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Sociologia generale

Salute: stare bene fisicamente e psicologicamente nel contesto sociale

Durkheim va a studiare l’individuo all’interno di un gruppo, e il modo in cui rimangono uniti. Studia le tipologie di società, le differenze e le norme - moderna - arcaica. Studia i tipi di suicidio perché c’era un aumento del tasso di suicidi:

  • Suicidio altruistico (es. kamikaze)
  • Suicidio egoistico è dato dalla mancanza di attaccamento alla vita, apatia
  • Suicidio anomico è causato da una grandissima delusione (es. crisi economica)

Paradossalmente, la guerra fa invece diminuire il tasso dei suicidi perché ci si sente parte di un tutto per cui lottare.

Marx parlava invece dell’uomo all’interno di un gruppo lavorativo.

Terza lezione: Weber

Max Weber studia la società moderna cercando di capire perché questa tende alla razionalizzazione e al disincantamento del mondo. La ragione e i mezzi tecnici sostituiscono le credenze metafisiche.

L’incompiutezza è il carattere fondamentale della scienza moderna ed è in continuo divenire. La scienza deve evitare:

  • Giudizi di valore: personali e soggettivi
  • Ma non può fare a meno della relazione ai valori: selezione dei fatti e formalizzazione dei concetti (es. libertà, democrazia…)

La scienza è quindi orientata verso un valore di verità universalmente valida. Quindi deve esserci una verifica. Mentre la natura stabilisce delle relazioni regolari e necessarie tra i fenomeni, la scienza stabilisce delle relazioni di tipo probabilistico.

Il rapporto tra la storia (sapere ideografico = fatto accaduto in un determinato momento) e sociologia (sapere nomologico = formula leggi che presiedono al funzionamento ed al divenire della società).

Possiamo avere due tipi di causalità:

  • Storica: relazione tra un evento ed i dati anteriori.
    • Causa adeguata = deve succedere in ogni caso, indipendentemente dalle conseguenze o dagli eventi scatenanti.
    • Causa accidentale = non può essere prevista e non è statisticamente rilevante.
  • Sociologica: volta a scoprire relazioni regolari tra fenomeni con relazione non di necessità ma di tipo probabilistico.

Politico (polis = città) come professione è colui che ha la vocazione per la politica ed ha due tipologie di etica:

  • Etica della “convinzione” basata su dei valori.
  • Etica della “responsabilità” che guarda alle conseguenze delle proprie azioni.

I luoghi dove un individuo socializza nel corso della sua vita sono: famiglia, scuola e chiesa. Il nucleo familiare è la nostra prima interazione che abbiamo, usciti dal nucleo famigliare entriamo nella scuola dove ci interfacciamo per la prima volta con il mondo esterno. Prima, dopo la scuola, ci si interfacciava anche con la chiesa, es. catechismo, o con i gruppi esterni sportivi.

Weber fa una distinzione anche tra tre tipi di potere politico:

  • Potere tradizionale, che trae legittimità dal passato, es. monarchia ereditaria.
  • Potere legale-razionale, fondato sulle leggi, es. burocrazia - questo potere passa per i notai, i quali stabiliscono davanti la legge cosa va a chi.
  • Potere carismatico, fondato sulle doti del capo e sul riconoscimento di queste doti da parte dei seguaci, si associa spesso a situazioni di crisi, es. dittatura.

Quarta lezione: prevenzione

Definizione di prevenzione: la salute non è soltanto uno stato di assenza di malattie, ma è una condizione dinamica di benessere fisico, mentale e sociale. Quindi può essere portata ad un livello sempre più alto. La condizione di benessere dipende in larga misura da fattori come:

  • L’efficienza fisica
  • Statura
  • Peso corporeo
  • Pressione arteriosa

La prevenzione ha il fine di impedire l’insorgenza delle malattie e la progressione delle stesse. A seconda degli obiettivi e dei metodi di intervento distinguiamo tre tipi di prevenzione:

  1. Prevenzione primaria
  2. Prevenzione secondaria
  3. Prevenzione terziaria

L’obiettivo della prevenzione primaria è quello di impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattie nelle persone sane. Questa si effettua eliminando la causa della malattia o riducendo il rischio di contrarla. La riduzione dell’incidenza della malattia è tanto maggiore quanto più efficace è l’intervento stesso. Per ottenere questo risultato occorre ridurre il rischio individuale.

Le metodologie della prevenzione primaria sono:

  • Eugenetica (in nessun caso l’aborto può rientrare nel concetto di medicina preventiva)
  • Potenziamento delle difese dell’organismo
  • Rimozione di comportamenti nocivi, induzione di comportamenti positivi

1. Emanazioni di norme di legge:

  • (a) Imposizione di limiti di velocità
  • (b) Obbligo di allacciare le cinture di sicurezza
  • (c) Divieto di fumare nei luoghi pubblici
  • (d) Contributi agli agricoltori per incentivare la coltura di prodotti biologici

2. Tecniche pubblicitarie

3. Educazione sanitaria

4. Pressione sociale

Interventi di vita e di lavoro di tipo:

  • Politico
  • Legislativo
  • Tecnico
  • Economico
  • Amministrativo

La prevenzione secondaria invece ha come obiettivo la scoperta e la guarigione dei casi di malattia prima che essi si manifestino clinicamente, permettendo così di intervenire precocemente, ma non evitando o riducendone la comparsa. La precocità di intervento aumenta le opportunità terapeutiche, migliorandone la progressione e riducendo gli effetti negativi. Un esempio di prevenzione secondaria è lo svolgimento del pap test nella popolazione femminile sana.

La metodologia della prevenzione secondaria è lo screening, che può essere:

  • Selettivo
  • Di massa

Selettivo se la ricerca è operata fra individui apparentemente sani ma appartenenti ad una categoria a rischio. Di massa quando l’intera popolazione è esposta al rischio e si effettua quando l’incidenza della malattia che si vuole prevenire è elevata.

La prevenzione terziaria invece cerca di impedire l’invalidità in persone già ammalate di malattie croniche e di favorire il recupero di persone portatrici di handicap; pertanto, essa si identifica con la riabilitazione. Mira a ridurre la disabilità prodotta, rafforzando non solo le funzioni residue del paziente, ma anche aiutando ad utilizzare funzioni alternative, e per essere efficace deve:

  • Essere iniziata il più velocemente possibile
  • Coinvolgere sia i pazienti che i loro familiari
  • Assicurare ai pazienti della concreta possibilità di un reale miglioramento
  • Considerare le necessità fisiche, emotive e lavorative di ciascun paziente

Appunti libro

Fondatori della sociologia: August Comte, Emile Durkheim, Karl Marx e Max Weber.

1. Comte fonda la sociologia come scienza, applicazione del metodo scientifico allo studio sociale, che possa far sì di dare una base per un cambiamento. Comte è anche il precursore del Positivismo, e nel suo libro enuncia la legge dei tre stadi:

  • Stadio teologico: i fenomeni sono frutto dell’azione divina
  • Stadio metafisico: sostituzione degli dèi con entità metafisiche
  • Stadio positivo: conoscenza scientifica dei fenomeni e formulazione di leggi dalla quale nasce la sua ricerca della “fisica sociale”

2. Durkheim è il primo docente universitario di Sociologia, e si avvicina molto al pensiero positivista di Comte, afferma però che le istituzioni sono “regolatori” che guidano il comportamento degli individui, quindi su di loro agiscono delle “tendenze collettive”.

  • Ha ideato la teoria per cui ogni condotta umana sia determinata da condizionamenti esterni. Questo studio Comte lo deve ad una sua approfondita analisi delle motivazioni del suicidio separandole in tre macrogruppi:
  • Egoistico = integrazione sociale debole
  • Altruistico = fatica nel trovare la propria individualità
  • Anomico = mancanza del potere morale della società di disciplinare le passioni dell’individuo

La solidarietà della società si divide in:

  • Meccanica: preindustriale, fondata sulla conformità nei membri della comunità
  • Organica: coesione sociale fondata sulla coscienza della dipendenza tra gli individui (es. nella catena di montaggio)

3. Karl Marx analizza in modo analitico la società capitalistica che lo circonda, anche in relazione alle società passate della storia, per cercare punti in comune e punti di sviluppo; durante quest’analisi Marx nota che in ogni società esistita sono sempre esistite le classi sociali e le conseguenti lotte tra classi.

  • Ogni epoca è quindi caratterizzata da un livello di sviluppo, le forze produttive, e a ciascun livello corrisponde una configurazione della società.
  • Es. società feudale classi = posseditori di terre e lavoratori di terre
  • Es. società capitalistica = capitalista e operaio

Per Marx l’unico modo che esiste per superare lo scoglio delle lotte tra classi nella società in cui vive è l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, così che svanisca la differenza tra posseditore di beni e lavoratore di questi beni.

In ogni società la classe dominante ha anche il potere per quanto riguarda le idee che si diffondono, infatti Marx afferma che le idee dominanti in una società sono sempre state le idee della classe dominante, quindi solo a vantaggio della classe dominante.

Per Marx l’ideologia è una rappresentazione falsata della realtà e aggiunge che è elaborata dai membri della classe sociale dominante per difendere i propri interessi il Marx della borghesia.

4. Max Weber è considerato e descrive la sociologia in modo rivoluzionario, la definisce letteralmente verstehen tradotta come comprensione, infatti lui vede la sociologia come una comprensione delle azioni e delle strutture che l’uomo crea con un determinato fine, e cerca di comprendere che cosa fanno le persone e perché.

  • La realtà la considera un’infinita serie di eventi, e la sociologia deve cogliere il rapporto tra i singoli fatti e dei valori soggettivi, e classifica le azioni sociali (=quando l’uomo agisce verso uno scopo diretto ad altri individui) in quattro categorie:
  • Azioni strumentali = azioni razionali volte ad uno scopo
  • Azioni morali = azioni che hanno alla base principi etici o morali
  • Azioni tradizionali = con motivo di abitudine o tradizione
  • Azioni affettive = con finalità sentimentali o affettive

Weber costruisce una teoria sociologica “tipo ideale” che consiste nel costituire concettualmente dei modelli interpretativi generali anche se non esistenti nella realtà, ma che possano essere di riferimento universale, ad esempio le categorie di azioni non sono mai nella realtà divise, il più delle volte sono miscugli tra diverse categorie.

Il tipo ideale è quindi un modello normativo che raccoglie le pressioni della società sotto forma di “ruoli da interpretare”. Quindi un tipo reale unisce in sé più tipi ideali. Tra le sue considerazioni si evince la sua necessità di razionalizzazione anche a livello della disciplina sociologica in sé, si può sempre arrivare ad avere una conoscenza tecnica scientifica e comprovata.

In questo periodo la scienza inizia ad affermarsi come professione, quindi si inizia ad avere una visione disincantata e razionale del mondo. Weber tratta il tema del disincanto e della diffusione del materialismo.

Afferma che “i beni materiali hanno guadagnato un crescente e alla fine inesorabile potere sulla vita degli uomini [...] Nel luogo di più elevato sviluppo, gli Stati Uniti, il perseguimento della ricchezza è spogliato del suo significato religioso ed etico”.

Definisce come forma dominante di organizzazione del mondo la burocrazia. Burocrazia = struttura organizzata in modo gerarchico dove formalmente le persone sono qualificate per il lavoro che svolgono.

Le burocrazie però per lui non erano in grado di rispondere alle necessità dei singoli individui e producevano un mondo in cui le attività mistiche o emozionali sarebbero diventate impossibili.

Weber inoltre crede che ogni azione possa essere sociale perché l’agire è la dimostrazione di un soggetto di voler aderire ad una certa condotta così da dimostrare anche il suo intento sociale. Da qui nasce la “sociologia comprendente”.

Sociologia comprendente

Di base chi fa parte di questo filone è convinto che i modelli di azione possano essere letti in modo inconfondibile e quindi compresi. Ovviamente come ogni pensiero, all’interno si divide in altre correnti di pensieri minori differenti tra loro, le due più importanti sono l’interazionismo simbolico e l’approccio drammaturgico.

L’interazionismo simbolico è una corrente di pensiero che indica un approccio sociologico basato su due concetti chiave:

  • Gli esseri umani si comportano in base ai significati che attribuiscono alle cose ed agli eventi
  • I significati che loro stessi attribuiscono sono risultato di un processo di interpretazione influenzato dalle loro precedenti interazioni con le persone

Quindi questa corrente si basa sul significato appunto simbolico della società, più che materiale, e quindi anche l’interazione tra individui, o individuo-evento/cosa, è del tutto legata da questo simbolismo.

L’approccio drammaturgico invece (di Goffman) paragona la vita sociale ad un palcoscenico continuo, in cui gli individui sono destinati a recitare delle parti, e considera ogni individuo un attore sociale.

Teorie del conflitto

Sono teorie accomunate dallo studio della conflittualità nella società. Ne troviamo tracce già in Eraclito ed in Charles Darwin. Colonna portante della teoria è che l’assenza di conflitti genera l’immobilità eliminando i dinamismi sociali. Tutti e quattro i padri della sociologia considerano il conflitto come fondamentale nella vita sociale.

Marx afferma che la storia è essenzialmente un continuo conflitto, perché dettata dalle lotte di classe. Nel manifesto del Partito Comunista, Marx ed Engels elencano i raggruppamenti che si sono contrapposti nel corso della storia:

  • Liberi e schiavi
  • Patrizi e plebei
  • Baroni e servi oppressi
  • Membri delle corporazioni e garzoni

L’identificazione delle classi è su basi economiche e rimanda ai rapporti di produzione e alle relazioni di proprietà, al loro interno le classi sono omogenee e con gli stessi interessi. L’elemento decisivo è la proprietà dei mezzi di produzione, il quale determina la supremazia. Con l’avvento delle fabbriche, raccogliendo all’interno un numero maggiore di lavoratori, abbiamo la prevalenza di pochissimi sulla moltitudine. Marx si concentrò solo sul fattore economico-produttivo.

Weber accostò al fattore economico anche la politica e un fattore culturale. Mentre per Marx è la proprietà dei mezzi di produzione a definire l’appartenenza di classe, per Weber è la situazione di mercato. Distingue il mercato in tre tipologie:

  • Del lavoro - contrapposizione operai imprenditori
  • Del credito - contrapposizione creditori e debitori
  • Delle merci - contrapposizione consumatori e produttori

Lungo la storia uno di questi tre fungeva da riferimento principale, e mentre nell’antichità era quello del credito, nel medioevo quello delle merci, ora, nella società industriale, è quello del lavoro. Il profilo permanente non è la lotta di classe come con Marx, tanto più la divergenza di interessi.

Per quanto riguarda l’idea di Marx, formulata nel 1850 circa, abbiamo visto che le sue previsioni profetiche non erano del tutto corrette; infatti, aveva predetto che con la crescita del capitalismo saremmo andati verso una società sempre più divisa in un gruppo di ricchi capitalisti sempre minore, ed un gruppo di lavoratori sempre maggiore fino ad arrivare a salari di pura sussistenza. Eppure, soprattutto nei paesi occidentali, è aumentata la consistenza numerica delle classi medie che non consentono di ridurre la società a borghesia-proletariato, e questa evoluzione è data molto dallo sviluppo della tecnologia.

Questa classe media si trova quindi a metà tra la borghesia capitalista e la classe operaia. I ceti medi però hanno una grande differenza tra loro sia a livello sociale, che culturale che per reddito, per questo questa classe sociale si presenta senza scopi comuni a differenza della borghesia e degli operai, e sprovvista di unità di valori. Questa classe media, nonostante sia priva di potere di intervento sociale, politicamente indifferenti, accettano passivamente i modelli culturali della massa; ma nonostante siano molto simili alla classe operaia a livello economico, tendono ad attribuirsi uno status sociale superiore e a prendere le loro distanze nello stile di vita.

Inoltre, a differenza della profezia marxista, è aumentato il benessere sociale ed economico nelle società industriali, diminuendo le disuguaglianze economiche così da consentire alle classi popolari alcuni beni e servizi ai quali prima non avevano accesso. La differenza sociale ad oggi è data in gran parte, infatti, non dal possedimento del bene in sé ma dalla qualità/popolarità del bene (marche di vestiti). Questa uguaglianza è favorita anche dall’opera di socializzazione svolta dai mass media. Le statistiche rivelano che chi nasce con un reddito più basso tende a:

  • Muoiono più giovani
  • Sono svantaggiati nella cura delle malattie
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giadaferraz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Greco Emilio.
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