Estratto del documento

Scienza politica

Prof. Luciano Mario Fasano

1° anno – SIE 1

La politica

La politica è l’attività umana relativa alla presa di decisioni imperative (= che valgono per tutti); riguarda varie attività umane e l'allocazione imperativa di valori (costi e benefici) in una società; decisioni rilevanti dal punto di vista pubblico.

È l’attività di acquisizione o mantenimento del potere di prendere tali decisioni, per esempio tramite elezioni o successione monarchica (es. legge salica), ed è il conflitto tra la competizione per il potere e il suo utilizzo.

La scienza politica

La scienza politica si occupa di:

  • Chi prende le decisioni politiche
  • Quali sono le decisioni prese
  • Come vengono prese
  • Quali sono gli effetti delle decisioni
  • Quali sono gli attori che concorrono alla presa di queste decisioni

Teoria politica

La teoria politica cerca di capire qual è il modo migliore dell’allocazione del potere in una società caratterizzata dalla pluralità di valori; riguarda aspetti normativi e teorici, valuta e giudica l’individualità del sistema e ricerca la spiegazione specifica di un evento storico individuale tramite un approccio ideografico.

Esempio: Galli e il bipartitismo imperfetto italiano (due partiti prevalenti ma uno non poteva andare al governo, il Partito Comunista).

Scienza politica

La scienza politica utilizza un approccio empirico e descrittivo dei meccanismi di funzionamento del sistema; ricerca leggi generalizzabili per la classificazione di più sistemi secondo gli stessi parametri con un approccio nomologico. Sartori si occupa di polarizzazione ideologica dei partiti e comparazione di sistemi monopartitici, bipartitici e multipartitici.

Il politologo si interessa agli aspetti empirici a prescindere dalle norme vigenti.

Relazioni internazionali

Le relazioni internazionali si occupano delle interazioni tra sistemi politici.

Evoluzione dello studio della scienza politica

1. Studio dei singoli paesi: studi di caso, studio di singoli paesi isolati gli uni dagli altri con poco spazio dedicato alla comparazione.

2. Tradizione metodologica: definisce le regole standard della comparazione e fa classificazioni e analisi comparate.

3. Tradizione analitica: spiega differenze e similitudini, traduce un concetto da teorico ad empirico e produce una comparazione sistematica (quantitativa) a scopo esplicativo.

La scienza politica descrive somiglianze e differenze, le spiega, stabilisce classificazioni e tipologie e mira a formulare predizioni. Si occupa e compara sistemi politici nazionali, non-nazionali, tipi di sistemi politici o singoli elementi di essi.

Prima della Seconda Guerra Mondiale, si occupava di analisi dello stato e delle sue istituzioni. Una svolta avviene tra gli anni ’20 e ’60 del XX secolo, concentrandosi sullo studio della scienza politica al di fuori delle istituzioni e sulla politica nella pratica. Viene allargato l’orizzonte geografico e l’attenzione si sposta dalle istituzioni alle ideologie, ai sistemi di credenze e alla comunicazione, creando nuove categorie più generali ed universali.

Si incrementa la varietà dei sistemi politici, ci si concentra sul ruolo di partiti, associazioni di interesse, società civile, movimenti sociali e media, creando un nuovo linguaggio in grado di soddisfare la diversità dei casi.

Il sistema politico (Easton 1953)

Il sistema politico legittima l’esercitazione del potere coercitivo attraverso prassi come il consenso popolare (a partire dallo stato liberale). È un meccanismo che produce un’allocazione imperativa di valori nella società, come la distribuzione di costi e benefici delle scelte pubbliche e le decisioni hanno conseguenze nella società.

Input = supporto popolare (consenso elettorale) e domande, richieste, necessità (sottoposte al potere politico in svariati modi: partiti, sindacati, associazioni).

Output = effetti di retroazione, feedback delle conseguenze della decisione.

Flusso circolare della politica = non dipende dalla sostenibilità economica delle decisioni.

Polity = forma di organizzazione strutturale.

Policy = politiche pubbliche, provvedimenti normativi.

Politics = relazioni che regolano i rapporti tra gli attori politici e il loro comportamento dentro l’arena politica.

Stato

Lo stato nasce nell’Europa occidentale tra il 1400 – 1500, momento della creazione di una distinzione netta tra stato e società civile, riguardante l’architettura del potere.

Le caratteristiche fondamentali dello stato sono:

  • Monopolio della violenza legittima: all’interno di uno stato non vi sono altri poteri che utilizzano la violenza in maniera legittima (polizia, esercito e giustizia), diversamente esisterebbero più stati.
  • Territorialità: area dove lo stato deve essere in grado di mantenere l’ordine da minacce interne ed esterne.
  • Sovranità: lo stato non riconosce nessun potere superiore a se stesso.
  • Pluralità: l’ambiente politico consiste in una pluralità di stati distinti, in principio tutti eguali.
  • Popolazione: ineguaglianza tra minoranza che governa e maggioranza governata; le due parti formano la comunità politica.

Nel corso del tempo al concetto di Stato sono state associate altre caratteristiche ed in particolare diventa vincolante il ruolo della legge per i cittadini e per lo stato:

  • Reprimere comportamenti antisociali
  • Allocare l’accesso e l’utilizzo delle risorse
  • Si costituiscono le polity per la creazione di policy
  • Le leggi sono tali se emanate dallo Stato
  • Lo Stato è sottoposto alle sue stesse leggi

C’è un’organizzazione centralizzata e gerarchizzata cui segue una gerarchia delle fonti giuridiche e delle amministrazioni dello stato.

Distinzione tra stato e società civile che permette di mettere i confini al potere dello stato, come affermato da John Locke, il re è sottoposto alla legge in quanto legittimato dal corpo elettorale e quindi deve garantire il rispetto dei diritti dei cittadini. C’è una rivendicazione di libertà da parte della cittadinanza.

Si forma una sfera pubblica in cui confluiscono le rivendicazioni della società per l’ampliamento dei diritti civili. Si sviluppa una partecipazione democratica alla vita dello stato con l’estensione dei diritti politici a tutti i membri della comunità politica e con l’elezione periodica, competitiva, libera e corretta dei governanti.

Sviluppo dello stato

Tra il XII-XVII secolo si verifica un consolidamento del governo tramite eventi bellici che producono una riduzione dei centri politici e un conseguente ampliamento delle unità territoriali. La funzione del governo viene “razionalizzata” con la centralizzazione del potere tramite macchine amministrative dello stato gerarchizzate tra loro.

Espansione del governo per la difesa dei confini e il mantenimento dell’ordine interno e per la gestione delle attività sociali (espansione della macchina amministrativa):

  • Prelievo fiscale
  • Ampliamento e differenziazione interna della macchina organizzativa dello stato

Diritti civili (proprietà) → politici (elettorato attivo e passivo) → sociali (welfare state).

Regimi democratici

Fino agli anni ’70 del Novecento le democrazie erano poche e abbastanza omogenee; da quel momento sono aumentate e si sono diversificate.

Comparare le democrazie

Il processo di democratizzazione si è evoluto nel tempo. Huntington distingue tra tre ondate di democratizzazione:

  • Prima ondata tra il 1826 e il 1926 in cui gli stati liberali si trasformano in stati democratici. Le costituzioni del 1848 favoriscono lo sviluppo degli stati liberali in direzione delle liberal-democrazie, grazie all’acquisizione di diritti politici ed estensione della sfera pubblica.
  • Primo riflusso negli anni ‘20/’30 che coincide con l’instaurazione di totalitarismi e autoritarismi.
  • Seconda ondata dopo la Seconda guerra Mondiale col crollo del nazifascismo e il passaggio verso le liberal-democrazie di massa contemporanee.
  • Secondo riflusso tra gli anni ’60 e ’70 in particolare in Grecia e in Portogallo.
  • Terza ondata dalla metà degli anni ’70 (rivoluzione dei garofani in Portogallo) ad oggi, passando per la caduta dei regimi sovietici nell’est Europa e la primavera araba.

Definire la democrazia

Definizioni procedurali si concentrano su come il regime è organizzato e riconducono la democrazia a complessi assetti istituzionali, utili e funzionali alla presa di decisione politica nella quale gli individui acquistano il potere di decidere per mezzo di una battaglia competitiva per il voto popolare. Modalità di regolazione di un conflitto tramite il ricorso ad elezioni libere, competitive, corrette e frequenti.

Definizioni sostantive si concentrano sugli obiettivi ed efficacia del regime democratico e pongono domande su quanto la democrazia rispecchi la volontà del popolo. C’è una tensione normativa tra ciò che la democrazia è e ciò che la democrazia dovrebbe essere.

Il meccanismo democratico permette di regolare in maniera pacifica il conflitto politico tra i gruppi di uno scenario caratterizzato da pluralismo di valori. La poliarchia si caratterizza da una pluralità di centri del potere.

Nella democrazia ci sono più attori, più gruppi collettivi oltre al diritto di voto, quello di partecipazione e protesta.

Dahl individua 8 garanzie istituzionali fondamentali per l’esistenza di una democrazia:

  • I cittadini hanno il diritto di formulare le loro preferenze, dichiarare queste preferenze e vederle ponderate nella condotta del governo
  • Presenza di istituzioni che includono rappresentati eletti, elezioni libere, suffragio inclusivo, diritto a concorrere per gli incarichi (elettorato passivo), libertà di espressione, presenza di fonti alternative di espressione e autonomia associativa

I diritti di cittadinanza si inseriscono nel processo di democratizzazione in ordine (Marshal): prima civili (rapporto tra stato e società civile, diritti negativi, di pretesa di non interferenza), poi politici (elettorato attivo e passivo) e infine sociali (diritti positivi, diritti pretesa di prestazione).

La democrazia si basa sul pilastro popolare e quello liberale (insieme delle libertà civili e dei diritti costituzionali che impediscono a chi governa di prevaricare sul corpo elettorale).

Democrazia popolare (o elettorale/illiberale)

È incentrata esclusivamente sul supporto da parte dei cittadini a chi governa. Si tende a dare una lettura demagogica alla democrazia, la derivazione popolare della legittimazione del potere “autorizza” tutto anche a discapito dei diritti costituzionali, con libere elezioni e libertà costituzionali limitate.

Democrazia costituzionale (o liberale)

In una democrazia costituzionale c’è il riconoscimento dei diritti costituzionali come il rapporto di delega basato sul consenso popolare di chi governa.

Fasi dello sviluppo della democrazia (Dahl, 1966)

Non è possibile trapiantare la democrazia da uno stato all’altro (es. Iraq). Sono processi che hanno bisogno del loro tempo per dispiegarsi nella storia. Nel mondo occidentale, la democrazia ha passato tutti gli step di consolidamento, ma spesso le nuove democrazie hanno seguito percorsi “scorciatoia” che generano caratteristiche diverse.

Le fasi dello sviluppo delle democrazie nel mondo occidentale sono:

  • Incorporazione: acquisizione progressiva del suffragio universale che produce l’ingresso delle masse in politica.
  • Rappresentanza: diritto ad organizzarsi in partiti e concorrere per le elezioni.
  • Opposizione organizzata: diritto di opporsi al governo e la possibilità di sviluppare una cultura dell’opposizione a difesa e tutela delle minoranze.

Le egemonie chiuse sono i regimi con una coalizione dominante (nelle monarchie assolute erano il re e la sua corte) dove non c’è competizione. Si scatenano dei processi di messa in discussione di queste egemonie.

1° Percorso

Se nell’arena politica entrano nuovi attori, nuove élite che limitano il potere del sovrano, il processo innescato è quello di liberalizzazione, con la creazione di una oligarchia competitiva. Dopo la liberalizzazione avviene il percorso dell’inclusività che si completa con il suffragio universale ed eleggibilità alle cariche pubbliche. Il percorso inclusivo determina il passaggio da un’oligarchia competitiva a una democrazia di massa. Nel momento in cui si apre l’arena politica, nascono i grandi partiti di massa (partiti cristiano e socialdemocratici) e tutti hanno la loro rappresentanza, quindi l’arena politica è completa. Questo genera una situazione di profonda stabilità perché si è maturata una cultura dell’opposizione.

2° Percorso

Storicamente l’inclusività precede la liberalizzazione: viene prima ampliato il suffragio e poi si apre la competizione politica. L’ingresso delle masse è di tipo proto-populista. Il popolo si esprime tramite plebisciti, consultazione del popolo non per portarlo ad esprimersi in chiave competitiva ma per rispondere ad un quesito. Non genera uno spazio di competizione politica => egemonia inclusiva. È un percorso che genera una situazione meno stabile perché impedisce alla cultura dell’opposizione di maturare completamente, portando alla nascita di autoritarismi e totalitarismi (es. Spagna, Italia, Germania).

3° Percorso -> Percorso scorciatoia

Inclusività e liberalizzazione avvengono insieme. Si passa direttamente dall’egemonia chiusa alla democrazia di massa. È un percorso che porta a democrazie profondamente instabili.

Tipologie di democrazie (Lijphart 1958)

Almond cerca di classificare in due classi ideali le democrazie occidentali: europee e anglo-americane. Si struttura la dimensione della cultura politica: omogenea, di valori condivisi (democrazie anglo-americane) o frammentata, dove appartenenze religiose, etniche e politiche precedono i valori condivisi.

Lijphart considera una dimensione aggiuntiva:

  • Comportamento collaborativo delle élite politiche: sopire il conflitto.
  • Comportamento avversariale: accentuare e polarizzare le differenze.

Democrazie maggioritarie vs consensuali (Lijphart 1999)

Nelle democrazie maggioritarie i partiti vincenti possono esercitare un “potere illimitato” all’interno del sistema politico, con una differenza tra vincitori e perdenti e potere esclusivo, dove i perdenti non hanno voce.

Nelle democrazie consensuali il potere è condiviso e le minoranze vengono formalmente incluse nei processi decisionali. Il potere è limitato da corti costituzionali.

La maggior parte dei sistemi del mondo presentano caratteristiche sia maggioritarie che consensuali.

Democrazie decentrate vs centripete

Il modello decentrato è caratterizzato dalla frammentazione del potere popolare e politico, con collegi uninominali e debole coesione partitica, separazione dei poteri e forti limiti all’autorità dell’esecutivo.

Il modello centripeto enfatizza le istituzioni inclusive dotate di forte autorità, con governo forte e unificato, di natura maggioritaria, gruppi d’interesse centralizzati e partiti ben organizzati e coesi.

Le democrazie sono diffusissime ma con nuovi problemi: insoddisfazione dei cittadini verso la democrazia, livelli declinanti di partecipazione politica e sfiducia crescente nella politica. La crisi nella democrazia è la crisi delle istituzioni democratiche (es. scarsa partecipazione al voto), più generalmente del sistema.

I partiti hanno depoliticizzato il processo decisionale:

  • Verso il basso, ai cittadini
  • Verso l’alto, ad agenzie apolitiche (es. organizzazioni internazionali)

Regimi non democratici: autoritarismi e totalitarismi

Pluralismo: limitato o inesistente (monismo politico)

Ideologia: mentalità caratteristica o forte

Mobilitazione: minimale o capillare

Leadership: capo fondatore del regime o carisma e partito

Autoritarismi

“Sistema politico con pluralismo limitato, senza una elaborata ideologia guida, ma con mentalità caratteristiche, senza mobilitazione politica intensa e con un leader o un piccolo gruppo che esercita il potere entro limiti formalmente mal definiti ma in realtà abbastanza prevedibili” (Linz, 1964).

Il capo fondatore del regime esercita il potere dentro limiti mal definiti, mantenendo un’apparenza di normalità. Le azioni sono prevedibili perché utilizzate a scopo repressivo, permettendo al governo di esercitare il proprio dominio con discrezionalità. Nei regimi democratici c'è certezza del diritto, mentre nei regimi totalitari c'è massima arbitrarietà.

Assenza di ideologia e di trasformazione profonda della società. Si richiama a valori tradizionali che giustificano l’autoritarismo. È figlio di una condizione caotica che richiedeva un intervento radicale, non volto a stabilire una nuova forma di società, ma a riportare la società ordinata in cui si viveva prima.

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 60
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 1 Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza politica, Prof. Fasano Luciano M., libro consigliato Scienza Politica, Daniele Caramani Pag. 56
1 su 60
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale.marche00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Fasano Luciano M..
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community