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Storia della pedagogia

Primo semestre 2022

Istruttore: Tiziana Pironi

Data: 29 settembre 2022

Spunto

Un quadro di Renoir con una bambina che legge. Nella seconda metà dell'800 troviamo un fenomeno importante come quello dell'accesso alla scuola da parte delle donne, un percorso difficile, soprattutto per l'istruzione secondaria. Si assiste poi alla nascita della didattica come scienza, con una riflessione sul metodo di insegnamento in modo scientifico perché risponde all'esigenza di estendere l'istruzione a tutti, e con una riflessione sulle modalità didattiche e di apprendimento, su come facilitarlo e come funziona la mente dell'uomo, in particolar modo nel periodo dell'illuminismo con l'idea che la ragione sia un principio universale e che per esercitare la ragione devo accedere all'istruzione, principio che porta a questo apprendimento, un percorso tortuoso.

Le conoscenze, nel mondo antico, dovevano essere acquisite solo da alcune categorie di persone perché il sapere era considerato come qualcosa che andava tramandato, si pensava ci fossero solamente verità assolute, basate sulla memorizzazione e sull'apprendimento informale come con pitture o immagini. Dopodiché ci sono quattro fattori determinanti di cambiamento che si avviano nel corso dell'età moderna tra 500 e 600:

  • Rivoluzione scientifica, dovuto all'affermarsi di una scienza che vede la conoscenza come qualcosa da raggiungere attraverso un metodo sperimentale, le ipotesi vanno dimostrate e sperimentate. La scienza è trasformazione della realtà e l'uomo è protagonista attivo della realtà che lo circonda, secondo Bacone.
  • Nascita degli stati nazionali, si affermano nuove idee nei vari paesi circa l'educazione che si diffondono nel mondo, c'è una coesione di valori.
  • Riforma protestante, incide sull'alfabetizzazione della massa. Lutero nel 1584 pubblica in tedesco la prima Bibbia così che i fedeli possano leggerla in modo più facile, si afferma l'obbligo morale di leggere e di interpretare la Bibbia.
  • Rivoluzione industriale, in Inghilterra, mette in evidenza la necessità dell'istruzione dei figli degli operai sulla base di una cultura protestante, sull'alfabetizzazione e sull'idea che il lavoro è un valore fondante, che portino i bambini ad essere onesti lavoratori, per potersi affermare nella società.

Comenio

Vive nella prima metà del 600, pastore all'interno della chiesa ussita, di tipo protestante, si trova sul piano politico essendo boemo e lottando per l'indipendenza dall'impero austriaco. Sconfitto nella battaglia della Montagna Bianca, è costretto a fuggire e si incontra con Bacone in Inghilterra. C'è una corrispondenza tra i due sulle nuove idee che si diffondono. Si convince che per raggiungere un mondo di pace deve diffondere a tutti l'istruzione, perché se l'uomo riconosce il bene dal male, può pensare qual è l'obiettivo principale della sua vita e vivere in un mondo pacifico con gli altri. Pansofia = tutto a tutti, istruzione a tutti, uomini, donne e bambini, anche chi ha difficoltà di apprendimento.

Comenio scrive poi la Didattica magna per trovare un metodo scientifico per poter insegnare. Gli insegnanti devono essere specializzati nell'istruzione e nell'educazione, combatte infatti la memorizzazione antica. Con lui si afferma il metodo ciclico che ha avuto influenza nella scuola elementare, poiché la mente umana e i bambini hanno potenzialità che vanno attivate dall'apprendimento, attraverso l'ambiente. L'insegnante deve insegnare i concetti fondamentali del sapere a tutti, poi dopo le elementari si approfondiscono questi concetti, perché è importante la ciclicità, quindi la ripresa dei concetti. Il bambino deve imparare dalla sua esperienza di vita, dalle cose più semplici.

Importante è Orbis sensualium pictus [Conoscere le cose attraverso i sensi], il primo libro illustrato dove troviamo le parole e l'immagine associata, adatto per l'infanzia, ebbe una grande diffusione. Il suo obiettivo era etico, religioso e politico, di raggiungere cioè un mondo di pace, senza guerra, attraverso l'educazione definita dagli storici l'utopia di Comenio. Teorizza un'educazione permanente, anche per gli adulti. È un pre illuminista, illuminismo = centralità educativa della scuola e della famiglia rispetto al collegio.

Secondo lui, lo stato come tale deve creare un'istituzione pubblica che si occupi dell'istruzione a partire dall'infanzia, perché prima la formazione avveniva sulla base di una differenziazione sociale, come collegi dove per apprendere un comportamento si utilizzava il latino, era per i ceti nobili e con una divisione tra uomini e donne, ma ciò viene messo così in crisi sulla base del principio che tutti gli uomini sono dotati di ragione, uguaglianza riconosciuta come originaria, antropologica e deve esserlo anche per i più poveri, i quali non potevano accedere all'istruzione. La nuova scuola deve essere divisa per età, non per sesso o scalata sociale.

John Locke

Teorico del liberalismo a livello politico, ma anche grande filosofo, iniziatore dell'illuminismo e rappresentante di un pensiero critico che vuole sottoporre ogni affermazione alla prova dell'esperienza. Sostiene che gli uomini sono tutti liberi, indipendenti e uguali e che la mente apprende attraverso l'esperienza personale, ciascuno è dotato di intelletto che è quello strumento che permette l'associazione delle idee che non sono già come tali ma che lo diventano grazie all'esperienza, la quale può quindi cambiare la nostra sorte e il nostro stato sociale, detto principio di mobilità sociale.

Serve un'istruzione che è anche pratica, cioè l'applicazione delle teorie. Il suo obiettivo è formare il carattere del gentleman, della classe dirigente la quale vive per la prima volta in Inghilterra una monarchia costituzionale da una monarchia assoluta e vede l'affermazione dei ceti commerciali e industriali a scapito della classe nobiliare. Gli uomini vanno formati in modo che sappiano affrontare il cambiamento politico in Inghilterra, dove il potere politico fu sempre gestito dall'aristocrazia e trasmesso per via ereditaria.

Formare il carattere vuol dire formare tutta la persona umana, la quale deve dirigere una nazione, cambiare il curriculum di studi, gestire le emergenze e avere autocontrollo attraverso la formazione delle abitudini fin dalla prima infanzia perché la mente è una tabula rasa e con le esperienze imparo subito.

Ci riferiamo ad un principio scolastico che crea un dibattito ancora molto attuale: le conoscenze sono strumentali alla società in quel preciso momento o c'è un sapere che è valido a formare la mente in maniera eterna? Secondo lui è legato alle situazioni sociali, non c'è un sapere valido sempre, mette in crisi quindi l'idea che il latino formi la mente e che sia veramente utile. Ciò influenzò molto l'America, bisognava ribaltare il curriculum degli studi quindi al posto di greco e latino si doveva studiare le lingue straniere, moderne come sosteneva anche Comenio.

Parla dell'importanza del viaggio come grande esperienza educativa, che porta ad apprezzare la vita degli altri paesi, afferma il valore della tolleranza. Fondamentali i rapporti sociali. La lingua ai bambini va insegnata attraverso il gioco e i libri illustrati partendo dai loro bisogni e dalle loro curiosità. Poiché cambiando la società, cambiano i valori e cambia quindi l'educazione. Devono inoltre sviluppare l'autocontrollo attraverso le abitudini, come la regolarità nel sonno o nel mangiare, fondamentali nella formazione del carattere.

Parla dell'importanza dell'esercizio fisico: mens sana in corpore sano perché l'agilità corporea stimola l'agilità mentale. Si afferma la letteratura dell'infanzia con Robinson Crusoe di Defoe, il gentleman che deve affrontare situazioni difficili, imparando dall'esperienza.

30 settembre 2022

Francia

Nella metà del 700 si diffonde l'illuminismo, tra gli esponenti vediamo Rousseau e Montesquieu, e troviamo una situazione diversa dall'Inghilterra. Infatti, è un paese contadino legato a vecchie consuetudini e tradizioni, arretrato sul piano economico e sociale e con un alto tasso di analfabetismo.

C'è un dibattito politico tra due esponenti dell'illuminismo sull'importanza e sul ruolo dell'istruzione:

  • Voltaire, che afferma che nella realtà della Francia c'è una grande parte di popolazione contadina, quindi come si può istruire queste masse contadine che non ne hanno la necessità? Si deve creare scuole che formino la futura classe dirigente. Voltaire è un liberale animato da un conservatorismo sociale perché la scuola non può essere diffusa a tutti nella realtà della Francia, solo una volta raggiunto il progresso ciò sarà possibile.
  • Diderot, che afferma che ognuno è dotato di ragione, un principio universale sul quale nasce il concetto di uguaglianza, e propone di creare scuole che rendano l'istruzione un diritto per tutti i ceti sociali.

Tra i due sarà Voltaire ad avere ragione perché si afferma il diritto di istruzione per tutti come diritto in sé, ma non si realizza nel concreto, la realtà francese non lo permette, e l'istruzione è necessaria alla borghesia perché provveda ai commerci e all'amministrazione pubblica. Con Napoleone si creerà un sistema scolastico pubblico che crei i licei per formare la classe dirigente.

L'illuminismo non incise nella mentalità diffusa al tempo, ma sulle idee delle cerchie intellettuali: si affermano idee come per i collegi che siano pubblici, si afferma l'istituzione della famiglia che non era stata considerata nella sua valenza educativa, ma vista come una trasmissione del potere. I bambini infatti erano soliti avere delle balie che facevano loro da insegnanti basandosi sul principio del piacere, cioè che è bene quello che fa piacere, e male invece quello che si percepisce come dolore, perché così il bambino impara meglio come attraverso il gioco.

Secondo lo storico P. Aries avviene un cambiamento a partire dal 700 nei confronti dell'immagine dell'infanzia, e in particolare nel sentimento da parte delle famiglie nei confronti della stessa infanzia, una tesi che verrà messa in discussione da Stone che sosteneva che la mancanza di un tetto o del cibo lascia poco spazio ai bisogni affettivi, e che quindi dipendesse dai ceti sociali poiché i più poveri spesso non potevano fare altro che abbandonare i propri bambini.

Nel 700 aumentano inoltre i neonati abbandonati nei brefotrofi per combattere l'infanticidio, a causa dell'aumento delle nascite illegittime, provocate dal fenomeno dell'urbanizzazione poiché molte ragazze madri si trasferivano in città per diventare balie e spesso erano vittime di violenze e stupri.

Creches, nidi in cui le madri portavano i bambini per tutto il giorno e in cui era necessario il vaccino contro il vaiolo dai brefotrofi perché era un abbandono totale del bambino.

Nel 700 era un fenomeno diffuso quello del baliatico, sia tra donne di ceti popolari e ceti nobili, dove i bambini non venivano infatti allattati dalla madre ma dalle balie, e nel caso dei sociali più bassi i bambini venivano trasportati a balia nelle campagne utilizzando carri coperti, in seguito alla pubblicazione di un'ordinanza, perché prima morivano essendo trasportati su carri scoperti, nel caso dei nobili invece essi si potevano permettere le balie nei propri palazzi o case.

Con l'affermazione degli stati nazionali come Francia e Inghilterra, il bambino viene visto come un investimento sull'educazione dell'infanzia.

La Costituzione francese del 1791 decreta l'eguaglianza civile di uomini e donne, ma nel 1804, il Codice Civile di Napoleone afferma che la donna è moglie di un cittadino e non è lei stessa una cittadina, sancendo la sua inferiorità. La donna infatti, per poter accedere a qualsiasi atto pubblico, deve ricevere l'autorizzazione del marito.

J. J. Rousseau

Nasce a Ginevra, in Svizzera nel 1712, la madre muore al parto e il rapporto con il padre è conflittuale. Si sposta a Torino e si converte al cattolicesimo. Ha un'intensa frequentazione con gli illuministi parigini che lo spingono a partecipare a due concorsi letterari, entrambi vinti da lui. Qui rovescia i piani tra la natura e i saperi, i quali hanno finito per corrompere i costumi e le relazioni umane. Nel 76 scrive il "Contratto sociale", un libro politico in cui riporta una distinzione tra sovranità e governo. La prima è sempre del popolo nel suo insieme, non potrà mai essere mediata da nessuno e dovrà sempre esprimersi come un io comune. Il governo non può quindi che sorgere da un continuo rinnovarsi e interrogarsi della volontà popolare.

Filosofo, iniziatore della pedagogia contemporanea: centralità del soggetto infantile (il bambino è fondamentale per costruire l'uomo futuro) e individuazione delle fasi di sviluppo. Afferma che l'obbedienza alla natura umana rende buoni gli uomini e che il compito dell'educazione è conservare e coltivare questa tendenza naturale positiva dell'uomo.

Qual è il suo progetto? Rousseau pensa che l'educazione debba ubbidire ad un cambiamento sociale, per raggiungere l'uguaglianza di tutti i cittadini; si fa promotore del concetto di democrazia diretta, l'uomo infatti deve essere educato sin dalla nascita in modo che sia a tutti gli effetti un cittadino e possa scegliere consapevolmente nella democrazia. (Lo si può definire così un rivoluzionario.) Bisogna prima compiere un'educazione negativa, cioè preservare questo nuovo soggetto da tutte le influenze che possono provenire dalla società e dall'educazione che prima avveniva dal collegio o dalla scuola (come nel caso di Emilio).

Nel 1750 partecipa ad un concorso che ha come tesi: il progresso delle scienze e delle arti ha contribuito al miglioramento del costume? Secondo lui non c'è stato alcun miglioramento nella società, l'uomo è stato corrotto dalla moltiplicazione dei bisogni, è stato allontanato dai bisogni per natura semplici dell'uomo, è critico nei confronti della rivoluzione industriale, c'è bisogno di tornare alla natura, e non al consumismo.

Qualche anno dopo partecipa ad un nuovo concorso in cui rivela la sua idea di uomo come prodotto di condizionamenti storici, economici e sociali, afferma che la proprietà privata ha portato l'uomo a volere, con atti di prepotenza, un'accumulazione di ricchezze e quindi alla corruzione dell'essere umano. L'uomo non è quindi autentico, ma cosa bisogna fare per arrivarci?

Sostiene che occorra risalire all'uomo originario per arrivare alla natura autentica dell'essere umano, dobbiamo separare ciò che è frutto della vera natura umana da ciò che è frutto dei condizionamenti che ci sono stati e che hanno snaturato l'uomo.

Come arrivo alla natura originaria dell'uomo? Osservo il bambino alla nascita che è buono, ed è caratterizzato da due istinti: l'amore di sé e la pietà. Amore di sé, poiché il bambino ha istinto di autoconservazione, ed esprime ad esempio i suoi bisogni attraverso il pianto; pietà invece perché nella natura umana c'è un istinto di partecipazione e vedendo ad esempio un soggetto che soffre, l'uomo è portato a provare un senso di pietà, è una sua caratteristica.

Riflette inoltre sull'innatismo del sentimento, l'importanza del sentimento, che è presente in ciascuno di noi e l'innatismo della coscienza che noi dobbiamo portare alla luce, dobbiamo accontentarci di quei bisogni necessari e rifondare la società sulla natura umana autentica partendo da una educazione nuova del bambino.

Autore de l'"Emilio", un romanzo pedagogico (in modo che abbia maggiore possibilità di diffusione) fondato sul principio che "l'uomo è naturalmente buono" ed è la società che lo corrompe, intende infatti sottolineare che non si può fare nulla se non si parte dall'educazione che serve a creare uomini nuovi in una società nuova. Il romanzo racconta la formazione di un uomo ideale, cresciuto lontano dai pericoli della città, a fianco di un precettore. È composto da cinque capitoli che corrispondono alle fasi educative della vita di Emilio, il quale non è un bambino reale, è nato orfano di entrambi i genitori ed essendo ricco può permettersi di essere educato in un castello insieme ad altre figure all'interno del romanzo. Importante il suo precettore, interpretato dallo stesso Rousseau, che segue lungo il romanzo il suo percorso formativo. Deve preservare Emilio da tutte le influenze negative che possono arrivare dalla società e da un'educazione sbagliata.

Cinque libri

1. Fase educativa, che prima non era stata presa in considerazione, nel periodo tra 0 e 3 anni. Il bambino viene affidato alle cure della nutrice, una figura che deve essere come ideale per la figura materna, le madri si devono ispirare a loro. Vengono così valorizzati amore materno e cure materne. Rousseau sottolinea una pratica scorretta nei confronti dell'educazione infantile, ovvero l'utilizzo delle fasce.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiarapollastri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pironi Tiziana.
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