Psicologia dell’adolescenza
La pubertà introduce all’adolescenza. Inizio fase adolescenziale 10-12 anni per le femmine e 11-13 per i maschi. È una fase con molti rischi (Es: alcolismo, uso di stupefacenti, rapporti sessuali promiscui e guida pericolosa). Non si è più bimbi, ma ragazzi, persone in transizione per diventare donne e uomini.
Caratteristiche fase adolescenziale
La pubertà è diversa dall’adolescenza vera e propria.
- Pubertà (10/11-14 anni) = Riguarda i cambiamenti corporei principali. Vi è il passaggio dalla condizione fisiologica del bimbo a quella dell’adulto. Questi cambiamenti rapidi e improvvisi spaventano e comportano anche cambiamenti psicologici. È un cambiamento somatico, fisico.
- Adolescenza (14-18/19 anni) = Vi è il passaggio dallo status sociale del bimbo a quella dell’adulto. È un cambiamento sociale, psicologico. I ragazzi devono comportarsi in modo diverso, da adulti.
L’adolescenza è poi divisa in preadolescenza e adolescenza (poi vi è la tarda adolescenza 18-24 anni, quando si è giovani adulti):
- Preadolescenza = Legata maggiormente alla pubertà. Riguarda tutti i problemi legati alla crescita fisica, mi devo creare un’identità corporea e mi devo dare una definizione sessuale (pressione interna pulsionale che devo investire su oggetti esterni, sia che siano del sesso opposto, che dello stesso sesso: esplorazione è normativa). Non vi è introspezione (alle medie), solo successivamente.
- Adolescenza = Legata alla maturazione delle capacità di analisi, di introspezione e definizione dell’identità (in senso completo, come intendeva Erikson, il fatto di dire “io sono”, “io voglio”), dei valori e delle scelte (mi identifico e intravedo in un ruolo adulto e professionale, intravedo il mio futuro, sulla base delle relazioni precedenti ho interiorizzato delle norme). Vi è lo sviluppo morale (rispetto norme e regole).
Cambiamenti corporei della pubertà
Avvengono dei cambiamenti rapidi e disarmonici, si parla di scatti di crescita rapido e improvviso → aumento di altezza e peso. In questo periodo vi è la maturazione dei caratteri sessuali → differenziazione di genere femminile e maschile (su base biologica, fisiologica, poi mentale può essere diversa, io posso identificarmi o meno in questo corpo).
In teoria dovremmo essere predisposti alla predisposizione biologica, ma molto dipende anche dall’ambiente; quindi, vi è una influenza sia dei fattori genetici che ambientali (Es: bimbo che cresce denutrito, non ci sarà poi lo scatto di crescita). Fin da bimbi abbiamo bisogno di categorie (maschile e femminile) e poi posso “decidere” come categorizzarmi (crearmi un’identità o al maschile o al femminile) (ciò introduce nella sessualizzazione dei ragazzi e delle ragazze).
L’identità corporea è quella che poi ci mette in relazione con gli altri, sia a livello superficiale che intimo (se c’è un’alterata percezione di sé → dismorfismo corporeo, non sempre ci accettiamo fisicamente).
Caratteristiche socio culturali dell’adolescenza
L’adolescenza (includendo la preadolescenza) ha un inizio e una fine quindi dei limiti temporali, che però sono relativi, quindi legati e determinati dalla cultura e dall’appartenenza sociale (Es: adolescenti con deprivazioni socio-economiche o affettive anticipano le fasi dell’adolescenza perché devono essere più autonomi).
In merito a tutto ciò ci sono studi antropologici che hanno determinato che gli sconvolgimenti adolescenziali sono un prodotto culturale. Sono stati fatti poi anche degli studi sociologici che hanno studiato la transizione adolescenziale, che risente dell’influenza del contesto familiare, sociale e culturale.
Adolescenza secondo Havinghurst: compiti di sviluppo
Nel 1950-52, Havinghurst ha determinato che “tu per passare all’età adulta ed io per riconoscerti come tale, tu prima devi superare i compiti del processo di sviluppo” (altrimenti il tuo sviluppo è compromesso). Secondo lui, c’è una lista di compiti che man mano bisogna sviluppare nel corso dello sviluppo (come le crisi di Erikson).
Quindi tutta la vita dell’individuo è costituita da una successione dei compiti che devono essere risolti nel momento opportuno. Se questo non avviene nei tempi giusti, lo sviluppo dell’individuo viene compromesso. Nell’infanzia, ad esempio esistono dei compiti, quali imparare a camminare, a parlare, per i quali i tempi sono biologicamente determinati. Se il bambino non riesce superarli, tutto il complesso meccanismo di evoluzione della sua personalità ne risulta sconvolto.
Le sorgenti dei compiti di sviluppo sono di natura socio-culturale, sono quindi dettati dalla società e dalla cultura → capacità di acquisire competenze comunicative specifiche (Es: lettura e scrittura) o di assumere precise competenze sociali (Es: diventare un cittadino responsabile). Molti di questi compiti sono universali e costanti in ogni cultura (Es: lavorare, creare una famiglia). Altri invece sono presenti in alcune società o sono definiti dalla cultura in cui vive l’individuo. Ogni classe sociale (e ogni gruppo) influenza con le proprie specificità i diversi compiti di sviluppo.
I compiti di sviluppo affrontati durante l’adolescenza: ricerca dell’indipendenza e autonomia (un elemento costante e specifico), che dovrebbe spingere ad essere adulto (adolescente dovrebbe già avere la funzione cognitiva per imparare a risolvere i problemi in modo indipendente). Nel 1953, Havighurst stilò una lista di dieci compiti che contraddistinguono l’adolescenza. I contenuti però di questa sua lista risentono del momento storico in cui la lista è stata compilata e della classe di appartenenza dell’autore (compiti di sviluppo tipici degli adolescenti bianchi di classe media americana degli anni ’50).
I dieci compiti di sviluppo che Havighurst individuò furono
- Instaurare relazioni nuove e più mature con coetanei di entrambi i sessi.
- Acquisire un ruolo sociale (non personale) femminile e maschile (o ancora non lo so?) (oggi questo per alcuni viene messo in discussione).
- Accettare il proprio corpo (perché i cambiamenti sono già avvenuti in pubertà) e usarlo in modo efficace (“il mio corpo è relazionale?”) (efficace sia da un punto di vista sessuale che lavorativo).
- Conseguire l’indipendenza emotiva dai genitori e dagli altri adulti (processo di separazione e individualizzazione per creare una nostra identità, diversa da quella dei nostri genitori) → devo dimostrare di farcela da solo, sia a me stesso che ai miei genitori.
- Raggiungere la sicurezza dell’indipendenza economica (attualmente è difficile da raggiungere, ma dovrebbe già esserci il desiderio nell’adolescente).
- Orientarsi verso e prepararsi per un’occupazione e una professione (una volta chi non studiava, doveva imparare un mestiere tramite affiancamento di un altro adulto, una sorta di apprendistato) (ora invece ci sono i “net”, i giovani che né lavorano, né studiano).
- Prepararsi al matrimonio e alla vita familiare.
- Sviluppare competenze intellettuali (grazie ai confronti con gli altri, non solo tramite scolarizzazione) e conoscenze necessarie per la competenza civile (seguire leggi e norme).
- Desiderare e acquisire un comportamento socialmente responsabile.
- Acquisire un sistema di valori e una coscienza etica come guida al proprio comportamento (“io mi sento/non mi sento di fare determinate cose”) (i valori da giovani sono più rigidi e cambiano in base all’età di riferimento) (si hanno dei paletti che ci dicono cos’è giusto e cosa no).
Non devo per forza assolvere tutto, perché ad esempio in alcuni ambiti non ho ancora avuto l’opportunità di assolvere quella fase (Es: trovare un partner).
Caratteristiche psicologiche dell’età adolescenziale (< 18 anni)
- Interesse per problemi filosofici, esistenziali, ideologici → bisogna esplorare cognitivamente tutto.
- Incapacità di assumere un impegno stabile → si sta ancora entrando in una situazione di responsabilità.
- Preoccupazione per la propria identità psichica e fisica (Es: non vado bene perché…, sono pazza perché…).
- Preoccupazione per la propria integrità morale e coerenza interiore (Es: mentire ai genitori) → serve coerenza per crearmi una mia identità.
- Incapacità ad assumere impegni di lavoro (Es: preferisco uscire coi miei amici, non posso lavorare il venerdì o il sabato sera).
- Incapacità a vivere rapporti intimi con altri → c’è instabilità nelle relazioni.
Fine adolescenza
Quand’è che finisce l’adolescenza? I criteri di base sono l’emergere dell’autonomia, della coerenza e delle responsabilità con cui l’individuo si rapporta al mondo. L’adolescenza quindi, si conclude quando l’individuo è in grado di stabilire rapporti significativi con un’altra persona, con i gruppi di riferimento più prossimi e con il proprio ambiente di vita più ampio, sia sul piano sessuale e affettivo, sia sul piano operativo e istituzionale. Attualmente è difficile “finire” l’adolescenza.
Fine dell’adolescenza: la gioventù (>18 anni)
Alla fine dell’adolescenza, la maggior parte degli individui ha acquisito la capacità di instaurare rapporti di intimità ed è orientato verso un certo ambito professionale nel momento in cui giunge alla maggiore età legale. Per molti individui il periodo di preparazione alla vita adulta si prolunga per più anni: il raggiungimento della piena autonomia finanziaria dalla famiglia di origine avviene soltanto oltre i 20 anni. La gioventù è quindi la prima fase dell’età adulta (si è giovani adulti), si è adulti psicologicamente ma adolescenti socialmente (Es: manca stabilità lavorativa o sentimentale).
Preadolescenza o prima adolescenza (11-14 anni)
I compiti di questo periodo sono:
- Necessità di una ristrutturazione dell’identità corporea (insieme di caratteristiche, elementi, conoscenze, qualità attribuite al proprio corpo).
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