La rivoluzione scientifica
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel momento del boom economico e demografico, a partire dagli anni 45-55 si parla di rivoluzione scientifica come la più profonda rivoluzione della storia, origine del mondo moderno e più importante di ogni evento successivo a partire dalla nascita del cristianesimo.
L’universo aristotelico (inizio ‘500)
Nel sistema tolemaico la terra è al centro, con 4 elementi che compongono il mondo: acqua, aria, terra e fuoco. Ognuno di essi ha un “luogo naturale”, che ne spiega il movimento: un elemento formato principalmente da aria tenderà ad andare verso l’alto per ricongiungersi con il suo luogo naturale. L’universo è pieno e finito, infatti solo nel ‘600 si parla di mondi infiniti, scoperta del vuoto.
C’è una differenza radicale tra fisica terrestre e fisica celeste:
- Nella fisica terrestre tutto è mescolato e impuro, irregolare, solo nella fisica terrestre esiste il mutamento.
- Nella fisica celeste tutti i corpi celesti si muovono per orbite perfettamente circolari.
La fisica aristotelica
Causa finale: lo scopo di una cosa (sedersi)
Causa materiale: ciò di cui è fatta una cosa (legno)
Causa efficiente: l’azione attraverso cui una cosa è fatta (fabbro che la lavora)
Causa formale: la sostanza, l’essenza di una cosa (forma della sedia)
L’esempio è quello di un fabbro che costruisce un tavolo.
Nella fisica aristotelica è la forma ad avere un carattere di attività, agisce sulla materia che invece è passiva, come ad esempio il caglio dà la forma alla materia, ovvero il formaggio.
Anche il corpo umano viene inserito in questo meccanismo, ovvero quello della cosmologia.
Trasformazioni tra gli anni del ‘500, ‘600 e ‘700
- Lo scambio colombano, attraverso il quale, con la scoperta dell’America da parte di Colombo, vengono scoperte flora e fauna completamente sconosciute fino ad allora.
- Cultura artigianale, ovvero il sapere pratico che in quegli anni viene saccheggiato dai filosofi naturali.
Cronologia della rivoluzione scientifica da Copernico (1543) a Newton (1687)
Modello eliocentrico di Copernico: al contrario del modello tolemaico, è il Sole ad essere al centro dell’universo; ritorna però un elemento aristotelico, ovvero la perfezione delle orbite celesti, che sono circolari.
Copernico lo presenta come teoria “comoda” matematicamente, non fisica; non ha molti lettori, per questo all’Inquisizione non interessa contrastarlo, perché non ha successo.
Sidereus Nuncius di Galilei: pubblicato dopo le sue osservazioni fatte con il telescopio, in cui scopre i satelliti di Giove, che lui crede essere stelle e che chiamerà stelle medicee per farsi assumere a corte dai Medici; non si parla di Copernico, né di eliocentrismo.
Robert Hooke, che si aiuta con l’utilizzo del microscopio, che viene considerato un allargamento dei campi del sensibile, si crede necessario aiutare le mancanze dei sensi con gli strumenti, come se si aggiungessero degli organi artificiali. Il naturale e l’artificiale infatti non sono più così separati come lo erano per Aristotele; per Aristotele:
- Nel naturale il principio del cambiamento è intrinseco alle cose, come ad esempio per una pianta che cresce.
- Nell’artificiale il principio del cambiamento è esterno alle cose, come per una sedia fatta di legno da un artigiano.
Per Bacone ad esempio ciò che distingue artificiale e naturale non è l’essenza ma solo l’efficiente, cioè chi agisce.
Nel ‘700 si parla molto di meccanicismo e corpularismo:
- Il meccanicismo applica la metafora della macchina alla natura, sostituendosi a quella della organica. Corpo = montaggio di macchine.
- Il corpularismo riprende l’atomismo di Democrito, Epicuro e Lucrezio, è una filosofia materialista che non crede nei 4 elementi aristotelici, ma in atomi invisibili che si compongono e scompongono continuamente.
Nel 1687 Newton pubblica la “Filosofia naturale dei principi della matematica”, in cui parla di forza di inerzia e legge della gravitazione universale. In quest’opera egli distingue tra qualità primarie (struttura matematica delle cose, quantificabile) e secondarie (ciò che è sensibile, percepibile con i nostri sensi) non interessano più le cose in sé, ma come esse funzionano.
Thomas Kuhn (‘900) pubblica “La struttura della Rivoluzione scientifica”, in cui afferma che la storia della scienza tradizionale presenta teorie e metodi accumulati nella storia, che vanno dal meno vero al più vero, quello più vicino a noi. Egli crede però che bisogni presentare la scienza nella sua integralità, senza confrontare il passato con il presente.
La scienza normale (che si basa sui risultati raggiunti nel passato, a cui una comunità scientifica ha riconosciuto validità per un certo tempo) è un’attività piatta, conservatrice, perché non vuole produrre novità, ma spiegare tutto secondo le teorie attualmente dominanti.
Paradigmi: essi sono conquiste scientifiche universalmente riconosciute per un certo periodo e che offre modelli di problemi e soluzioni accettabili, si articolano in:
- Generalizzazioni simboliche (leggi e definizioni)
- Valori (accuratezza e utilità sociale)
- Esemplari (soluzioni concrete contenute in manuali)
- Conoscenza tacite (tutti siamo d’accordo su certe affermazioni, è senso comune)
La scienza normale non vuole produrre novità ma risolvere rompicapi secondo le regole del paradigma: gli unici problemi ammessi sono quelli ritenuti risolvibili, dal paradigma.
La crisi è quella che poi fa nascere nuovi paradigmi, questa transizione non è cumulabile, ma proprio un cambiamento, uno switch radicale.
Il cambiamento di paradigma richiede:
- Presa di coscienza di un’anomalia: richiede tempo, perché ci sono molte resistenze.
- Riconoscimento dell’anomalia.
- Mutamento di procedimenti pragmatici.
Ma cos’è quindi una rivoluzione scientifica? È un episodio di sviluppo non cumulativo in cui un vecchio paradigma viene sostituito con un altro, incompatibile ad esso.
Riconosciamo qui un’analogia tra rivoluzione scientifica e politica: entrambe infatti introducono polarizzazioni in campi avversi e devono ricorrere alla persuasione. C’è necessariamente incompatibilità.
Edgar Zilsel compie una sintesi tra positivismo e materialismo storico; egli scrive sulle origini sociali della Rivoluzione scientifica, credendo che lo scienziato sia l’unione di 3 figure:
- Il professore medievale che va in cattedra e commenta i testi classici.
- L’umanista che riscopre e traduce i classici greci e latini.
- L’artigiano, centrale nel periodo di transizione da feudalesimo a capitalismo.
Lo strato superiore deve dare come contributo la logica e lo studio, quello più basso le regole quantitative e la mentalità cooperativa.
Gli artigiani
Degli artigiani (in quanto classe culturale e sociale) fanno parte anche tutti quelli che noi chiamiamo artisti.
Epistemologia artigianale = conoscenza che avviene attraverso il corpo, esperienze fisiche con la natura. È una conoscenza tacita, incarnata; l’artigiano vede la natura come una rete di rapporti.
I libri di segreti
Attraverso la stampa i segreti diventano qualcosa che si può vendere; essi promettono l’accesso ai segreti della natura, da sfruttare per scopi pratici, spesso sono usati come manuali domestici; a differenza dei libri di magia non hanno nulla di esoterico.
Segreto = tecnica + segreto (contenuto) da proteggere
Importantissimo per la scrittura di questi libri è il viaggio, che significava osservare, conoscere, in contrasto con il sapere libresco è l’inchiesta, ovvero viaggiando ho conosciuto gente che mi ha rivelato alcuni segreti.
Giovanni Battista della Porta
Egli scrive il “Libro di magia naturale”, che fa parte di una tradizione più colta, infatti era scritto in latino, e si basa sulla manipolazione della natura, che è vista come una rete di forze da manipolare per raggiungere scopi pratici. Epistemologia dei segreti, della venatio.
- Segreto sociale: soppressione intenzionale di conoscenze per proteggerle da che non deve accedervi.
- Segreto epistemologico: un segreto dato nell’ordine della natura, che si svela a noi.
Altro aspetto fondamentale è la meraviglia, che si prova guardando il mondo senza capirne determinati aspetti, facendo così partire la ricerca filosofica.
XVI-XVII secolo: la natura è abitudinaria, lascia spazio ai fatti strani (nascita di gemelli siamesi, terremoti…), è preternaturale.
Dopo XVII secolo: la meraviglia viene eliminata, con l’Illuminismo diviene sentimento di chi è ignorante, perché la natura diviene prevedibile.
Mentre nel XVII secolo nella tradizione agostiniana la curiosità è peccato, perché gli oggetti della curiosità sono lussuriosi, verso la metà del XVII secolo la curiosità porta alla ricerca naturale, è associata al lavoro scientifico.
Scienza e religione
- Oscurantismo medievale VS Scienza moderna: la Rivoluzione scientifica e la scienza moderna hanno scacciato le tenebre di un medioevo cristiano cupo.
- C’è chi crede che in realtà i gesuiti fossero molto avanzati per quanto riguarda calcoli matematici e astronomia.
- Merton thesis: sono state le confessioni protestanti (dopo il 1517) a favorire lo sviluppo delle scienze moderne, sperimentali come le conosciamo.
La tesi di Max Weber, fondatore della sociologia come scienza sociale del ‘900, ritiene che l’etica protestante (ovvero quella basata sulle opere, secondo la quale la grazia divina arriva in maniera imprevedibile e non perché mi comporto bene) favorisca lo spirito imprenditoriale capitalista, perché esso si basa sulla ricerca individuale, senza la mediazione di preti o figure religiose.
Merton riprende Weber e afferma che ha stimolato anche la mentalità scientifica moderna.
L’anatomia
Nel 1316 viene pubblicato il primo libro di anatomia di Mondino de Liuzzi, professori di medicina; si avrà così l’unione di dissezione e anatomia, lo studio del corpo attraverso l’apertura dello stesso.
Gli organi principali (come per Aristotele) erano: cervello, cuore, fegato e testicoli.
Siccome era difficile poter assistere ad una dissezione, iniziano a nascere i primi libri illustrati, dedicati agli studenti.
Utero = isteria, si credeva che le malattie femminili fossero causate dall’utero, che come una sorta di animale (che ha vita propria) che viveva dentro al corpo della donna saliva e provocava il soffocamento. Guido de Vigarano dimostra che ci sono dei ventricoli che tengono fermo l’utero, che quindi non si muove.
Vediamo così lo scopo dimostrativo dell’anatomia.
Nel 1543 Vesalio, professore di anatomia a Padova, scrive un libro per dedicarlo a Carlo V re di Spagna; nella copertina egli si autoritrae in un teatro anatomico mentre disseziona una donna e ne tiene in mano l’utero. “Sulla fabbrica del corpo umano”, in esso vuole accreditare il lavoro manuale, non si devono solo leggere libri, crede che esso abbia perso importanza (si fa ritrarre mentre tiene in mano un braccio umano mentre guarda dritto il lettore). Egli prende come esempio Galeno, medico di Ippocrate che amava lavorare manualmente, anche se non seziona mai umani ma solo scimmie e maiali.
Nelle sue illustrazioni inserisce il muscolo X, anche se sa che esso non è presente nell’uomo, ma si trova solo nei cani. A credere che esso facesse parte dell’uomo era Galeno, e ciò dimostra proprio il fatto che egli non avesse mai dissezionato un uomo ma solo animali (durante l’impero romano si temeva la contaminazione). Per il cristianesimo non era un tabù, infatti spesso le reliquie dei santi sono proprio i loro organi, oppure vediamo anche l’imbalsamazione dei papi. Un esempio è Chiara da Montefalco (inizio ‘300), badessa di un’abbazia femminile: quando ella muore il suo corpo non si decompone e continua a profumare.
Nella dissezione medievale entrano in gioco 3 figure:
- Il professore, che su un podio legge da un libro.
- Un uomo che con una bacchetta indica le parti del corpo di cui si sta parlando.
- Il sector che è colui che smembra ed effettua la dissezione.
Approvvigionamento dei corpi
Nelle università si facevano circa 2 dissezioni all’anno al massimo, e si usavano i corpi di donne o criminali giustiziati, che dovevano essere di origine straniera, ovvero di almeno 30 km di distanza in modo che nessun familiare potesse reclamarne il corpo. Esse avvenivano in strutture teatrali temporanee, solo dal XVI secolo vengono costruiti teatri anatomici permanenti.
L’anatomia è un evento sociale e rituale civico, le dissezioni attraevano turisti, erano invitati gli studenti ma anche le autorità. Vengono svolte tra gennaio e febbraio perché essendo più freddo i corpi si conservavano meglio, e duravano circa 7/9 giorni, anche durante le feste di carnevale, si andava anche mascherati.
Molti storici ritengono che dissezionare un corpo fosse una sorta di prolungamento delle pene. In realtà si organizzavano riti riparatori attraverso messe e venivano poi seppelliti, si voleva infatti salvare l’anima del dissezionato per consentire lo sviluppo della scienza anatomica. I professori ricevevano prestigio da questa pratica cameratismo maschile: tutti erano uomini e si interessavano soprattutto ai corpi femminili; inoltre ciò succedeva anche nelle case private, cantine in cui i professori portavano gli studenti per praticare la dissezione. De Lamberti, futuro papa, scrive un trattato su come si debba dimostrare l’effettiva incorruttibilità dei corpi dei santi prima della canonizzazione, perché la Chiesa voleva scoraggiare il culto spontaneo dei santi e la costruzione di santuari spontanei, voleva avere un rigido controllo: da qui nasce un’alleanza tra Chiesa e medici.
Gli ospedali
Gli ospedali avevano il compito di confortare i condannati a morte attraverso i confortatori, dei confratelli che gli facevano vedere tavole che raffiguravano santi martirizzati. Gli ospedali fungevano anche da “serbatoio” di cadaveri, un esempio è l’ospedale di Santa Maria della morte, in cui i condannati venivano usati anche come cavie per esperimenti.
Nel ‘700 l’ospedale diventa un’istituzione scientifica, sono come un microcosmo, rappresentano i rapporti sociali epistemici e politici della società in cui nascono.
Molte volte erano come cittadelle che rispecchiavano la struttura concettuale della medicina galenica, ovvero dovevano mantenere un equilibrio tra l’interno e l’esterno, quello dei 4 umori umani fondamentali: sangue, bile nera, bile gialla e flem, dati dall’equilibrio di caldo, secco, umido e freddo.
Una volta scoperto che fosse necessario isolare i pazienti per evitare la diffusione dei batteri, l’estensione orizzontale delle strutture non era più necessaria, così gli ospedali iniziano ad essere sviluppati in altezza.
Nasce poi il tema dell’assistenza VS il controllo sociale, perché diverse categorie di persone iniziavo ad essere rinchiuse in ospedali che non erano davvero ospedali, come orfanotrofi, istituti per ragazze abbandonate ecc.
Mentre Cabanis credeva che la medicina fosse una scienza estremamente incerta, ma che dovesse essere insegnata comunque, Bichat credeva invece che fosse impossibile individuare dei pattern soltanto stando al capezzale dei malati, e che fosse necessario aprire cadaveri, triade:
- Sezionare in anatomia.
- Sperimentare in fisiologia.
- Autopsia.
Nella seconda metà dell’800 Bernard riprende Bichat portandolo ancora più avanti: le malattie che si osservano in ospedale ci fanno vedere solo le loro ultime fasi, è un ambiente troppo caotico bisogna prelevare materiale e chiudersi in laboratori a studiarlo.
Le epidemie
Secondo Giulia Calvi esse sono un modo per rivelare la situazione sociale esistente; per esempio gli uomini durante il periodo della peste trasgredivano più spesso alle restrizioni, oppure si è notato che la violenza di genere aumentasse in questi momenti storici.
Le misure di contenimento erano l’unico modo che si aveva per tentare di tenere sotto controllo le epidemie. Secondo Rosenberg le epidemie si sviluppano in 4 “atti”, hanno questa struttura:
- Rivelazione progressiva, in quanto non si ha una realizzazione istantanea.
- Governare la casualità, cioè cercare di capire perché alcune persone muoiono ed altre no.
- Negoziare una riposta pubblica e politica, bisogna occuparsi di misure, vaccinazioni e restrizioni.
- Una fine che nasce poco alla volta.
La peste
Con essa nasce il tema del macabro, la morte diventa infatti un tema comune nella vita quotidiana. La medicina dell’epoca era totalmente impotente, ma si avevano teorie per cui la medicina galenica credeva che congiunzioni astrologiche provocassero fenomeni terrestri (come i terremoti), che provocano i MIASMI, che producevano malattie attraverso la corruzione degli umori umani, teoria dei miasmi.
Misure di contenimento: restrizioni alla nobiltà, alle merci, non venivano suonate le campane (credevano che ciò avesse effetto negativo sui malati), niente riti funebri, sicurezza alimentare e igiene.
Girolamo Fracastoro, “eroe” della scienza, propone una teoria di contegno riprendendo Galeno e Lucrezio, basata sui semi, o atomi (di Epicuro); egli credeva infatti in particelle invisibili che agivano o per contatto diretto, o attraverso fomiti (oggetti che conservavano in sé i semi del contagio), infatti ad esempi
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