Scienze della formazione primaria: pedagogia generale
Il libro Le pedagogie del Novecento di Franco Cambi descrive la trasformazione della pedagogia in un secolo complesso, segnato dal passaggio dalla filosofia alle scienze dell'educazione e dall'avvento della società di massa.
L'autore analizza le principali correnti, ideologie e svolte scientifiche che hanno ridefinito la natura e la funzione dell'educazione.
Di seguito viene sintetizzata la struttura dell'opera divisa per i suoi nuclei tematici fondamentali:
1. L'avventura dell'attivismo
L'attivismo ha rappresentato la "rivoluzione copernicana" della pedagogia novecentesca, ponendo al centro il bambino e i suoi bisogni (puerocentrismo).
I cardini del movimento sono il primato del "fare" sul conoscere, l'importanza dell'ambiente e un approccio anti-autoritario.
Le Scuole Nuove
Esperienze pratiche nate in Europa e America, come l'École des Roches o le scuole di Freinet, basate sul lavoro manuale, la socializzazione e il contatto con la natura.
In Italia spiccano l'esperienza delle sorelle Agazzi e il metodo di Maria Montessori, incentrato sulla mente assorbente del bambino e sull'uso di materiale didattico scientificamente predisposto.
John Dewey
È il teorico per eccellenza della scuola attiva. Nel binomio "scuola e società", Dewey teorizza una scuola-laboratorio e una scuola-comunità che educhi alla democrazia e al pensiero scientifico attraverso il metodo del learning by doing (imparare facendo).
2. Le grandi ideologie e la pedagogia
Il Novecento è il secolo delle masse e degli scontri ideologici, e la pedagogia subisce forti condizionamenti politici:
- L'Idealismo italiano: Con Giovanni Gentile, la pedagogia viene ridotta a filosofia dello spirito. Gentile nega le scienze dell'educazione e la didattica formale, centralizzando la figura del maestro e l'autorità dello Stato (Riforma Gentile del 1923). Giuseppe Lombardo Radice collabora proponendo una via più attenta alla creatività e alla lingua del bambino ("scuola serena").
- Il Marxismo: L'educazione è vista in stretta connessione con la struttura economica e la lotta di classe. Figure come Gramsci propongono il modello della "scuola unica iniziale" (culturale e umanistica, per superare la divisione tra lavoro intellettuale e manuale), mentre Makarenko in Unione Sovietica sperimenta il collettivo pedagogico basato sul lavoro e sulla disciplina.
- I Totalitarismi: Fascismo, Nazismo e Comunismo sovietico utilizzano la scuola e le associazioni giovanili come strumenti di
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