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Libro di psicologia generale, terza edizione

Richard J. Gerrig, Philip G. Zimbardo

Luigi Anolli, Pier Luigi Baldi

A cura di Pier Luigi Baldi

Psicologia generale per le scienze umane (Modulo A + Modulo B)

Slides + integrazione libro

Capitolo 1. La psicologia scientifica: sviluppo storico e metodi di ricerca

Cos’è la psicologia?

Che.

La psicologia è lo studio scientifico del comportamento degli individui e dei loro processi mentali, nel loro ambiente naturale o in laboratorio di ricerca.

Interesse per processi cognitivi, cerebrali e le basi biochimiche del comportamento.

È una scienza della salute: cerca di migliorare la qualità della vita di ogni individuo.

L'aspetto scientifico della psicologia richiede che le conclusioni a cui essa approda siano basate su prove raccolte in accordo con i principi del metodo scientifico.

Metodo scientifico: insieme di procedure per la raccolta e l’interpretazione dei dati che permette di limitare le fonti d’errore e di trarre conclusioni verificabili.

Comportamento: insieme delle azioni attraverso cui gli organismi rispondono agli stimoli e interagiscono con il loro ambiente.

Gli psicologi esaminano cosa fa l’individuo considerando ciascun fenomeno comportamentale calato nell’ambiente sociale e culturale in cui è prodotto.

Molti ricercatori riconoscono che non è possibile capire le azioni degli esseri umani senza capirne anche i processi mentali: meccanismi di funzionamento della mente.

Chi è lo psicologo?

È un professionista del benessere.

Differenza tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra.

Le basi della scienza psicologica

Dualismo Platoniano.

Concezione dualistica: Psychè vs Soma di Platone.

Soma (anima) è una biga alata: auriga che guida due cavalli.

La Psychè è la forma di un corpo vivente, è il principio che è alla base di tutte le attività come atto primario.

Dualismo Cartesiano.

Res Cogitans (anima).

Res Extensa (corpo).

Dalila Marro.

Ghiandola Pineale: Per Cartesio la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono, in quanto unica parte del cervello a non essere doppia. È il terzo occhio spirituale, la nostra visione interiore ed è considerata la sede dell’anima.

Figura 1.1 Il riflesso secondo Descartes. Il calore della fiamma genera una condizione di tensione nella lunga fibra che dal piede giunge fino alla cavità nella testa. Di conseguenza, la fibra rilascerebbe un fluido che produce la contrazione dei muscoli.

Metodo scientifico di Galileo Galilei.

1564-1642, elabora le linee guida del metodo scientifico della nuova scienza, intreccio di sensate esperienze e dimostrazioni.

“Il tempo di discesa di due sfere di massa diversa era indipendente dalla loro massa”.

Nel 600 il metodo scientifico comincia ad essere applicato allo studio dell’anatomia e fisiologia del sistema nervoso.

Dopo circa due secoli dagli esperimenti di Galileo, si avverte l’esigenza di utilizzare il metodo sperimentale anche in psicologia.

Wilhelm Wundt (1879 a Lipsia): fondazione del primo laboratorio di psicologia sperimentale --> nasce la psicologia moderna.

Sviluppo della scienza psicologica

  • Wundt e l’introspezione.
  • Lo strutturalismo.
  • James e il funzionalismo.
  • La prospettiva psicodinamica.
  • La psicologia della Gestalt.
  • Il comportamentismo.
  • Il cognitivismo.
  • La scienza cognitiva.

Wundt e l’introspezione

La psicologia sperimentale di Wundt applica i metodi della fisiologia, studia il funzionamento degli organismi viventi, ai processi della mente umana.

Dalila Marro.

L'oggetto di studio della psicologia è: l’esperienza diretta o immediata. Il metodo per rilevarla è l’introspezione.

Introspezione: metodo d’indagine storicamente usato per rilevare l’esperienza immediata. Consiste nell’analisi o nell’osservazione diretta della propria interiorità, stati affettivi, ragionamenti, prodotti del pensiero ecc...

L’introspezione richiede:

  • Il controllo accurato dello stimolo che produce l’evento mentale oggetto d’osservazione.
  • L'elaborazione e la stesura di un resoconto subito dopo l’osservazione dell’evento.

Wundt stabilì alcune linee guida per garantire la validità scientifica dell’introspezione.

L’osservatore:

  • Se possibile, doveva avere la possibilità di stabilire quando attivare il processo.
  • Deve essere in una condizione di “sforzo attentivo”.
  • Deve poter ripetere diverse volte la medesima osservazione.
  • La condizione sperimentale deve prendere in considerazione variazioni in termini di intensità e di qualità della stimolazione.

I risultati del metodo introspettivo dipendevano dall’abilità e dall’esperienza dell’osservatore.

Secondo Wundt il metodo dell’auto-osservazione sperimentale era in grado di rivelare l’esistenza dei processi mentali come l’appercezione, un processo attentivo che organizzerebbe le appercezioni, la volontà e le emozioni. Tuttavia, era convinto che il metodo sperimentale non fosse in grado di studiare i processi mentali di ordine superiore, questi potevano essere studiati, secondo Wundt esclusivamente dall’osservazione naturalistica e dalla storia.

Lo strutturalismo

Edward B. Titchener (1898), allievo di Wundt attivo negli USA.

Il termine strutturalismo compare per la prima volta con Titchener nel 1898.

Strutturalismo: approccio psicologico fondato sull’elementarismo e sull’introspezione come metodo.

Secondo Titchener il primo passo per comprendere la mente consisteva nello scoprirne la struttura, scomponendola nei suoi elementi primari. Era quindi necessario evidenziarne come si combinano tali elementi, infine occorreva comprendere perché si configurano determinate combinazioni.

Quali sono gli elementi fondamentali della mente, esperienza cosciente, e come si combinano tali elementi, struttura?

Elementi primari dell’esperienza cosciente: sensazioni, percezioni, immagini, idee, stati affettivi, emozioni.

Le sensazioni, immagini e stati affettivi sarebbero gli elementi semplici, sulla base dei quali si strutturano, rispettivamente, le percezioni, idee ed emozioni.

Caratteristiche essenziali delle sensazioni, luce: qualità, rossa, e intensità, fioca, riprese da Wundt + durata, sec, e chiarezza, distinta da altri stimoli.

Il suo metodo era ancora quello dell’introspezione.

Egli indicò come “errore dello stimolo” l’attribuzione di significati e valori soggettivi ai dati oggettivi dell’esperienza, che andrebbero invece analizzati sulla base delle componenti mentali che li costituiscono.

Dalila Marro.

Lo strutturalismo si fondava sul presupposto che tutte le esperienze mentali degli esseri umani potessero essere comprese attraverso la combinazione delle componenti di base.

Critiche allo strutturalismo:

  • Riduzionista, la complessità dell’esperienza ridotta a elementi primari.
  • Elementarista, non c’è studio diretto della complessità o della totalità di un processo.
  • Mentalista, analisi solo dei resoconti verbali coscienti.

Il funzionalismo

Psicologia funzionale e descrittiva in risposta a Wundt e Titchener:

Funzionalismo: approccio psicologico che interpreta i fenomeni psichici come funzioni mediante le quali l’organismo si adatta all’ambiente fisico e sociale.

Il punto di partenza della sua impostazione era la teoria dell’evoluzione e in particolare lo stretto legame fra individuo e ambiente.

William James (1890) negli Stati Uniti.

  • Qual è la funzione/scopo di ciascun comportamento/processo?
  • Quali sono le abitudini apprese che permettono a un organismo di adattarsi e di funzionare in un determinato ambiente? Legame individuo-ambiente.

Nuovo concetto di “esperimento di laboratorio”: oggetto d’indagine non più la coscienza, ma il comportamento nella sua totalità.

Psicologia puramente sperimentale, strutturalismo, vs psicologia applicata, funzionalismo.

La prospettiva psicodinamica

Il comportamento è guidato, o motivato, da potenti forze interiori, come istinti ereditari, bisogni biologici e tentativi di risoluzioni di conflitti tra bisogni personali e richieste della società.

Sigmund Freud (1856-1939).

Il modello di Freud è il primo a ipotizzare che la natura umana non sia sempre razionale e che le azioni possano essere il risultato di motivi inconsci.

I teorici neofreudiani hanno ampliato la teoria psicodinamica, così da includere gli influssi sociali e le interazioni dell’individuo nel corso del suo intero ciclo di vita.

Linee di sviluppo del pensiero post-freudiano: psicoanalisi dell’io, psicoanalisi delle relazioni oggettuali, psicoanalisi del sé, orientamento “culturalista”.

Secondo Jung, fondatore della “psicologia analitica”, l’inconscio collettivo, costituirebbe lo strato più profondo della personalità e sarebbe alla base dell’inconscio “personale” freudiano.

In esso, i ricordi primordiali darebbero vita agli archetipi, che potremmo definire principi inconsci di organizzazione del comportamento.

La psicologia della Gestalt

Dalila Marro.

Gestalt, forma: configurazione unitaria e organizzata che differisce dalla somma delle parti.

Il termine fu introdotto da Christian von Ehrenfels (1859-1932).

La nascita della psicologia della Gestalt viene fatta risalire al 1912, anno in cui Max Wertheimer pubblicò i risultati delle sue ricerche sul movimento apparente.

Psicologia della Gestalt: movimento psicologico in base al quale la totalità è diversa dalla somma delle singole parti che la compongono.

Studio sperimentale del movimento apparente, con l’utilizzo dello stroboscopio, che è alla base della percezione del movimento cinematografico.

Max Wertheimer, 191, Germania.

Per comprendere la natura degli eventi psicologici:

  • Rifiuto dell’elementarismo, bottom-up, e preferenza per concetti di struttura e organizzazione, top-down.

Non si può comprendere o spiegare le proprietà di un evento limitandosi a sommare o a combinare le proprietà delle sue parti elementari.

  • Da ciò deriva il riferimento al metodo fenomenologico e il continuo rimando all’esperienza diretta.

I gestaltisti studiavano ciò che accade nel mondo fenomenico dell’individuo, mentre ritenevano erroneo pensare a un mondo della realtà al di là dei fenomeni.

  • Introduzione isomorfismo: organizzazione degli eventi psicologici riconducibile alle proprietà strutturali degli eventi neurofisiologici corrispondenti.

I processi fisiologici sono spiegati attraverso l’auto distribuzione dinamica di processi in un campo cerebrale che avviene secondo principi strutturali specifici.

Il comportamentismo

Il comportamentismo si pone in opposizione alla tradizione mentalista e all’introspezione, nasce in contemporanea alla psicologia della Gestalt.

Comportamentismo: orientamento psicologico basato sull’assunto che il comportamento esplicito è l’unica unità di analisi scientificamente studiabile della psicologia, in quanto direttamente osservabile.

John B. Watson, 1913 negli Stati Uniti.

Psicologia come indagine del comportamento vs. Coscienza e Mente.

Secondo Watson la psicologia è una “branca sperimentale puramente oggettiva delle scienze naturali”, essa non deve occuparsi né della coscienza, né della mente, ma del comportamento osservabile.

Per il comportamentismo la mente era da considerarsi una “scatola nera”, dove lo psicologo non poteva e non era tenuto ad entrare: gli stimoli ambientali (S) impattano sulla scatola nera, l’organismo emette determinate risposte (R).

I comportamentisti studiano le associazioni S-R, soprattutto sugli animali tramite rigorose procedure.

  • Ivan Pavlov: Riflessi condizionati.
  • Eduard Thorndike: legge dell’affetto: l’apprendimento dipende dalle conseguenze del comportamento, per questo azioni seguite da rinforzo positivo saranno ripetute.

Dalila Marro.

Capitoli successivi.

Il neocomportamentismo

A una prima fase del comportamentismo subentrò una seconda fase, quella del neocomportamentismo.

Il neocomportamentismo basato su neopositivismo logico e operazionismo.

Neopositivismo logico: istanze di rigore formale degli enunciati scientifici, compresi quelli psicologici, inaccettabili se non fossero stati regolati da principi logici.

Operazionismo: vincolo allo studio dei soli fenomeni osservabili.

Burrhus F. Skinner --> condizionamento operante, rinforzi, S-R.

Capitoli successivi.

Alcuni neocomportamentisti riconoscono l’esistenza di variabili intervenienti ovvero processi mentali interni che si frappongono tra gli stimoli e le risposte comportamentali.

Stimolo-organismo-risposta.

Quindi da stimolo-risposta, con l’introduzione delle variabili intervenienti si avrà stimolo-organismo-risposta.

Ovvero dove l’organismo è prodotto in termini di variabili intervenienti.

All'interno del paradigma comportamentista si colloca il neuroassociazionismo: modello concettuale di funzionamento del sistema nervoso, secondo cui in esso si formerebbero aggregati di cellule nervose, le cui connessioni sarebbero determinate, da una ripetuta stimolazione simultanea di tali cellule.

Il cognitivismo

Approccio psicologico che ha come obiettivo lo studio dei processi attraverso i quali il sistema cognitivo acquisisce, elabora, archivia e recupera informazioni.

Noam Chomsky, linguista, si oppone a Skinner |associazionismo, che riduce il linguaggio ad un insieme di apprendimenti S-R, che non consentono di spiegare altro che non sia la pura e banale ripetizione di sequenze verbali a cui si è stati esposti | egli parla di “competenza innata” nell’acquisizione del linguaggio. Sostiene che ogni lingua è un sistema aperto all’infinita creatività di chi la usa, anche i bambini.

Metodo sperimentale: introspezione e innovative metodologie, computer, attraverso i quali fu possibile realizzare simulazioni del comportamento.

La scienza cognitiva

I due paradigmi fondamentali, 1970, che hanno dominato all’interno della neonata scienza della cognizione sono quelli del modularismo e connessionismo.

Computer style vs brain style.

Modularismo

Modularismo, Fodor.

Prospettiva secondo cui la mente è organizzata in moduli specializzati, ciascuno dei quali ha una struttura specifica che lo rende un sistema esperto in un ambito specifico dell’interazione con l’ambiente.

Dalila Marro.

Dopo la costruzione dei primi computer digitali nacquero/elaborarono i primi programmi che consentivano ai computer di fornire prestazioni “intelligenti” nella processazione delle informazioni e nella soluzione dei problemi. Nacque così ufficialmente il filone di ricerca denominato “intelligenza artificiale” (IA), in cui veniva proposta l’analogia tra computer e mente umana: mente umana e computer condividono due abilità basilari: la capacità di usare simboli e la capacità di eseguire calcoli e operazioni.

Secondo Fodor la mente computazionale, intelligenza artificiale, 1970, è innanzitutto, proposizionale, espressa in un codice simbolico che non corrisponde al nostro comune linguaggio verbale, ma è una forma condensata e astratta che Fodor stesso ha definito “linguaggio della mente”.

Fodor teorizza che il sistema cognitivo dell’uomo sia costituito da tre tipi di strutture distinte:

  1. I trasduttori: registrano informazioni sul mondo, ci può riferire ad esempio, alla percezione visiva, lo stimolo distale viene percepito dall’occhio, stimolo prossimale, e viene trasmesso al cervello sotto forma di “impulso neurale”.
  2. Sistema di input: Fodor ritenere che il linguaggio sia un sistema di input è giustificato dal fatto che gli enunciati devono essere identificati percettivamente e descritti strutturalmente. I sistemi di input ricevono informazioni dai trasduttori.
  3. Processi centrali: cercano di produrre una rappresentazione del mondo, hanno il compito di collegare e integrare tra loro i prodotti dei singoli sistemi di input.

Connessionismo

Connessionismo:

Prospettiva, 1980, che pone in relazione l’architettura biologica del cervello con l’architettura funzionale dell’attività cognitiva.

Le informazioni sono elaborate in reti composte da varie unità che procedono in parallelo, anziché in modo seriale, come nel computer. Esso fa riferimento alle reti neurali artificiali.

Reti neurali artificiali: modelli ispirati alla struttura neurale del cervello. Sono simulazioni che riproducono in modo semplificato le proprietà e i processi di funzionamento del sistema nervoso.

Quindi la conoscenza distribuita in tutta la rete avviene sulla base di meccanismi di associazione all’interno della rete sulla base della frequenza di co-occorrenza, esperienza.

Di conseguenza, il connessionismo pone le basi per una concezione dinamica e attiva della mente, in grado di adattarsi alle condizioni del momento e di autocorreggersi.

Oggi disponiamo di diverse evidenze rispetto all’ipotesi di una mente situata, costantemente immersa in un contesto immediato. Più che essere impegnata nell’elaborazione, archiviazione, connessioni tra idee, la mente sarebbe una guida di controllo per il comportamento.

La mente radicata

Una mente situata è una mente radicata nel corpo. Secondo tale prospettiva ogni conoscenza ha il suo fondamento nell’esperienza e procede non sulla base di simboli astratti, ma sulla scorta delle informazioni tratte dai diversi sistemi sensoriali, immaginativi, affettivi... nonché dalle az

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dali12031 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Ferrari Chiara.
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