Psicologia dello sviluppo
Primo libro - “Psicologia dello sviluppo”
1 capitolo - Cenni storici e teorie da rivedere
Comportamentismo e studio del comportamento
Watson sostiene in maniera radicale che la psicologia deve avere come unico oggetto di studio il comportamento, che ogni apprendimento è frutto di processi di condizionamento, dunque, la psicologia deve utilizzare parametri oggettivi, in termini di stimolo-risposta.
Il comportamentismo si focalizza esclusivamente sul comportamento manifesto: solo ciò che è visibile e può essere misurato in modo oggettivo è oggetto di studi. I comportamentisti escludono i processi mentali interni (come la memoria) dalle loro teorie, trattando l’apprendimento come frutto di associazioni tra stimoli e risposte. Le discipline comportamentiste affermano che si può studiare solo ciò che è misurabile in modo oggettivo, tralasciando le dimensioni non osservabili. Un limite fondamentale del comportamentismo è proprio l’esclusione della memoria e dei processi interni, tema ripreso da altre teorie, come l’human information processing. I comportamentisti si concentrano sull’apprendimento, non sulla conservazione delle informazioni a lungo termine (memoria). Secondo i comportamentisti esistono due tipi di condizionamenti: classico (Pavlov) e operante (Skinner).
Condizionamento classico (Pavlov)
Pavlov, fisiologo russo, ha condotto esperimenti sui cani, raccogliendo la loro saliva e dimostrando che uno stimolo neutro (come una campana) può trasformarsi in stimolo condizionato se associato ripetutamente a uno stimolo incondizionato (cibo). La salivazione dei cani è risposta incondizionata al cibo, ma dopo l'associazione ripetuta con la campana, questa diventa stimolo condizionato capace di indurre la stessa risposta.
L’estinzione si manifesta quando lo stimolo condizionato (campana) non è più seguito dallo stimolo incondizionato (cibo), portando a una riduzione della risposta (salivazione), fino alla sua scomparsa.
Il condizionamento classico spiega come associamo stimoli originariamente neutri a risposte automatiche, involontarie e spesso inconsapevoli, sia negli animali sia negli esseri umani.
Nei bambini piccoli, il condizionamento classico spiega reazioni automatiche come la paura degli ambulatori o l’insorgenza del sorriso sociale. Anche semplici riflessi come la chiusura delle palpebre in risposta a un suono (precedentemente associato a uno stimolo fisico) sono spiegati dal condizionamento classico.
In ambito sanitario, bambini sottoposti a chemioterapia iniziano a sperimentare nausea o ansia già entrando nell’ambulatorio, perché questo viene associato al trattamento e ai suoi effetti collaterali.
Il condizionamento classico riguarda comportamenti automatici, non controllati volontariamente dall’individuo (ad esempio, il sentirsi male alla sola vista di una bottiglia dopo un’esperienza negativa).
In alcuni casi si cerca di contrastare queste risposte con tecniche di decondizionamento, esponendo più volte i bambini all’ambiente associato senza somministrare il trattamento, per favorire l’estinzione della risposta negativa. È importante notare che i comportamentisti parlano di apprendimento, non di memoria: il comportamento è visto come frutto di associazione, non come un ricordo consapevole.
Condizionamento operante (Skinner)
Mentre le ricerche di Pavlov ci spiegano come può avvenire una “sostituzione di stimoli” nel produrre una certa risposta, il condizionamento operante, studiato da Skinner, si basa sull’idea che i comportamenti possono essere modificati tramite rinforzi (premi) o punizioni (conseguenze negative), favorendo l’aumento o la diminuzione della loro frequenza.
Il rinforzo positivo consiste nel fornire uno stimolo piacevole (premio, cibo, voto positivo) che aumenta la probabilità di ripetizione del comportamento desiderato.
Il rinforzo negativo consiste nel rimuovere uno stimolo spiacevole per incentivare un comportamento (ad esempio, esonerare da un’attività sgradita chi si comporta in modo adeguato).
La punizione introduce uno stimolo negativo (o toglie qualcosa di piacevole) per diminuire la probabilità di un comportamento indesiderato (ad esempio, la multa per eccesso di velocità o il divieto di giocare alla PlayStation).
Distinzione
- Punizione positiva: aggiungere qualcosa di spiacevole per reprimere un comportamento.
- Punizione negativa: togliere qualcosa di piacevole per lo stesso scopo.
L’uso di rinforzi e punizioni in ambito educativo è strategico per modellare comportamenti: i rinforzi favoriscono lo sviluppo di comportamenti desiderati, le punizioni ne ostacolano altri.
Skinner sperimentò il condizionamento operante usando la Skinner Box: un topo affamato premeva una leva e veniva premiato con del cibo, apprendendo così il legame tra azione e conseguenza.
Per completare l’elenco delle caratteristiche fondamentali del primo comportamentismo dobbiamo aggiungere anche le due che seguono:
- Interesse non per ciò che avviene all’interno della mente, ma per il comportamento osservabile dall’esterno (e perciò obiettivamente misurabile).
- Maggiore utilizzazione possibile del metodo sperimentale (con esperimenti spesso condotti in laboratori).
Sviluppo del sorriso sociale
Nei primi due mesi di vita, il neonato sorride per cause fisiologiche (sorriso endogeno), legate ad esempio alla digestione e alla maturazione del sistema digestivo. Il sorriso sociale compare verso la fine del secondo mese, quando il bambino inizia a rispondere in modo intenzionale allo stimolo sociale del sorriso dell’adulto.
Le risposte positive (es. il sorriso dell’adulto al sorriso del bimbo) rafforzano questo comportamento, costituendo un rinforzo positivo fondamentale per la creazione del legame di attaccamento. Se invece il caregiver non risponde al sorriso del bambino, questo comportamento tende a estinguersi (il bambino sorride meno). Il sorriso sociale rappresenta un esempio di apprendimento per rinforzo positivo e dimostra l'importanza dell’interazione sociale nei primi mesi di vita.
Uso dei rinforzi nella società
I rinforzi sono strumenti fondamentali per promuovere comportamenti socialmente desiderabili: ad esempio, premi per vaccinazioni, incentivi offerti durante la pandemia, bonus e premi per comportamenti virtuosi.
Il modellamento (shaping) prevede l’uso di rinforzi progressivi per guidare l’apprendimento di comportamenti complessi, premiando inizialmente piccoli passi, poi solo risultati più completi (esempio: apprendimento della scrittura). La ludopatia (dipendenza dal gioco d’azzardo) si sviluppa anche a causa di rinforzi positivi come bonus immediati o premi, che aumentano la probabilità di ripetere il comportamento di gioco.
Durante la pandemia di Covid19, diversi paesi hanno introdotto rinforzi positivi (es. lotterie, abbonamenti in palestra, drink gratis, premi in denaro) per incentivare la vaccinazione. I rinforzi sono utilizzati quotidianamente anche nell’educazione dei bambini (apprendimento del sorriso sociale) e nella regolazione di comportamenti abituali.
Rinforzo e punizione
Il rinforzo è uno stimolo che, somministrato dopo un comportamento desiderato, aumenta la probabilità che quel comportamento si ripresenti. L’obiettivo è “felicitare” e incentivare la ripetizione del comportamento. Può essere:
- Positivo: aggiunta di uno stimolo piacevole dopo il comportamento (es. un complimento).
- Negativo: rimozione di uno stimolo spiacevole dopo il comportamento.
La punizione, invece, è uno stimolo volto a ridurre o estinguere un comportamento indesiderato. Può essere:
- Positiva: aggiunta di uno stimolo spiacevole (es. un rimprovero).
- Negativa: rimozione di uno stimolo piacevole (es. togliere un privilegio).
Secondo i comportamentisti, l’apprendimento è il risultato della formazione di nuove associazioni tra stimoli e risposte che originariamente non erano collegate. L’esperienza e la ripetizione consolidano queste associazioni.
Un esempio pratico: se un bambino riceve un complimento dopo aver risposto correttamente, è più probabile che partecipi ancora; se invece viene ignorato o punito, la probabilità che ripeta il comportamento diminuisce.
È importante distinguere tra i diversi tipi di rinforzo e punizione per poterli applicare in modo efficace nei contesti educativi, adattando la strategia alle caratteristiche del bambino e della situazione.
Teoria dell’apprendimento sociale e modelli
Grazie agli studi di Bandura la teoria dell’apprendimento sociale ha superato gli ambiti particolarmente limitati della teoria tradizionale dell’apprendimento con risultati interessanti anche per la psicologia dello sviluppo. La teoria di Bandura si basa sul fatto che l’ambiente e il comportamento siano in continua relazione fra di loro.
Bandura ha evidenziato come l’apprendimento avvenga anche tramite osservazione, non solo tramite esperienza diretta: si parla di apprendimento vicario. Il comportamento degli altri, e le conseguenze che ricevono, influenzano le azioni di chi osserva.
Il rinforzo vicario/imitativo si verifica quando un individuo osserva le conseguenze delle azioni altrui e modifica il proprio comportamento di conseguenza. Ad esempio, se un bambino vede un compagno ricevere un premio per un comportamento positivo, sarà più motivato a imitarlo.
Nelle classi e nei contesti educativi, il comportamento degli educatori e degli insegnanti funge da modello: i bambini tendono a imitare gli atteggiamenti e le reazioni degli adulti di riferimento. Gli educatori sono quindi responsabili di fornire modelli positivi, poiché i bambini apprendono osservando e riproducendo ciò che vedono.
L’asilo nido svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo sociale, offrendo ai bambini occasioni di mediazione e confronto tra pari, soprattutto in un contesto sociale dove spesso ci sono figli unici. In questi ambienti, i bambini imparano a gestire i conflitti, a condividere e a relazionarsi con gli altri.
L’atteggiamento degli educatori verso bambini con traiettorie di sviluppo diverse influenza anche il comportamento del gruppo dei pari, sottolineando la responsabilità educativa e il valore del modello positivo. Le scelte e le reazioni degli adulti possono favorire inclusione, rispetto e collaborazione tra i bambini.
Esperimenti storici e implicazioni etiche
L’esperimento di Bandura (Bobo Doll) ha dimostrato che i bambini tendono a imitare i comportamenti aggressivi osservati negli adulti, soprattutto se questi vengono rinforzati. Se l’adulto fosse stato premiato per l’aggressività, i bambini avrebbero imitato di più; se fosse stato punito, avrebbero imitato meno. L’esperimento ha evidenziato l’importanza del rinforzo vicario e del ruolo dei modelli nell’apprendimento sociale.
L’esperimento del piccolo Albert, condotto da Watson, ha mostrato come sia possibile indurre una risposta di paura tramite il condizionamento classico, associando un rumore forte a un oggetto neutro. Dopo alcune associazioni, il bambino manifestava paura anche solo alla vista dell’oggetto, senza bisogno del rumore.
Questi esperimenti oggi non sarebbero più accettabili dal punto di vista etico, poiché possono causare danni psicologici duraturi. La ricerca psicologica attuale è regolata da norme etiche molto restrittive, che tutelano il benessere e la dignità dei partecipanti. Ogni progetto di ricerca deve essere approvato da una commissione etica, che valuta la sicurezza e il rispetto dei partecipanti.
In passato, alcune ricerche hanno violato le norme etiche, come nel caso di uno studio su persone non vedenti a cui veniva fatto assaggiare un alimento sgradevole senza preavviso, per studiare la reazione di disgusto. Oggi, l’inganno nei confronti dei partecipanti è fortemente limitato e giustificabile solo in casi eccezionali e con precise garanzie.
Le norme attuali prevedono che ogni ricercatore presenti il proprio progetto a una commissione etica, che valuta la sicurezza e il rispetto dei partecipanti. Solo dopo l’approvazione è possibile procedere con la ricerca. Il ricercatore è responsabile del rispetto delle procedure e della tutela dei soggetti coinvolti.
Teoria della psicologia della Gestalt
Per la teoria della Gestalt è possibile rinvenire a un “atto di nascita”. I gestaltiani hanno condotto ricerche relative alla percezione, intelligenza, psicologia dello sviluppo e comparata alla psicologia dinamica e sociale. Per gli psicologi della Gestalt l’obiettivo primario era individuare le leggi di organizzazione dell’esperienza. La loro psicologia riprende una concezione formulata da Kant: la mente umana non è definita come una tabula rasa alla nascita del bambino, ma bensì viene considerata fornita e strutturata dalla conoscenza morale, dunque struttura attivamente la realtà secondo le sue tipiche leggi morali. La psicologia della Gestalt ha notevolmente influenzato Piaget.
Token economy (economia dei gettoni)
La token economy è un sistema di rinforzo che prevede l’assegnazione di premi simbolici (gettoni, smile, ecc.) ai bambini ogni volta che mettono in atto un comportamento desiderato. Il sistema si basa su un “contratto” tra educatore e bambino: il premio viene concordato in anticipo e viene dato solo se il comportamento viene effettivamente realizzato.
I premi devono essere motivanti per il bambino (ad esempio, andare al parco, mangiare la pizza, fare una torta insieme ai genitori) e devono essere limitati esclusivamente al raggiungimento dell’obiettivo stabilito. Il premio deve essere qualcosa che piace davvero al bambino e che sia riservato solo al raggiungimento del comportamento desiderato.
Il sistema prevede una struttura visiva (ad esempio, una tavoletta con smile) che aiuta il bambino a visualizzare i progressi e a comprendere il collegamento tra comportamento e premio. Questo metodo è particolarmente efficace anche con bambini molto piccoli e con bambini con DHD, poiché rende tangibile il percorso verso il premio. L’obiettivo è favorire la manifestazione dei comportamenti desiderati e ridurre quelli indesiderati, aumentando gradualmente la frequenza dei comportamenti positivi. Il rinforzo deve essere sempre proporzionato e il comportamento desiderato deve essere ben definito e comprensibile per il bambino.
La token economy può essere utilizzata anche per abituare i bambini a compiti quotidiani (es. lavarsi i denti senza fare storie) e per favorire l’acquisizione di abitudini positive. Col tempo, il comportamento desiderato tende a diventare più frequente anche senza la necessità di premi esterni.
Misurazione oggettiva del comportamento
Il comportamento deve essere valutato in modo oggettivo, utilizzando strumenti che permettano una misurazione precisa (ad esempio, strumenti graduati come la pollina).
I comportamentisti hanno evidenziato l’importanza di misurare il comportamento in modo oggettivo e quantitativo, rendendo la ricerca più scientifica e affidabile. La misurazione oggettiva consente di tradurre i comportamenti osservati in dati numerici, facilitando l’analisi e il confronto tra diversi soggetti o gruppi. È fondamentale poter quantificare il comportamento per poterlo confrontare e analizzare statisticamente, evitando valutazioni soggettive.
La misurazione oggettiva è alla base della validità dei risultati sperimentali e permette di replicare gli studi.
Piaget: impostazione generale
Jean Piaget è ritenuto il fondatore della psicologia dello sviluppo, poiché fu il primo a investigare sistematicamente l’evoluzione della mente infantile con un approccio osservativo. Utilizzò il cosiddetto “metodo clinico piagetiano”, basato su studi osservazionali diretti, soprattutto sui suoi tre figli, per trarre conclusioni che poi generalizzò a tutti i bambini, indipendentemente da contesto sociale o culturale. Questa generalizzazione universale è stata oggetto di critiche, in quanto non deriva da setup sperimentali controllati e può trascurare le differenze culturali e ambientali tra i bambini.
Il modello piagetiano è strutturato in stadi gerarchici, sequenziali e cumulativi: ogni stadio ingloba i precedenti e lo sviluppo segue una sequenza fissa, senza possibilità di salti o regressioni. Piaget attribuisce un ruolo attivo al bambino nella costruzione della conoscenza, vista come un processo dinamico di interazione tra soggetto e ambiente, regolato dai processi di assimilazione e accomodamento. Viene considerato un autore moderno perché anticipa molte tematiche centrali della pedagogia attuale: il bambino come soggetto attivo e costruttore delle proprie conoscenze; il concetto di “scaffolding” educativo (impalcatura); la zona di sviluppo prossimale, concetti ripresi poi anche da altri modelli come quello di Vygotskij.
Invarianti funzionali: assimilazione e accomodamento
- Assimilazione: il bambino applica schemi d’azione già posseduti a nuove situazioni, integrando informazioni nuove senza modificare la propria struttura cognitiva di base.
- Accomodamento: consiste nell’adattare e modificare gli schemi esistenti per inglobare nuove esperienze incompatibili coi modelli precedenti.
- Questi due processi, radicati nella formazione biologica di Piaget, sono attivi fin dalla nascita e costituiscono il motore fondamentale del cambiamento cognitivo e della crescita della conoscenza durante tutto lo sviluppo.
2 capitolo - Metodi di ricerca in psicologia dello sviluppo
Disegni di ricerca: longitudinale e trasversale
La psicologia dello sviluppo studia i cambiamenti che avvengono in funzione dell’età. È possibile fare ciò attraverso due tipi di disegni di ricerca: longitudinale e trasversale.
Disegno longitudinale: consiste nell’osservazione per un periodo medio lungo di bambini o adolescenti, per valutare i cambiamenti e lo sviluppo. È molto utile per studiare l’evoluzione di specifici comportamenti o abilità, ma è costoso e soggetto a problemi come la mortalità del campione (perdita di partecipanti
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