Habermas-Luhmann riletto attraverso altro autore del ‘900, Habermas
In questo “lungo articolo” riprende il tema dei mass media da un punto di vista molto diverso da Luhmann ma molto collegato.
Capitolo 1
È l'introduzione a un precedente libro “Storia critica dell’opinione pubblica”, il primo libro pubblicato da Habermas.
Dall’800 nasce una sfera pubblica dove i cittadini iniziano a scambiarsi le loro opinioni pubbliche. La sfera pubblica è una piccola fascia di cittadini che iniziano ad interessarsi del bene pubblico, della gestione politica, costituita a quei tempi dai caffè, teatri, piazze pubbliche dove i borghesi si trovano dopo aver letto i giornali a scambiarsi opinioni che verranno trasformate in voto nel momento delle elezioni.
Penultimo dei rappresentanti della Scuola di Francoforte, intellettuali che negli anni ’60 iniziano a studiare la sociologia, sostenitore del Marxismo revisionista (non strutturalista).
Il mutamento della sfera pubblica
Qual è il mutamento della sfera pubblica data la digitalizzazione di questa?
Il punto è: su che base i cittadini vanno a votare? Il suo ragionamento è che i cittadini, da quando c’è la sfera pubblica (liberale, costituzionale), arrivano al voto, attraverso le elezioni eleggono l’élite che andrà al governo e in opposizione, quindi sulla base di un ragionamento e conoscenza dei dibattiti mass media, temi politici.
Questo ragionamento si crea nel che avviene attraverso i oppure attraverso eventi pubblici —> è sempre un’auto selezione.
Il grosso delle info che riceviamo è quindi derivato dai mass media. In Habermas c’è nesso preciso tra sfera pubblica (dove si creano politiche) che crea le precondizioni di credenza nella cittadinanza che legittimano il sistema pubblico.
Parla poi di come nascono gli stati democratici: senza opinione pubblica informata, gestita dai mass media, non si può avere una democrazia funzionante. La qualità e l’istruzione dei cittadini deve essere abbastanza elevata per reggere il dibattito pubblico, per poter scegliere in maniera ragionevole [Luhmann direbbe che i mm filtrano secondo il loro codice senza uno scopo preciso di gestione della società].
Modernità politica e stato di diritto
La modernità dei sistemi politici contemporanei ha rivoluzioni che si basa su due grandi rivoluzioni: di libertà e di uguaglianza. Vede la modernità politica che nasce dalle tre rivoluzioni (francese, americana, ..) quando ancora il re era legittimato per via eteronoma.
Progetto moderno: la trasformazione dei valori di libertà ed uguaglianza, i valori della modernità. Questo progetto normativo è un movimento della modernità che avanza e guadagna spazi di libertà ed uguaglianza. La modernità è il progetto normativo per il futuro, questo progetto non ha mai fine.
Questo orizzonte normativo (utopico) si scontra strutturalmente con quella parte di questi ideali che vengono tradotti/trasformati/istituzionalizzati in diritti e doveri costituzionali. Progetto normativo e istituzionalizzazione sono asimmetrici, il primo procede come un continuum, il secondo a scatti —> impossibilità di saturare lo stato del diritto con i valori di eguaglianza e libertà, i diritti sono sempre insaturi, mai completamente riempiti.
Lo stato del diritto (= stato regolato dal diritto) si basa a sua volta su un presupposto (non di diritto non politico) ma culturale.
La politica moderna (basata su stato di diritto e costituzionale liberale per fornire uguaglianza e libertà) si basa a sua volta su presupposti: sono che i cittadini si devono percepire protagonisti nel processo di creazione e realizzazione delle leggi che si danno da soli, nei processi democratici (enorme illusione), che il loro voto conti qualcosa, altrimenti salta il sistema.
Devono interiorizzare nella loro coscienza di cittadini che devono partecipare all’opinione pubblica per formarsi per poter partecipare adeguatamente all’opinione pubblica —> illusione democratica.
Produzione di coscienza civica
Questa credibilità, contando che la società è così diversificata, la cinghia di trasmissione incomincia a diventare ancora più improbabile. Abbiamo bisogno di un presupposto di immedesimazione dei cittadini dei valori costituzionali, va continuamente prodotto.
Funziona solo se i mass media continuano ad irritare e tenere svegli i cittadini riguardo alla politica. Serve quindi un sistema di mass media che produca una realtà che riesca ad entrare nella coscienza dei cittadini per farli andare a votare.
Quali sono le due? Questa produzione di coscienza civica.
Ci sono due condizioni per provare a rendere questa improbabilità (mettere in testa ai cittadini che il voto loro cambia qualcosa):
- Devono essere inclusi tutti i cittadini.
- Questa discussione/dibattito della sfera pubblica politica produca una qualità specifica di tipo argomentativo, qualità discorsiva elevata [Luhmann non sarebbe d’accordo: H dice come dovrebbe funzionare il mondo, L dice come funziona veramente].
- Questo dibattito deve tenere dentro tutti i temi rilevanti della questione che si sta trattando.
- Tutte le info necessarie per capire i temi rilevanti.
- Devono essere chiare quali sono le proposte di soluzioni.
- Questa comunicazione gestita da mm dovrebbe comunicare tutti i punti di vista in maniera similare.
Produrre un dibattito pubblico così completo, informato, tematicamente rilevante, da mettere i cittadini in condizione di votare in maniera informata e razionale.
Quello che conta nel funzionamento dei mm è la loro qualità argomentativa, addirittura qualità illuminante.
3. H vede nella sfera pubblica un contributo alla creazione di opinioni individuali comunque estremamente limitato, perché poi quello che accade nelle coscienze dei cittadini non è prevedibile.
H deve agganciare diversamente da Luhmann la formazione e l’opinio
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