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Progettare in contesti difficili

Una nuova lettura del quadro logico

A.Stroppiana

Introduzione

Si parlerà di “prog.” o “progettazione” soltanto riferendoci a interventi che si pongono di

migliorare, direttamente o indirettamente, le condizioni di vita di gruppi ben definito di

collettività facilmente individuabili. Direttamente, se i benefici toccano i destinatari nelle loro

esigenze immediate, indirettamente se il beneficio al destinatario è visto su tempi lunghi

indipendentemente dalla percezione dei beneficiari: in quest’ultimo caso spesso i beneficiari non

sono identificabili con precisione in quanto i benefici sono trasversali ai confini di singoli paesi o

regioni.

Vediamo la definizione della Comunità Europea che definisce prog.: “una serie di attività

finalizzate a produrre obiettivi chiaramente specificati, entro un periodo definito e con un budget

specifico”. Si fa notare che in tutte le definizioni di prog. non devono mancare i seguenti

elementi:

a. Obiettivi (benefici per beneficiari identificati);

b. Azioni;

c. Orizzonte spazio temporale;

d. Risorse.

Quindi diciamo che un prog. è è “un insieme di azioni tese al raggiungimento di benefici per

espliciti destinatari, in uno spazio e tempo definiti e con risorse determinate”.

prog. di sviluppo

In particolare definiamo un definendolo come un “insieme di azioni, parti di un

processo che non si esaurisce con il termine del prog., ma esige di continuare nel tempo”. Prog.

equivale a indurre un miglioramento della realtà di determinati soggetti beneficiari in un tempo

definito e in una prospettiva di lungo periodo.

Cosa si intende per contesto difficile

Intendiamo:

e. Un contesto nel quale si assista a una rilevante distanza di natura sociale, economica,

culturale o geografica tra i beneficiari e il consesso di attori pubblici, privati, enti

finanziatori e progettisti che si muovono in tale spazio e decidono di intervenire in tale

contesto. Alcuni esempi di contesto difficile secondo questa definizione sono quelli in cui

qualcuno decide di promuovere un prog. a beneficio di una categoria non facendone

parte.

f. Un contesto in cui chi promuove il prog. si attende una ricaduta sulla collettività intera

ovvero in cui i beneficiari ultimi a cui verrà migliorata la vita non costituiscono un settore

definito della società bensì rappresentano la collettività stessa con al suo interno tutte le

differenze.

Un prog. di sviluppo opera spessissimo in un contesto difficile.

Distinguiamo:

g. beneficiari finali: sono coloro che costituiscono la ragion d’essere del prog.; i soggetti le

cui condizioni il prog. si propone di migliorare attraverso il suo operato; spesso la loro

identità è espressa nel titolo del prog. o nella tematica d’intervento; in un prog. educativo

sono i giovani in età scolare;

h. beneficiari intermedi: sono invece i soggetti che il prog. può decidere di rafforzare in

quanto la loro interazione con i beneficiari finali è giudicata importante. Tali soggetti sono

quindi un valido strumento di sostegno ai beneficiari finali o di sostenibilità e

disseminazione dei benefici del prog. Sono spesso enti pubblici o enti che interagiscono

con i beneficiari finali a vario titolo come associazioni, agenzie dell’impiego, enti locali.

Esistono parimenti dei beneficiari su cui cade l’impatto del prog. durante e dopo la sua

final beneficiaries,

esecuzione. Essi vengono definiti in italiano potremmo definirli beneficiari

indiretti o a ricaduta ovvero quegli individui o gruppi le cui condizioni il prog. contribuisce a

migliorare come ricaduta positiva dei suoi benefici. Questi beneficiari indiretti possono essere

l’intera collettività di una regione o dei gruppi ben definiti. Se il prog. p. e. aveva come

beneficiari finali il potenziamento delle imprese di mobili di una regione, i beneficiari di ricaduta

potrebbero essere i disoccupati. 1

Alcune cause di fallimento del prog.

Le cause di fallimento di un prog. non sono correlate né al settore d’intervento né alle

caratteristiche geografiche, economiche, colturali in cui esso si svolge. Alcune tra le più frequenti

cause di fallimento di un prog. di sviluppo:

1. Scarso o inesistente coinvolgimento degli attori chiave nelle diverse fasi del ciclo di prog.,

con particolare attenzione alla fase di identificazione: coinvolgere gli attori chiave significa

mettere in primo i beneficiari finali e tutti quegli atri soggetti attraverso i quali il

cambiamento può transitare. Gli attori chiave troppo spesso non sono direttamente

coinvolti fin dall’inizio nelle fasi in cui il prog. si articola: il prog. nasce a tavolino, per

mano di un esperto progettista senza un idoneo processo di analisi e concertazione tra i

protagonisti del territorio.

2. Obiettivi confusi e spesso sovrapposti alle attività: se definiamo obiettivo come beneficio,

l’obiettivo diventa qualunque cosa si desideri, si faccia e si consideri positivo. Così la

frontiera tra obiettivo e attività si assottiglia fino a scomparire totalmente.

3. Monitoraggio basato solo sull’efficienza e ridotto a rapporti periodici:il monitoraggio è un

processo che accompagna la realizzazione di un prog. per anticipare il concentrarsi di

rischi e mettere in atto le manovre correttive che ne potrebbero salvare la vita. Il

monitoraggio è quindi una funzione strumentale al successo di un prog. e non può ridursi

a un rapporto periodico condannato quasi inevitabilmente a giacere inutilizzato nel

cassetto di colui che ne richiede la redazione. Si ricorda che il monitoraggio è una tra le

tante attività di un prog., viene fatta dal prog. stesso e dai suoi attori e nasce per aiutare il

prog. e raggiungere in modo più efficace ed efficiente i propri obiettivi.

4. Insufficiente attenzione ai fattori di rischio: l’attenzione al rischio e l’analisi dello stesso

appare impopolare perché ritarda i tempi di stesura definitiva del prog., può mettere in

forse le decisioni già prese, può dimostrare l’inutilità di attività che stanno a cuore a uno o

a più patner, chiama in causa pericoli o fattori che non si vorrebbero menzionare ai

soggetti preposti a finanziere il prog. o a farlo proprio, ma comunque è un elemento

necessario per progettare con successo.

5. Insufficiente considerazione di tutti i fattori di sostenibilità: la sostenibilità ha a che vedere

con la durata dei benefici nel tempo: la capacità di tali benefici di continuare a essere

fruibili nel tempo è strettamente collegata all’attenzione che viene data sia nel momento

della pianificazione,ma anche dell’esecuzione a una molteplicità di fattori tra cui vale la

pena sottolineare:

-il ruolo degli attori istituzionali;

-l’appropriazione del prog. da parte dei beneficiari finali;

-l’attenzione alle tecnologie messe in gioco con i costi e i vincoli che esse sottendono;

-la presa in considerazione degli aspetti ambientali, culturali e di genere;

-la capacità di gestione tecnica e finanziaria degli enti esecutori;

-la presenza di idonee risorse umane e/o finanziarie al di là del termine delle attività

Un prog. che crea benefici solo fintanto che è in piedi costituisce un completo fallimento.

Il progettista

Non ci può essere uno sviluppo sostenibile fintantoché i prog. saranno formulati a tavolino dagli

esperti di progettazione. Lo sviluppo non si può pianificare sul web o neanche nello spazio di una

notte o negli uffici di una società di consulenza. Se si trasferisce il monopolio della conoscenza e

dei processi decisionali fuori dalle mani di coloro che saranno i destinatari di ciò che il prog.

deciderà di raggiungere, ci si condannerà fon forte probabilità al fallimento.

Il ciclo o i cicli del progetto?

I manuali sulla progettazione amano riferirsi al ciclo di prog. presentato dall’UE in 6 fasi:

Va segnalato che la stessa commissione ha Programmati

soppresso la fase di finanziamento rendendo il ciclo

on

classico a 5 fasi. Evalutati Identifica

Adesso esporremo due cicli separati e distinti che

on tion

mostrano un’ottica diversa. Si tratta di due

diagrammi che si interfacciano abitualmente nel Mise en Instructi 2

oeuvre on

Financem

ent

panorama del mondo della progettazione. La differenza si basa sull’appropriazione (ownership)

del processo decisionale relativo ai passi in essi descritti.

Il primo diagramma, il ciclo del progetto, rappresenta le fasi attraverso cui passa il prog. dalla

sua nascita alla sua conclusione. L’ownership di ciascuna fase è in mano agli attori chiave ed

esecutori del prog. il secondo diagramma rappresenta i riferimenti esterni ovvero un ciclo che

non appartiene al prog. ma che gli può fare da sfondo se lo stesso decide di seguire le fasi. Un

terzo diagramma rappresenta le interconnessioni possibili, ma non necessarie, tra i due cicli.

Qualora un’organizzazione sia indipendente da finanziatori esterni sarà solo il primo diagramma

a descrivere le fasi attraverso cui i loro prog. transiteranno, tali interventi non saranno quindi

imbrigliati dentro i paletti posti dai riferimenti esterni ma seguiranno solo le tappe descritte dal

ciclo dl prog. La fase di definizione di settore rappresenta la

Definizio scelta del tema o settore d’intervento e sancisce la

ne natura del prog. Un prog. nasce sempre dalla

settore decisione di intervenire in un settore circoscritto;

se esso si rivolge a molti settori tra loro eterogenei

diventa un programma. Definire il settore vuole

Realizzazio Anali dire anche definire chi saranno i beneficiari finali

ne si del prog. Il terzo elemento che contraddistingue

Allocazione questa fase è la definizione del settore comprende

delle

Riformulazio la decisione sul “che cosa, chi e dove”. Le due fasi

risorse

ne che seguono di analisi e formulazione descrivono

Formulazio l’una (l’analisi) le tappe volte a definire i soggetti

Progettazio ne che parteciperanno al prog. Con le loro visioni

ne

esecutiva della realtà e le loro scelte sugli obiettivi da

raggiungere, l’altra (la formulazione) descrive i passi da fare per formalizzare i contenuti

progettuali in tutti i dettagli più importanti organizzati sul modello del Quadro Logico.

Ci sono progetti che, una volta maturata la decisone del finanziamento (definita allocazione delle

risorse), prima di entrare nella fase operativa, quella della realizzazione hanno bisogno di un

ulteriore fase di riformulazione o progettazione esecutiva.

In seno alla realizzazione si potrebbero distinguere le sottofasi del monitoraggio (che inizia e

finisce con la realizzazione delle attività) e della valutazione in itinere che rappresenta un

momento di riflessione sul prog. e di presa di decisioni strategiche, dato da uno sguardo esterno.

Nel secondo diagramma, sui riferimenti esterni, vediamo che nella fase di programmazione

vengono stabilite le linee a medio e lungo termine relative ai paesi o aree geografiche,e chiarite

le priorità di intervento in

termini settoriali, politici, Programmazio

ne

operativi e finanziari. La

programmazione viene Definizio

fatta dagli enti finanziatori ne

unitamente ai governi settore

Valutazione

centrali e locali. Nella Analis

finale Realizzazio Regolamentazi

regolamentazione i

(ex post) ne one

vengono stabilite le regole del

Formulazion

gioco, ovvero i pacchetti e

contenutistici e finanziari che

spesso si accompagnano con

Finanziamen

apposite linee guida e to

formulari di presentazione. Nel

finanziamento le decisioni vertono su quali proposte meritano di essere finanziate e a quali

condizioni. Nella valutazione finale o ex-post,infine, il prog. viene analizzato come banchmark

per trarre conclusioni relative a un eventuale nuova pianificazione strategica di medio-lungo

termine.

Le linee tratteggiate indicano i collegamenti tra il ciclo del prog. e il quadro di riferimento che

eventualmente lo accompagna. All’inizio del ciclo il cerchio il cerchio esterno fornisce input al

3

prog. e in parte ne condizione le fasi; dopo la fase di realizzazione è il prog. a fornire input al

cerchio esterno attraverso la valutazione finale o ex-post e condizionare almeno in parte la

programmazioni a venire.

1. Pianificare la destinazione - Fase di definizione del settore

Il settore della progettazione viene definito da chiunque ha interesse al miglioramento della

realtà, e pensa di produrre tale miglioramento tramite un prog., oppure chiunque veda in un

prog. che tocca un determinato settore della realtà un mezzo per raggiungere benefici per sé o

per la propria organizzazione di appartenenza.

1.1Come si formalizza un settore: cosa, chi e dove

Definire un settore significa definire su che cosa ci si concentra, chi ne verrà toccato

positivamente e dove si vuole produrre tale cambiamento. La definizione del settore non può

essere generica su nessuno di questi tre aspetti, nel senso che chiunque verrà coinvolto nel

progetto devve assolutamente avere chiarezza su questi tre punti. Un errore molto frequente è

quello di identificare il settore anticipando le attività o i prodotti che si ha in mente di creare. Il

settore quindi va scelto in modo chiaro, esplicito, vincolato a destinatari e localizzazione e

soprattutto definito senza indicare cose che si potrebbero dare per migliorarlo. Distinguiamo: le

tematiche in cui è ben definita una tipologia di beneficiari (giovani in cerca di prima

occupazione) che definiremo tematiche a target definito ovvero oriented; dall’altro lato le

tematiche incentrate su quei settori che toccano trasversalmente la popolazione intera di una

determinata zona (l’ambiente) che definiremo a target trasversale, cross cutting target.

1.2Come si sceglie il settore: l’analisi delle opportunità

La scelta di un settore e dei suoi elementi costitutivi passa attraverso l’analisi di opportunità:

tale analisi dovrebbe concentrarsi su diversi aspetti che chiamiamo elementi di analisi (fattori di

sostenibilità). Ciascun elemento di analisi potrebbe dare origine a un ventaglio di domande che

aiutano a selezionare il cosa, dove e chi. Un settore può essere selezionato perché ritenuto

strategico, perché risponde alla mission di chi decide di progettare, perché esiste esperienza

pregressa in quel settore o più banalmente perché ci sono finanziamenti disponibili. Un luogo

piuttosto che un altro o un target group piuttosto che un altro può essere preferito perché si

hanno maggiori informazioni al riguardo, oppure si è già lavorato in quella zona o con quelle

persone. Qualunque settore sia prescelto e qualunque sia la motivazione che ha spinto a

sceglierlo deve esistere una vera necessità di miglioramento (situazione di bisogno) e il prog.

deve esser fatto rientrare in una logica strategica di sviluppo per cui non si trovi a essere come

un’isola in mezzo al mare, ma diventi un tassello che si possa relazionare con altri tasselli in un

sistema organico e pianificabile. Nessun prog. da solo crea sviluppo, ma può concorrere a crearlo

solo se non è abbandonato a se stesso.

Elementi di analisi Momento dell’analisi Domande chiave per un analisi di opportunità

Occasioni offerte e vincoli Prima di ogni definizione -Quali territori, settori, beneficiari sono prioritari per

posti da eventuali gli enti finanziatori?

finanziatori -Quali sono prossimi ad essere lanciati?

Coinvolgimento istituzioni Prima di ogni definizione -Ci sono con cui sussistono canali relazionali o

e attori chiave comunicativi preferenziali?

-Ci sono localizzazioni geografiche su cui si ha

maggiore probabilità di successo?

Politiche e normativa Dopo aver definito la -Dato un determinato territorio, ci sono politiche che

esistente in fieri localizzazione in termini potrebbero facilitare la vita ad un prog. in aree

ampli ed eventuali diversi specifiche?

settori -Ci sono criticità evidenti per qualche tipologia di

beneficiario?

-Ci sono opportunità evidenti o latenti che le leggi e

norme locali potrebbero offrire o appoggiare?

Capacità tecniche dei Dopo aver definito la -Si possono sfruttare le conoscenze esistenti sul

diversi soggetti localizzazione in termini territorio dai diversi soggetti chiave per massimizzare

ampli ed eventuali diversi l’efficacia dell’intervento?

settori Quali settori o target groups permettono di

massimizzare le capacità o le eccellenze presenti?

Fattori culturali e sociali Sgrossate le 3 variabili -Quali sono le particolarità culturali e sociali del

onde definirle meglio e target group selezionato?

prima della fase di analisi -Quali opportunità possono offrire le particolarità

evidenziate? 4

Problematiche di genere Sgrossate le 3 variabili -Come si po’ massimizzare un approccio orientato al

onde definirle meglio e genere mixando al meglio le tre variabili luogo,

prima della fase di analisi settore e destinatari?

-Cosa offre il contesto selezionato per massimizzare

la possibilità di offrire pari opportunità di genere?

Fattori da analizzare in momenti successivi

Fattori ambientali Dopo la scelta delle attività

Situazione del mercato Dopo la scelta delle attività

Appropriatezza delle Dopo la scelta delle attività

tecnologie

Disponibilità economiche Dopo la scelta delle attività

Una volta definito il settore, il primo dovere di chi si sta avviando in questo processo è quello di

cercare e mettere insieme tutta l’informazione disponibile sua sulla tematica sia sul territorio che

sui beneficiari scelti e informarsi sui contenuti di tale base conoscitiva.

1.3La molla che spinge alla scelta: l’interesse

Le modalità di approccio al prog. faranno si che questo sia più o meno vincente: l’interesse di cui

si parla

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher serenafrancesca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di principi e fondamenti del servizio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Salierno Rosalba.

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