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​

L

E RADICI DELLA PSICOLOGIA cap 1​

​Psicologia= studio scientifico della mente* e del comportamento** [psyche (=anima) + logos​

​(=discorso)].​

​*Mente= si riferisce alla nostra personale esperienza interiore di percezioni, pensieri, ricordi​

​e sentimenti.​

​**Comportamento= si riferisce alle azioni osservabili degli esseri umani e degli animali.​

​La psicologia affronta, con metodi scientifici, interrogativi fondamentali come:​

​1.​ ​Come arriviamo ad esprimere l’attività elettrica e chimica del cervello in forme di​

​pensieri, sentimenti e comportamenti?​

​2.​ ​In che modo la mente riesce con tanta rapidità a rispondere al, e apprendere dal,​

​mondo che ci circonda (e ciò con modalità tali da garantirci la sopravvivenza)?​

​3.​ ​Che cosa fa sì che la mente funzioni così bene in alcuni e così poco in altri​

​(allucinazioni, sbalzi d’umore, depressione, …)?​

​

G

li obiettivi della psicologia sono quelli di descrivere, comprendere, prevedere e controllare il​

​comportamento umano. Questo avviene tramite la ricerca. Il metodo di ricerca usato è un​

​approccio sistematico finalizzato a fornire delle risposte e interrogativi scientifici.​

​

G

ià i filosofi greci come Platone e Aristotele affrontarono gli interrogativi fondamentali su​

​come funziona la mente umana, e sono considerati tra i primi a farlo.​

​In particolare, si chiesero se le capacità cognitive fossero innate oppure venissero acquisite​

​solo attraverso l’esperienza:​

​-​ ​Platone credeva che certi tipi di conoscenze fossero innate, dando vita all’​

​innatismo​

​.​

​-​ ​Aristotele, al contrario, riteneva che la mente dei bambini fosse una sorta di​​tabula​

​rasa​​(=lavagna vuota) su cui si scrivono le esperienze.​​Era dunque un sostenitore​

​dell’​

​empirismo filosofico​​(tutte le conoscenze si​​acquisiscono attraverso​

​l’esperienza).​

​-​ ​Ad oggi, pochi psicologi credono che la risposta sia o nell’una o nell’altra. Si crede​

​maggiormente che ci sia una continua relazione tra la genetica (natura) e l’ambiente​

​(cultura).​

​

L

a psicologia come scienza deve partire dalla premessa che il comportamento è​

​strettamente governato da leggi fisiche (date dalla struttura del cervello), come qualsiasi​

​altro fenomeno naturale.​

​Per molto tempo però, la psicologia non poteva essere una scienza perché c’era una​

​distinzione tra osservatore e osservato (quando in realtà siamo sempre noi).​

​

C

artesio (filosofo e matematico francese) viene considerato il padre della filosofia moderna e​

​della tradizione biologica che ha portato alla moderna psicologia fisiologica.​

​Egli è padre del​​razionalismo cartesiano​

​, che ricerca​​la verità attraverso la ragione e​

​attraverso l’esperienza sensoriale.​

​Inoltre, cartesio spiega il​​dualismo​​tra mente e materia:​​il corpo è materiale e la mente​

​(anima) spirituale; però c’è un collegamento causale tra mente e la sua collocazione​

​(cervello). La mente infatti controlla i movimenti del corpo, e il corpo tramite organi di senso​

​manda segnali alla mente (con quella che Cartesio definì​​ghiandola pineale​

​, che si rivelò​

​non esserci, ma il concetto era esatto).​ ​1​

​

H

a anche strutturato quelli che vengono chiamati​​modelli del comportamento​

​, usando​

​strumenti tecnologici. [​

​Modello​

​= sistema semplice​​che funziona sulla base di principi noti​

​(dopo la scoperta di impulsi elettrici, invece, il termine viene usato per indicare i modelli di​

​cervello sulla base delle centraline telefoniche e del computer)].​

​3*​

​Egli dà anche un’importanza allo studio dei riflessi​ ​.​

​3*​

​

R

iguardo i riflessi, già Descartes avanzò l’idea​​che l’intenso calore del fuoco applicato al​

​piede provocasse la risalita di un’attività nervosa tramite i nervi fino al cervello, dal quale​

​veniva “riflessa” verso i muscoli della gamba, provocandone la contrazione e quindi​

​l’allontanamento del piede dalla sorgente di calore. Questa modalità d’azione, la riflessione,​

​è all’origine del concetto di riflesso e del suo nome.​

​

L

ocke, invece, è rappresentante del passaggio dal razionalismo cartesiano all’empirismo​

​(ricerca della verità attraverso l’esperienza e l’osservazione), per cui è contro l’innatismo​

​della mente.​

​

J

ames Mill, filosofo scozzese, parla del​​materialismo​

​,​​teoria per la quale la mente fa parte​

​del mondo fisico ed è macchina, non meno del corpo (opposto a Cartesio).​

​

T

homas Hobbes, inoltre, sostiene che mente e corpo non sono cose diverse, in quanto la​

​mente è ciò che il cervello fa.​

​

A

nche Joseph Gall, medico, sosteneva che mente e cervello fossero collegati. Egli osservò il​

​cervello di animali e di esseri umani morti di malattia oppure sani, e trovò che l’abilità​

​mentale aumentava all’aumentare delle dimensioni del cervello, mentre diminuiva se il​

​cervello aveva subito un danno. Questa teoria fu in generale accettata, e ancora oggi sono​

​accettati i suoi risultati relativi al danno cerebrale. Tuttavia, Gall si spinse molto al di là delle​

​evidenze di cui disponeva, per arrivare a sviluppare una teoria psicologica chiamata​

​frenologia​

​, secondo la quale specifiche abilità e​​caratteristiche mentali (dalla memoria alla​

​capacità di essere felici) sono localizzate in specifiche aree del cervello.​

​L’idea che parti diverse di cervello siano specializzate a svolgere specifiche funzioni​

​psicologiche si è poi rivelata corretta. Ad oggi infatti sappiamo che il cervello è diviso in 2​

​emisferi, in 4 lobi, con all’interno diverse aree con forme e funzioni differenti tra loro.​

​

P

ierre Flourens, fisiologo francese, inorridito dalla teoria di Gall (per la quale più era grande​

​la cassa cranica e più si era intelligente) che non avea basi scientifiche, fece dei suoi​

​esperimenti di​​ablazione cerebrale​

​, in cui asportava​​chirurgicamente parti specifiche del​

​cervello di cani, uccelli e altri animali. Con questo esperimento trovò che le loro azioni e i​

​loro movimenti differiscono da quelli degli animali con cervello intatto.​

​

P

aul Broca, chirurgo francese, fece invece delle autopsie post-mortem a pazienti con lesioni​

​cerebrali per capire quale parte del cervello era lesionata e collegarla agli effetti che​

​comportava questa lesione. Egli scoprì così l’​

​area​​di Broca​

​, ovvero una piccola area del lato​

​sinistro del cervello che rende possibile parlare. Il suo paziente infatti, aveva perso la​

​capacità di parlare, riusciva solo a dire una sillaba (“tan”), ma era comunque in grado di​

​comprendere ciò che gli veniva detto ed era in grado di comunicare a gesti. Broca capì così​

​che il danno subito da una specifica area del cervello comprometteva una specifica funzione​

​mentale, ciò era una chiara dimostrazione del nesso che univa cervello e mente.​ ​2​

​

W

ernicke, con lo stesso metodo di Broca, scoprì l’​

​area​​di Wernicke​

​, ovvero un'area del​

​cervello che rende possibile la comprensione. Scoprì inoltre che l’emisfero sinistro controlla​

​la parte destra del corpo, e viceversa.​

​

A

d oggi, si sa che nel lobo frontale c’è la​​corteccia​​sensoriale​

​, dove arrivano gli impulsi. Le​

​mani e la faccia occupano molta area della corteccia sensoriale perché sono quelle più​

​usate. Di fronte si trova la​​corteccia motoria​

​, che​​funziona allo stesso modo. La corteccia​

​sensoriale manda gli impulsi a quella motoria, ed insieme agiscono.​

​Percorso della psicologia:​

​1.​ ​Strutturalismo (metà del 1800, quando ci fu il primo tentativo di far diventare la​

​psicologia una scienza).​

​2.​ ​Funzionalismo​

​3.​ ​Teoria psicodinamica di Freud​

​4.​ ​Psicologia umanistica​

​5.​ ​Comportamentismo​

​6.​ ​Rivoluzione cognitivista​

​7.​ ​Rivoluzione biologica​

​

S

TRUTTURALISMO​

​A metà del XIX secolo, la psicologia fece enormi passi avanti grazie al lavoro di scienziati​

​tedeschi con una specifica formazione in​​fisiologia​​= studio dei processi biologici, in​

​particolare del corpo umano.​

​I fisiologi avevano sviluppato metodi che consentivano di misurare cose come la velocità​

​degli impulsi nervosi, e alcuni di loro avevano iniziato a servirsi di quei metodi per misurare​

​le capacità mentali.​

​

U

no di questi fu Johannes Müller, che ne “la dottrina dell’energia specifica dei nervi”​

​descrisse come l’impulso elettrico fosse lo stesso indipendentemente dal contenuto​

​(percezione visiva o tattile): i nervi toccano parti del cervello diverse a seconda​

​dell’informazione.​

​Dunque, se il cervello riconosce la natura di un particolare input sensoriale, allora il cervello​

​è costituito da​​settori cerebrali​

​.​

​

H

elmholtz invece, misurò i tempi di uno​​stimolo​​fisico​​(= un input sensoriale proveniente​

​dall’ambiente), che cambia a seconda dell’area stimolata. Egli fece quest’esperimento sulle​

​rane:​

​Applicò uno stimolo a parti diverse della zampa, e registrò il​​tempo di reazione​​(= ovvero la​

​quantità del tempo che impiegavano a rispondere ad uno specifico stimolo). Scoprì così che​

​il tempo di reazione ad uno stimolo all’alluce era generalmente più lungo rispetto a quando​

​stimolava la coscia, e la differenza tra i due tempi di reazione gli permise di misurare il​

​tempo necessario perché un impulso nervoso arrivasse al cervello (ovvero dai 50 ai 100​

​metri al secondo).​ ​3​

[

​

Sir Charles Sherrington, invece, nominò lo spazio che si trova tra i neuroni​​sinapsi​

​.​

​Otto Levi, ragionando sulla modulazione della risposta post-sinaptica, capì che c’era un​

​passaggio di​​neurotrasmettitori​

​].​

​

W

undt, invece, si chiese come possiamo studiare la coscienza in modo scientifico. Cercò di​

​trovare la risposta scomponendo la​​coscienza​​(= l’esperienza​​soggettiva che ogni persona​

​fa del mondo e della mente) nei suoi elementi fondamentali (tra cui le sensazioni e i​

​sentimenti individuali). Tramite questa scomposizione, egli capisce che la psicologia è la​

​scienza dell’esperienza immediata. Ha infatti come oggetto di studio i contenuti stessi della​

​coscienza. Per questo metodo di scomposizione della coscienza in sensazioni ed emozioni​

​elementari, il suo approccio venne chiamato​​strutturalismo​​(=analisi degli elementi​

​fondamentali che costituiscono la mente).​

​Secondo Wundt, ad ogni dato istante, ogni genere di cose naviga nel flusso della coscienza.​

​Wundt cercò di analizzare tutto in maniera sistematica utilizzando il metodo​

​dell’​

​introspezione​​(“introspezione sistematica”),​​che implica l’auto-osservazione soggettiva​

​della propria esperienza personale, dei propri pensieri, sentimenti o sensazioni. È​

​un’osservazione oggettiva della propria esperienza personale.​

​Wundt cercò anche di ottenere stime oggettive dei processi di coscienza misurando i tempi​

​di reazione (con una tecnica simile a quella usata da Helmholtz). Egli volle indagare la​

​distinzione tra percezione e interpretazione di uno stimolo tramite un esperimento. I​

​partecipanti venivano istruiti a premere un pulsante non appena udivano un certo suono.​

​Ma:​

​-​ ​Ad alcuni venne detto di concentrarsi sulla percezione di un suono specifico prima di​

​schiacciare il pulsante.​

​-​ ​Ad altri venne detto di schiacciare il pulsante alla percezione di un suono qualsiasi.​

​I soggetti che si concentrarono sul suono reagirono con circa un decimo di secondo di​

​ritardo rispetto a quelli che si concentrarono solo sull’atto di premere il pulsante.​

​Secondo Wundt, entrambi i gruppi di partecipanti dovevano registrare il suono a livello di​

​coscienza (percezione), ma solo i partecipanti più lenti dovevano anche interpretare il suono​

​e poi premere il pulsante.​

​Il gruppo dei partecipanti più veloci, che si concentrarono solo sulla risposta da dare, poté​

​reagire in modo automatico al suono perché non dovevano impegnarsi nell’ulteriore​

​passaggio dell’interpretazione.​

​Donders, invece, misurò le operazioni mentali tramite il​​metodo sottrattivo​

​. La formula è:​

​-​ ​Tempo di reazione semplice - tempo di reazione di scelta = tempo di decisione.​

​Con questo metodo, si può dunque calcolare la differenza tra un tempo di reazione ad uno​

​stimolo qualsiasi e un tempo di reazione ad uno stimolo specifico (che richiede anche​

​l’interpretazione dello stimolo). Questa differenza rappresenta dunque il tempo impiegato​

​dalla percezione dello stimolo all’interpretazione dello stesso, e viene chiamato​​tempo di​

​decisione​

​.​

​

D

unque l’approccio strutturalista fu essenziale in quanto ha dato vita alla psicologia​

​sperimentale, rendendola indipendente dalla filosofia.​

​Tuttavia, lo strutturalismo aveva dei difetti, soprattutto nel metodo introspettivo stesso (in​

​quanto è soggettivo).​

​Nasce così il funzionalismo.​ ​4​

​

F

UNZIONALISMO​

​William James, filosofo e psicologo statunitense, fu il creatore dell’approccio chiamato​

​funzionalismo​

​, ovvero lo studio di come i processi​​mentali consentano alle persone di​

​adattarsi al proprio ambiente. [Mentre lo strutturalismo esaminava la struttura dei processi​

​mentali, il funzionalismo si proponeva di individuare quali funzioni svolgessero quei​

​processi].​

​Questo pensiero di James fu fortemente influenzato dalla lettura degli studi di Charles​

​Darwin.​

​

D

arwin, nel suo libro, proponeva il principio della​​selezione naturale​

​, secondo la quale le​

​caratteristiche utili alla sopravvivenza e alla riproduzione dei singoli membri di una specie​

​hanno maggiori probabilità, rispetto ad altre caratteristiche, di essere trasmesse alle​

​generazioni successive.​

​

J

ames, seguendo questo concetto, riteneva che le abilità mentali devono essersi evolute in​

​quanto adattive (perché aiutavano gli esseri umani a risolvere i problemi, aumentando così​

​le loro probabilità di sopravvivenza.​

​Basandosi sempre sul principio della selezione naturale, James dà una grande importanza​

​alle​​funzioni biologiche​​che la coscienza doveva svolgere,​​e disse che il compito dello​

​psicologo consisteva nel capire quali fossero queste funzioni.​

​

J

ames, inoltre, fece uno studio sulla​​teoria delle​​emozioni​

​, seconda la quale la nostra​

​capacità di leggere in un istante le espressioni emozionali degli altri assolve una funzione​

​importante, che favorisce la nostra sopravvivenza e il nostro benessere.​

​Il funzionalismo utilizzò un metodo comunque introspettivo, ma anche comparativo.​

​[to sum up: i principi fondamentali del funzionalismo sono:​

​-​ ​Studio delle operazioni mentali e non la struttura.​

​-​ ​I processi mentali devono essere studiati come facenti parte dell’attività biologica​

​dell’individuo e sono il prodotto della storia evolutiva (il fatto che siamo coscienti​

​implica che la coscienza ha una valore adattivo).​

​-​ ​Mente e corpo fanno parte della stessa unità.​

​-​ ​Concepire le attività mentale e il comportamento in un contesto evoluzionistico ha​

​portato allo studio del comportamento animale].​

​

S

tanley Hall, altro studioso americano, si concentrò invece sull’età evolutiva. Secondo lui,​

​durante lo sviluppo i bambini passano attraverso fasi che ricapitolano la storia evolutiva del​

​genere umano. Quindi, le abilità mentali di un bambino piccolo sono simili a quelle dei nostri​

​antichi progenitori, e nell’arco della sua esistenza ogni bambino ripercorre il cammino​

​evolutivo seguito dalla specie per migliaia di anni.​

​

M

ary Whiton, infine, fu la prima donna eletta presidente dell’APA (organizzazione nazionale​

​degli psicologi negli Stati Uniti).​ ​5​

​

P

SICOLOGIA CLINICA E TEORIA PSICODINAMICA DI FREUD​

​Alcuni psicologi che lavoravano in ospedali iniziarono a studiare persone con disturbi​

​psicologici. Gli psicologi clinici iniziarono dunque ad osservare le persone affette da disturbi​

​mentali, sviluppando così la​​psicologia clinica​

​.​

I

​ medici francesi Jean Martin Charcot e Pierre Janet, osservarono pazienti affetti da​​isteria​

​,​

​condizione caratterizzata da perdita te

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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