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Storia della pedagogia

Nel volume vengono trattate le radici della storia della pedagogia. Con la nascita delle prime civiltà nasce anche la scrittura in risposta ad un bisogno utilitario, solo successivamente verrà concepita come mezzo per dar voce ai propri pensieri. L’educazione è strettamente collegata alla nascita della scrittura.

La relazione educativa presuppone sempre la presenza di almeno due soggetti: Magis (il maggiore, che sa di più) e Minus (il minore, che sa di meno) -> questa relazione non è di tipo autoritario, se dovesse esserlo allora non si parlerebbe più di educazione.

Il rapporto tra magis e minus è infatti un rapporto di ascesi pedagogica (di continua salita) = il magis deve migliorare costantemente il suo metodo di insegnamento e deve guidare il minus nello sviluppo delle proprie potenzialità = entrambi si perfezionano costantemente.

Questo rapporto presenta tre dimensioni:

  • Dimensione teleologica = raggiungimento di una meta ultima che l’educatore ha in mente di far raggiungere all’allievo.
  • Dimensione antropologica = fa riferimento alla dimensione di uomo presente nella relazione educativa.
  • Dimensione metodologica = nella relazione educativa l’educatore deve ben sapere quale sia la strada da seguire.

All’inizio del 1600 la pedagogia riconosce la centralità del fanciullo, protagonista della relazione educativa. Viene quindi formulata una nuova pedagogia (iniziatore fu Comenio) che ha posto le basi di quella attuale.

Cosa è accaduto prima di Comenio?

Tra il 1300 ed il 1400 si colloca l’Umanesimo:

  • Fioritura del sentimento dell’infanzia = tra il Medioevo e l’Umanesimo inizia a fiorire una nuova idea di infanzia. Il bambino diventa un essere attivo che deve essere educato sin dalla nascita per diventare un uomo migliore (concetto legato all’idea di uomo artefice della sua fortuna). Si inizia a pensare a come organizzare al meglio l’educazione.
  • Riflessione proto pedagogica sul tema della paternità = molte personalità dell’epoca (ex. Leon Battista Alberti nel I Libri della Famiglia) rivalutano il ruolo della figura paterna: il padre deve seguire sin dalla nascita l’educazione dei propri figli.
  • Michel de Montaigne = si è occupato di mettere alla luce i limiti dell’educazione elitaria ed ha saputo aprire le porte ad un rinnovamento educativo fondato sulla crescita personale dell’individuo con lo scopo di formare una testa “ben fatta” (e non limitando l’individuo all’acquisizione di informazioni mnemoniche).
  • Riforma e Controriforma = Lutero introdusse una serie di novità a livello educativo come l’importanza di educare tutti i bambini così che potessero accedere alla lettura della Bibbia oppure l’importanza della responsabilità dei genitori nell’educazione dei figli. Comenio elaborerà le novità introdotte da Lutero e renderà i processi di apprendimento una scienza.

Comenio

Comenio è un pastore protestante appartenente all’Unione dei Fratelli Boemi, egli opera e studia in un periodo caratterizzato dalla Rivoluzione Scientifica, cerca di trovare una risposta ai bisogni formativi che servivano a quei tempi, ma anche da profonde contrapposizioni religiose e politiche causate dalla Riforma e dalla Controriforma.

Egli sostiene che anche le classi sociali più deboli hanno bisogno di un sapere, anche minimo, per lavorare e garantire un vivere adeguato; anche da parte dei sovrani avere uno strumento per poter governare sia la classe alta che quella bassa, (quasi il 90% della popolazione) -> istruzione come mezzo per governare il popolo.

Comenio nasce in Europa ed è costretto ad emigrare più volte perché, essendo protestante, non poteva stare in territori cattolici; per questa ragione conobbe tante realtà nuove, reali che avevano fiducia nei suoi principi e le sue idee furono fatte proprie da sovrani che utilizzarono sistemi scolastici nei loro regni.

*Martin Lutero sosteneva che tutti dovevano aver accesso alla sacra scrittura (m e f), tutti dovevano saper leggere e avere i saperi minimi senza i preti la interpretassero per loro; questo doveva avvenire all’interno delle case, i genitori dovevano poi insegnare ai figli e sollecitò più volte perché venissero aperti dei luoghi in ogni villaggio in cui insegnare a leggere e a scrivere, sia per bambini che per adulti.

Comenio, che era pastore protestante, aprì accanto a casa sua una scuola una scuola di villaggio e diventò maestro utilizzando delle metodologie per l’alfabetizzazione -> principio di universalità con svolta religiosa ma anche politica e pedagogica, fu fondamentale per lui mettere per iscritto i principi fondamentali dell’istruzione: nel 1628 pubblica Didattica Magna, che ripercorre in maniera scientifica il percorso di insegnamento dalla nascita ai 24 anni.

Comenio elabora la pedagogia = una teoria organica e sistematica dell’educazione, autonoma dalla filosofia e dalla teologia. Promuove l’agoghè cioè la promozione della crescita della persona per tappe con un maestro. In essa egli concepisce l’educazione come strumento di realizzazione dell’idea religiosa dell’uomo che riconduce l’universo a Dio guidato dalla fede e dalla ragione.

L’educazione deve realizzarsi in maniera universale nella scuola attraverso due direzioni:

  • Pansophìa = ideale di conoscenza appropriata dei principi di tutte le cose.
  • Panpaedìa = ideale di insegnamento universale (tutti devono poter apprendere i fondamenti del sapere nella propria lingua materna).

Comenio affronta l’aspetto antropologico, la sua visione di uomo, in cui l’uomo è una creatura di Dio creata per ricondurre tutto a Dio e il bambino è ‘l’arboscello di Dio’ che cresce se coltivato secondo metodologie. Affronta anche la dimensione teleologica (fine) e si pone una meta ultima: realizzare la missione della creatura di Dio e poter conoscere tutto di tutto (sapere universale).

Come realizzarlo? Fondamentale era aprire scuole in ogni villaggio, e in ogni stato un sistema scolastico, un tutto uniforme (in Italia sia pubbliche che private seguono le indicazioni nazionali) e invita chi legge il testo e le governanti a costruire un sistema scolastico articolato in sessenni per maturare un profilo completo di competenze:

  • Schola materni gremii (0-6 anni): rappresenta l’educazione che avviene in casa attraverso i genitori e che non prevede un programma ben preciso, viene rivalutato il ruolo della mamma che viene riconosciuta come prima educatrice del bambino secondo natura.
  • Schola vernacola (6-12 anni): rappresenta la scuola della prima alfabetizzazione che secondo Comenio deve essere accessibile a tutti*, essa prevede un programma ben specifico, si tratta di una scuola collettiva e non più individuale *Comenio sviluppa infatti il principio “Insegnare omnibus omnia omnimo” (insegnare a tutti tutte le cose completamente), trattato all’interno delle opere: Janua Linguarum Reserata, Didactica Magna e Pansophiae Prodromus.
  • Schola latina (12-18 anni).
  • Accademia (18-24 anni).

Prima di Comenio l’istruzione era individuale oppure gestita dalla Chiesa (ex. in Italia le prime scuole sono legate alla Chiesa dove bambini e adulti seguivano la catechesi e classi sociali inferiori vi partecipavano, ottenendo una prima alfabetizzazione). L’istruzione era anche per le bambine, (prima non era contemplata) le uniche femmine istruite erano le monache -> sistema innovativo -> includeva anche chi aveva disabilità, nei limiti del possibile, ma anche loro ne avevano diritto.

In che modo realizzare questi principi?

Comenio sviluppa un nuovo approccio razionale di organizzazione scolastica -> si tratta di un’organizzazione che presuppone una didattica di tipo universale (che si rivolge a tutti) ed un metodo di insegnamento rigoroso con un programma ben preciso scandito in orari (due ore di lezione al mattino e due ore di lezione al pomeriggio).

Novità introdotte da questo nuovo approccio:

  • Modalità di insegnamento collettivo: nasce la classe, l’utilizzo dei banchi (che richiama quello della chiesa) che è uno strumento di disciplinarmente; l’utilizzo della cattedra per gli insegnanti, rialzata, che dà l’idea di un insegnamento che arriva dall’alto; libri di testo uguali per classi di età: 1657 Comenio pubblica il primo manuale scolastico illustrato, Orbis Sensualium Pictus, in cui egli utilizza immagini poiché sostiene che sia importante al fine dell’apprendimento utilizzare le immagini per imparare a dare un nome a tutte le cose.
  • Modalità cicliche di apprendimento (al pomeriggio si riprende quanto studiato al mattino).

Questo approccio sottolinea la centralità del principio dell’ordine.

Alcuni autori che hanno traghettato lo sviluppo del pensiero pedagogico tra il 1600 ed il 1700

Tra questi autori identifichiamo Locke e Fénelon, i quali sviluppano una concezione empirica dell’educazione (= che avviene attraverso l’esperienza) -> portano avanti un’educazione frontale in cui ogni ragazzo ha un maestro ma in un ambiente domestico, non scolastico.

Prediligono un modello di educazione individuale (che era elitaria in passato) perché lo ritengono ancora molto valido per rispondere alle esigenze di una classe sociale che non era più solo aristocratica, ma per formare quella borghese formata da persone che hanno costruito il loro successo da attività redditizie e che hanno più possibilità e importanza anche a livello politico.

Locke è protestante, Fenelon cattolico ma entrambi sono legati ai principi dell’empirismo critico: criticano il collegio perché lontano dall’interesse della borghesia per cui la conoscenza parte dall’esperienza (conoscenze anche di tipo manuale, saper riparare/intervenire/aggiustare) -> non sono saperi di tipo classico ma tecnica e utilitaristica.

1. Locke (1632 – 1704)

Nella sua unica opera pedagogica Pensieri sull’Educazione Locke consiglia ad un amico dei suggerimenti sul come cresce ed educare il figlio. Egli concepisce l’uomo come gentleman, non necessariamente aristocratico ma che ha costruito la sua fortuna sul lavoro e ha diritto a un’istruzione che lo renda guida di una nuova società. (Locke prenderà parte alla politica sostenendo il regime anti-assolutista della Rivoluzione Inglese).

Riprende una visione positiva di uomo, che è artefice del proprio destino, il centro di tutte le cose, conta solo sulle proprie risorse personali e raggiunge buoni livelli di successo. Il gentleman è un cittadino che dotterà i diritti per partecipare alla politica e non dovrà studiare in un collegio: egli sostiene che l’uomo nasce come tabula rasa, e durante la vita scrive la sua ‘lavagna’ tramite le esperienze che fa, i saperi che ha acquisito, ma non in modo passivo, poiché l’uomo è entità attiva e ricettiva che accumula conoscenze e questo non necessariamente avviene in un rapporto 1 a 1 ma con entrambi i genitori.

-> Intorno ai 6 anni l’educazione continuerà con un maestro privato per diversi anni, in cui acquisirà la capacità di autoregolazione, il self-government, una disciplina non finalizzata al conformismo. Tuttavia non occorre stimolare troppo il bambino per evitare che questo cresca in maniera disarmonica, le esperienze vanno fatte fare gradualmente in modo tale da crescere un individuo padrone di sé che egli associa al self-made man*.

*Per self-made man si intente l’uomo colto, virtuoso ed esperto capace di muoversi all’interno della complessa rete di rapporti sociali e politici. Questa figura viene associata a quella del cittadino che nasce e prende il posto di quella di suddito. Nella figura del self-made man Locke pone il futuro della nuova società, una società libera da schemi sociali e religiosi precostituiti.

-> si occupa prevalentemente del maschio, propone la teoria dell’indurimento del fisico, della volontà, dell’intelligenza attraverso il superamento di prove predefinite dai maestri con la necessaria prudenza educativa, così che potessero diventare uomini forti. Consiglia di non vestire il bambino così che impari a sopportare il freddo, doveva sperimentare diversi gusti e alimenti, sopportare un cattivo gusto; bisognava mettere il bambino nell’ottico di costruirsi i propri giocattoli e promuovere le capacità a partire da materiali ‘naturali’; per i neonati suggerisce di dare oggetti per lo sviluppo sensoriale.

Riassumendo, il suo cursus studiorum era improntato ai seguenti principi:

  • L’apprendimento deve essere finalizzato al self-government.
  • L’apprendimento del greco e del latino deve essere secondario rispetto a quello della lingua nazionale e del francese (all’epoca lingua diplomatica).
  • L’importanza dell’apprendimento della geografia e delle discipline matematiche e fisiche.
  • L’importanza di una salda formazione etica fondata non solo sulle Sacre Scritture ma anche sui classici dell’Antichità (ex. Cicerone).
  • L’importanza delle attività fisiche e pratiche.
  • L’importanza delle attività volte all’indurimento del fisico, della volontà e dell’intelligenza attraverso il superamento di prove predisposte dai maestri con la necessaria prudenza educativa.

2. Fénelon (1651 – 1715)

È un intellettuale empirista e si occuperà del tema dell’educazione delle fanciulle fin dalla tenera età; ne sottolinea l’importanza nella sua opera pedagogica Traitè de l’Èducation des Filles.

Al contrario di Locke, Fénelon ritiene che la prima infanzia non sia il tempo adatto per il ragionamento a causa della costante agitazione in cui si trovano i piccoli, espressa dal loro continuo bisogno di movimento.

Egli sostiene invece che sia la curiosità a rappresentare la migliore disposizione naturale da incentivare per favorire la loro istruzione. La curiosità perciò non viene più vista come un problema ma come un’occasione di apprendimento, segno di un’intelligenza che si sta sviluppando. Ritiene inoltre che fino ai 12-13 anni ci debba essere la stessa formazione per maschi e femmine perché fino a quell’età hanno natura simile, sono molto ricettivi, parla di plasticità infantile.

All’interno del Traitè de l’Èducation des Filles Fénelon si dimostra contrario all’educazione collettiva, prediligendo quella individuale. Formula il principio di educazione indiretta: secondo tale principio Fénelon sostiene che l’educatore debba indirettamente mettere il bambino nelle migliori condizioni per apprendere così che egli possa auto-educarsi. Il maestro fa da registra, prepara il Setting per poi restare sullo sfondo così che il bambino sia protagonista, al centro non c’è più il maestro o la disciplina.

Non è più ‘infans’ senza voce o ragione, ma un soggetto attivo/ricercatore. Egli inoltre afferma che l’educatore ideale per la prima infanzia sia la donna- madre, proponendo la relazione madre- figlio come ideale della relazione educativa; egli suggerisce alle mamme di fare lunghe passeggiate con i bambini e farli imparare dall’esperienza (es: mulino, mugnaio, farina -> panettiere, pane) attraverso i 5 sensi, toccando, chiedendo, ascoltando.

L’Illuminismo – 1700

L’illuminismo si sviluppa nei primi decenni del 1700 e si fonda sull’uso della ragione come vaglio critico che permette all’uomo autonomia di pensiero.

Cosa implica ciò sul piano dell’educazione? Un’ulteriore fioritura del sentimento dell’infanzia legata a:

  • Passaggio da grandi famiglie patriarcali a piccole famiglie nucleari = questo comporta una maggiore intimità familiare. Lo spazio domestico assume sempre più importanza ed i bambini diventano oggetto di maggiori attenzioni.
  • Maggiore attenzione da parte della scienza nei confronti delle esigenze dei più piccoli = ad esempio nasce la pratica igienica durante il parto con conseguente diminuzione del tasso di mortalità neonatale oppure viene condannata la pratica della fasciatura che causava malformazioni e problemi neurologici. Viene inoltre spronata la mamma a praticare l’allattamento al seno al posto della balia, sia perché il latte sarà più nutriente che per creare un primo legame tra mamma e bambino.
  • Esaltazione del senso materno = si sviluppa una nuova idea di donna come madre felice di occuparsi della cura dei propri figli, aveva il compito di guidare i figli durante la crescita come un’educatrice, ed una nuova idea di bambino come soggetto da osservare e non più da manipolare.

Rousseau (1702-1778)

Rousseau dal punto di vista pedagogico si distingue per il suo pensiero all’avanguardia.

Biografia -> Nasce a Ginevra e poco dopo la nascita rimane orfano di madre, cresce quindi con il padre e riceve un’educazione poco sistematica; viene inserito nella bottega a 6/7 anni e a 16 scappa e va in Francia dove studierà per lo più da autodidatta o sotto la protezione di nobildonne come Madame de Warens che diventerà sia amante che mecenate di Rousseau.

In quegli anni impara la filosofia illuminista che riconosce la centralità della ragione come strumento di vaglio critico e progresso umano e sociale. Successivamente si sposta verso Parigi, al tempo culla dell’Illuminismo, dove collaborerà alla stesura dell’Enciclopédie. Nel 1950 si allontana dalla corrente illuminista poiché si rende conto che la ragione da sola non può bastare e nota che alcuni mali si stanno alimentando, come la corruzione, e come l’uomo sia un essere malvagio; decide di partecipare a un concorso e presenta l’opera Discorso sulle Scienze e sulle Arti, all’interno della quale Rousseau denunc

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sazzola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della pedagogia della scuola dell'infanzia e primaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Scaglia Evelina.
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