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Psicologia dello sviluppo

Capitolo 1

Lo sviluppo è un processo di cambiamento che comincia con il concepimento e dura per tutta la vita. Si sono affermati tre approcci filosofici sull’infanzia:

  • Prospettiva del peccato originale: i bambini appena venuti al mondo erano visti come creature malvagie.
  • Prospettiva della tabula rasa: sosteneva che i bambini non erano cattivi, ma erano anzi come delle "tavolette raschiate e vuote" sulle quali è possibile scrivere qualsiasi cosa.
  • Prospettiva della bontà innata: sosteneva che i bambini erano innatamente buoni.

In questo testo viene data grande importanza ad aspetti educativi relativi alla cura del bambino:

  • Salute e benessere: i ruoli giocati dallo stile di vita e dalle condizioni psicologiche nel determinare il benessere dell’individuo.
  • Parenting: il modo con cui i genitori crescono i loro figli determina lo sviluppo del bambino.
  • Educazione

La salute, il parenting e l’educazione sono influenzati dal contesto socio-culturale. Con il contesto si intende ai luoghi nei quali avviene lo sviluppo.

I meccanismi dello sviluppo umano sono dati dall’interazione di 3 processi:

  • Processi biologici: che producono cambiamenti fisici nell’individuo.
  • Processi cognitivi: sono cambiamenti che avvengono nel pensiero, nell’intelligenza e nel linguaggio.
  • Processi socio-emotivi: cambiamenti nelle relazioni con altre persone e nelle emozioni.

Le neuroscienze cognitive analizzano i collegamenti tra sviluppo, processi cognitivi e il cervello. Le neuroscienze sociali esaminano i collegamenti tra sviluppo, processi socio-emotivi e il cervello.

Lo sviluppo infantile viene descritto attraverso una suddivisione in periodi:

  • Periodo prenatale che inizia dal concepimento fino alla nascita, dura 9 mesi.
  • La prima infanzia va dalla nascita ai 18-24 mesi.
  • La seconda infanzia va dalla prima infanzia fino ai 5-6 anni, i bambini in questo periodo diventano più autosufficienti e a prendersi cura di sé stessi.
  • La fanciullezza va dai 6 agli 11 anni d’età, i bambini incominciano a scrivere, leggere e contare.
  • Adolescenza comincia intorno ai 10-12 anni e finisce tra i 18-19 anni, avvengono dei cambiamenti corporei e il pensiero incomincia a diventare più astratto, idealistico e logico.

Oltre a considerare i periodi di sviluppo che emergono e che cambiano, dobbiamo considerare il fatto che quando un gruppo di persone nasce nello stesso momento storico, condivide esperienze simili. Queste esperienze possono produrre differenze di sviluppo tra le coorti. Nella ricerca sullo sviluppo gli effetti di coorte sono dovuti a tempo di nascita, epoca o generazione di una persona, ma non all’età effettiva.

La contrapposizione natura-cultura è un dibattito che cerca di stabilire se lo sviluppo è influenzato dalla natura o dalla cultura. I sostenitori della natura affermano che l’influenza sullo sviluppo è data dall’eredità biologica mentre i sostenitori della cultura affermano che sono le esperienze derivate dall’ambiente ad avere più influenza.

Il dibattito continuità-discontinuità cerca di determinare se lo sviluppo è costituito da cambiamenti graduali e cumulativi (continuità) o da fasi distinte e separate (discontinuità). Il dibattito prime esperienze-seconde esperienze si domanda se le prime esperienze (della prima infanzia) o quelle successive siano il fattore determinante nello sviluppo infantile. Secondo alcuni studiosi i bambini che non ricevano attenzioni e calore nel primo anno di vita non si svilupperanno in maniera ottimale. Non bisogna dar peso ad una sola teoria, ma ad entrambe.

Teorie psicoanalitiche

La teoria psicoanalitica descrive lo sviluppo come inconscio e influenzato dalla sfera emotiva. I teorici della psicoanalisi sottolineano come le prime esperienze con i genitori influenzino molto lo sviluppo.

La teoria di Freud

Secondo Freud i bambini crescendo focalizzano il piacere spostando gli impulsi sessuali dalla bocca all’ano e ai genitali. Secondo Freud l’individuo attraversa 5 fasi psico-sessuali: orale, anale, fallica, di latenza e genitale. La nostra personalità è determinata dal modo in cui risolviamo i conflitti tra queste diverse fonti di piacere. Secondo Freud la fase fallica è importante in quanto in questo periodo si sviluppa il complesso di Edipo. Il complesso di Edipo si manifesta nel bambino sotto forma di un intenso desiderio di sostituirsi al genitore del suo stesso sesso e godere dell’affetto del genitore del sesso opposto. Intorno ai 5-6 anni il complesso di Edipo si risolve, in quanto i bambini si rendono conto che il genitore dello stesso sesso potrebbe punirli, e per superare questo conflitto il bambino si identifica con il genitore dello stesso sesso. Secondo Freud la nostra personalità di base si sviluppa nei primi cinque anni di vita, e vedeva le prime esperienze come più importanti rispetto alle successive.

La teoria psico-sociale di Erikson

Secondo Erikson l’individuo si sviluppa attraverso delle fasi psico-sociali e non psico-sessuali. Per Erikson la motivazione primaria del comportamento umano è di natura sociale e si riflette nel desiderio di stare con gli altri. Erikson sostiene che i cambiamenti evolutivi avvengono durante tutto l’arco della vita ed enfatizza l’importanza sia delle prime esperienze che delle successive. Nella teoria di Erikson ci sono 8 fasi di sviluppo psico-sociale che si susseguono nell’arco della vita e ciascuna fase mette l’individuo di fronte ad una "crisi" che deve essere risolta. Le fasi sono:

  • Fiducia di base/sfiducia di base
  • Autonomia/vergogna e dubbio
  • Iniziativa/senso di colpa
  • Industriosità/inferiorità
  • Identità/diffusione di identità
  • Intimità/isolamento
  • Integrità/disperazione

Le teorie psicoanalitiche si concentrano sui processi socio-emotivi dello sviluppo e possono rivelare poco dei processi biologici e cognitivi. Tra le critiche alle teorie psicoanalitiche ricordiamo la mancanza di un supporto scientifico, troppa enfasi su spiegazioni di tipo sessuale e infine si ritiene che la teoria di Freud presenti un’immagine troppo negativa dei bambini.

Teorie cognitive

Le tre teorie cognitive più importanti sono la teoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo, la teoria cognitiva socio-culturale di Vygotskij e la teoria dell’elaborazione delle informazioni.

La teoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo

La teoria di Piaget afferma che i bambini costruiscono attivamente la loro visione del mondo e attraversano 4 stadi di sviluppo. I processi alla base di questa costruzione cognitiva sono: l’organizzazione e l’adattamento. Ciascuno di questi stadi è relativo a un’età e consiste in modi di pensare distinti. Gli stadi sono:

  • Stadio senso-motorio
  • Stadio pre-operatorio
  • Stadio operatorio concreto
  • Stadio operatorio formale

La teoria socio-culturale di Vygotskij

Vygotskij pone enfasi sulle interazioni sociali e alle attività culturali. La teoria di Vygotskij mette in evidenza il modo in cui la cultura e le interazioni sociali guidano lo sviluppo cognitivo. È convinto che lo sviluppo avviene grazie agli strumenti messi a disposizione dalla società e alla capacità del bambino di imparare ad utilizzarli. L’interazione sociale dei bambini con adulti più competenti è indispensabile al loro sviluppo cognitivo. Attraverso questa interazione i bambini imparano ad utilizzare gli strumenti che li aiuteranno ad adattarsi al mondo.

La teoria dell’elaborazione delle informazioni

Questa teoria mette in evidenza come gli individui manipolano le informazioni, le controllano e fanno scelte strategiche sulla base di esse. Secondo questa teoria gli individui sviluppano una crescente abilità nell’elaborazione delle informazioni che consente loro di acquisire conoscenze e abilità sempre più complesse. I contributi positivi delle teorie cognitive includono un’immagine positiva dello sviluppo e l’enfasi sulla costruzione attiva da parte dell’individuo. Tra le critiche troviamo lo scetticismo sugli stadi di Piaget e poca attenzione alle variazioni individuali nello sviluppo cognitivo.

Teorie comportamentiste e socio-cognitive

Le 3 versioni dell’approccio comportamentista che vengono analizzate sono il condizionamento classico di Pavlov, il condizionamento operante di Skinner e la teoria socio-cognitiva di Bandura.

Il condizionamento classico di Pavlov

Ivan Pavlov rilevò che i cani cominciavano a salivare in presenza di vari stimoli visivi o sensori prima di mangiare il cibo. Pavlov aveva scoperto il principio del condizionamento: se uno stimolo neutro (es: campanello) viene associato a uno stimolo che produce una reazione automatica (il cibo), quella reazione sarà causata anche solo dallo stimolo che in precedenza era neutro.

Il condizionamento operante di Skinner

Nel condizionamento operante di Skinner le conseguenze di un comportamento producono cambiamenti nella probabilità che questo comportamento si ripeta. Un comportamento seguito da una gratificazione ha più probabilità di ripetersi rispetto ad un comportamento seguito da una punizione. Per Skinner lo sviluppo è influenzato da gratificazioni e punizioni e l’aspetto chiave è il comportamento. Egli enfatizza che lo sviluppo consiste di cambiamenti che sono determinati da punizioni e rinforzi.

La teoria socio-cognitiva

Tale teoria sostiene che comportamento, cognizione e ambiente sono importanti nello sviluppo. Bandura ritiene che le persone creano una rappresentazione cognitiva del comportamento altrui e può accadere che le persone adottino tali comportamenti.

La teoria etologica

Sostiene che il comportamento è influenzato dalla biologia e dall’evoluzione. Il lavoro di Bowlby rappresenta un’importante applicazione della teoria etologica allo sviluppo umano. Bowlby sostiene che l’attaccamento alla persona che si prende cura di noi nei primi anni di vita ha importanti conseguenze lungo tutto l’arco di vita. Se tale attaccamento è positivo e sicuro, l’individuo avrà delle basi solide grazie alle quali poi potrà svilupparsi e stabilire relazioni sociali positive. Tra i contributi c’è l’aver focalizzato attenzione sulle basi biologiche ed evoluzionistiche. I critici affermano che c’è stata troppa enfasi sulle basi biologiche dello sviluppo.

La teoria ecologica

Questa teoria si concentra sui contesti ambientali e afferma che lo sviluppo è influenzato da diversi sistemi ambientali. Ci sono 5 sistemi ambientali:

  • Micro-sistema: ne fanno parte i contesti in cui l’individuo vive (la famiglia, la scuola ecc…)
  • Meso-sistema: include le relazioni tra i microsistemi (ad esempio le relazioni tra le esperienze familiari)
  • Eso-sistema: ovvero le esperienze vissute in altri contesti sociali nei quali l’individuo non ha un ruolo attivo.
  • Macro-sistema: cioè la cultura in cui l’individuo vive.
  • Crono-sistema: include i cambiamenti causati da eventi ambientali e le circostanze storico-culturali.

Capitolo 2

I postulati della ricerca:

  • Determinismo: la scienza presuppone la possibilità di conoscere o determinare i fenomeni.
  • Empirismo: la scienza si basa su osservazioni empiriche controllate, replicabili e oggettive.
  • Integrazione teorica: la scienza costruisce teorie confutabili in grado di spiegare un insieme di fatti.
  • Approccio dinamico: la scienza è una prova continua.
  • Dimensione pubblica: un procedimento è scientifico nella misura in cui autorizza anche altri ricercatori a riporre osservazioni e ipotesi.

La ricerca si basa sul metodo scientifico, ossia un approccio che permette di ottenere informazioni accurate che vanno dalla fase della concettualizzazione del problema, alla raccolta dei dati, fino a trarre conclusione e rivedere i risultati di ricerca. Per isolare un argomento specifico e concettualizzare il problema, i ricercatori utilizzano teorie già esistenti e formulano delle ipotesi. Una teoria è un insieme di idee legate tra loro che aiuta a spiegare un fenomeno e a fare delle previsioni. Un’ipotesi è una supposizione o previsione che può essere verificata. Le teorie sono collegate a particolari metodi di ricerca. Dal tipo di teoria che il ricercatore ha deciso di utilizzare conseguono le modalità con cui svolgere la ricerca. Il disegno o piano di ricerca corrisponde all’ossatura che si dà alla ricerca ed equivale alla preparazione di un insieme di disposizioni da cui deriva una verifica valida per le predizioni formulate.

I 3 tipi di disegni di ricerca sono: descrittivo, correlazionale e sperimentale.

  • Ricerca descrittiva: l’obiettivo è osservare e registrare un comportamento (per esempio un ricercatore potrebbe osservare in che misura i bambini sono altruisti o aggressivi tra di loro). Una ricerca descrittiva non è in grado da sola di dimostrare le cause di un fenomeno. Il metodo descrittivo migliore è l’osservazione naturalistica: non è intrusiva e non avviene la manipolazione delle variabili. Ciò garantisce la non artificiosità della situazione: il soggetto deve essere nell’habitat naturale e non deve sentirsi osservato.
  • La ricerca correlazionale: va al di là di una descrizione di un fenomeno. Il suo obiettivo è descrivere l’intensità della relazione tra due o più eventi. Più due eventi sono correlati o associati, più sarà possibile prevedere con precisione un evento piuttosto che un altro.
  • Ricerca sperimentale: consiste in un piano di ricerca in cui lo sperimentatore ha un controllo completo sul chi, sul cosa, sul quando, sul dove e sul come. I soggetti sono assegnati in maniera casuale e ci possono essere due gruppi: o di controllo, utili per stabilire dei confronti o gruppi sperimentali la cui esperienza viene manipolata. È composta da variabili indipendenti (che influenza) e una variabile dipendente (varia in base alle variabili indipendenti).

L’approccio longitudinale è una strategia di ricerca nella quale gli stessi individui vengono studiati per un certo periodo di tempo, spesso molti anni. Questi studi forniscono informazioni su temi come la stabilità e il cambiamento nello sviluppo e sull’importanza delle prime esperienze sullo sviluppo futuro. I contro sono costosi e richiedono molto tempo e un altro rischio è dato dalla perdita dei soggetti. Esempio di questo studio è la ricerca sull’autostima, che si può osservare come cambia dall’età infantile all’adolescenza.

L’approccio trasversale è una strategia di ricerca dove soggetti di età differenti sono messi a confronto. Il vantaggio è che il ricercatore non deve aspettare che i suoi soggetti crescano o invecchiano. Gli svantaggi sono che non dà alcuna informazione sul modo in cui gli individui cambiano.

Dove dovremmo condurre le nostre osservazioni? In laboratorio o nel mondo reale. L’ambiente del laboratorio non è naturale e può spingere i partecipanti a comportarsi in maniera innaturale. L’osservazione naturalistica significa osservare i comportamenti in situazioni reali, senza manipolare o controllare la situazione.

I questionari sono una serie di domande ed è utilizzata per ricavare delle risposte dalle persone relative ai loro atteggiamenti. Un problema legato ai questionari e alle interviste è che i partecipanti hanno la tendenza a rispondere in modi che ritengono accettabili piuttosto che rivelare quello che pensano. Il test standardizzato permette di confrontare la performance di una persona con quella di altri individui, mettendo così a disposizione informazione sulle differenze individuali tra le persone. Un esempio di questi test è il test d’intelligenza di Stanford-Binet. Al fine di raccogliere dati, le misure psico-fisiologiche possono rilevarsi il metodo più efficace. Sono utilizzate per valutare il funzionamento del SNC e SNA. Le tecniche di neuroimaging includono vari modi per produrre diversi tipi di immagini della struttura del cervello tra le più importanti ci sono la FMRI che rileva il flusso sanguigno cerebrale.

L’APA ha sviluppato linee guida per regolamentare gli aspetti etici della ricerca in psicologia. Le norme etiche sono:

  • Riservatezza
  • Protezione di coloro che partecipano alla ricerca
  • Consenso informato e libertà della persona di ritirarsi dalla ricerca
  • Il rischio di danni permanenti

Capitolo 3

Un comportamento adattivo è un comportamento che promuove la sopravvivenza di un organismo nel suo habitat naturale (per esempio l’attaccamento tra genitore e bambino). La psicologia evoluzionistica sottolinea l’importanza di adattamento, riproduzione e sopravvivenza del più forte. "Forte" si riferisce alla capacità di generare figli che sopravvivono a lungo per riprodursi.

La prospettiva evoluzionistica vedeva l’infanzia prolungata per permettere di sviluppare un cervello di grandi dimensioni e apprendere il funzionamento della società. La genetica comportamentale è quella disciplina che intende determinare il modo in cui il nostro patrimonio genetico influenza i fattori individuali. La genetica comportamentale determina l’influenza dei fattori ereditari sulle differenze individuali nelle caratteristiche umane e nello sviluppo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilariapontrelli28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Spinelli Maria.
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