CAPITOLO 1 La scienza della psicologia
All'inizio degli anni 20 del XX secolo, un gruppo di esploratori, con a capo Carter, partì per l'Egitto in cerca di fama, for tuna e del luogo dell'ultimo
riposo di uno dei re più enigmatici della storia. La spedizione era finanziata da Carnarvon e avrebbe scoperto il sito della tomba di Tutankhamon nella
Valle dei Re, nei pressi di Luxor, aperta il 17 febbraio 1923. Fu l'inizio di una storia di miti e leggende, incentrata su un a maledizione scoperta nella
tomba: chi avesse disturbato il luogo dove riposava il faraone sarebbe stato punito con una morte rapida. Carnarvon morì nella p rimavera del 1923
per un morso di zanzara.
La natura della psicologia
La parola psicologia deriva dal greco psiche, significa anima, spirito, ed elogia da logos, significa discorso, discorso sull’anima. Ha una lunga storia ma
un breve passato. La psicologia è lo studio scientifico del comportamento e della mente:
Comportamento: è riferito ad azioni e risposte che possiamo osservare direttamente;
Mente è riferito a stati interiori e processi, come pensieri e sentimenti, che non possono essere visti direttamente, ma vanno inferiti da
risposte osservabili e misurabili.
Il comportamento è molto ricco e complesso e il suo studio scientifico è un compito impegnativo. Lo studio del comportamento assume forme diverse
e la psicologia segue tendenze e mode, con scuole diverse in Paesi diversi, e zone che preferiscono e difendono approcci diversi in differenti momenti
della storia. Il pensiero critico implica di assumere un ruolo attivo nella comprensione del mondo che vi sta intorno. Pensiero critico significa valutare
la correttezza di quello che viene presentato come un fatto. Capire e sapere sono i fondamenti della psicologia e può essere utile per capire meglio
se stessi e il mondo che ci circonda.
La psicologia come scienza di base e come scienza applicata
La psicologia, avendo una natura molto complessa, può attingere materiale da una grande varietà di fonti, inoltre deve essere considerata una scienza;
ha 2 tipologie di ricerca:
la ricerca di base, ossia la ricerca della conoscenza per sé stessa, esamina come e perché le persone si comportano, pensano e sentono in
un certo modo e può essere effettuata nei laboratori o in contesti di vita reale, studiando esseri umani o di altre specie;
la ricerca applicata è volta a risolvere problemi specifici e pratici, in cui gli psicologi utilizzano conoscenze scientifiche di base per
progettare, implementare e determinare programmi di intervento.
Studi classici: Robbers Cave e la classe a puzzle
In un esperimento, i ricercatori hanno diviso dei ragazzi di 11 anni in 2 gruppi appena sono arrivati al campo estivo di Cave, in Oklahoma nel 196 1. I 2
gruppi, chiamati Aquile e Serpenti a sonagli, vivevano in baite separate, ma tutte le attività erano in comune. Inizialmente andavano tutti d'accordo.
Per verificare l'ipotesi che la competizione avrebbe alimentato l'ostilità fra gruppi, i ricercatori cominciarono a mettere i due gruppi contro nei giochi
di atletica e di altro genere. Ma si sviluppò l'ostilità fra i due gruppi. A quel punto i ricercatori crearono diverse emergenze per mettere i gruppi ostili
in situazioni che richiedevano collaborazione per raggiungere degli obiettivi e avrebbe ridotto il conflitto fra gruppi. Da a llora lo studio di Cave,
diventato un classico, rappresenta la ricerca di base, perché aveva lo scopo di scoprire i principi generali del conflitto fra gruppi. Dimostrarono che
l'ostilità poteva essere alimentata dalla competizione e ridotta rendendo i 2 gruppi dipendenti per raggiungere un obiettivo comune. Nel 1978, lo
psicologo Aronson e i suoi collaboratori svilupparono e valutarono in una classe una procedura definita programma a puzzle.
Gli obiettivi della psicologia
La psicologia ha 5 obiettivi principali:
Descrivere come si comportano le persone e le altre specie (osservazione dei comportamenti dei ragazzi);
Comprendere le cause di tali comportamenti (competizione= ostilità; collaborazione= diminuzione);
Prevedere come si comporteranno persone e animali in determinate condizioni (la collaborazione induce la cooperazione);
Influenzare il comportamento controllandone le cause (modificare la situazione);
Applicare le conoscenze psicologiche in modo da migliorare il benessere dell'uomo (puzzle).
I livelli di analisi
L'ambito della moderna psicologia si estende dalla medicina e le scienze biologiche alle scienze sociali. Siamo creature biol ogiche che vivono in un
mondo sociale complesso: per questo gli psicologi studiano un numero di fattori per comprendere in che modo le persone si comportano, pensano e
sentono, ed esaminano le spiegazioni neuropsicologiche e psicobiologiche. Esistono differenti livelli di analisi:
Livello biologico: il comportamento e le sue cause (per esempio, influenze genetiche);
Livello psicologico: pensieri, sentimenti e motivazioni;
Livello ambientale: ambienti fisici e sociali, passati e attuali, ai quali siamo esposti.
I livelli di analisi furono applicati a un evento misterioso: la morte vudù o la maledizione di Tutankhamon. Nel 1942, il fisiologo Cannon suggerì un
meccanismo per le morti dovute alle maledizioni magiche, in cui notò come le vittime credevano di essere condannate. Per la v ittima questa
convinzione rappresenta il livello psicologico. A livello ambientale la convinzione era supportata da familiari, amici e nemici della vittima e dalla
cultura. A livello biologico ipotizzò che la convinzione della vittima scatenasse una risposta allo stress che mandava la vittima in uno stato di shock
psicologico. La ricerca di Cannon aveva dimostrato che un aspetto di questo shock è un abbassamento della pressione del sangu e mentre gli ormoni
dello stress fanno sì che il sangue fuoriesca da vene e capillari.
Le interazioni fra corpo e mente (Mind-Body) e fra natura e ambiente (Nature-Nurture)
L'ipotesi di Cannon illustra le interazioni corpo-mente, cioè il rapporto fra i processi mentali che avvengono nel cervello e il funzionamento di altri
sistemi del corpo. Queste interazioni richiamano la nostra attenzione sull’interazione fra il livello psicologico e biologico. Il fattore più importante è
che le ricerche moderne hanno rivelato che natura ed educazione interagiscono. Le prospettive sono finestre attraverso le quali gli psicologi osservano
e interpretano il comportamento. Le nuove prospettive della scienza forniscono nuove finestre attraverso le quali trovare nuovi modi di vedere.
Le radici della psicologia come scienza
Per molto tempo gli esseri umani hanno cercato di capire sé stessi e al centro di questa ricerca sta il problema mente-corpo.
La posizione di molti filosofi dell'antichità era quella del dualismo mente-corpo: la convinzione che la mente sia un'entità spirituale non
soggetta alle leggi fisiche che governano il corpo. Il filosofo, matematico e scienziato francese Cartesio propose che mente e corpo
interagissero attraverso la ghiandola pineale situata nel cervello. Pur collocando la mente all'interno del cervello, sosteneva che la mente
era un'entità spirituale e non materiale. Il dualismo comporta che nessuna ricerca sui fattori organici del corpo, compreso il cervello, possa
svelare i misteri della mente;
Il monismo afferma che mente e corpo sono una cosa sola e che la mente non è un'entità separata. Per i monisti, gli eventi della mente
sono il prodotto di eventi fisici che avvengono nel cervello, una posizione sostenuta dal filosofo inglese Hobbes.
Locke e altri filosofi della scuola dell'empirismo, affermano che tutte le idee e le conoscenze vengono acquisite in modo empirico, ovvero
attraverso i sensi e l'esperienza diretta. Secondo gli empiristi, l'osservazione è uno strumento di conoscenza più valido della ragione e ha
un grande potenziale di errore; le teorie devono essere fondate sull'osservazione e la ricerca del mondo. Questa idea favorì lo sviluppo
della scienza moderna, i cui metodi derivano dall'osservazione empirica.
Anche le scoperte nel campo della fisiologia, ossia l’area della biologia che esamina il funzionamento del corpo, e della medicina spianeranno la strada
alla nascita della psicologia. Nel 1870 alcuni ricercatori europei stimolavano con scosse elettriche il cervello di animali da laboratorio rilevando e
mappando le aree che controllavano i diversi movimenti del corpo. Nella metà dell'800, gli scienziati tedeschi misuravano le risposte sensoriali delle
persone a molti tipi di stimoli fisici. Questi esperimenti rappresentano un nuovo campo chiamato psicofisica, ovvero lo studio di come le sensazioni
percepite a livello psicologico dipendono dalle caratteristiche dello stimolo fisico. Con la psicofisica si iniziò a studiare la relazione tra stimoli e la
sensazione che provavano i soggetti che partecipavano a esperimenti in laboratorio. Fechner, fisico tedesco, fu uno scopritore nell'ambito della
psicofisica e della psicologia sperimentale. Famosa la legge fatta insieme a un altro fisico tedesco Weber, nota come la legge di Weber-Fechner, che
riguardava la relazione esistente tra stimolo e percezione. L'esperimento iniziale di Weber consisteva nell'aumentare il peso di un oggetto e di vedere
come la percezione di tale stimolo risultava essere tanto meno accentuata, quanto più pesante era l'oggetto. Da citare anche per la sua importanza
come precursore per la futura psicologia sono stati gli studi di von Helmholtz, fisico e fisiologo tedesco, sui meccanismi della visione, d ella percezione
visiva dello spazio, la visione del colore e la percezione dei suoni. L'approccio di questi studi era sperimentale e rappresentava un primo tentativo di
dare scientificità allo studio dei processi sensoriali con l'obiettivo di capire come l'essere umano esperisce e percepisce l e variazioni di stimoli
ambientali. Inoltre, fu importante anche per i suoi studi di fisiologia, per aver misurato la velocità delle trasmissioni di segnali nelle fibre nervose.
La relazione mente-cervello: un'idea giusta ma un metodo sbagliato
All'inizio dell'800 nacque la concezione che un maggiore sviluppo di una capacità mentale avrebbe prodotto una protuberanza in una parte del cranio.
Questo concetto fu il punto di partenza del movimento della frenologia di cui il massimo esponente fu Gall. In età scolastica esso, osservando amici
e compagni di classe, a seconda di come era la forma del cranio si potessero fare delle inferenze su abilità e tratti di personalità delle persone. Una
particolare forma della testa poteva indicare che quella persona aveva delle capacità di pensiero o di stati d'animo. L'idea che la mente ha sede nel
cervello era giusta, ed è stata anche un'evoluzione importante. Gall osservò che il cervello era l'organo deputato alle facoltà intellettuali, morali e
affettive, individuando nei lobi frontali le funzioni psichiche superiori. Esso divise le capacità mentali in facoltà: da questa interpretazione nacque una
nuova psicologia, che iniziò a considerare ogni individuo diverso dagli altri. Il cranio veniva misurato, tramite la cranioscopia, e a ciascun settore
veniva fatta corrispondere un tipo di attitudine o facoltà, di cui famose sono le tavole frenologiche. Gall individuò circa 27 organi, cioè parti del cranio
che corrispondevano ad aspetti della personalità che riguardavano il senso morale, la compassione, la passione per la natura, per la poesia, il talento
musicale… I frenologi erano convinti che si potessero diagnosticare attraverso l'esistenza di particolari protuberanze o zone sviluppate del cranio ,
comportamenti e caratteristiche di personalità criminali, devianti e psicopatologiche. La frenologia è una forma pionieristica di localizzazionismo delle
funzioni cerebrali, che si è sviluppata con la neuropsicologia e le neuroscienze. L'utilizzo di tecniche avanzate di neuroimaging ha riportato a localizzare
le funzioni mentali, in alcune aree del cervello specializzate, come:
un'area nella parte posteriore del cervello che è molto sensibile al riconoscimento dei volti FFA (Fusiform Face Area);
una specializzata per le parti del corpo EBA (Extrastriate Body Area);
una per i luoghi conosciuti PPA (Parahippocampal Place Area);
2 aree per il linguaggio (area di Broca e area di Wernicke);
Di recente è stata scoperta una parte della giunzione temporo-parietale TPI (Temporo-Parietal Junction) che può essere responsabile
della comprensione dei pensieri degli altri individui.
Gli scienziati concordano sul fatto che alcune funzioni sensoriali e motorie siano localizzabili in strutture definite, come la corteccia motoria, aree
visive ecc., ma si chiedono fino a che grado un'area cerebrale possa evolversi e specializzarsi in una particolare funzione. La frenologia ha dato un
importante contributo nello stabilire una relazione tra mente e cervello.
La concezione localizzazionista: prime evidenze in pazienti con lesioni
Le prime evidenze empiriche di una localizzazione di alcune funzioni mentali sono state riportate da alcuni neurologi attivi nel 1800. È famoso il caso
del paziente Tan del medico Broca (1824-1880): Tan era l'unica sillaba che riusciva a formulare verbalmente. Dopo la sua morte, l'autopsia mise in
evidenza una lesione alla parte anteriore dell'emisfero di sinistra. Questa area del cervello, nota anche come area di Broca, venne messa in relazione
con la produzione verbale. Oggi si definisce afasia di Broca l'incapacità di una persona di parlare e articolare correttamente le parole. In seguito, il
neurologo tedesco Wernicke (1848-1905) studiò una paziente che non riusciva a parlare fluentemente ma non comprendeva parole e frasi. In questo
caso, l'afasia di Wernicke venne associata a una lesione in un'altra parte dell'emisfero sinistro, nella prima circonvoluzione del lobo temporale,
denominata area di Wernicke.
Le prime scuole: strutturalismo e funzionalismo
Per Wundt il metodo sperimentale era essenziale per definire la psicologia come scientifica. La nuova scienza della psicologia nacque n el 1879, quando
fondò presso l'Università di Lipsia il primo laboratorio sperimentale di psicologia. Esso è considerato il padre fondatore della psicologia sperimentale,
il primo vero uomo che si possa chiamare uno psicologo. Ebbe infatti il merito di rendere la psicologia una disciplina indipe ndente, separata dalla
filosofia, dalla biologia e dalla medicina. Wundt voleva modellare lo studio della mente sulle scienze naturali, utilizzando il metodo sperimentale, un
metodo scientifico rigoroso e controllato. A Lipsia prese vita un ambiente dedicato alla ricerca in psicologia e si formarono dei ricercatori che
conducevano esperimenti controllati in laboratorio su soggetti umani e con campi d'indagine quali la sensazione, la percezione, la coscienza e altri
ambiti tematici. Venne fondata anche una delle prime riviste in cui venivano pubblicati i risultati degli studi condotti, la tedesca Philosophische
Studien. Uno degli studenti di Wundt, l'inglese Titchener, fondò un laboratorio di psicologia alla Cornell University, portando gli insegnamenti della
scuola di Lipsia negli USA. Esso cercò di identificare gli elementi costitutivi della mente. L'approccio di Wundt e Titchener divenne noto come
strutturalismo, cioè l'analisi della mente nei suoi elementi costitutivi. Gli strutturalisti utilizzavano il metodo dell'introspezione per studiare le
sensazioni, considerate gli elementi che costituiscono la struttura della coscienza. Gli strutturalisti lasciarono un segno importante nel campo della
psicologia, dando inizio a una tradizione scientifica nello studio dei processi cognitivi. La teoria di Wundt è stata considerata in maniera negativa una
chimica mentale. Per queste nuove prospettive lo strutturalismo lasciò il posto al funzionalismo, secondo il quale la psicologia doveva studiare le
funzioni della coscienza. Da non dimenticare l'impatto e l'importanza in quel periodo della teoria evoluzionista di Darwin ca pace di generare onde
d'urto che si percepiscono ancora oggi. La sua teoria sembrava contraddire le credenze filosofiche e religiose sulla natura elevata dell'essere umano;
l'evoluzione implica che la mente umana il prodotto di una continuità biologica tra gli esseri umani e specie diverse. Il funzionalismo fu influenzato
dalla teoria evoluzionista di Darwin, che sottolinea l'importanza dell'adattamento per aiutare gli organismi a sopravvivere e a riprodursi nel loro
ambiente. Il fondatore del funzionalismo fu James (1842-1910), professore di fisiologia, psicologia e filosofia all'università di Harvard. Fu il primo a
promuovere all'università i corsi di psicologia ed è stato definito come il padre della psicologia americana. Iniziò a insegnare anatomia ad Harvard
ma fu più interessato alle tematiche di filosofia e psicologia. L'approccio eterogeneo di James aiutò ad ampliare l'ambito della psicologia, per
comprendere lo studio di vari processi biologici e mentali e dei comportamenti. Egli teorizzò una psicologia sperimentale des critta nei The Principles
of Psychology (1890), che divenne uno dei libri più importanti e affascinanti della psicologia generale. Il suo punto di partenza concettua le era
l'evoluzione, e aveva un approccio alle funzioni mentali viste come in continuo adattamento e interazione con l'ambiente. Il funzionalismo non esiste
più come scuola di pensiero all'interno della psicologia, ma la sua eredità permane in 2 discipline:
la psicologia cognitiva, che studia i processi mentali;
la psicologia evoluzionistica, che mette in luce l'adattabilità del comportamento.
La prospettiva psicodinamica: le forze dentro di noi
La prospettiva psicodinamica attribuiva le cause del comportamento ad aspetti organici o fisici e a meccanismi interni della nostra personalità. Fu
molto importante perché mise in rilievo il ruolo dei processi inconsci. Freud sviluppò la prima teoria psicodinamica e fondò un metodo di trattamento
dei pazienti: la psicanalisi. La sua eredità venne sviluppata da altri studiosi, fra i quali bisogna ricordare Melanie Kl
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