Gli adolescenti - Augusto Palmonari
Capitolo 1. Adolescenza o adolescenti? Introduzione a un tema controverso
Nel linguaggio comune, adolescenza = percorso di vita, compreso tra la fanciullezza e l’età adulta, durante il quale nella persona si verifica una serie di cambiamenti radicali che riguardano:
- Il corpo: maturazione biologica
- La mente: sviluppo cognitivo
- I comportamenti: rapporti e valori sociali
Quando finisce e quando comincia l’adolescenza?
Per gli psicologi: 11-12 anni - 18-19 anni (fino a 25-26 anni).
La durata dell’adolescenza
L’adolescenza comincia nella biologia e finisce nella cultura (società).
Pubertà = maturazione biologica che segna il termine della fanciullezza e che rende ogni individuo:
- Idoneo a riprodursi
- Inizia l’adolescenza
Range di età ampio: varia dai 9-10 anni ai 12-14 anni (non è possibile definire con precisione l’età che può essere universalmente considerata come l’inizio dell’adolescenza).
Momento in cui si conclude l’età adolescenziale:
- Emergere dell’autonomia
- Emergere della coerenza
- Emergere della responsabilità con cui l’individuo si rapporta al mondo
Freud: l’essere umano è adulto quando è in grado di amare e di lavorare
Erikson ha riformulato la teoria di Freud precisando il significato di “amare” e “lavorare”:
- Impegnarsi in un rapporto intimo con un’altra persona realizzando un incontro fra i due Io
Questa tappa matura dello sviluppo è raggiunta subito dopo l’acquisizione dell’identità = consapevolezza da parte del soggetto di essere sempre la stessa persona anche se si sente cambiato, nonché di essere un individuo unico, diverso da tutti gli altri, dotato di un proprio stile nel modo di rapportarsi con il mondo.
Costituisce il criterio mediante il quale il soggetto può fare scelte responsabili e coerenti.
Gioventù = fase della vita che sta fra l’adolescenza e l’età adulta vera e propria.
È da considerare giovane chi, dopo le scuole superiori, va all’università o chi ha l’opportunità di vivere un periodo di preparazione avanzata comparabile a quella universitaria.
- Aspetti positivi: preparazione prolungata può far acquisire competenze culturali, scientifiche e tecniche particolarmente approfondite
- Aspetti negativi: la condizione di “persona non ancora adulta perché in preparazione” può costituire un alibi per rinviare ogni assunzione di responsabilità
L’adolescenza si conclude verso i 18 anni, età in cui gli individui sono maturi per assumere impegni affettivi, per vivere esperienze di intimità, per iniziare una propria carriera lavorativa.
Nella nostra cultura, anche se un ragazzo o una ragazza assumono responsabilità lavorative subito dopo la pubertà, vivono pur sempre in un contesto che li considera adolescenti e tende ad influenzare i loro gusti, le loro scelte, le loro condotte.
Renzo Canestrari ha individuato vari possibili esiti del processo di crescita:
- 1° esito: ottimale. Il soggetto sperimenta un processo di crescita duro e laborioso, nel quale si confronta in modo critico con partner significativi, si sforza di rivedere costantemente i modelli di integrazione socialmente stabiliti. Tipo di personalità “adeguata”.
- 2° esito: l’adolescente, di fronte al compito doloroso della crescita, non si distacca dalle difese ossessive dell’età della latenza: nega perciò ogni forma di conflitto, nella convinzione che se non si allontanerà dalla strada indicata dai genitori diventerà senza alcuno sforzo un adulto riuscito. Adolescenza “ritardata” = i soggetti possono avere problemi nevrotici più tardi nel momento in cui si trovano ad avere un primo impatto con la realtà. Variante = adolescenza si prolunga all’infinito: i soggetti cercano di evitare scelte definitive, concentrando ogni interesse su loro stessi.
- 3° esito: adolescenza abbreviata o sacrificata. Gli adolescenti sono costretti a farsi carico di tutto ciò che è necessario per la sopravvivenza quotidiana, mentre le loro capacità di giudizio e di critica non sono ancora pienamente elaborate; devono trovare una sorta di adattamento forzato all’ambiente esterno e alla realtà esistente (azioni a volte in contrasto con norme sociali).
- 4° esito: dissociale. Gli adolescenti restano ancorati alle difese maniacali e paranoidee e idealizzano sempre ciò che i genitori e la società in genere disapprovano.
Una o diverse adolescenze?
Esistono diversi modi di vivere e di dare significato all’età adolescenziale fra culture diverse, ma anche all’interno di una stessa cultura.
Caratteristiche più tipiche del periodo adolescenziale:
- Disturbi emozionali
- Instabilità della condotta
Validità universale messa in discussione da Mead e Benedict: hanno messo in evidenza le differenze notevoli che sussistono fra condotte adolescenziali proprie delle diverse culture; anche nella nostra cultura l’adolescenza non è sempre un periodo dominato da incertezze e da tempeste emozionali.
Incremento delle pulsioni sessuali: molte ricerche empiriche hanno mostrato che il fenomeno non riguarda in modo uniforme tutti i soggetti:
- Casi in cui sembra che le pulsioni sessuali si attivino prima della comparsa della pubertà
- Casi in cui emozioni e pulsioni sessuali diventano attive, o più intense, soltanto molto tempo dopo la pubertà
Il modello psicoanalitico di adolescenza sembra essere pertinente soltanto per un numero limitato, anche se considerevole, di individui.
Tesi: l’adolescenza è caratterizzata da un cambiamento repentino e radicale della personalità (adolescenza come “seconda nascita”).
Smentita: in realtà lo sviluppo della personalità avviene in modo graduale e progressivo.
Kurt Lewin imposta lo studio dell’adolescenza partendo da un dato di fatto: questa fase della vita è un periodo di transizione fra la fanciullezza e l’età adulta.
Le difficoltà che man mano si incontrano possono essere in parte risolte in modo costruttivo, in parte non risolte lasciando aperti problemi di tipo intrapsichico, interpersonale di inserimento sociale particolarmente gravi. Più numerose saranno le soluzioni costruttive, tanto più riuscito sarà il processo di crescita dell’individuo.
Nozione di superamento dei compiti di sviluppo in riferimento ai problemi che gli individui in fase di crescita incontrano nei vari momenti della loro esperienza.
I compiti di sviluppo
Robert Havighurst riprende la teoria psicosociale di Erikson. Secondo l’autore tutta la vita dell’individuo è costituita da una successione di compiti che devono essere risolti nel momento opportuno. Se questo non avviene nei tempi giusti, lo sviluppo dell’individuo viene compromesso.
- Alcuni compiti di sviluppo sono universali e costanti in ogni cultura
- Altri compiti sono presenti in alcune società e sono definiti dalla cultura in cui vive e cresce l’individuo
Ogni classe sociale e ogni gruppo influenza con le proprie specificità i diversi compiti di sviluppo. Persino i compiti che sono per lo più fondati sulla maturazione biologica dell’individuo (es. imparare a camminare) mostrano differenze culturali. I compiti di sviluppo sono obiettivi di crescita.
Havighurst propone una lista in cui compaiono 10 compiti di sviluppo che contraddistinguono l’adolescenza:
- Instaurare relazioni nuove e più mature con i coetanei di entrambi i sessi
- Acquisire un ruolo sociale maschile o femminile
- Accettare il proprio corpo e usarlo in modo efficace
- Conseguire indipendenza emotiva dai genitori e da altri adulti
- Raggiungere la sicurezza derivata dall’indipendenza economica
- Orientarsi verso e prepararsi per una occupazione o una professione
- Prepararsi al matrimonio e alla vita familiare
- Sviluppare competenze intellettuali e le conoscenze necessarie per acquisire la competenza civica
- Desiderare e acquisire un comportamento socialmente responsabile
- Acquisire un sistema di valori e una coscienza etica come guida al proprio comportamento
I contenuti risentono del momento storico: quelli indicati sono infatti compiti di sviluppo tipici degli adolescenti bianchi di classe media americana degli anni ’50; non viene fatto alcun cenno ai problemi connessi con l’inserimento precoce al mondo del lavoro ad esempio, né a tematiche femminili.
Def. compiti di sviluppo: rapporto tra l’individuo, la sua appartenenza sociale e l’ambiente in cui è inserito, problema da risolvere o obiettivo da raggiungere. Porta l’individuo alla maturazione. In una società pluralistica e complessa le difficoltà che l’adolescente deve affrontare non sono uguali né inevitabili per tutti.
John Coleman ha proposto un modello focale per dar conto delle diverse modalità con cui i compiti di sviluppo possono essere risolti raggiungendo risultati gratificanti.
Modello focale = nei diversi momenti dell’età adolescenziale ogni individuo affronta “blocchi” di problemi (esempio preoccupazioni per il cambiamento fisico o il conflitto con i genitori).
Gli adolescenti sono in grado di superare bene e senza drammatiche tensioni questi problemi, anche quelli più gravi, se possono affrontarli uno (o pochi) per volta, in successione, in modo da recuperare la propria forza psicologica dopo ogni periodo intenso di coinvolgimento emozionale, in modo da avere il tempo per prepararsi ad affrontare la difficoltà successiva.
Capitolo 2. Il corpo che cambia e la scoperta della sessualità
La pubertà
L’adolescenza è uno dei periodi della vita umana più contrassegnati dal cambiamento:
- Il cambiamento è atteso come una promozione sociale, obiettivo di “diventare grandi”
- La crescita comporta la perdita di ciò che si era, dei contorni rassicuranti di ciò che è conosciuto e familiare ed esige il confronto con un nuovo modo di essere e di sentire sconosciuto
Primo cambiamento = il corpo subisce una profonda e irreversibile trasformazione. A differenza del neonato, l’adolescente si rende conto dei cambiamenti che sta vivendo (fattore di sviluppo). I cambiamenti intellettuali, emozionali e relazionali accompagnano quello fisico.
Il cambiamento corporeo è il più precoce e quindi può creare problemi consistenti perché l’individuo non è ancora psicologicamente attrezzato per comprenderlo e interpretarlo in modo equilibrato. Causa prima del cambiamento fisico: maturazione biologica.
Il corpo si trasforma e l’individuo diventa in grado di riprodursi, passaggio dalla condizione fisiologica di bambino a quella di adulto. Accelerazione della velocità di crescita staturale (7-15 cm per i maschi / 6-11 cm per le femmine).
Scatto di crescita = aumento del ritmo di sviluppo del peso e dell’altezza che varia considerevolmente da un individuo all’altro per quanto riguarda intensità, durata, età in cui inizia. I cambiamenti che seguono lo scatto di crescita sono:
- Aumento dell’altezza (dopo la fase di massimo accrescimento staturale si manifesta una decelerazione)
- Aumento del peso e accumulo del tessuto adiposo (il peso corporeo è più o meno raddoppiato rispetto a quello in cui tale fase ha inizio)
- Sviluppo degli organi genitali (gli indici emozionalmente più intensi della maturazione puberale sono per i maschi le prime eiaculazioni di liquido seminale, per le femmine il menarca - prima mestruazione -)
- Sviluppo di caratteri sessuali secondari (per i ragazzi crescita dei peli pubici, pelosià ascellare, barba e baffi, la voce si abbassa di un’ottava / per le ragazze sviluppo del seno, il bacino aumenta di dimensioni, arrotondamento delle anche)
Nei paesi industriali e postindustriali tutti i cambiamenti puberali, sia dei maschi, sia delle femmine, sono influenzati dalla tendenza secolare = aumento di peso e statura, nonché nell’accelerazione del ritmo di sviluppo sia dei bambini sia degli adolescenti; essa influenza anche lo sviluppo del sistema riproduttivo. Causa: miglioramento dell’alimentazione, dell’assistenza sanitaria, delle condizioni generali di vita.
Questa accelerazione del ritmo di maturazione biologica non potrà andare al di là di una certa soglia.
Le risonanze psicologiche della maturazione biologica
I primi studi sull’adolescenza sono stati fatti in epoca positivista. Stanley Hall - inizio XX secolo - identifica nell’adolescenza le caratteristiche principali a partire dalle trasformazioni biologiche. Adolescenza = “nuova nascita”, in quanto caratterizzata da un rinnovamento totale di tutti gli aspetti della personalità.
Confronta il mondo del bambino con quello dell’adolescente:
| Bambino | Adolescente |
|---|---|
| Interessato al mondo esterno e ai suoi fenomeni. | Orientato a sviluppare una vita interiore che si realizza attraverso un’elaborata capacità di introspezione e di autoesplorazione. |
| I fenomeni del mondo fisico hanno un valore per se stessi o suscitano qualche interesse. | I fenomeni del mondo fisico sono il simbolo di una manifestazione degli stati d’animo e dei sentimenti. |
| La realtà ha una delimitazione spaziale e temporale più o meno prossima. | Le delimitazioni spazio-temporali si allargano sino ad essere aperte sull’infinito. |
Hall considera i fenomeni che descrive come delle caratteristiche costanti dell’adolescenza, biologicamente determinate e quindi indipendenti da variabili culturali e ambientali.
Tesi fondata sulla teoria dell’evoluzione: secondo Hall, lo sviluppo di ogni organismo riassume i momenti dello sviluppo della specie cui l’organismo stesso appartiene. Nello sviluppo psicologico dell’individuo, dunque, si ripetono le varie fasi che sono state attraversate dalla specie umana nel corso della sua storia evolutiva.
Oggi la concezione di Hall appare ampiamente superata poiché:
- Ignora la variabilità dell’adolescenza
- Dà troppa importanza all’influenza dello sviluppo fisico sull’evoluzione psicologica della persona.
Le principali risonanze psicologiche delle trasformazioni fisiche
- Le trasformazioni fisiche della pubertà si verificano rapidamente
- Sono in buona parte visibili
- Avvengono in età diverse da individuo a individuo
- Seguono un percorso di maturazione che implica delle temporanee disarmonie nell’aspetto fisico
Primo problema: anticipi e ritardi puberali. Non è indifferente maturare seguendo il ritmo degli altri, infatti il cambiamento varia a seconda del genere:
- Per i maschi la precocità nello sviluppo costituisce tendenzialmente un vantaggio psicologico; il ritardo di maturazione invece costituisce uno svantaggio psicologico.
- Per le femmine vi sono maggiori problemi per una pubertà anticipata piuttosto che ritardata.
Significato del menarca: le ragazze che lo hanno superato si definiscono “adulte”, le quali appaiono più indipendenti delle coetanee “in fase di passaggio”.
Una corrente di studi ha individuato i rapporti fra la maturazione puberale precoce e la condotta sociale degli/delle adolescenti: le ragazze che avevano un menarca precoce assumevano condotte devianti, che riguardavano la violazione delle norme e delle regole familiari, scolastiche e sociali; questo perché le ragazze in questione erano percepite socialmente più adulte di quanto non fossero in realtà ed erano quindi accolte in gruppi di adolescenti più adulti. La capacità critica di queste ragazze corrispondeva però alla loro età reale.
La maturazione puberale precoce è strettamente collegata a quello delle prestazioni scolastiche degli adolescenti: il passaggio di ragazzi e ragazze alla scuola media avviene intorno all’età di 11 anni (pubertà). Presupposto: lo sviluppo puberale ha un costo energetico molto alto. Ipotesi: i ragazzi e le ragazze hanno a disposizione meno energie da investire nella vita scolastica. Si deve considerare anche il fatto che il cambiamento di ordine di scuola è un’altra fonte di stress.
Teoria dell’accumulo: nella prima adolescenza possono essere carenti le motivazioni alla prestazione scolastica e all’accettazione delle regole istituzionali.
Costruzione dell’identità sessuale
Inizia nei primi anni di vita e giunge al suo compimento durante l’adolescenza.
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