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Storia della filosofia

Scuola ionica di Mileto

La scuola ionica di Mileto è la prima scuola filosofica che sorge a Mileto (attuale Turchia, Anatolia: città ricca di mercanti, ricercatori, incontri e scontri tra mondi; è colonia/città di scambi commerciali, culturali e di navigazione). È una città di ricchezza economica e soprattutto culturale: ci sono figure intellettuali che in altre città della Grecia e dell’Africa del nord, non ci sono. Sono queste figure a portare con sé aspetti astronomici, matematici, filosofici e danno così il via alla filosofia. A Mileto fioriscono diverse scuole, la più celebre però è quella di Mileto e Talete ne è il fondatore.

In essa c’è un governo coloniale meno invasivo perché:

  • C’è maggior libertà politica;
  • Ci sono tanti scambi commerciali (e quindi anche scambi culturali);
  • È una città che risente del mondo persiano, cinese, medio-orientale.

Caratteristiche della scuola

La scuola non ha una struttura fisica, non è un edificio/istituzione ma una scuola nel senso che c’è un maestro che si ritrova con pensatori per discutere e dialogare. E' caratterizzata da un sapere circolare (si discute, si dibatte) e orizzontale (quello che io conosco, lo metto nella discussione comune cioè a disposizione degli altri, entra in circolo ciò che ho intuito/elaborato; non è un sapere che io tengo oscuro ma lo propongo e lo metto a disposizione di tutti; non c’è nessuno che dall’alto al basso cala questo sapere). È una scuola aperta (in essa gli uomini di cultura si ritrovano per confrontarsi, infatti è una scuola a cui si può partecipare liberamente, non servono prerequisiti particolari legati alla razza o alla posizione religiosa ma serve solo intuizione, tempo libero, curiosità, ingegno).

La scuola è contraria alla visione gerarchica del sapere, caratterizzata da forte dinamismo.

Periodo cosmologico e indagine filosofica

La scuola di Mileto nasce nel periodo cosmologico: 600-500 a.C. in cui l’indagine filosofica ruota attorno al cosmo. Il pensiero logico-razionale getta le basi nella filosofia greca. I greci hanno aiutato l’umanità in un passaggio importante dal mito (dal racconto del mito della realtà) ad una spiegazione logico-razionale della realtà. Il sapere logico-razionale è un sapere aperto: si parla di matematica, di meteorologia, di navigazione, di astronomia, di ciclo della vita, ma non si parla di queste cose a partire da saperi oscuri, magici o misteriosi ma in modo del tutto logico-razionale; infatti, i filosofi di questa scuola hanno un approccio logico-razionale alla natura.

Arché e ricerca filosofica

La scuola si interroga su che cosa sia l’Arché e quale sia l’arché, cioè quali tipi esistano; quindi, la ricerca filosofica è animata da una domanda: quale principio governa il cosmo, la natura, le cose? C'è un Arché? Che cos’è l'arché? Dato che il cosmo è ordinato, cosa sta alla base di questo ordine? È una scuola che ruota attorno a questa prima domanda. Arché è il principio primo, ciò che dà ordine al mondo, è la causa prima che governa l’ordine delle cose, è la causa nel senso di ciò che governa non ciò che crea dal nulla. Le cose ci sono: stelle, pianeti, monti, uomini, animali e il tutto è governato dall’Arché che è causa prima (perché governa le cose) ma anche causa ultima (perché non c’è altra causa al di là di questa).

Primo filosofo milese: Talete

Talete (VII-VI secolo a.C. monista, il principio che governa il mondo è uno: acqua); considerato il primo grande filosofo della storia: da Aristotele ad Hegel, egli è il punto di inizio di questo grande viaggio, cioè della filosofia. Egli rappresenta un’idea stessa di filosofia, è emblema della filosofia e simboleggia l’unicità del mondo greco. Incarna a pieno l’idea di sapiente antico perché astrologo, navigatore, matematico, studioso, dalle mille capacità. Celebre per le sue intuizioni dal punto di vista astronomico e per le sue capacità nella navigazione/esplorazione. Importanti il suo approccio naturalistico + teoria ilozoista (vi è un elemento, un principio naturale (acqua) che vivendo, dà la vita).

Talete vede nell’acqua il principio, l'arché, la legge del cosmo. Tutto è governato e retto dall’acqua = osservando la natura, essa è fonte di vita; tutto ciò che è vivo è nell’acqua, nell’umido (si pensi ai semi, ai fiori, alle piante, il nostro corpo) = acqua come fonte di vita. Talete definisce questo elemento come elemento primordiale da cui tutto deriva e che tutto governa.

Aristotele nel primo libro della metafisica dirà che l’acqua è substrato, è ciò che sta sotto, ciò che sorregge la terra; ciò che sta sotto è fondamento e la terra è sorretta dall’acqua = visione greca del tempo: l’acqua è ciò che sta sotto e la terra è sorretta e alimentata dall’acqua: gli egizi veneravano il Nilo perché fonte di vita e di equilibrio/benessere --> tradizione di venerazione dell’acqua da cui Talete ne deduce razionalmente il passaggio all’acqua come legge, principio del cosmo. Talete visto da Aristotele: acqua come arché, come principio primo. Aristotele ci ha presentato nelle sue opere molti dei filosofi che lo hanno preceduto di due/tre secoli potendo così ricostruire il pensiero di quei filosofi di cui non abbiamo molto. Aristotele li legge con i suoi occhi e li presenta come coloro che maggiormente sono utili alla sua filosofia e Talete è utile al pensiero di Aristotele. Aristotele: autore della filosofia come meraviglia: egli attribuisce questo pensiero a Talete e dice che i primi filosofi andavano alla ricerca di qualcosa di stabile (che permane) da cui le altre cose, che invece mutano, derivano. I primi filosofi, quindi, andavano alla ricerca dell’arché, del principio primo stabile da cui le altre cose, che invece divengono e mutano, dipendono. Essi andavano alla ricerca di un principio, di una causa che deve avere una caratteristica specifica: deve permanere. Tra questi filosofi c’è Talete, uno dei primi che intraprende questo sentiero: questa ricerca, dice Talete, ci porta all’acqua, principio che permane in un mondo che muta: tutto è governato dall’acqua, la terra poggia sull’acqua. Aristotele afferma che l’acqua è il substrato ma è un'argomentazione che possiamo certamente attribuire a Talete. L’acqua è substrato (Aristotele): acqua è arché perché è ciò che sostiene, ciò che sta sotto, la terra poggia sull’acqua per questo è arché. Umido è nutrimento, dunque, le cose sono generate nell’umido: l’acqua è vita. Se ci fosse una causa del mondo naturale, un Dio da adorare esso dovrebbe essere l’acqua. La causa di tutto è l’acqua, che è un elemento naturale dentro la natura.

Secondo filosofo milese: Anassimandro

Anassimandro (VII-VI secolo a.C.) filosofo originale e genio dell’antichità. Co-fondatore di Talete della scuola di Mileto, Anassimandro conduce una vita dedita alla ricerca filosofica e naturalistica: cerca di capire come funziona la natura e prova a spiegare il cosmo attraverso la natura.

Teorico dell’apeiron (apeiron=indefinito, indeterminato) che è l’arché del mondo, del principio del mondo = apeiron è una quantità indefinita, caotica e indeterminata di materia primordiale da cui derivano i mondi. Egli immagina che la vita, l’universo e i mondi siano prodotto e frutto di un processo che parte da una quantità infinita e indefinita di materia in cui ci sono mescolati tutti gli elementi (acqua, fuoco, terra, aria) e che ci siano tutti gli opposti in un'unica grande massa indefinita, indeterminata quasi infinita. È una massa indeterminata e infinita ed è caotica (è un caos da cui tutto prende vita). Da questa massa primordiale di materia, Anassimandro elabora la teoria della separazione: gli opposti (caldo-freddo, duro-morbido...), in questa massa di materia indefinita, scontrandosi, si separano dall’armonia iniziale: lo scontro crea i mondi --> armonia – scontro: dallo scontro si separano e generano i mondi, i corpi finiti gli elementi naturali. Il mondo finito è frutto di una separazione. Questi mondi sono indeterminati, forse infiniti e nei mondi vi è la vita organica. Tra questi mondi vi è anche la terra in cui vi è l’uomo. Questo è l’inizio di un ciclo che sarà infinito: i mondi nascono, vivono e puoi muoiono. Alla teoria della separazione segue la teoria della deflagrazione per cui i mondi muoiono, si consumano, si disgregano e gli elementi tornano nel caos originario per cui tutto si crea e nulla si distrugge. Apeiron è una massa da cui tutto nasce, poi si consumano e ritornano da dove risorgeranno nuovamente = circolarità dei mondi e del tempo.

Anassimandro si pone una domanda: qual è l’origine dell’uomo? Egli con il logos immagina una sorta di proto-evoluzionismo: immagina che l’uomo sia derivato dai pesci; dai pesci ci sarà stata una nuova evoluzione: dal pesce per evoluzione deriva l’uomo.

Principio dell’apeiron che rimanda all’infinito, indeterminatezza, caos + deflagrazione. Tra i pensatori antichi colui che ha individuato come arché un principio indeterminato e infinito è Anassimandro. Questo è elemento di profondo anticonformismo: l'infinito è un concetto limite che per tutto il mondo greco e cristiano viene rigettato: l’infinito come non essere è impensabile, è un concetto da respingere. Anassimandro ha osato concettualizzare l’infinito e lo ha posto come principio da cui deriva il finito --> slancio, coraggio di un filosofo che ha osato andare dove altri non hanno mai proceduto. Il principio non è un elemento della natura (acqua o aria) ma un’altra natura infinita che governa il mondo da cui i mondi derivano. I mondi derivano, i pianeti derivano, i cieli derivano da questa quantità di materia primordiale: questi si consumeranno e torneranno alla natura primordiale. Fa derivare l’ordine dal caos. Non c’è un unico elemento ma una somma di elementi in costante movimento (acqua, fuoco, terra...) dentro l’apeiron. Il cosmo è sorto dal movimento degli opposti che all’interno dell’apeiron scontrandosi sono usciti; da qui aggregandosi generano i mondi e i cieli, che vivono e si disgregano; i mondi disgregandosi portano questi elementi che li compongono a rientrare ciclicamente nell’apeiron originario e ripetono il tutto --> è un ciclo vitale: è un ciclo nello spazio e nel tempo. L'equilibrio che ne risulta è governato da una divinità che è la giustizia: il mondo che ne risulta è in equilibrio cioè regna la giustizia della totalità: c’è un equilibrio del cosmo che rimane tale nel tempo e nello spazio: i mondi che si formano sono in equilibrio solo in giustizia.

Terzo filosofo milese: Anassimene

Anassimene (VI secolo a.C.): allievo di Talete e Anassimandro e sostiene che l’arché è l’aria --> monismo. Elemento che vivendo, vivifica. L'aria ha la caratteristica di essere indefinita; da Talete riprende l’elemento naturale, da Anassimandro l’essere indefinito. L'aria governa il cosmo perché essa è vita, senza aria non c’è vita; da essa derivano gli altri elementi: dall’aria per rarefazione nasce il fuoco, per condensazione nasce l’acqua, il ghiaccio e la terra. L'aria permea l’universo; l’universo è una sorta di tutto che respira; esso è vivo perché è permeato dall’aria; l’aria vivifica l’universo.

  • Se questa arché coincide con un elemento naturale vivente (acqua, aria, fuoco) che vivendo, vivifica il mondo, siamo in presenza di una teoria ilozoista: ilozoismo: teoria secondo cui l’arché coincide con un elemento naturale vivente, il quale vivendo, vivifica cioè dà ordine alle cose (es. Talete e l’acqua).
  • Se l’arché non coincide con un elemento ma coincide con tutto l’ordine delle cose, con il mondo stesso allora la teoria si chiama panteismo: Pan=TUTTO, Teo=DIO/CAUSA --> l’arché coincide con il mondo stesso, con tutto l’ordine delle cose, della natura. Causa coincide con il tutto. (Anassimandro, Eraclito).
  • Se l’elemento naturale è uno, siamo in presenza di una teoria monista; se c'è un'arché plurale, fatto di più elementi, siamo in presenza di pluralismo filosofico.

Eraclito

Eraclito (535-475 a.C.) con lui si passa nelle colonie orientali/penisola anatolica in particolare ad Efeso. È antidemocratico e pensa che la democrazia sia luogo della mediocrità dove prevalgono istinti passionali e bassi. Elabora una filosofia dialettica (di movimento) e fonda la scuola del divenire in conflitto con la scuola degli eleatici (Parmenide e Zenone).

Il filosofo pensa che nel mondo tutto sia figlio della lotta eterna fra opposti che, scontrandosi, generano equilibrio. Questo eterno scontro tra opposti però non viene colto dalla maggioranza perché dormiente, cioè si ferma all’apparenza. Il logos è la legge dell’essere/della natura e dice che tutto diviene. Secondo il filosofo questa ragione del mondo e quindi questo logos, può essere colto dagli uomini ma la maggior parte di essi non fa un buon uso della ragione = nonostante la realtà sia davanti a noi, non facciamo un buon uso della ragione perché preferiamo dormire (per questo dormienti). Essi sono coloro che quindi si accontentano e per questo non usano bene la ragione (DOXA= opinione alla quale ci si ferma). Gli uomini, dunque, dormono e non fanno un buon uso dell’intelletto. Dato che la verità costa fatica e va cercata, per loro dormire è più comodo.

Arché: Panta rei = tutto scorre (legge dell’universo/principio primo che governa il mondo). Per Eraclito la staticità non esiste e vi è un'unica legge = eterno divenire. L'essere/realtà, infatti, è come l’acqua cioè in continuo divenire/cambiamento: la realtà è paragonata ad un fiume che scorre costantemente (fiume come immagine simbolica dell’eterna realtà che diviene e muta/immagine dell’essere). Nella realtà quindi tutto cambia/muta e per questo noi siamo e non siamo: noi oggi siamo diversi da ieri perché tutto diviene, muta, cambia. Siamo oggi quello che non eravamo ieri. In ogni istante siamo qualcosa ma non siamo quello che eravamo prima e non siamo quello che saremo dopo. È impossibile fare il bagno due volte nello stesso fiume perché esso scorre. È impossibile quindi che la realtà sia immutabile.

Arché: l’eterna lotta tra opposti: in natura tutto diviene: in natura tutto è mutamento (stagioni che si succedono, la vita, alternanza giorno-notte) --> alla base del cosmo, che è ordinato, vi è l’eterno scontro tra opposti. Tutto diviene perché gli opposti sono in lotta tra loro ma si auto-alimentano (gli opposti si autolegittimano a vicenda: un opposto esiste grazie al suo opposto (esiste il bene perché c’è il male o il freddo perché c’è il caldo). Gli opposti scontrandosi, si riconoscono --> ci si riconosce perché è la diversità che porta al riconoscimento reciproco). I contrari (freddo-caldo, bene-male ecc.) si scontrano e, scontrandosi, generano un equilibrio cioè un ordine che è razionale (l’equilibrio/armonia del mondo è dato quindi dallo scontro/conflitto tra opposti). Con il Panta rei, tutte le cose cambiano/mutano e questo mutamento è un caos armonico. I dormienti si soffermano sul caos e pensano che sia il caos a dominare il mondo/eventi invece Eraclito dice che i pochi svegli, che vanno oltre l’apparenza, si accorgono che dietro al caos apparente c’è l’ordine delle cose in equilibrio.

Arché: fuoco: elemento distruttore, che distrugge per creare; è quindi forza distruttrice simbolo dell’eterna lotta fra opposti che genera un nuovo equilibrio. È caos da un lato e logos dall’altro e da questo caos nasce l’ordine, la vita. Il fuoco, quindi, è caos/scontro tra opposti ed è armonia/ordine.

Pòlemos = guerra. Dio, padre di tutti gli altri dèi, è la guerra come scontro tra opposti. Lo scontro produce l’equilibrio e chi vince lo scontro, si afferma. La giustizia infatti è uno scontro tra chi ha subito un torto e chi lo ha fatto: è contesa --> essere giusti significa fare delle scelte che eliminano l’ingiustizia. Il conflitto (guerra) è padre di tutte le cose: lo scontro ha reso gli uomini re e sudditi, liberi e schiavi, dèi e uomini. Questi esistono perché Pòlemos lo ha deciso. Dunque, la differenza che vediamo intorno a noi è figlia della guerra. Ciò che governa il mondo, quindi, non è l’amore ma la guerra che è regina del mondo. Eraclito non esalta la pace ma la guerra da cui si generano le fertilità. Gli ignoranti non capiscono che il conflitto crea armonia. Armonia c’è dove c’è conflitto. L'ignorante crede che l’armonia crei armonia ma non è così.

Concetto di logos: il logos è la verità, la spiegazione, il discorso razionale dell’universo, del cosmo, della natura. Il logos è il principio che regola tutte le cose; è il discorso logico-razionale che governa il mondo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesca237 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Di Giovanni Piero.
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