grado (aveva abdicato sotto pressione, non per volontà); l’alleanza padre figlio porta alla sconfitta di Severo (307) (i soldati severiani erano ex massimiani, e molti di loro si ammutinano).

Segue un periodo di instabilità politica in cui vince il più furbo, regnanti effimeri, abdicazioni e ritorni (Diocleziano e Massimiano) → tutto ciò fino a quando non ne rimane uno: Costantino, che nel 312 sconfigge Massenzio a Ponte Milvio → prende il controllo di Roma, primo suo grande polo cristiano (che probabilmente lo influenza; basti vedere la storia del sogno prima di Ponte Milvio e del simbolo sugli scudi) → è da notare, infatti, che Costantino prima abbracciava il culto del Sole perché si dice avesse visto in sogno Apollo (distanziandosi da Giove ed Ercole, simboli tetrarchici), poi, quando ha bisogno di appoggio politico a Roma, abbraccia il cristianesimo; nonostante ciò è probabile che ci fosse qualcosa di personale dato che la comunità cristiana non dava così tanto potere → fa le direttive di Nicomedia (313) che affermano libertà di culto a ovest (a est → aveva già fatto Galerio) nel 324 sconfigge Licinio ad Adrianopoli, per poi divenire unico re (e la tetrarchia, già da tempo in malora, finisce definitivamente).

Finito con Licinio egli non torna più in occidente → fonda Costantinopoli (tra Asia, Europa, Mediterraneo e Mar Nero, vicino al Danubio) sul sito di Bisanzio → quattro volte l’estensione, costruisce edifici pubblici (ippodromo, foro circolare, campidoglio, palazzo), attira persone obbligando o concedendo, crea un secondo senato → nonostante gli sforzi economici enormi, egli muore (337) prima di vedere Costantinopoli, la sua residenza oramai, crescere a metropoli (aveva solo 90 mila abitanti vs i milioni di Roma) → i suoi successori risiederanno altrove, ma a fine IV secolo Costantinopoli diviene grande.

È strano come la città non abbia nulla di cristiano nelle raffigurazioni, anzi è molto pagana → la statua nel foro, in cima alla colonna, lo raffigura in quanto dio Sole, alla fondazione (330) succede un rito pagano. L’unica cosa estremamente cristiana è la tomba di Costantino → egli si fa battezzare tardi (pratica comune, permette di redimere i peccati in modo automatico) → si fa seppellire insieme a 12 cenotafi (tombe monumentali senza morto) rappresentanti gli apostoli, tuttavia non in modo isoapostolico, dato che la sua salma è sopraelevata → egli vuole essere un nuovo Gesù e i suoi tre figli ricordano la trinità.

Ciò che ha permesso a Costantino di assumere tale ruolo è stata l’inesperienza del cristianesimo con l’idea di un sovrano cristiano e, al contrario, l’inesperienza dei sovrani ad adottare il cristianesimo → in questo modo egli non ha modelli, è lui il modello → sovrano come ministro divino e adorato. Egli rimane politeista e non si fa problemi a personificarsi Dio Sole → in fondo era divino. Egli organizza il primo consiglio ecumenico nel 325, fa entrare il cristianesimo nella legislazione (domenica festa, annulla le sanzioni ai celibi di Augusto, tribunali vescovili per questioni ecclesiastiche…), ma soprattutto vengono resi non obbligatori i sacrifici, considerati mera superstizione (nuova era, dal 323); non vengono aboliti.

La pratica pagana diviene un ostacolo per la carriera → lo puoi fare ma sei mal visto o puoi avere disguidi con vescovi. I santuari pagani vengono da lui definiti “santuari di falsità”. Ciò che permette una sopravvivenza così ferrea dello stato cristiano è anche l’educazione dei figli di Costantino, i quali figli poi avrebbero interiorizzato come ovvia la via cristiana.

La chiesa

A seguito della repressione la chiesa si spacca in radicali e moderati, gli intransigenti e i più collaborazionisti → in Africa la discussione sarà accesa tra i sostenitori di Ceciliano (colui più remissivo, considerato traditore per aver consegnato i testi sacri alle autorità) e Donato (nominato vescovo dai più radicali) → la situazione, viste le pressioni, inizia a toccare anche Costantino il quale organizza sinodi per decidere; ne organizzerà tre, tutti a favore di Ceciliano, di fronte alle continue proteste, per poi arrivare alla deportazione di alcuni donatisti → nonostante ciò l’impegno richiesto per le altre campagne militari non permette a Costantino di risolvere lo scisma della chiesa africana; sarà solo nel V secolo che la situazione si appianerà grazie all’arrivo dei Vandali.

Tutto questo fa capire come la Chiesa sia passata da una situazione di isolamento provinciale alla nascita di una rete di comunicazione estesa, tanto che i sinodi organizzati in Italia o Gallia dovevano discutere di questioni in Africa → ora, inoltre, grazie alla concessione gratuita di trasporti agli ecclesiastici, ci si poteva rendere conto, non tanto della presenza, ma delle differenze cultuali (interpretazioni di Vangelo, pratiche ecc.) su base geografica → ciò non viene visto come arricchimento.

Tutto ciò permette la grande rivalsa del cristianesimo fino al V secolo, un periodo in cui sempre più comunità si dichiarano cristiane (dalla minoranza a una quasi totale maggioranza) → avviene un drastico cambiamento della società: lo sfarzo viene mal visto (le case dei ricchi fino a questo punto) e i nuovi ricchi si riversano nelle chiese.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bellet_1202 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della tarda antichità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Girotti Beatrice.
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