Statistica
Origini della statistica
Prof. Emanuela Dreassi - Università di Firenze - Facoltà di Economia
22/02/2023
Il termine "statistica" deriva da "stato", perché veniva utilizzata principalmente da chi governava lo stato per raccogliere dati relativi alla popolazione, al numero di cannoni e alla quantità di raccolto. Recentemente si è integrata con la matematica attraverso il calcolo della probabilità, nei primi anni del '900.
La statistica è un insieme di metodi che servono per estrarre informazioni dai dati osservati per aumentare la nostra conoscenza su un fenomeno. Viene utilizzata per fare previsioni, analizzare un fenomeno o prendere decisioni.
La statistica è sempre legata a un contesto. Ad esempio, una malattia con un tasso di mortalità pari a 0,1% implica che il numero di morti dipende dal numero dei malati.
Fasi del metodo statistico
- Disegno: come reperire le informazioni
- Descrizione: come sintetizzare e descrivere i dati raccolti
- Inferenza: si usa il metodo induttivo, cioè dal campione si riportano le informazioni su tutta la popolazione
La statistica si distingue in:
- Statistica descrittiva: descrive i dati (raccolta, presentazione e caratterizzazione)
- Statistica inferenziale: si occupa di un problema osservando solo un campione, per poi generalizzare sull'intera collettività
Termini statistici
- Popolazione o collettivo statistico: insieme che si vuole studiare, es. studenti italiani o edifici di Firenze.
- Unità statistica: un elemento della popolazione, es. uno studente italiano o ogni edificio.
- Campione: sottoinsieme della popolazione o insieme di unità statistiche, es. classe del corso C-E o insieme di edifici di Novoli.
- Dati: risultato della rilevazione-misurazione di caratteristiche delle unità statistiche, es. misuro l'altezza degli studenti del corso.
- Variabile: qualcosa che può variare, fenomeno su cui si sta facendo l'indagine, es. altezza dello studente.
- Modalità: valori distinti ottenuti dalla variabile, es. 166 cm.
- Parametro: quello che non conosciamo, es. altezza media degli studenti (parte inferenziale).
- Statistica: ciò che voglio osservare, es. media di altezza del campione (parte inferenziale).
Fonti di variabilità
La variabilità nei dati si riscontra:
- In due misurazioni dello stesso oggetto (es. due misurazioni contemporanee del battito cardiaco).
- Misurazione di due oggetti diversi (es. battito cardiaco di due persone oppure battito cardiaco della stessa persona in due momenti).
- Nei processi casuali (es. due estrazioni da un’urna contenente palline numerate da 1 a 20).
Matrice dei dati
Ha una forma rettangolare, dove ogni riga è riferita a un'unità statistica e ogni colonna alle variabili. Spesso le modalità delle variabili qualitative sono espresse tramite codici per facilitare la registrazione dei dati (es. 1 per maschio, 2 per femmina).
È importante controllare la coerenza dei dati (a livello concettuale, arrotondamenti ed errori di inserimento) e i dati mancanti (missing).
Descrizione grafica dei dati
23/02/2023
Tipi di variabili
- Quantitative o numeriche: Sono misurate in numero (es. numero di figli, altezza), e si distinguono in variabili continue (hanno un numero di modalità infinito non numerabile, es. altezza, peso) e variabili discrete (hanno un numero di modalità numerabili, es. conteggio, numero di figli). Entrambi i tipi di variabili quantitative possono essere ordinabili.
- Qualitative o categoriche: Esprimono qualità attraverso nomi, aggettivi, attributi (es. colore degli occhi, livello istruzione, matricola università, cap). Le variabili binarie hanno solo due modalità (voto di un partito: sì o no, maschio o femmina, testa o croce). Possono essere sconnesse o nominali (sesso o professione) o ordinali (votazione maturità, livello di istruzione, CAP, matricola università).
Es. 2.1 p. 12
a. Numero di telefonate effettuate giornalmente = quantitativa discreta (# telefonate)
b. Costo dei libri del semestre = quantitativa continua
c. Importo bimestrale della bolletta = quantitativa continua
d. Livelli gerarchici dei docenti uni = qualitativo ordinale
Es. 2.2 p. 12
Clienti che visitano un negozio di Starbucks:
a. Prima visita al negozio = qualitativa binaria sconnessa (sì o no)
b. Scala di gradimento = qualitativa ordinale
c. Quanto hai speso per la consumazione = quantitativa continua
Esempio:
- Variabile = colore degli occhi (qualitativa sconnessa)
- Modalità = neri, verdi, celesti, marroni
Statistica descrittiva
Sintetizza e descrive i dati attraverso:
- Grafici (diagrammi a barre, a torta, boxplot, ...)
- Tabelle (distribuzione di frequenza)
- Indici sugli aspetti più importanti (posizione es. media, variabilità es. varianza, relazione tra variabili)
Variabili categoriche
Distribuzione di frequenza → frequenza assoluta è quante volte si ripete una modalità (maschio o femmina). La somma delle frequenze assolute deve dare il totale.
Distribuzione statistica disgregata = dati grezzi.
Frequenze relative
Come trovarle?
| Frequenza Assoluta | Frequenza Relativa |
|---|---|
| Maschi = 5 | ⅝ = 0,625*100 = 62,5% |
| Femmine = 3 | ⅜ = 0,375*100 = 37,5% |
| Totale | 100% |
È la frazione o proporzione di unità statistiche che presentano tale modalità.
24/02/2023
Le frequenze relative servono per facilitare la percezione del peso delle modalità, per fare confronti e per trovare la probabilità.
Frequenza cumulata
Somma delle frequenze (assolute o relative). Si possono sempre calcolare ma hanno senso solo se le modalità sono ordinabili, quindi per tutte le variabili numeriche e per le variabili categoriche solo se ordinali.
Per le frequenze qualitative si fa la tabella con le frequenze assolute e le frequenze relative, ma solo per le modalità ordinabili si fa anche la frequenza cumulativa.
Grafici per variabili qualitative
Diagrammi a barre e diagrammi a torta sono spesso usati per dati qualitativi. L'altezza delle barre o l'area dei settori circolari rappresenta la frequenza relativa o assoluta di ciascuna categoria. Meglio diagramma a barre.
Grafici per variabili quantitative
Quando ci sono molte modalità si creano delle classi e si calcola la frequenza delle classi. Le classi devono essere:
- Di solito con la stessa ampiezza
- Usare almeno 5 intervalli ma non più di 15-20 intervalli
- Gli intervalli non si devono sovrapporre
- Arrotondare l'ampiezza dell'intervallo per ottenere gli estremi della classe desiderati
Il grafico che si utilizza per rappresentare le classi di questi dati è l’istogramma. La differenza tra l’istogramma e il diagramma a barre è la distanza tra le barre che c'è nel diagramma a barre. Nel diagramma a barre l’altezza è la frequenza relativa e nell’istogramma l’area è la frequenza relativa.
Come raggruppare i dati in classi
- Determinare il numero di classi di intervallo (solitamente da 5 a 20)
- Determinare l'ampiezza degli intervalli (vedere se tutti uguali) = (max - min) / n. classi
- Determinare la regola di chiusura degli intervalli (chiusura a dx o sx)
- Costruire l’istogramma (può essere costruito con fr. relative, assolute e percentuali)
Istogramma con basi di diversa ampiezza:
- Altezza = ordinata → fr. ass. / ampiezza
- Base = ascissa → ampiezza
Ogiva = serve per rappresentare le fr. cumulate, si rappresenta come una linea spezzata sopra l’istogramma (guarda es. 2.10 sul qua).
Forma della distribuzione
Distribuzione simmetrica: si dice che l’istogramma ha una forma simmetrica rispetto al centro, se le informazioni sono bilanciate o distribuite in modo simmetrico.
Distribuzione asimmetrica: se le osservazioni non sono distribuite in modo simmetrico rispetto al centro.
- Asimmetrica positiva → obliqua verso dx, ha una coda che si estende a dx nella direzione dei valori positivi (es. reddito).
- Asimmetrica negativa → obliqua a sx, ha una coda che si estende a sx nella direzione dei valori negativi.
Diagramma ramo-foglia
Si utilizza il ramo-foglia perché con l’istogramma, se cancellassi i dati, perderei dei dati. Si separa le serie di dati ordinati in cifre più significative (ramo) e meno significative (foglia), quindi si può utilizzare solo con decine e unità. Dopo aver fatto il grafico ramo-foglia, si può notare che comunque esce l’istogramma senza perdere dati.
Grafici serie storiche
Osservo un fenomeno variabile nel tempo. Il tempo è sull’asse x e la variabile di interesse è sull'asse y. Si utilizza per materie finanziarie. Con una scala più piccola, il grafico è più schiacciato rispetto ad una scala estesa.
Grafici e tabelle per descrivere relazioni tra due variabili
Variabili qualitative → tabelle a doppia entrata o di contingenza (es. su qua). Per ogni combinazione di due variabili categoriche si riporta la fr. ass. o rel.
Variabili quantitative → diagramma a dispersione (si mette nelle y la variabile che dipende dall’altra, es. il costo dipende dal volume di produzione).
08/03/2023
Tabella di contingenza
Basata sulle percentuali totali (49/121 x 100 = 40.50) (14/121 = 11.57) (14/49 = 0.2857 x 100 = 28.57) fr. condizionata per riga (14/17 = 0.8235 x 100 = 82.35) fr. condizionata per colonna.
Frequenza condizionata = frequenza delle aziende che hanno un livello di rischio alto, dato che hanno come obiettivo la crescita (esempio su qua). Con il diagramma a barre accostate, si rappresenta la stessa modalità della variabile, ogni barra è l’incrocio delle modalità.
Paradosso di Simpson → il 32% è morto in elicottero, il 24% è morto in ambulanza ma questo non basta.
Descrizione numerica dei dati
Indici di sintesi
Indici di posizione o di tendenza centrale:
- Media = solo per variabili continue o discrete quantitative, si somma le quantità e poi si dividono per n. La media per campione è la somma dei valori osservati diviso la dimensione del campione. La media è influenzabile da valori estremi (outliers).
- Media pesata o ponderata sul qua (es. media voti università).
- Mediana = valore centrale delle osservazioni ordinate, cioè la modalità che sta nel mezzo (solo per variabili ordinali). Non è influenzata da valori estremi.
Come trovare la mediana:
- Ordino i dati
- Individuo la posizione (n+½)
- Ottengo il valore della mediana (es. slide 13 sul qua)
Moda = modalità che vedo più frequentemente (anche per variabili qualitative e quantitative). Non influenzata da valori estremi. Può non esserci una moda e ci può essere più di una moda.
Riassumendo: Mediana = 5+½ = 3ª posizione = $300.000
Media e mediana non coincidono perché la media è maggiore della mediana.
Media geometrica (es. sul qua)
Indici di variabilità
Forniscono informazioni sulla dispersione o variabilità dei valori. Il grafico ha la stessa media e stessa mediana ma variabilità diversa. La curva di distribuzione più bassa è più variabile rispetto a quella più alta.
Campo di variazione = differenza che osservo tra il valore più grande e il valore più piccolo. Ignora il modo in cui i dati sono distribuiti ed è molto sensibile agli outlier.
Quartili = dividono la sequenza ordinata dei dati in 4 segmenti contenenti lo stesso numero di valori.
- 1º quartile = ¼
- 2º quartile = 2/4 cioè la mediana
- 3º quartile = ¾
- 4º quartile = 4/4 cioè 100%
Come si divide in quartili: (esempio sul qua)
- Ordino i dati
- Trovo la posizione (es. Q1 = (n+1) x 0,25; Q2 = (n+1) x 0,50 )
- Individuo il valore
Differenza interquartile: si usa per eliminare il problema degli outlier.
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