Comunicazione interculturale e società
Lezione del 03/10 - Cap 1: Sociologia dei consumi
Il consumo di ogni cittadino causa delle criticità rispetto al nostro stile di vita.
- Processi di globalizzazione
- Industria culturale
- Sociologia dei consumi
- Società delle piattaforme
- Cultura materiale: racconta un pezzo di società
Il nostro modo di vivere causa problemi, uno tra tutti all’ambiente. L'artista Banksy, con l'opera "sorry, the lifestyle you ordered is currently out of stock", mostra come tramite l'arte non si possa acquisire un nuovo stile di vita.
Anche se la nostra società è capitalistica, essa consuma in maniera diversificata in base a diversi fattori: aspetto estetico, concetto di bellezza, anche se questi canoni sono diversi in base alla società. Essi vengono sicuramente amplificati dai social-media, per questo sono visti anche come fenomeno negativo.
Obiettivi formativi (36 ore)
- Critica nella comunicazione interculturale, rapporto tra società e consumi
- Analisi fenomeni sociali
- Studio di autori
- Studio della pubblicità come espressione di una cultura sociale e come forma di comunicazione interculturale
Contenuti
- Cultura del consumo
- Analisi della pubblicità come forma di comunicazione interculturale
- Interpretazione dei processi sociali di differenziazione e imitazione
- Comprensione degli effetti della globalizzazione
Il processo di diffusa globalizzazione è uniformante negli stili di vita. Nel 2008 ci fu una bolla edilizia e una crisi, tutto ciò che avvenne in America ebbe effetti anche in Europa. La globalizzazione infatti ci rende tutti simili, uno degli esempi più chiari è il settore della moda anche se ognuno fa un tentativo di differenziarsi.
Nel settore della moda, ci imitiamo e allo stesso tempo ci differenziamo. Nel 1964 Alberoni scrisse un saggio riguardo i beni di cittadinanza, basato sull’acquisto di oggetti. Avere il frigorifero, ad esempio, ti rendeva uguale agli altri a quei tempi. Il possesso di un'auto invece è cambiato nel tempo, all’epoca era più necessaria, però poi cambia lo stile di vita che è un insieme di modelli di azione ed ha a che fare con il modo in cui percepiamo la nostra presenza nel mondo.
Info utili
- Lunedì alle 13: ricevimento studenti
- Prova scritta: 3 domande aperte per frequentanti
- 3 libri (capitoli): Miller, Sociologia dei consumi, Codeluppi
- Presentazioni a gruppi sul tema delle rappresentazioni sociali legate al corpo e tema della sostenibilità.
"Consumare" (primo libro)
Il termine "consumare" significa logorare per l’uso nella sua forma transitiva oppure idea del venir meno nella sua forma intransitiva ed ha un’accezione negativa; consumiamo ad esempio il suolo o l’ambiente. Nella vita quotidiana consumiamo cibi per nutrirci, vestiti per vivere in società. Ma usciamo dall’accezione negativa e consumiamo ad esempio cibi per nutrirci. I vestiti ad esempio vengono cambiati prima di essere bucati, da qui si sviluppa il fast fashion, ossia dei modelli di consumo e produzione dove la ciclicità degli abiti è molto veloce, per questo i cittadini sono esposti a comprare sempre cose nuove.
Sta emergendo infatti anche il mercato dell’usato, perché la società si divide tra chi preferisce aggiustare e chi preferisce comprare nuovo. L’usato rientra nel mondo del nuovo: mondi che si sono contaminati tra loro. Questo fa parte della nostra quotidianità, ossia del modo in cui ci comportiamo nella scena sociale.
Senza alcun giudizio di valore morale perché il consumo è un modo di stare dentro alla società. Il monaco eremita ad esempio attua una separazione dalla vita della società, perdendo quindi la possibilità di socializzare.
Le reti sociali rappresentano un modo in cui noi stiamo dentro alla società ma sono caratterizzate da un filtro di bolla: nei social appaiono cose che piacciono a me, abbiamo quindi l’idea che gli altri la pensino come noi, una concezione però sbagliata della realtà perché non è così. È importante invece essere consapevoli delle sfaccettature del mondo in cui viviamo perché i social media sono uno specchio di una certa società, libera o meno.
Tema dell’obsolescenza programmata
L'invecchiamento del prodotto è alla base: aziende pianificano la durata del prodotto. Negli anni il ciclo di vita è stato ridotto rispetto al passato al fine di incentivare e comprare sempre prodotti nuovi. Non sempre cambiamo smartphone, abiti, bicicletta e automobili perché non funzionanti o logorati, spesso non sono più coerenti con lo stile modale del momento, facendoci apparire obsoleti quanto gli oggetti che indossiamo o i mezzi che usiamo. È la prassi dell’obsolescenza programmata governata dalle imprese o il desiderio di acquisire qualcosa di nuovo che ci fa propendere per l’acquisto di prodotti usciti di recente sul mercato. Altre volte è difficile tracciare una linea di demarcazione tra ciò che desidera il consumatore e ciò che viene sollecitato dalle aziende.
La merce, infatti, è una delle lenti di ingrandimento per comprendere la società, rimanda a un intreccio di relazioni che si costruiscono attraverso e oltre il legame individuo-mercato. Consumare la merce implica la sua distruzione solo se rimaniamo attaccati alla sua materialità e togliamo lo sguardo dalla sua connotazione segnaletica, simbolica e relazionale.
Bisogni e desideri
Bisogno: ha appagamento, ho fame-mangio. Diverso da desiderio: non ha appagamento. Non è semplice distinguere desiderio del consumatore e pratica dell’obsolescenza. La moda è uno dei settori meno sostenibili, sia per questioni etiche che per un desiderio generale di consumare. Genere fluido: non c’è netta distinzione tra vestiti femminili e maschili, modo di raccontare la cultura sociale in cui viviamo-prova empirica.
Tutto ciò è frutto del processo di socializzazione: prendiamo la cultura del vivere quotidiano del posto in cui viviamo-socializzazione alla cultura dei consumi. Tramite il consumo conosciamo diverse sfaccettature di studio.
Dimensione esplicativa del consumo - 3 aspetti
- Segnaletica: segnali stradali (es. STOP) contengono un’informazione, sono informativi.
- Simbolica: simboli (es. Apple) contengono una info, una marca ma sono un’emozione.
- Relazionale: relazioni. La croce è sia simbolo che segnale, sia un’informazione sia simbolo perché rimanda a un'emozione, religione, ospedale. La cultura sociale fa parte del background culturale.
Il segnale più il simbolo danno il segno: unità minima di comunicazione. Il consumo invece è dato dall'insieme di segnale, simbolo e relazione. La cultura materiale ha valenza segnaletica. Gli oggetti hanno uno status simbolo.
Nascita della critica rispetto ai loghi - No logo
Componenti relazionali legate ai consumi: creiamo relazioni. Ciò che consumiamo è legato all’individuo. Non comprerei biancheria usata: è più legata al corpo e quindi percepiamo una contaminazione di tipo culturale. Il consumo passa dentro delle reti relazionali: tutto ciò che noi diamo per scontato è intriso di cultura. Se cambiamo ambiente sociale troviamo grosse differenze, non migliore o peggiore ma diversi modelli culturali.
Il consumo è interpretabile attraverso una doppia spinta: rende possibile l’espressione dell'identità del soggetto, e può essere considerato fonte di annichilimento dell’individuo. La polarizzazione tra studiosi, che da un lato vedono nel consumo lo spazio di annullamento dell’identità, e dall’altro concepiscono il consumo come atto di realizzazione, mette in evidenza la sua natura paradossale, sia la sua intrinseca complessità.
Le pubblicità
Le pubblicità ad esempio sono spesso agganciate ad uno stile di vita, sono simboliche e anche ironiche perché ci devono trasportare in un’altra dimensione. La strategia della pubblicità è spesso quella di mandare in onda immagini rassicuranti del passato, se tra la popolazione si avverte un senso di timore verso il futuro. Tramite le pubblicità capiamo se è un mondo da evitare o a cui avvicinarci. Tutto ciò in cui si concentra la pubblicità è un campanello d’allarme per capire le tendenze prossime.
Video "Why We Post"
Nel 2012, ricerca antropologica, studio del rapporto tra individuo e tecnologia (smartphone), ricerca qualitativa e esplorativa. Un team di antropologi trascorrono 15 mesi tra lavoratori in India, al fine di inserirsi in un contesto sociale specifico, a contatto con i locals, chiedendo perché fanno determinate cose e il significato che associano a ciò che fanno con lo smartphone.
Risultati? In Cina ci sono due migrazioni, dal centro verso le fabbriche e dall’offline all’online. Famiglie transnazionali che tramite i media rimangono in contatto. In Italia invece siamo molto visual, selfie, immagini. Nel confine turco-siriano: dimensione politica dei social che sono molto controllati e quindi non c'è la realtà rappresentata. Sono molto conservativi. (Sfere della privacy)
Consumando raccontiamo parte della nostra vita, attraverso merci e oggetti in grado di narrare la nostra identità.
Media nel contesto scolastico
Da un lato esclusione della rete dalla scuola ma dall’altro integrazione. Rete e smartphone ai fini dell’apprendimento fuori dall’orario scolastico. Uso dello smartphone anche per fasce di età diversa perché tante generazioni che vivono nello stesso momento producono usi dei social media molto diversi.
Lezione del 10/10 - Cap 1 e Cap 3: Sociologia dei consumi
Consumo definizione: pratica sociale e culturale complessa, legata a vari fenomeni che hanno attraversato le società occidentali contemporanee (es. economia di mercato, processi di globalizzazione), caratterizzata da una serie di azioni che svolgiamo nella vita quotidiana, come costruiamo il nostro stile di vita. È sociale perché condivisa, è una pratica perché è una serie di azioni, è culturale perché stiamo dentro i contesti sociali, valori e norme di comportamento, orientamenti.
Allo stesso tempo il consumo è un’azione paradossale, in cui convivono spinte opposte di realizzazione e annichilimento dell’individuo, e infine può essere considerato un linguaggio fondato sugli oggetti, e non sulle parole, e sulla circolazione della cultura materiale tra le reti sociali. Il consumo ha a che fare con la cultura del posto in cui sono, tutto rinvia al concetto di pudore che è inserito nel contesto culturale, in quali ambienti sia possibile vestirsi in un certo modo.
Il nostro stile di vita è pieno di cultura, ciò non significa che nello stesso contesto culturale siamo tutti uguali ma siamo simili. (Confronto tra Occidente e Cina in cui i nonni abitano con figli e nipoti e si occupano di essi, nonni materni o paterni si occupano della genitorialità dei nipoti perché i genitori diretti devono dedicarsi al lavoro). La nostra vita quotidiana è intrisa di cultura la quale informa anche le nostre emozioni, anche il modo in cui esprimiamo il dolore è culturalmente influenzato.
Il fatto di vivere in una società capitalistica presuppone che i nostri bisogni vengano soddisfatti da acquisti, ma anche il processo di globalizzazione ci rende un po' simili agli altri. Il consumo però è anche un’azione paradossale perché per realizzare ciò che sono, ho necessariamente bisogno di distruggere qualcosa. Il consumo è un modo per affermare la mia identità ma sono anche influenzato dalle campagne di mercato. Il mercato delle imprese trasforma i desideri in prodotti.
Ma perché non ci autoproduciamo i prodotti? Perché è faticoso in termini di tempo, la società è organizzata nelle questioni del tempo libero che è molto sfumata. Da un lato esprimo me stesso e rafforzo la mia identità tramite il consumo, dall’altro sono dipendente dalle logiche di mercato.
Consumo è anche un linguaggio: il modo che abbiamo di consumare, comunica la nostra identità personale e sociale: che posto occupo nel mondo, qual è il mio posto nella società. Il linguaggio si basa sullo stile di vita e sugli oggetti che utilizziamo perché c’è anche la cultura materiale all'interno delle reti sociali.
Dal punto di vista culturale, una sanzione culturale è l’isolamento: esempio tradimento dei partner. Non è scritta ed è come se la imparassimo nella società in cui stiamo. Una sanzione giuridica tutti la conosciamo perché è scritta nel codice giuridico. L’omicidio: non puoi togliere la vita ad altri, regola implicita è diritto alla vita; tradimento: fedeltà è una regola non scritta, la sanzione è litigio dentro alla coppia a meno che non ci sia la coppia aperta in cui la fedeltà sessuale non è regola scritta, tradimento quindi non viene infranto. Nelle sanzioni culturali la regola non è scritta ma emerge quando viene infranta, non essendo scritta dipende dal contesto culturale in cui stiamo vivendo. La regola esiste solo quando viene infranta, la cultura produce anche sanzioni che fanno vedere la presenza di regole. Ridere di qualcuno è sanzionare qualcuno.
Il consumo esprime tutta questa serie di regole. Percepiamo l’esistenza delle regole quando viene infranta.
Come eravamo e come siamo diventati
La società dei consumi italiana è il risultato di una lunga rivoluzione, resa possibile innanzitutto dal superamento della povertà per vaste fasce della popolazione. Si tratta di una rivoluzione economica ma anche culturale nella quale il consumo ha giocato un ruolo di primaria importanza, tanto da essere considerato uno dei fattori più importanti di stabilizzazione delle democrazie post-belliche.
Consumi socio-culturali in Italia, notare la trasformazione dell'Italia attraverso oggetti (museo M9 a Mestre). Consumi li agganciamo a situazioni storico-culturale perché stiamo raccontando una parte della società. Senso dello sviluppo storico-sociale del nostro paese. Il consumo ha avuto ruolo importante nella stabilizzazione delle democrazie post-belliche, c’è stata una crescita economica molto forte in Italia negli anni '50/'60. Periodo del boom-economico, un modo attraverso il quale Italia è tra le prime 6 al mondo ed è modo per acquistare felicità. A partire dagli anni '50 nacquero molti oggetti che migliorarono la vita, nacque il tempo libero visto come un’ulteriore base di mercato per aumentare consumi e acquisti.
Modello culturale individualistico da anni '50
Il consumo è un modo per integrarsi a livello sociale, modo per marcare socialmente la propria appartenenza, aumento della qualità della vita. È un modello che ereditiamo dagli Stati Uniti, i quali attuarono un’influenza geopolitica di consumo post seconda guerra mondiale, ci fu il piano Marshall ma culturalmente come ci fu l’influenza degli USA in cui il benessere culturale è al centro della società, c’è un’egemonia di tipo culturale. Se i decenni tra fine '800 e prima guerra mondiale sono quelli della grande trasformazione, gli anni dal 1945 al 1973 sono invece definiti l’epoca d’oro del capitalismo. Il periodo del boom economico posiziona l’Italia tra le prime sei nazioni al mondo, decretando l’ingresso del paese nell’epoca di acquisto della felicità. Un particolare elemento di questo periodo è la diffusione di un modello di benessere individualistico, in cui il consumo è segno del successo edell’integrazione sociale, come avveniva negli Stati Uniti.
Consumo come linguaggio che ci racconta qualcosa della società (mercato delle lavatrici è saturo) - immagine ppt della lavatrice con donna e bambini. Contestualizzazione del prodotto dentro ad uno stile di vita che è più ampio. Oggi: mercato investe nel tempo, risparmiare in energia e denaro. Pubblicità domestiche maggiormente femminile.
Come vengono diffusi gli stili di vita e il comportamento: cinema, radio e poi televisione: 3 grandi contenitori di flusso informativo che permettono agli stili di vita di diffondersi nella società. Passando da autoproduzione a industrializzazione: modifica dei nostri comportamenti di consumo, nella società c’è poca diversità culturale. Il modo in cui ci interfacciamo nella società parte dal tipo di società che abbiamo vissuto da piccoli in cui la società era completamente diversa da quella che noi oggi conosciamo. Se agli inizi del secolo questa funzione di socializzazione era riservata al cinema, negli anni '30 passa alla radio, per finire negli anni '50 alla televisione. Tra il 1958 e il 1963 assistiamo a un raddoppio della produzione industriale, e nello stesso periodo, si realizza una veloce industrializzazione che allontana l’Italia da un’economia fondata sulla produzione agricola e sull’autoconsumo.
Video: la trasformazione della cucina italiana e del gusto italiano ci permette di indagare...
- La salute: regimi alimentari sono legati alla cultura (esempio stili alimentari)
- Ambiente naturale e sociale (esempio: biodiversità, città)
- Migrazioni (esempio flussi e influenze storico-culturali)
- Tecnologia che serve a produzione di cibo, conservazione e cottura (social network, modalità di produzione)
- Economia (esempio innovazione e competizione)
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