Sigmund Freud – psicopatologia della vita quotidiana
Sigmund Freud nasce il 6 maggio 1856 in una cittadina dell'Impero austro-ungarico.
Si laurea nel 1881 nella facoltà di medicina, in cui grazie alle sue ricerche, inizia a pubblicare articoli e saggi, noti ancora oggi, come: l'interpretazione delle afasie, l'interpretazione dei sogni, molti articoli e saggi sulla psicoanalisi e tanti altri fino ad arrivare alla psicopatologia della vita quotidiana.
1. Dimenticanza di nomi propri
Freud nel 1898, pubblica un articolo in cui si interessa del fenomeno della dimenticanza passeggera dei nomi propri, basandosi sull'auto-osservazione della propria vita quotidiana, arrivando alla conclusione che tale fenomeno consisteva in un momentaneo blocco della memoria.
In seguito, dopo essersi occupato di questo fenomeno, arrivò ad una nuova conclusione, ovvero che non si tratta di semplice dimenticanza, ma anche di un falso ricordo. Infatti, affermò che quando si cerca di ricordare un nome, che in quel momento non si ricorda, giungono alla coscienza altri nomi; nomi sostitutivi di cui si riconosce immediatamente la falsità. È come se il processo che dovrebbe riportare alla produzione di quel nome, subisca uno spostamento facendo fuoriuscire altri nomi, sbagliati.
- Es: a tal proposito, analizzò il proprio caso, riferito all'episodio in cui cercava di ricordare il nome di un'artista, ma al posto del nome esatto, gliene venivano alla mente altri (Signorelli, Botticelli, Boltraffio). Ma quando in seguito gli fu riferito il nome, lo riconobbe subito come quello giusto.
Da qui risultò che, il motivo della dimenticanza del nome andava attribuita:
- A) Al fatto che il nome dimenticato era familiare tanto quanto quelli sostitutivi;
- B) Alla precedente conversazione. Per cui ci fu una sostituzione di termini (della precedente e attuale conversazione), che in seguito portò alla rimozione di essi;
- C) Al fatto che, nonostante la precedente conversazione sia stata conclusa, nella sua memoria ancora vi era un ricordo (legata a quella conversazione) che inizialmente aveva pensato di condividere con l'interlocutore, ma poi decise di astenersi in quanto l'argomento in questione riguardava un soggetto che si era suicidato per un incurabile disturbo sessuale (Trafoi luogo). Per cui questa sostituzione di nomi era legata all'interferenza di quel ricordo.
- D) Al fatto che, tentando di dimenticare la notizia del soggetto che si era suicidato, in un momento di associazione delle due conversazioni, involontariamente dimenticò il nome dell'artista. E i nomi sostitutivi non sono altro che un compromesso tra il nome dimenticato ed il ricordo ancora presente.
Se si fosse trattato di un nome diverso, ciò non sarebbe accaduto.
In breve, le condizioni necessarie perché si verifichi la dimenticanza di un nome, sono:
- 1) Una certa disposizione a dimenticare questo nome;
- 2) Un processo di repressione verificatosi poco prima;
- 3) Possibilità di stabilire un'associazione tra un nome e l'elemento represso.
Ma non in ogni caso i nomi sostitutivi appaiono spontaneamente. In alcuni casi è necessario uno sforzo dell'attenzione, ma alla fine, il collegamento tra il nome dimenticato e il nome sostitutivo è sempre lo stesso.
2. Dimenticanza di parole straniere
Le parole di uso comune nella propria lingua madre, a meno che non ci sia un malfunzionamento delle facoltà, non possono cadere nella dimenticanza. Per quanto invece riguardano le parole di una lingua straniera, la tendenza a dimenticarle è normale.
- Es: per questo caso analizzò un altro episodio in cui la dimenticanza in questione era una parola di un verso di Virgilio, in latino. L'episodio in questione si svolse durante un viaggio, mentre parlava con un giovane studente appena conosciuto. Quando durante la loro conversazione il giovane non riusciva a ricordare quella determinata parola (aliquis), e dopo il suggerimento di Freud, il giovane gli chiese di capire come mai avesse dimenticato quella parola per quanto semplice. Freud accettò chiedendogli di riferirgli tutto ciò che gli passava per la testa, mentre fissava la sua attenzione su quella parola dimenticata, senza una precisa intenzione.
A questo punto il giovane inizia ad elencare vari fenomeni tra cui:
- Gli veniva da scomporre la parola in: a e liquis (liquido);
- Gli venivano in mente i termini come reliquie, liquidazione, liquido e fluido;
- Gli veniva da pensare a San Simonino e alle sue reliquie che vide tempo fa in una chiesa a Trento (San Simonino fu sacrificato da bambino);
- Gli veniva da pensare ad altri santi come Sant'Agostino e San Gennaro (che fanno pensare ad agosto e gennaio = calendario);
- Gli veniva da pensare a Napoli e alla sua festività tipica, in cui si espone il sangue di San Gennaro conservato in una fiala e tutti gli anni alla ricorrenza di quella festività (che si verifica quindi in un giorno preciso), il sangue per miracolo diventa liquido (metafora per il sangue = mestruazioni);
- E infine gli veniva da pensare ad una signora italiana (da qui il possibile collegamento a Napoli, visitata in sua compagnia), da cui aspettava di ricevere una notizia sgradevole, senza riferire a Freud di cosa si trattasse veramente.
Ma a quel punto Freud già aveva collegato tutti questi fenomeni, arrivando al nocciolo del quesito. Ovvero che, la dimenticanza di quel determinato termine aliquis, era collegato al suo turbamento nell'attendere notizie dalla donna in attesa delle mestruazioni.
Grazie a questo caso Freud poté analizzare una dimenticanza di nome senza ricordi sostitutivi.
| Dimenticanza di nomi propri | Dimenticanza di parole straniere |
|---|---|
| La riproduzione del nome è disturbata da un pensiero cominciato e interrotto poco prima, di cui il contenuto non aveva alcun collegamento col nuovo argomento. | Non vi è un argomento rimosso che fa da ostacolo, ma il disturbo della riproduzione deriva dall'argomento stesso, provocato inconsciamente dalla contrarietà verso il nucleo dell'argomento iniziale. Ossia, il giovane si lamentava della situazione di inferiorità cui era condannata la sua generazione, che si trovava nell'impossibilità di sviluppare il proprio talento, e citando Didone, sperava che una nuova generazione sarebbe arrivata per vendicarsi. |
E da qui, poi ci fu tutto un collegamento con i fenomeni citati prima.
In questo caso, l'associazione avviene in modo forzato.
3. Dimenticanza di nomi e di frasi
Può succedere di ritrovarsi a non riuscire a riprodurre fedelmente una poesia imparata a memoria. Ma la dimenticanza in questione non riguarda la poesia in sé, ma solo alcune parole.
- 1° Es: Freud con un suo collega decisero di fare un esperimento a tal proposito, scegliendo la poesia “La fidanzata di Corinto” di Goethe, la preferita del suo collega. Ma già dal secondo verso sbagliò, sostituendo l’intera frase della seconda strofa. “Senza pagar caro per questo favore” (che in seguito collegò ad una proposta di matrimonio respinta la prima volta, in seguito alla sua scarsa situazione economica. Proposta che comunque avrebbe rinnovato, visto il suo miglioramento della situazione economica) divenne “Adesso che ogni giorno porta qualcosa di nuovo” (frase usata da lui quando parlava della sua clientela vasta).
Freud chiese al suo collega come fu possibile paragonare la sua storia con quella poesia, e grazie al proseguire della poesia si scoprì che fu possibile, in quanto in una strofa che recita “Guardala bene, domani sarà grigia”, il collega ammise che la donna in questione era più anziana di lui.
- 2° Es: (di un altro autore) in cui il soggetto di quell'esperimento, nel recitare una poesia famosa, si dimentica completamente le parole. Quando l'autore di questo esperimento chiede di comunicargli ciò che gli passa nella mente in quel momento, questo soggetto associa una frase della poesia, ovvero “d'una bianca copertura...”:
- Al lenzuolo per coprire un morto;
- Poi la notizia del fratello di un suo amico appena morto;
- Poi si ritroverà a paragonarsi fisicamente al defunto;
- Rivelerà di avere il timore di morire per lo stesso motivo.
Quindi inconsciamente il soggetto si identificò con il “Pino circondato da bianco sudario” (verso della poesia originaria).
- 3° Es: prova la dimenticanza dovuta a prudenza, di fronte al rischio di cedere ad un impulso.
In questo esempio, la dimenticanza avviene dopo che qualcuno pronunciò una frase sul perdono. L'autore in questione, dopo quella frase, voleva esporre una propria idea, ma non riusciva a ricordarla. Così isolandosi, iniziò ad annotare tutto ciò che gli passava per la testa.
- Iniziando ad annotare i nomi dell'amico e della strada presenti la prima volta che espresse quell'idea;
- Poi gli venne in mente il nome del suo amico Max, che tutti chiamavano Maxi, e associò quel nome alla parola massima;
- Al che gli viene in mente la frase “Dio ha creato l'uomo a propria immagine e somiglianza” e subito dopo la variante “l'uomo ha creato Dio a propria immagine e somiglianza”.
- Così arrivò a ricordarsi ciò che voleva dire in precedenza. Cioè che il suo amico, che precedentemente aveva riferito la frase sul perdono, tempo fa gli recitò “Niente di ciò che è umano mi è estraneo” e l'autore alludendo alla sua natura animale gli cambiò la frase in “Dovresti confessare che niente di bestiale ti è estraneo”.
Dopo essersi ricordato l'idea si rese conto che non poteva parlarne al gruppo di persone presenti, in quanto tra i presenti si trovava anche la giovane moglie del suo amico e sapeva benissimo che lei non era affatto preparata a sentire una cosa del genere sul marito. Da qui la sua temporanea amnesia, che svanì una volta che si allontanò dal gruppo.
In alcuni casi, la dimenticanza è quasi una forma di autoprotezione o censura, perché inconsciamente sappiamo che quell'informazione potrebbe essere sconveniente per il nostro interlocutore. Infatti, Freud ricordò ciò che aveva dimenticato una volta che si allontanò dal gruppo.
In altri casi invece, in queste dimenticanze vi è un contenuto intimo e talvolta doloroso, per cui la parola dimenticata è sempre in qualche modo associata ad un'idea inconscia.
Freud, riprendendo a parlare delle dimenticanze di nomi, aggiunge che il mal di testa di cui soffriva, in genere si preannunciavano qualche ora prima con la dimenticanza di nomi, e una volta che i mal di testa svanivano, l'amnesia di tutti i nomi propri proseguiva, e negava completamente che questa dimenticanza consisteva in disturbi circolatori e funzionali del cervello.
Per provare questa sua teoria, lo fa attraverso una similitudine, ipotizzando che, durante una passeggiata serale, in un quartiere deserto, fosse stato salito da due ladri che lo deruberanno di un orologio e del portafogli. Andando alla polizia per una denuncia, si troverà a descrivere malfattori con i termini “solitudine” e “oscurità”, volendo in realtà dire che i ladri erano “favoriti dalla solitudine” e “protetti dall'oscurità”.
Inoltre, aggiunge che, quando si trova ad analizzare i casi di dimenticanza di nomi su sé stesso, riesce a constatare che il nome dimenticato è sempre associato ad un argomento personale che gli provoca emozioni intense. Anche in questo caso, pone degli esempi:
- 1° Es: un paziente gli chiede consiglio su una stazione termale e Freud volendogli indicare quella di un suo collega a Genova, e nonostante ricordasse la località e il nome del collega, non riusciva a ricordare il nome del centro. Alla fine, consultando i suoi familiari uscì fuori che il nome era Nervi, di cui era oggetto costante delle sue preoccupazioni.
- 2° Es: mentre stava per acquistare un biglietto ferroviario, no
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