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Life skills – Le abilità che aiutano ad affrontare il quotidiano

Capitolo 1: L’autoregolazione

L’autoregolazione si tratta di capire in quali circostanze una data life skill deve essere attivata e di essere in grado di gestirla in maniera appropriata conoscendo le strategie opportune per applicarla. In realtà, abbiamo a disposizione tre approcci con i quali possiamo affrontare le situazioni che richiedono di valutare criticamente le informazioni, risolvere problemi, prendere decisioni, inventarci qualcosa di nuovo e comunicare:

Intuizione

Il primo approccio è quello intuitivo e si basa sulle sensazioni e impressioni che la situazione suscita nell’immediato. Questo ci permette di individuare rapidamente e senza sforzi ciò che è bene fare in quella circostanza. L’intuizione, come gli altri due approcci, ha vantaggi e limiti. Da un lato, ci permette di semplificare le situazioni perché la nostra attenzione è catturata soltanto da alcuni aspetti, e su questi ci concentriamo, e ci fa arrivare a una risposta o conclusione senza angustiarci troppo con dubbi e ragionamenti. In genere, però, non siamo né consapevoli di come siamo giunti a quella conclusione, né in grado di giustificare perché ci sembra la migliore.

Se l’approccio intuitivo ci rende soggetti agli errori che derivano dagli stereotipi e dai pregiudizi, tuttavia ha una sua utilità. Sono documentate ampie gamme di situazioni in cui l’affidarsi alle impressioni risulta essere un approccio efficace. È stato rilevato che gli studenti riescono a valutare le competenze di un insegnante osservandolo in azione soltanto per due secondi. L’azione di semplificazione compiuta dall’intuizione è utile per mettere gli aspetti in relazione tra loro, così da fornire una preliminare visione globale della situazione. In questo modo si possono compiere più operazioni simultaneamente, con un risparmio di lavoro mentale. Ciò è pertinente nei casi in cui occorre considerare molte informazioni.

Le regole del pollice

In alcuni casi abbiamo un certo tempo a disposizione, limitato ma sufficiente ad attivare il secondo approccio. Questo consiste nel richiamare semplici regole, principi, strategie che ci permettono di comprendere e valutare la situazione in tempi brevi, senza un eccessivo sforzo mentale e con una ragionevole probabilità di successo. L’uomo ha sviluppato delle strategie euristiche, dette anche “regole del pollice”, che consentono di valutare, giudicare e prendere una decisione compatibilmente con la complessità del compito e con i limiti della nostra mente.

Le strategie euristiche permettono di giungere più facilmente e più rapidamente a individuare un comportamento adeguato alla situazione. La maggior parte dei casi che affrontiamo nella vita di ogni giorno richiede di scegliere sulla base di poche informazioni e in un clima di incertezza. In queste situazioni le persone si affidano ad alcune regole che permettono di semplificare i problemi, dare giudizi, giungere a una decisione, regole che, anche se non sono perfette, ci consentono di cavarcela in maniera relativamente efficiente.

L’analisi

Il terzo approccio è quello analitico. È guidato dalla logica e richiede tempo e impegno. Questo modo di procedere assicura che tutti gli aspetti importanti della situazione siano stati presi in considerazione e accuratamente ponderati attraverso un esame critico.

Capitolo 2: Il pensiero critico

Una life skill molto utile è il pensiero critico. Può essere definito come la forma di pensiero che rende l’uomo attivo, dinamico, capace di riflettere e responsabile delle proprie azioni e del corso della propria esistenza. Il pensatore critico è anche colui che si pone in maniera aperta nelle relazioni con gli altri e che li tiene in considerazione quando prende delle decisioni. Si interessa fortemente dei punti di vista altrui e riflette su posizioni, credenze, pensieri e sentimenti dell’altro.

In base a quanto riportato dalle ricerche condotte al riguardo, le abilità essenziali per pensare criticamente sono sei, che corrispondono alle fasi attraverso cui procede questo tipo di pensiero. Le possiamo descrivere come se ciascuna di esse fosse traducibile in una regola del pollice, ossia un semplice schema di ragionamento da applicare nelle situazioni in cui è richiesto il pensiero critico:

  • Interpretazione: è la capacità di comprendere ed esprimere il significato di esperienze, dati, fatti, opinioni, regole, convenzioni, procedure o criteri.
  • Analisi: è la capacità di identificare relazioni tra affermazioni, concetti, descrizioni, domande.
  • Valutazione: consente di verificare la credibilità di informazioni, percezioni, credenze e opinioni. Permette anche di testare la logica delle relazioni tra espressioni ed eventi, evidenziandone punti di forza e criticità.
  • Inferenza: è centrale per trarre conclusioni ragionevoli, in quanto permette di ricavare conseguenze derivanti da dati, principi, affermazioni, opinioni, credenze precedentemente analizzati.
  • Spiegazione: è la capacità di presentare i risultati del ragionamento in modo coerente e persuasivo, giustificando adeguatamente il proprio pensiero, mettendo in evidenza le relazioni tra concetti, idee e decisioni.
  • Verifica: è l’abilità che permette il monitoraggio del modo in cui ho ragionato e dei risultati che ne derivano. Consente di analizzare i giudizi formulati, sottoponendoli al dubbio, allo scopo di validare o correggere i propri ragionamenti.

Il pensatore critico:

  • È curioso
  • Ricerca le informazioni rilevanti in maniera diligente
  • Pone attenzione ai diversi elementi in gioco, organizza le priorità, valuta pro e contro, riflette in maniera appropriata sul materiale che sta elaborando
  • Tiene in adeguata considerazione e comprende le opinioni degli altri
  • Si impegna a contrastare i propri pregiudizi, stereotipi e tendenze egocentriche
  • Sa esprimere questioni e fatti con chiarezza
  • Presta attenzione ai fatti oggettivi
  • È preciso
  • Persevera nonostante le difficoltà incontrate

Il pensiero critico consente un’analisi oggettiva delle informazioni che si hanno a disposizione in una certa situazione. Permette di valutare dati, esperienze e argomenti per costruire in maniera chiara e articolata le proprie idee e opinioni. Si basa sul tentativo di superare la parzialità delle informazioni in proprio possesso per...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristinacf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Confalonieri Emanuela.
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