Riassunto del libro del Prof. Costa – Introduzione alla ragioneria
Capitolo 3: I portatori di interessi dagli shareholders agli stakeholders
La ragioneria è una disciplina cognitiva, che implica la trasmissione di informazioni (quantitative) inerenti all’amministrazione aziendale agli stakeholder, ovvero ai portatori di interesse. Si tratta di informazioni riguardanti le risorse e la variazione di queste, sulla base delle quali i portatori di interesse prendono delle decisioni, o, ad esempio, giudicano e valutano il lavoro del management intermedio. I portatori di interesse possono essere persone fisiche o istituzionali.
Dalla proprietary theory all'entity theory
Un tempo erano considerati ‘portatori di interesse’ solo i proprietari dell’azienda, ovvero gli shareholders. L’impresa era considerata come un insieme di contratti che consentivano a più persone di esercitare insieme l’attività economica; e non come un’entità autonoma con una propria personalità e con propri interessi istituzionali distinti da quelli dei soggetti che l’hanno creata. Nel tempo si passò da una concezione proprietaria dell’azienda (proprietary theory) ad una concezione più evoluta secondo la quale l’azienda è un’istituzione a sé stante (entity theory).
I soggetti destinatari interni ed esterni
Ciò implica che diversi soggetti, fisici o istituzionali, sono interessati a conoscere gli andamenti aziendali. I portatori di interesse si distinguono in:
- Interni, i quali sono interessati a quelle informazioni che possono permettere un utilizzo efficiente delle risorse e la valutazione del management intermedio. Le informazioni destinate a detti soggetti riguardano per lo più gli ‘oggetti amministrativi’, cioè le diverse articolazioni spaziali dell’amministrazione aziendale. L’informazione verso l’interno è detta ‘manageriale’ o ‘direzionale’. Tra questi primo è il soggetto giuridico, il quale assume gli obblighi e i diritti facenti capo all’azienda, e può essere una persona fisica (es. nella famiglia, nelle società di capitali, nelle associazioni non riconosciute) oppure una persona giuridica (es. nelle società di capitali, nelle associazioni riconosciute, nelle fondazioni). Il soggetto giuridico è il destinatario necessario. Destinatari ulteriori sono le figure dirigenziali, gli organi interni.
- Esterni, ovvero tutti i soggetti che entrano in contatto con l’azienda e affidano ad essa risorse, per cui è necessario che valutino detto affidamento per decidere se mantenerlo. Le informazioni riguardano per lo più gli esercizi amministrativi temporali nel loro complesso. L’informazione verso l’esterno è detta ‘finanziaria’. Possono essere soggetti esterni anche quelli potenziali, i quali potrebbero decidere di affidare risorse all’azienda sulla base di quanto osservato. Inoltre tra i portatori di interesse esterni rientrano i clienti delle imprese, i titolari di fattori della produzione primari, i lavoratori, le pubbliche amministrazioni, i fornitori, gli studiosi e i ricercatori.
Tra i soggetti esterni possiamo fare un’ulteriore distinzione tra:
- Utilizzatori primari, ovvero colui per il quale è stata istituita l’azienda; Nelle imprese di capitali si tratta degli investitori e dei finanziatori, perché il fine istituzionale è quello di produrre valore. Nelle piccole imprese dell’imprenditore e della sua famiglia. Nello Stato si tratta dei cittadini, in quanto finalità istituzionale è il massimo benessere della collettività. Nella famiglia sono tutti i componenti. Nelle aziende non-profit sia i donatori che hanno a cuore il progetto, che i destinatari\beneficiari.
- Utilizzatori secondari, tutti gli altri.
Altra parentesi per quanto riguarda il soggetto economico, soggetto destinatario esterno. Si tratta di colui che, di fatto, detiene il governo dell’azienda e riesce ad imporre le sue decisioni.
- Nell’impresa capitalistica il cosiddetto “capitale di comando”;
- Nell’impresa individuale il solo imprenditore;
- Nello stato il personale politico dei partiti espressione di maggioranze parlamentari;
- Nella famiglia i soli coniugi;
L'informazione e il sistema informativo aziendale
L’esperienza altro non è che la conoscenza incorporata negli agenti amministrativi, ovvero le persone fisiche che agiscono per conto dell’azienda nei rispettivi organi aziendali. L’esperienza fa uso ma non coincide con il patrimonio formalizzato e archiviato di conoscenza oggettiva (ovvero i dati di cui dispone l’azienda). Informazione -> rappresenta l’incremento marginale di conoscenza oggettiva, messo a disposizione degli agenti amministrativi a supporto di determinati processi decisionali o valutativi. L’informazione può tradursi o un in incremento del patrimonio oggettivo di conoscenza dell’azienda oppure in un incremento dell’esperienza amministrativa degli agenti. Inoltre l’informazione è differente dal semplice dato, il quale ha un contenuto cognitivo statico; il dato grezzo è piuttosto una sorta di input per l’elaborazione di informazioni; questo sistema di elaborazione input-output viene definito sistema informativo aziendale.
Del sistema informativo aziendale fanno parte i principi generali, i dati elementari o analitici, i dati elaborati o sintetici, le risorse umane, le procedure organizzative, le tecnologie (hardware e software) per la produzione dell’informazione, nonché le regole sintattiche, semantiche, semiotiche, pragmatiche; ed infine le informazioni.
Postulati e principi contabili generali
La Ragioneria intesa come scienza normativa si fonda su determinati principi contabili generali. I primi tre sono addirittura definiti come ‘postulati’ in quanto stanno alla base di ogni norma contabile.
- Rilevanza ovvero la capacità che l’informazione ha di incidere in maniera significativa sui processi decisionali o sui giudizi degli amministratori aziendali.
- Veridicità è necessario che l’informazione sia quanto più aderente alla realtà.
- Correttezza è necessario che l’informazione rappresenti la realtà coerentemente agli standard contabili o alle norme giuridiche.
- Chiarezza è necessario che non vi sia ambiguità nella decodifica dell’informazione.
- Verificabilità è necessario che l’informazione possa essere verificata da un professionista che non abbia interessi, che ne possa attestare la veridicità.
- Competenza è necessario che l’informazione abbia la capacità di riferire gli effetti dei fenomeni amministrativi a determinati esercizi amministrativi o oggetti amministrativi.
- Prudenza è necessario privilegiare, nel dubbio, le sottostime piuttosto che le sovrastime.
- Neutralità non si deve distorcere la realtà per indurre i destinatari a specifiche decisioni o valutazioni. (Ma ciò non vuol dire che l’informazione non possa essere letta secondo un certo punto di vista piuttosto che un altro)
- Unitarietà gli indici sintetici, per es. il bilancio, non possono essere diversi per uno stesso esercizio amministrativo, deve esservi solo un bilancio unitario.
- Universalità l’informazione di sintesi non può trascurare alcuna parte dell’amministrazione aziendale.
- L’integralità l’informazione non dovrebbe compensare tra loro fondi e flussi lordi. Anche se, per scopi specifici, i fondi e flussi netti sono necessari.
- Comparabilità è necessario che i criteri di produzione delle informazioni siano omogenei in modo tale che si possano fare comparazioni nel tempo.
- Continuità coincidenza tra i valori finali dei fondi di un esercizio e i valori iniziali dei fondi dell’esercizio seguente.
- Congruità coincidenza tra i valori complessivi d’esercizio e la somma di quelli ripartiti tra più oggetti all’interno dell’azienda.
- Tempestività disponibilità delle informazioni in tempi utili.
- Periodicità è necessario che l’informazione si riferisca ad intervalli di tempo determinati.
- Pubblicità è necessario che vi sia una certa trasparenza e che le informazioni giungano ai diretti interessati.
- Equilibrio di fondi e di flussi.
- Economicità capacità dell’informazione di rispettare tutti i caratteri precedenti in modo che i rispettivi costi relativi all’informazione non superino i benefici che si traggono da essa.
Il concetto di rendicontabilità (accountability), generale e speciale
A questo punto è necessario guardare al contenuto delle informazioni. L’area di interesse per i soggetti destinatari dell’informazione, interni o esterni, prende il nome di rendicontabilità (accountability). Prima, le sole imprese, rendicontavano unicamente sul patrimonio e sul reddito prodotto; nel tempo le aree di rendicontabilità si sono espanse. La rendicontabilità, soprattutto quella verso gli stakeholder esterni, si distingue in:
- Generale che si rivolge ad un generico destinatario primario esterno.
- Speciale che si rivolge a specifici destinatari e riguarda specifiche aree dell’amministrazione aziendale. Es. un finanziatore intende conoscere il progetto che sta per finanziare.
In ogni caso il contenuto delle informazioni riguarda sempre l’impatto che i fenomeni amministrativi hanno sull’entità e sulla qualità delle risorse economiche.
Il concetto di base di risorsa economica / pretesa di terzi
Le risorse economiche altro non sono che quegli enti, materiali o immateriali, naturali o artificiali, dotati di relativa scarsità. Dai quali è possibile trarre uno o più benefici: di tipo economico, di tipo sociale, di tipo psicologico. O implicano un costo da parte di chi le pretende nei confronti di chi ne è titolare. Inoltre la risorsa può soddisfare direttamente un bisogno umano oppure può essere impiegata.
Le risorse viste come disponibilità in un determinato istante, quindi secondo una prospettiva statica, costituiscono i fondi. Le stesse, viste come variazioni lungo un intervallo di tempo, quindi secondo una prospettiva dinamica, costituiscono i flussi. I flussi possono essere valutati sia con riferimento all’azienda (o interni) sia con riferimento all’ambiente (o esterni), i fondi possono essere valutati solo con riferimento all’azienda.
Risorse positive e negative
Le risorse positive sono quelle che incorporano la possibilità di trarre beneficio economico, e si distinguono in:
- Assolute, se il beneficio non comporta un sacrificio da parte di terzi; (Rimanenze)
- Relative, se il beneficio comporta un sacrificio da parte di terzi; (Crediti)
Le risorse negative sono quelle che incorporano l’obbligo di corrispondere a terzi determinati benefici. (Debiti)
Risorse interne o esterne
Le risorse, sia positive che negative, che rientrano nella sfera di controllo dell’azienda prendono il nome di risorse interne o aziendali; al contrario, le risorse che rientrano nella sfera di controllo dei soggetti esterni con cui l’azienda interagisce si chiamano risorse esterne o ambientali. L’insieme di tutte le risorse economiche positive, viste da un punto di vista qualitativo, costituisce la sostanza aziendale. Possono anche darsi sostanze “parziali”, relative a specifici oggetti o processi. L’insieme di tutte le pretese di terzi, o risorse economiche negative, costituisce la controsostanza aziendale. Anche in questo caso possono, parimenti, essere date controsostanze “parziali”.
L’insieme totalitario di tutte le risorse economiche, positive o negative, riferibili all’azienda, sempre da un punto di vista qualitativo, ne definisce la ricchezza. Si dice “da un punto di vista qualitativo” perché le risorse non dispongono per natura di una unità di misura comune, e quindi non possono essere sommate tra di loro. Alcune di esse, tuttavia, possono, con opportune convenzioni, essere espresse in termini monetari. Il corrispondente monetario di una risorsa, positiva o negativa, ne costituisce il valore. Tutte le risorse economiche, positive o negative, esprimibili in termini di quantità monetaria, o valore, sono definite risorse patrimoniali.
Fondi: Attività e passività
Un’attività è una risorsa economica patrimoniale controllata dall’azienda. Una passività è una pretesa patrimoniale da parte di terzi a carico dell’azienda. Una somma di attività costituisce un patrimonio (parziale, se riferito ad un oggetto aziendale, o totale, se riferito all’intera azienda). Una somma di passività costituisce uno stato passivo (parziale o totale). La somma algebrica tra attività e passività costituisce il patrimonio netto, se positiva; il deficit, se negativa. Il patrimonio netto è talvolta diviso in parti ideali (capitale, riserve, risultati di esercizi precedenti, risultato di esercizio). Sono dette parti ideali perché sono suddivisioni astratte di una grandezza che, a sua volta, è solo una grandezza teorica. Ad esse, quindi, non corrisponde alcuna attività o passività concreta o identificabile.
Classificazione di attività e passività in base alla liquidità/solvibilità
- Le risorse più liquide sono quelle monetarie, ovvero quelle che hanno il potere di adempiere ad ogni obbligazione pecuniaria. La moneta può assumere diverse forme: metallica, cartacea (le banconote), scritturale (conti correnti bancari o postali, assegni, carte ricaricabili, carte di credito etc.). Alla moneta è assimilata la “moneta equivalente”, data da valori (come i valori bollati) o titoli a rapidissimo ciclo di utilizzo. Il fondo che esprime la totalità delle attività monetarie prende il nome di giacenza di cassa.
- Il secondo livello è rappresentato dai crediti e debiti di funzionamento o di regolamento (le cui classi più importanti nelle imprese sono i crediti verso clienti e i debiti verso fornitori). Si tratta di debiti e crediti a breve termine. Tra questi rientrano anche obbligazioni non ancora sorte ma certe (es. fatture da emettere o ricevere, ratei attivi e passivi), o con un sufficiente grado di probabilità (es. fondi di accantonamento per rischi od oneri). La somma della giacenza di cassa e dei crediti e debiti di funzionamento prende il nome di valori numerari. La somma algebrica di attività numerarie e passività numerarie prende il nome di avanzo o disavanzo di amministrazione.
- Il terzo livello è rappresentato dai crediti e debiti di finanziamento, ovvero quelli che nascono dalla negoziazione di capitali, titoli di debito o di credito a lungo termine, strumenti di partecipazione (es. le azioni). L’insieme dei valori numerari e degli strumenti finanziari costituiscono le attività e passività finanziarie. La somma algebrica di tutta la zona finanziaria del patrimonio prende il nome di posizione finanziaria netta.
Zona finanziaria del patrimonio / Zona reale del patrimonio
Dunque fin’ora abbiamo descritto il patrimonio finanziario. I restanti elementi del patrimonio sono i beni e servizi (attivi e passivi) a disposizione dell’azienda. Essi costituiscono il patrimonio reale.
Attività e passività correnti e non correnti
Sono attività e passività correnti tutte quelle che:
- Partecipano, per loro natura, ad un solo processo produttivo, detti anche a fecondità semplice o ad utilità singola; come le rimanenze, i risconti, i crediti e debiti commerciali (di funzionamento).
- Tutte quelle attività detenute per la negoziazione (immobili, titoli, detenuti a scopo speculativo).
- Quelle risorse che sono destinate a tradursi in mezzi liquidi nel breve termine, di norma entro 12 mesi (crediti e debiti finanziari a breve periodo).
- Quelle risorse che sono detenute per la vendita, cioè in via di dismissione, per le quali può anche essere venuto meno il generale principio della continuità aziendale (es. se l’azienda è in liquidazione).
Il fondo che esprime la somma algebrica di tutte le attività e passività correnti, prende il nome di Patrimonio (Capitale nelle imprese) Corrente o Circolante Netto.
Sono attività e passività non correnti:
- Fattori strumentali (tangibili ed intangibili) ad utilità ripetuta, cioè partecipanti a più processi produttivi.
- Attività con finalità di detenzioni non speculative (es. una partecipazione azionaria).
- Crediti e debiti finanziari di lungo periodo, destinati a tradursi in forma liquida oltre i 12 mesi.
Flussi
I flussi sono definibili come le variazioni di fondi lungo un intervallo di tempo. Ma non è detto che vengano prima i fondi e poi i flussi. Nella realtà ci sono solo flussi, i fondi sono rappresentazioni statiche. È come paragonare un film a delle fotografie. Il generico flusso positivo prende il nome di beneficio. Il generico flusso neg...
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