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​

M

odulo 1 - “itinerario pedagogico”​

​STRUTTURA DELLA PEDAGOGIA​

​Educazione​

​:​

​La parola educazione viene da 2 verbi latini:​

​-​ ​“​

Educere​

​” = trarre fuori, sviluppare. Questo trarre​​fuori può significare più cose a​

​seconda dell’interpretazione:​

​●​ ​In religione: trarre fuori l’anima dai limiti del corpo.​

​●​ ​In pedagogia: trarre fuori le potenzialità di ciascuno, tramite l’educazione.​

​Queste potenzialità, col tempo, diventeranno risultato.​

​In questo caso, l’attenzione è posta sul soggetto da educare.​

​-​ ​“​

Educare​

​” = formare, dare forma, far conseguire una​​forma. Questo può avere​

​significato di:​

​●​ ​Adattamento e di plasmazione (andando oltre la naturalità del processo​

​educativo).​

​●​ ​Aiutare ad acquisire una forma, per cui la guida è necessaria solo per non​

​abbandonare il processo.​

​●​ ​Conformare, per cui si mette in risalto il ruolo dell’autorità che interviene​

​sull’educato facendolo conformare a forme precise di socializzazione.​

​In questo caso, l’attenzione è posta sull’educatore.​

I

​

n generale, l’educazione è qualcosa di essenziale per l’uomo, che costituisce l’essere​

​umano.​

​Esistono inoltre 2 tipi di educazione, entrambe con lo scopo dell’aspirazione al​​meglio​

​:​

​-​ ​Non scelta​

​, che si presenta in maniera naturale e​​inintenzionale. Qui l’aspirazione al​

​meglio comporta una bontà da parte della natura. Il soggetto dell’educazione è infatti​

​sottoposto alla​​legge di natura​

​, ovvero ha un bisogno​​naturale di una guida che si​

​imponga e attui l’educazione. È una legge universale e​​oggettiva​​, che richiede da​

​parte dell’uomo imitazione, obbedienza e adattamento. È quindi una legge​

​impositiva, alla quale ci si può opporre (andando contro la legge) ma si è poi​

​condannati (condanna necessaria per ripristinare l’ordine cosmico). [Educazione​

​tradizionale e conservativa]​

​-​ ​Scelta​

​, voluta ed intenzionale. Qui l’aspirazione​​al meglio è più profonda e veritiera.​

​Questo tipo di educazione segue la​​legge dell’utile​

​,​​in quanto ritiene che l’educazione​

​sia soprattutto legata alla propria naturale esperienza, rendendola completamente​

​soggettiva​​, ma anche discontinua. [Educazione Innovativa].​

​Comunque, entrambe le prospettive sono legate all’obiettivo dell’educazione: far diventare​

​un soggetto un vero e proprio cittadino. L’educazione è dunque un percorso formativo di​

​civilizzazione, intesa come imparare a stare in società, assumendo dei​​ruoli​

​, senza i quali​

​nessuna società potrebbe sopravvivere.​

​

P

edagogia​

​:​

​Pedagogia = “pais” (figlio) + “ago” (condurre, spingere, mandare avanti): condurre un​

​bambino durante la sua formazione.​

​La pedagogia è dunque il sapere che si occupa dell’educazione; riflessione sull’atto​

​educativo; indaga i rapporti reali e possibili tra il Sapere (ovvero la teoria) e l’Azione (ovvero​

​la prassi).​ ​1​

​Il sapere, che ha sempre una sua struttura ed organizzazione, si può presentare in 2 modi:​

​-​ ​Come​​constatazione - narrazione​​della prassi: ovvero​​come descrizione dell’evento​

​educativo.​

​-​ ​Come​​principio - regola​​della prassi: ovvero come​​indagine del principio educativo.​

​La struttura di questo sapere è dunque chiamata pedagogia, in quanto la relazione tra​

​questo sapere (pedagogia) e la prassi di cui vuole occuparsi (educazione) è inevitabile.​

​

S

truttura della pedagogia​

​:​

​La pedagogia si basa su 3 ambiti, che sono fondamentali per la prassi:​

​-​ ​Antropologia​

​: che che si focalizza sul soggetto dell’educazione​​(educando).​

​-​ ​Teleologia​

​: che si focalizza sul fine, sullo scopo,​​dell’educazione.​

​-​ ​Metodologia​

​: che si focalizza sui metodi, sulla didattica,​​dell’educazione.​

​

A

ntropologia​

​:​

​Già nella società antica, si utilizzava il mito per educare l’uomo. Si parlava di legge cosmica,​

​di fato, di destino. La figura dell’anziano era colui che, in quanto ricco di esperienze, era in​

​grado di trasmettere dei valori e, dunque, era portatore del diritto e del dovere di educare.​

​Le leggi, le norme, le regole di condotta venivano decise dall’autorità, e l’educando veniva​

​educato a rispettarle.​

​Il soggetto educatore è, dunque, il costruttore e garante della prassi, sotto al quale tutti​

​devono sottostare (in quanto la sua autorità è oggettiva e indiscutibile).​

​Tuttavia, per secoli il sapere pedagogico ha trascurato che, perché l’educazione sia efficace,​

​l’educando deve accogliere e accettare consapevolmente il sapere trasmesso.​

​

D

a quando la pedagogia ha ritenuto di potersi ritenere autonoma (circa nel 1700), e dunque​

​non essere più legata alla filosofia, alla sociologia (etc.), si è riconosciuto il vero protagonista​

​dell’educazione: l’educando, l’unico capace di raccogliere il sapere dell’educatore.​

​Con il marxismo si è andata a rifondare l’educazione basata sull’autoritarismo della “classe​

​sociale”, ma quest’ideologia si è rivelata utopica.​

​

A

nche l’affiancamento di altre scienze ausiliarie alla pedagogia (es: antropologia, psicologia,​

​sociologia, storia), ha contribuito ad una migliore considerazione dell’uomo singolo come​

​protagonista dell’educazione. Anche l’istituto scolastico si è dichiarata “scuola su misura” per​

​il singolo. Queste teorie comportano che il rapporto io-tu sia inevitabile, ed il tu sia​

​essenziale per la comprensione e l’esistenza stessa dell’io. Il rapporto tra educatore ed​

​educando, dunque, è diventato reciproco, e i due attuano una dialettica.​

​

T

eleologia​

​:​

​L’ambito teleologico riguarda gli obiettivi e i fini dell’educazione, che vengono sempre​

​perseguiti (anche se non intenzionalmente).​

​L’agire educativo viene realizzato secondo le 3 modalità della prassi:​

​-​ ​Volere​

​: conduce a scelte e decisioni, ma potrebbe​​annullarsi nella volontà di non​

​volere.​

​-​ ​Dovere​

​: obbliga o impone, provocando la personale​​responsabilità.​

​-​ ​Potere​

​: permette a dovere e volere di realizzarsi,​​e se la situazione non lo rende​

​operante, questo si rifugia nell’ideale o nell’utopia.​ ​2​

​

G

li obiettivi dell’educazione, devono essere dunque intesi come​​Valori​

​. Ed è proprio la​

​volontà che rendono questi obiettivi dei valori (che siano etici, religiosi, politici, …).​

​Secondo Aristotele infatti, i fini-obiettivi sono considerabili valori quando rendono l’uomo​

​virtuoso​

​, più umano, permettendogli di realizzarsi​​al meglio.​

​Per questo, il termine educazione viene inteso anche come​​formazione​​dell’uomo in quanto​

​uomo per arrivare al​​ben-essere​

​.​

​Inoltre, i valori perseguiti dalla pedagogia, devono anche tutelare quella che è la dignità della​

​persona.​

​

P

er cui, per educare l’uomo, il sapere pedagogico deve porsi sotto una​​visione​

​trascendentale​

​, altrimenti l’educatore non potrà capire​​la volontà dell’educando (e dunque​

​non ci sarebbe un’educazione biunivoca).​

​

M

etodologia​

​:​

​Già dall’antichità, il termine “​

​logos​

​”, oltre ad indicare​​“pensiero”, significa anche “parola” e​

​intende la​​costruzione del “discorso”​​(anche in rapporto​​agli obiettivi da realizzare).​

​Esistono 2 tipi di discorso:​

​-​ ​Discorso​​dimostrativo​

​: quando mira alla ricerca del​​vero, e dunque alla negazione​

​del falso (considerato errore).​

​●​ ​Può anche essere inteso come percorso metodologico per arrivare all’uno,​

​ovvero il vero.​

​●​ ​Usato per confrontare opinioni personali con quelle altrui, per cui è la ricerca​

​del dialogo e degli strumenti adeguati per far considerare il proprio punto di​

​vista. Usa perciò la​​dialettica​

​, con lo scopo di dichiarare​​e dimostrare.​

​-​ ​Discorso​​descrittivo​

​: quando si rivolge alla molteplicità​​delle cose.​

​●​ ​Usato per descrivere ciò che si ha intorno.​

​●​ ​Utilizza la​​retorica​

​, con lo scopo di persuadere e​​convincere.​

​Esistono 2 modi per considerare il rapporto pedagogia-educazione:​

​-​ ​Pedagogia​​sulla​​educazione​

​: (tipologia prettamente​​storica) considera ciò che è​

​avvenuto. Questo rapporto dovrà dunque tener conto della documentazione, della​

​testimonianza, e dei giudizi formulati nel passato.​

​-​ ​Pedagogia​​della​​educazione​

​: (tipologia progettuale​​e orientativa) considera ciò che​

​potrà o dovrà realizzarsi. Questo rapporto dovrà tener conto della realizzazione​

​imitativa di ciò che viene prescritto.​

​

L

a​​didattica​​è l’utilizzo di mezzi e strumenti adeguati​​per realizzare un evento educativo.​

​Questi strumenti possono essere naturali, oppure c’è bisogno di costruirli, organizzarli ed​

​usarli secondo un progetto.​

​Ci sono 2 tipi di didattica:​

​-​ ​Didattica oggettiva​

​: riflette sugli strumenti e sul​​metodo in sé per sé, che sono​

​oggettivi.​

​-​ ​Didattica soggettiva​

​: riflette sull’aspetto delle​​capacità e delle potenzialità del​

​soggetto educando.​ ​3​

​

S

e le 2 didattiche non si incontrano, l’una ignorando l’altra, si insegnerà in modo corretto, ma​

​non si avrà un adeguato apprendimento (nel caso si usi solo la didattica oggettiva). Oppure,​

​si avrà apprendimento, ma il sapere non sarà presentato in modo scientifico (nel caso si usi​

​solo la didattica soggettiva).​

​Per questo, entrambe le didattiche devono essere tenute in considerazione.​

​

N

ella didattica è fondamentale lo strumento linguistico, così da garantire la comprensione.​

​È difatti il primo obiettivo della didattica conoscere e comprendere il significato delle parole​

​usate. È importante insegnare e apprendere i termini e le strutture linguistiche, così che la​

​comprensione del sapere sia su più livelli​​e categorie​​(come quelle di Aristotele: sostanza,​

​quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, …, che offrono le indicazioni di qualsiasi discorso​

​si voglia intraprendere).​

​Questo è il principale motivo per cui, oltre lo studio della propria lingua madre, è auspicabile​

​aggiungere la conoscenza di altre lingue particolarmente diffuse.​

​

R

apporto educativo​

​:​

​Nella prassi educativa è sempre presente il tema del​​rapporto​​tra educatore e educando.​

​Esistono 2 tipi di rapporto:​

​-​ ​Unidirezionale​

​: da educatore ad educando; O da educando​​ad educatore. In questo​

​rapporto, uno prevale sull’altro.​

​●​ ​Se si ha un’​

​azione dell’educatore sull’educando​

​, quest’ultimo​​è visto come​

​vaso da riempire, per cui è un'educazione​​passiva​

​.​​Si crea una dipendenza​

​dell’educando dall’educatore; in quanto l’educando è colui che non sa e non​

​ha esperienza, mentre l’educatore autoritario ne ha (maggiormente),​

​rendendosi garante dell’agire educativo.​

​●​ ​Se si ha un’​

​azione dell’educando sull’educatore​

​, l’educando​​vede solo i​

​propri bisogni e interessi, rendendoli gli unici protagonisti della prassi​

​educativa. Per crescere, l’educando si rende autonomo e indipendente​

​dall’educatore.​

​-​ ​Bidirezionale​

​: da educatore ad educando; E da educando​​ad educatore (si ha una​

​reciproca interdipendenza​

​). In questo rapporto, entrambi​​agiscono sull’altro,​

​entrambi diventano soggetto di educazione. Si cerca un compromesso:​

​●​ ​L’educatore non dà risposte immediate all’educando, bensì guarda oltre per​

​permettere una didattica continuativa nel tempo.​

​●​ ​L’educando perciò si migliorerà perché i suoi bisogni non verranno subito​

​soddisfatti; mentre l’educatore amplia e varia le sue esperienze.​

​In questo rapporto si crea così una​​sinergia​​tra i​​due soggetti.​

​(Sinergia = essere talmente preso dall’altro da capirlo e sentire ciò che sente,​

​rendere gli scopi di uno gli scopi dell’altro).​

​Inoltre, questo rapporto reciproco vuole privilegiare l’​

​educazione sociale​

​, ovvero​

​insegnare all’uomo la civiltà, così che possa essere un buon cittadino (tramite​

​l’attribuzione di ruolo e lo svolgimento di attività professionali che l’uomo deve​

​esercitare in società).​ ​4​

​

L

’educazione non può essere semplicemente il mezzo necessario al superamento di​

​qualsiasi contrasto. Questo perché se la relazione tra i due soggetti di basasse solo su​

​contrasti e dissensi, il livello educativo sarebbe di nuovo legato alla dipendenza di uno​

​dall’altro, in quanto i contrasti si risolverebbero con la​​vittoria del più forte​​(autorità e​

​potere)​​sul più debole​​(libertà ed autonomia).​

​Dunque, c’è sempre bisogno di trovare un​​accordo​​o​​un compromesso che venga, almeno​

​parzialmente, accettato da entrambi i soggetti, in modo da affrontare insieme il comune​

​obiettivo dell’educazione con strumenti da entrambi utilizzabili. Questa è una prospettiva che​

​elimina qualsiasi tipo di sottomissione dell’uno all’altro, dando ad entrambi i soggetti​​pari​

​dignità e libertà​

​.​

​

L

’incontro tra io e tu, che porta alla sinergia​

​:​

​La Sinergia, ma anche l’esperienza comunicativa dell’io con l’altro, nasce dall’​

​incontro​​con​

​l’altro.​

​L’incontro è un “autentico miracolo”, in quanto solo la semplice presenza dell’altro crea una​

​dimensione sottile, dove l’io e il tu si espongono completamente e riescono a realizzarsi. L’io​

​e il tu qui si annullano completamente, così da riuscire a vedere e capire veramente l’altro.​

​(Il comprendere l’altro è infatti il primo obiettivo dell’incontro stesso).​

​L’incontro è come un “urto” che comporta che uno senta l'altro dentro di sé, e che riconosca​

​nell’altro una fame (una voglia di donarsi, una necessità di essere capito).​

​Se questo non avviene, si attua un​​non-incontro​

​.​

​

A

nche la conoscenza di sé stessi è legata all’incontro con l’altro. Se l’incontro non dovesse​

​avvenire, si corre il rischio di non conoscersi veramente, di non avere la consapevolezza di​

​sé stessi.​

​

D

INAMICA EDUCATIVA​

​Modelli educativi​

​:​

​Esistono 3 modelli educativi:​

​1.​ ​Educazione negativa​​di Rousseau: si basa sull’​

​assecondare​

​.​​Infatti, l’educatore​

​deve lasciare libero l’educando. Tuttavia, è una libertà fittizia, in quanto l’educatore​

​gestisce l’educando, lo dirige (es: Metodo Montessori). Lo scopo di quest’educazione​

​è di far diventare l’uomo un​​Buon UOMO​​.​

​Vi è dunque un​​puerocentrismo​

​, ovvero l’educando è​​al centro dell’educazione.​

​Questo tipo di educazione può avere degli effetti negativi, come lo spontaneismo e​

​l’individualismo.​

​2.​ ​Educazione positiva​​di Durkheim: si basa sull’​

​intervenire​

​.​​Infatti, l’educazione​

​viene imposta all’educando, il quale apprende passivamente. Lo scopo di​

​quest’educazione è di far diventare l’uomo un​​Buon​​CITTADINO​​.​

​Vi è dunque un​​magistocentrismo​

​, ovvero l'educatore​​è al centro dell’educazione,​

​che istruisce l’educando secondo regole precise prestabilite dalla società.​

​Questo tipo di educazione può avere degli effetti negativi, quali l’autoritarismo e la​

​persuasione, po

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ari0904 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Costa Cosimo.
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