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Diagnosi funzionale

Capitolo 1

Con il termine diagnosi si fa abitualmente riferimento al processo volto alla rilevazione e alla descrizione di una serie di fenomeni riconosciuti come patologici. Etimologicamente tale termine significa “conoscere attraverso”; infatti, il momento diagnostico dell'esame clinico richiede l'utilizzo di strategie e strumenti finalizzati alla valutazione dello stato di salute del paziente, al fine di specificare quale combinazione nota di sintomi e segni meglio si adatta al caso in esame.

La psichiatria e la psicologia clinica spesso vengono confuse.

  • Psicologia, dal greco: psychè = spirito vitale, anima; logos = discorso, e quindi, discorso e studio dell'anima, dello spirito.
  • Clinica, dal greco: klinikós = letto, ovvero che si fa presso il letto del malato, della persona sofferente.
  • Psicopatologia, dal greco: psychè = spirito vitale, anima; pàthos = passione, sofferenza; logos = discorso, studio, e quindi studio del disturbo dell'anima, dello spirito.
  • Psichiatria, dal greco: psychè = anima; iatreìa = medicina, ovvero cura diretta delle malattie dell'anima e dello spirito.
  • Psicoterapia, dal greco: psychè = anima; therapeia = terapia nel senso dell'assistenza e cura, dell'avere cura di una persona, che quindi non è necessariamente "malata", da theraps con significato di compagno che assiste e aiuta e dal verbo ther con significato di sostenere, tirar su (anche di morale).

Un aspetto da considerare riguarda il “fine” stesso della diagnosi compiuta. Infatti, sebbene in termini generali l’obiettivo della valutazione sia quello di giungere al riconoscimento della specifica categoria diagnostica (intesa come insieme di sintomi e segni) che meglio si adatta al caso in esame, non sempre una semplice diagnosi di tipo categoriale è in grado di cogliere e descrivere adeguatamente l’intero quadro sindromico e i meccanismi implicati nella sua genesi, sviluppo e mantenimento.

La diagnosi è perciò rappresentabile come un processo dinamico composto di più fasi tra sé strettamente interconnesse:

  • Primo contatto col malato e colloquio clinico
  • Osservazione
  • Esame obiettivo clinico
  • Accertamenti diagnostici, esami strumentali e di laboratorio
  • Formulazione/riformulazione ipotesi
  • I risultati degli esami confermano l'ipotesi?
    • NO -> Riformulazione delle ipotesi
    • SÌ -> Trattamento -> Verifica trattamento

Il problema della diagnosi in psichiatria e psicologia clinica? Con Beaugrand è possibile affermare che un comportamento che non possa essere esaminato e misurato rigorosamente non potrà essere studiato scientificamente. Il problema principale è rappresentato dall'estrema variabilità nel comportamento umano. La valutazione clinica (la diagnosi) consiste nell’osservazione, rilevazione, discriminazione, stima ed interpretazione di caratteristiche di un soggetto nel campo proprio della psicologia: il comportamento umano e, per quanto riguarda la psichiatria, dei disturbi, lievi, moderati gravi.

In questo caso il termine "comportamento" va inteso nella sua accezione più ampia, ovvero di qualsiasi forma, interna o esterna, manifesta o latente, visibile o arguibile di manifestazione comportamentale dell'uomo, nella sua interazione con sé stesso, con gli altri esseri umani e con l'ambiente più in generale. Così come sono identificabili una serie di categorie di stimoli in afferenza all'organismo umano (fisici, sociali, cognitivi, verbali, fisiologici) ed una serie altrettanto vasta di categorie di risposte (verbali, motorie, gestuali, fisiologiche), così saranno numerosi i campi d'indagine tipici della diagnosi.

Una parte sostanziale della valutazione clinica del comportamento di un individuo consiste non solo nel cercare di capire le situazioni stimolanti e le relative risposte, quanto nel riuscire ad avere un'idea del funzionamento interno dell'individuo stesso.

Con Beaugrand potremmo brevemente descrivere i principali postulati dell'approccio scientifico:

  • Il determinismo: l'approccio scientifico postula l'esistenza di un ordine logico e di principi organizzatori dell'universo e della realtà.
  • L'empirismo: la scienza si basa su osservazioni empiriche, è perciò essenziale identificare, nominare, confrontare, descrivere e classificare il prodotto dell'osservazione.
  • Le teorie: un complesso di regole capaci di garantire la spiegazione di un insieme di osservazioni tra sé correlate. La teoria permette di sintetizzare in modo economico varie generalizzazioni empiriche, formulando le regole. Attraverso questo processo sarà possibile effettuare predizioni e quindi controllare la corrispondenza dei fatti e verificare le spiegazioni.
  • La dimensione pubblica: è scientifica qualsiasi scoperta o procedimento che autorizzi la sua pubblicazione per permettere ad altri ricercatori di produrre le osservazioni, verificare le ipotesi ed analizzare la teoria o i singoli risultati e schemi che ne fanno parte.

Bisogna ricordare che la percezione della realtà, nella vita comune così come nella scienza, non è attributo della realtà stessa, ma della biologia umana, delle capacità di percezione, riorganizzazione, immagazzinamento ed astrazione degli individui. Quindi, anche l’osservazione, in senso scientifico, non può prescindere da astrazioni, da immagini mentali, unificate e rese oggettive solo dall’accordo di più soggetti su un costrutto.

Una teoria scientifica, perciò, riassume ed organizza al meglio, in maniera razionale e coerente, varie relazioni messe in evidenza da più osservazioni empiriche. Una teoria è per questo sempre falsa a priori, non essendo che una semplificazione più o meno estrema di una realtà molto più complessa.

Diagnosi medica vs clinico psicologica e psichiatrica

Una differenza fondamentale tra la diagnosi tipicamente medica e quella clinico psicologica e psichiatrica è essenzialmente rappresentata dall'estrema volatilità dei dati a disposizione. In psichiatria il problema è rappresentato dal fatto che, nonostante l'enorme progresso avvenuto negli ultimi decenni nelle scienze neurologiche e del comportamento umano, non si è ancora in grado di fornire prove assolute di verifica scientifica di una data risposta comportamentale (interna o esterna) di un individuo.

Per quanto riguarda l'ambito della psicologia clinica, si possono individuare due modalità di intendere la diagnosi. Se la prima sembra attestarsi squisitamente ad un livello descrittivo, nella seconda il livello coinvolto è più quello esplicativo.

Il momento diagnostico parte non tanto e non solo dal riconoscimento del sintomo, bensì dall'indagine, attraverso ciò che si rileva dall'individuo, della capacità latente o inespressa o comunque indizi di tipo psicologico per arrivare alla valutazione globale o parziale della sua personalità. Sembra quindi ci si limiti alla constatazione e descrizione delle caratteristiche psicologiche e cognitive evidenziate dal soggetto.

L'approccio multidimensionale è, da un lato, una realtà e, dall'altro, un obiettivo primario ancora auspicabile per tutti coloro che si occupano dell'uomo dal punto di vista psicologico. È importante che lo strumento tipico dello psicologo, il test, sia da questo ben riconosciuto per quanto riguarda la sua "potenza", in modo da adoperarlo correttamente e appropriatamente.

Successivamente, con lo studio e l'esperienza, potrà imparare a discriminare quando, come e se impiegare o meno questo ed altri strumenti diagnostici, dal profilo psicofisiologico di stress, ai potenziali evocati, alle batterie di test neuropsicologici, sino alla capacità di valutazione di alcuni indici quali quelli ormonali (nel caso degli ormoni dello stress) o di test fisiologici.

Il problema della misurazione nelle scienze dell'uomo?

Misurare ha il significato di "valutazione di un fenomeno che si esprime in rapporto ad una grandezza che convenzionalmente ne costituisce la misura campione". Le misurazioni sono la base di un qualsivoglia intervento sull'individuo o sul gruppo. Sono in ogni caso da tenere ben presenti le seguenti condizioni fondamentali:

  • Ricerca dell’unità di misura appropriata;
  • Necessità di conferma da più di una fonte sensoriale dei dati osservati e descritti dall’esaminatore;
  • Conferma dei risultati e della loro spiegazione da parte di un altro osservatore;
  • Necessità di non coinvolgimento dell’osservatore nell’osservazione.

Possiamo dire che i fondamentali obiettivi della scienza sono:

  • La descrizione, con la maggiore precisione possibile del fenomeno oggetto di studio. Descrivere un fenomeno consiste nell'identificare le componenti e i loro rispettivi gradi d'importanza.
  • La spiegazione dell'apparizione stessa del fenomeno. Implica che sia determinata la/le causa/e della comparsa del fenomeno. È importante conoscere le condizioni necessarie all'apparizione di un fenomeno. Nella maggioranza dei casi, molte cause, spesso simultanee o concomitanti possono essere in grado di spiegare la presenza del fenomeno.

L'approccio multidimensionale alla diagnosi: aspetti generali

La diagnosi multidimensionale può essere definita come un processo complesso finalizzato alla valutazione e alla conoscenza del paziente tramite la raccolta e l'analisi di informazioni e indici provenienti da diversi "canali", quali quello verbale, fisiologico e comportamentale. Il semplice impiego contemporaneo di più fonti di dati durante il processo diagnostico non garantisce di per sé un'adeguata comprensione del quadro clinico, soprattutto se le informazioni raccolte vengono utilizzate all'interno di una concettualizzazione unidimensionale dei costrutti considerati. La raccolta di più dati qualitativamente diversi, oltre a consentire una più approfondita conoscenza del quadro clinico, garantisce un'adeguata impostazione del trattamento tramite un intervento integrato, ossia orientato ai vari "piani" coinvolti nel disturbo.

Capitolo 2

Già nell’Antica Grecia, i test furono considerati un completamento del processo educativo. Lo stesso Socrate introdusse al tempo un nuovo metodo didattico, basato sulla verifica mediante prove successive dell’avvenuto apprendimento. Un test psicologico consiste essenzialmente in una misurazione obiettiva e standardizzata di un campione di comportamento. La funzione fondamentale dei test psicologici è quella di misurare le differenze tra gli individui, o tra le reazioni di uno stesso individuo in condizioni date o sotto stimolazioni diverse. Si deve ricordare che non vi è conoscenza dell’uomo, se non tramite l’osservazione del suo sviluppo, della storia della sua vita, dell’essenza del suo essere, ossia le sue cognizioni e pensieri, emozioni ed affetti.

Le metodologie per un corretto ed approfondito esame del caso sono:

  • L’osservazione;
  • L’anamnesi;
  • Il colloquio;
  • Somministrazione di test psicodiagnostici (dai questionari ai test di performances);
  • Valutazione dell’assetto psicofisiologico e cognitivo;
  • Integrazione dei dati con eventuali altri esami medici.

Il valore dei test dipende dal grado di precisione con cui esso riesce ad indicare un’area relativamente ampia e significativa del comportamento umano. Un importante campo di applicazione dei test psicologici riguarda gli aspetti affettivi ed emozionali del comportamento umano.

Le metodiche più utilizzate per la misurazione delle caratteristiche più stabili dell’individuo sono:

Questionari di personalità

Sono test cosiddetti carta e matita e sono strumenti di misurazione che si propongono di definire il profilo della personalità del soggetto che vi si sottopone.

Test situazionali o di performances

Vengono valutate alcune caratteristiche della personalità, richiedendo al soggetto di eseguire compiti. Le principali aree indagate attraverso queste prove sono per lo più:

  • Funzioni percettive (riconoscimento ed attribuzione di significato);
  • Preferenze estetiche;
  • Umorismo;
  • Interessi e atteggiamenti del soggetto.

Tecniche proiettive

I test proiettivi di personalità sono un valido strumento della psicologia, che attraverso vari stimoli volutamente ambigui cercano di far emergere i contenuti psichici inconsci di un individuo. Sono costantemente posti al centro di critiche per una presunta mancanza di oggettività. Le tecniche proiettive sono dunque un metodo di indagine della personalità che pone il soggetto di fronte ad una situazione ambigua a cui egli risponderà secondo il significato che questa situazione ha per lui.

Ogni individuo frequentemente incorre in errori di valutazione nella percezione di sé che può manifestarsi diversa da quella che è in realtà, tendendo ad apparire molto meglio anche di quello che pensa di essere, o, al contrario molto peggio. Fortunatamente sono stati elaborati dei metodi per scoprire se le risposte offerte sono state o meno falsate in modo non solo da poterle individuare ma, in molti casi, anche a provvedere a correggere punteggi risultati non attendibili. L’affidabilità del test indica la misura in cui le differenze nei punteggi possono essere attribuite ad errori casuali di misurazione o a differenze effettive delle caratteristiche esaminate. Un test è valido quando misura ciò che intende misurare. La validità di un test è relativa a ciò che questo misura e alla precisione con cui esso riesce ad effettuare tale misurazione.

Esistono diversi tipi di validità:

  • Validità di contenuto: Con questo termine ci si riferisce al grado in cui gli elementi di uno strumento di assessment sono rilevanti e rappresentativi del costrutto target per un particolare scopo di valutazione. La validità di contenuto è un giudizio che, almeno in linea di principio, dovrebbe essere espresso su base quantitativa, per esempio con stime quantitative di rilevanza e rappresentatività. Questo suggerisce che la validità di contenuto dovrebbe essere considerata una caratteristica dimensionale di un test, e non un aspetto qualitativo, come invece comunemente si ritiene.
  • Validità di costrutto: Questo indice ci informa su quanto il test è connesso al costrutto che intende misurare e cioè quanto è legato alla formulazione teorica su cui si basa il test. Uno dei requisiti perché un test abbia una buona validità di costrutto è che esso abbia una buona validità concorrente (convergente e discriminante).
  • Validità di criterio: Questo indice ci informa su quanto il test è connesso al costrutto che intende misurare e cioè quanto è legato alla formulazione teorica su cui si basa il test. Uno dei requisiti perché un test abbia una buona validità di costrutto è che esso abbia una buona validità concorrente (convergente e discriminante).
  • Validità esteriore o di facciata: La validità di facciata è riferita al punto di vista del soggetto cui il test è somministrato, ha a che fare quindi con l'aspetto esteriore del test, con l'impressione che può produrre nell'ipotetico soggetto. Può influire sulla motivazione che un soggetto può applicare nello svolgimento del test. In effetti con la validità di facciata ci si riferisce a ciò che il test sembra misurare piuttosto che a ciò che il test misura realmente.

Statistica psicometrica

La psicometria è la scienza che si occupa della teoria e della tecnica della misura in psicologia. Il campo di studio coinvolge due aspetti della ricerca, vale a dire:

  • La costruzione degli strumenti e delle procedure per la misura;
  • Lo sviluppo ed il perfezionamento dei metodi teorici della misura.

Il settore si occupa della misurazione obiettiva di abilità, conoscenze, attitudini, atteggiamenti, tratti della personalità e risultati scolastici. Alcuni ricercatori di psicometria si concentrano sulla costruzione e la validazione di strumenti di valutazione come questionari e test, mentre altri si concentrano sulla ricerca relativa alla teoria della misurazione. Le teorie multifattoriali sostengono che le abilità sono frutto dell’interazione di fattori indipendenti fra loro, che si combinano in vario modo, nessuno dei quali è più importante di altri.

Schema per un buon colloquio e intervista iniziale

Colloquio clinico vs anamnesi

Una differenza fondamentale tra il colloquio e l’anamnesi è che nell’anamnesi si ipotizza che colui che richiede la consultazione conosca la propria vita e sia quindi in grado di fornire dati su di essa, mentre nel colloquio si presume che ogni essere umano abbia una storia organizzata della sua vita e uno schema del suo presente, e che da questa storia e da questo schema si debba dedurre ciò che non sa. Secondariamente, tutto quello che non è in grado di fornirci sotto forma di conoscenza esplicita emerge dal suo comportamento non verbale, che può produrre informazioni coincidenti o contrastanti con quelle espresse verbalmente e consciamente.

Capitolo 7

All'interno di un approccio di valutazione clinica multimodale, oltre ai sintomi, comportamenti, affetti, emozioni, stili di vita e personalità, rilevabili con l'osservazione, il colloquio e con vari strumenti psicodiagnostici, vi sono anche altri fondamentali fattori alla base del comportamento di ciascun individuo che è importante indagare. Al di là della presenza di alcune caratteristiche di per

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.2700 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Pruneti Carlo.
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