PSICOLOGIA DELL’ARTE
Appunti delle lezioni
Ellenberg
L’origine della psicoterapia dinamica
Ellenberg ha scritto un testo sui precursori della psicanalisi, concentrandosi sulla questione
medica che precede la psicoterapia dinamica.
Ellenberg colloca le origini della psicoterapia molto lontano, nella figura di stregoni, guaritori,
sciamani, esorcisti.
Sono figure che utilizzavano la forza della parola per curare. La parola è uno strumento
magico che influisce sulla nostra dimensione psicologica.
La psicoterapia viene definita così, da Ellenberg, come primitiva insieme alle malattie
mentali.
-Teorie fondamentali primitive:
1) La malattia viene concepita come un oggetto che ci toglie l’equilibrio, ci fa male, e
che quindi deve essere estratto.
2) Assenza o perdita dell’anima, l’animismo lavora per recuperarla.
3) Estrazione dello spirito che ci rende inquieti, tramite esorcismo o spostamento.
4) Morte psicologica data dalla comunità, la quale sa della tua tua infrazione del taboo
(concetto di senso di colpa e peccato). La vergogna ha potere patogeno, ha origini
antiche ma è ancora molto attuale. La confessione funge da terapia nella liberazione
di un “peccato”.
La psicanalisi riscopre l’azione patogena del peccato e del senso di colpa, che provocano
sintomi anorganici.
Esistono diversi metodi rivolti alla guarigione:
-guarigione tramite la realizzazione di un desiderio come annullamento di una frustrazione.
-cura dello psicodramma tramite la teatralità (pratiche cerimoniali).
-cura tramite una forma di riconoscimento del malato (trattarlo come un re).
Sono tutte delle pratiche che hanno in comune l’elemento dell’ ipnosi.
Esistono altri metodi, come il dar voce al proprio dolore, tenerlo segreto ci avvelena l’anima.
La condivisione del dolore aiuta molto soprattutto se a riconoscerlo sono figure esterne e
autoritarie come medici, psicologi, psicanalisti o psichiatri.
La comparsa della psicoterapia dinamica (1775)
Nel 1775 assistiamo ad uno scontro tra lo psicoterapeuta Mesmer e l’esorcista Gassner,
ovvero il conflitto tra il mondo analitico-esoterico con quello moderno.
Mesmer
Si tratta di uno scontro nato dopo la pubblicazione da parte di Mesmer del suo sistema
esposto in 27 punti, il quale ha avuto grandissimo successo popolare ma non medico.
Le scoperte di Mesmer riguardano l’ipnosi e vengono raccolte nella cosiddetta proto
psichiatria, quella che antecede la dinamica.
Secondo Mesmer l’ipnosi può funzionare soltanto se colui che ipnotizza sia una persona
autoritaria, mentre le persone che sono abituate a ricevere ordini in maniera passiva sono le
più facili da ipnotizzare.
Charcot
Grazie a Charcot, medico francese, la nevrosi e l’isteria vengono riconosciute come malattie
valide e degne.
Charcot è stato medico e ipnotista, concepito da Freud come rivoluzionario.
Egli era famoso per la cura delle paralisi traumatiche da incidenti. Si tratta di paralisi ad
arti non danneggiate, quindi inspiegabili. Il paziente inoltre non era in grado di realizzare il
motivo per il quale si verificasse la paralisi. Si tratta di motivi psichici e non fisiologici, curati
da Charcot tramite l’ipnosi.
L’ipnosi però ha alcuni effetti collaterali, come l’attaccamento emotivo e sessuale tra medico
e paziente.
Charcot ha scoperto che la paralisi data da uno shock manda tutto ciò che il paziente fa nell’
inconscio, e il nostro corpo, per difesa, attua una razionalizzazione.
La razionalizzazione cerca di spiegare le cause di alcuni avvenimenti che non hanno
apparentemente un senso. Bisognerebbe affrontare i traumi senza aspettarsi qualche
spiegazione di facciata.
La paralisi si verifica perché il nostro corpo non è in grado di affrontare il trauma, così la
mente sviluppa un disturbo che rimanda in loop il trauma, per consentirci di superarlo, cosa
che poi non accade se non grazie all’aiuto medico.
Scuola di Nancy
E’ stata una delle più importanti scuole di ipnosi ad affascinare Freud.
Parliamo della Scuola Di Nancy fondata da Bernheim nel 1840, la quale parla per la prima
volta di “psicoterapia” grazie alla tecnica della suggestione, e non dell’ ipnosi.
Freud rimane affascinato da alcune affermazioni fatte da Bernheim, ovvero che la
suggestione è in grado di far ricordare ai malati ciò che è successo durante l’evento che ha
scatenato il trauma. L’ipnosi non è una tecnica completa come si pensava che fosse. Il
rimosso viene concepito come una sorta di amnesia, come quella infantile, che si è situata
nell’ inconscio.
Freud, da queste affermazioni, capisce che c’è ancora molto da lavorare all’interno del
mondo della psiche e dell’ inconscio.
L’immaginazione e l’arte
Freud riprende la teoria abbandonata da Mesmer, ovvero la teoria dell’immaginazione,
secondo cui anche il trauma è immaginazione.
L’immaginazione può essere potenzialmente traumatica creando dolore emotivo, ma al
tempo stesso può essere ciò che ci porta a rimuoverlo e condurre il dolore nell’ inconscio.
Esistono diversi metodi per indagare l’inconscio, ovvero il sonno tramite il sogno, il sonno
indotto (ipnosi), ma anche l’arte (come fece Jung nel suo Libro Rosso).
L’immaginazione, attraverso l’arte, può divenire la chiave per trovare una via di uscita dal
dolore.
L’artista Louise Bourgeois concepisce la sua arte come una cura per la sua salute mentale.
L’artista infatti ha il privilegio di poter entrare in contatto col proprio inconscio, di sublimare o
trasferire i conflitti nell’opera d’arte.
Funzioni dell’ inconscio
Nel Novecento vengono riconosciute quattro diverse funzioni dell’ inconscio: conservative,
dissolutive, creative, mito poietica.
1) Conservativa: l’inconscio immagazzina un gran numero di ricordi che
apparentemente la coscienza non è in grado di raggiungere.
2) Dissolutiva: in una prima parte alcune pratiche dell’uomo conscie (respirare)
diventano automatiche. La ripetizione è ciò che ci fa acquisire alcune abilità (arte).
Vengono concepite da Samuel Butler, alcune di queste attività, come tramandate a livello
genetico e quindi innate (contrapposizione Darwiniana).
Freud, a questo proposito, ritiene che esista una memoria arcaica determinata da una
discendenza della specie (alcuni traumi vengono tramandati da genitore a figlio).
Nella funzione dissolutiva rientra anche la suggestione post-ipnotica, ovvero ciò che fa sì
che il malato non sia consapevole di alcune sue azioni (come se fossero dei frammenti
scissi dalla sua persona).
3) Creativa: l’inconscio può dar vita a fenomeni che sembrano paranormali. La
criptomnesia è ciò che ci fa riportare a galla alcuni elementi che abbiamo assimilato
e poi “cancellato”. Si tratta di una sorta di plagio inconscio, ovvero una convinzione di
ciò che si fa come frutto della nostra mente.
4) Mitopoietica: nel nostro inconscio esistono alcune verità che creano poi miti e
fantasie realizzate all’interno del sogno.
Freud
Freud e la cultura contemporanea
La psicanalisi ha esercitato il maggior peso nella cultura contemporanea a Freud,
influenzando psicologia, letteratura (Joyce e Svevo), arte (movimento surrealista fondato dal
poeta Breton), filosofia e costumi.
Clima politico e culturale
Il clima culturale e politico in Austria e Europa di fine Ottocento è di tipo disciplinare e
repressivo, in particolar modo nei confronti delle donne. Il sistema è fortemente patriarcale
intriso di tabù sessuali.
E’ questo il contesto in cui Freud comincia le sue ricerche sull’isteria dando vita alla
psicoanalisi.
La psichiatria organicistica ottocentesca
Dopo la laurea in medicina, inizia una specializzazione in neuropatologia conseguendo un
periodo di pratica nei reparti di malattie nervose a Vienna.
Egli si confronta con la psichiatria del tempo, la quale spiegava i processi psichici in termini
anatomici-fisiologici (riducendo le malattie mentali a malattie organiche).
La dimensione privata e affettiva del paziente non era presa in considerazione.
Dalla neurofisiologia alla psicologia: la realtà dell’affetto
La medicina del tempo era di stampo positivista: interpretava tutti i disturbi della personalità
in chiave somatica, questo significava non prendere sul serio malattie come l’isteria, in cui
non erano rintracciabili lesioni organiche.
Freud si trasferisce così a Parigi, dove incontra e collabora con Charcot nel suo studio dell’
ipnosi come cura all’isteria.
Charcot però individua che alla base dei sintomi isterici esista una lesione corticale, men