Patologia generale 13-03-2023
Degenerazioni cellulari
Degenerazioni cellulari: (vedere sul libro bene cosa provoca lo stress cellulare – apoptosi – necrosi) dal latino degenerare = guastare.
Noxe patogene di origine esogena o endogena. Stato degenerativo cellulare: alterazione in senso peggiorativo del metabolismo cellulare. Conseguenza di un danno cellulare, indotto da un agente patogeno che determina una lesione biochimica.
Non sempre il danno cellulare produce un’evidenza morfologica apprezzabile. Ciò può avvenire anche nelle fasi iniziali del danno. Danni cellulari patogeneticamente differenti possono produrre evidenze morfologiche simili.
Lesione biochimica
Lesione biochimica: danno cellulare preliminare o alterazione metabolica precoce (non sempre dimostrabile sul piano microscopico) che condiziona secondariamente il trasporto, la sintesi e l’accumulo di materiali abnormi. Può verificarsi per:
- Deficit di substrato / molecole essenziali
- Competizione con il substrato
- Assenza di un gene assenza dell’enzima (enzimopatie)
- Mancato/carente funzionamento di un enzima (inibizione enzimatica o assenza di coenzima)
Effetti: Inibizione di reazioni metaboliche di importanza vitale per la cellula o il cui prodotto finale costituisce sostanza essenziale per altra reazione metabolica vitale. Eccesso di substrato che si accumula può essere tossico o interferire con l’attività di un altro enzima.
Lesione biochimica secondaria → Espressione fondamentale delle varie degenerazioni:
- Rigonfiamento della cellula (aumento di volume accompagnato da modificazioni regressive degli organuli e da accumulo di sostanze di varia natura)
- Organo colpito aumentato di volume e più pallido della norma ≠ Ipertrofia
- Aumento del volume cellulare accompagnato da aumento dimensionale e numerico di normali organuli
- Aumento di funzione dell’organo interessato
Classificazione in base al tipo di accumulo
- Acqua
- Proteine
- Lipidi
- Glucidi
Stimoli dannosi che fanno peggiorare il metabolismo: cellula degenerata che ha subito un danno appare con un rigonfiamento cellulare. C’è accumulo di sostanze che non riescono ad essere smaltite o che si accumulano per alterazione di una o più vie metaboliche. Questo aumento di volume cellulare può risolversi, con la condizione dannosa che viene meno e la cellula può riprendere le condizioni normali. Se non riesce a mantenere la propria vitalità, si passa allo stato degenerativo. La cellula si lisa, questo evento porta alla attivazione della infiammazione.
Degenerazioni da prevalente accumulo di acqua
- Rigonfiamento torbido
- Degenerazione idropica
- Degenerazione vacuolare e deg. globiforme / palloniforme
Rigonfiamento torbido: ++ fegato, rene e miocardio ++ stati tossici e tossinfettivi di varia natura, ipertermia. All’esame microscopico: aspetto torbido (per deposito diffuso di proteine) e granuloso (per → tumefazione dei mitocondri) deficit energetico. → Forma più precoce e più lieve di sofferenza cellulare molto spesso reversibile; talvolta fase di passaggio verso degenerazioni più gravi (es. steatosi).
Degenerazione idropica: fenomeno degenerativo per maggiore diffusione di H2O nelle cellule per fenomeni osmotici “edema intracellulare”. Degenerazione caratteristica degli epitelio (++ epitelio renale per squilibri elettrolitici) e degli endoteli. Aspetto microscopico: citoplasma aumento di volume, rarefatto e scolorato, (uniforme imbibizione liquida, assenza di vacuoli). → Aspetto simile a cellula vegetale.
Disfunzioni della pompa sodio-potassio: alterazione della permeabilità selettiva delle membrane cellulari (es. stati di shock, sostanze tossiche, squilibri elettrolitici, ecc.)
Patogenesi:
- Azione diretta sulle membrane cellulari
- Azione indiretta per interruzione respirazione cellulare e glicolisi
→ Deg. Piumosa o reticolare degenerazione idropica degli epatociti da stasi biliare prolungata (effetto citotossico degli acidi biliari).
Degenerazione vacuolare: caratterizzata dalla presenza di vacuoli intracitoplasmatici che contengono una soluzione acquosa di albumine di derivazione plasmatica: ++ fegato, rene, miocardio ++ deficit di ossigeno (ipossia) → variante degenerazione globiforme o palloniforme. Associata a lesioni esantematiche virali. (Possibili anche cause non virali: es. radiazioni solari; acidosi ruminale).
Cellule bersaglio: cellule dello strato spinoso degli epiteli pavimentosi pluristratificati (es. epidermide, lingua, esofago, rumine, ecc). Lesione di base in varie malattie virali caratterizzate da formazione di vescicole (malattie vescicolari). → Possibile reperto istologico associato a corpi inclusi.
Epatopatia vacuolare da glicocorticoidi del cane
“Epatopatia steroidea”; ipercorticalismo endogeno o iatrogeno. Epatociti palloniformi, diafani, diametro maggiore di circa 20 volte rispetto al diametro normale, ripieni di vacuoli contenenti prevalentemente glicogeno.
Degenerazioni da accumulo di glucidi
Glicogenosi ereditarie:
- Tipo I – Malattia di Von Gierke: Epatorenale, difetto glucosio-6-fosfatasi
- Tipo II – Malattia di Pompe: Diffusa, difetto 1,4 glucosidasi
- Tipo III – Malattia di Cori: Diffusa, difetto amilo-1,6-glucosidasi
Forma analoga, ereditaria, nel pastore tedesco, accumulo in epatociti, cellule muscolari striate e lisce, neuroni e cellule gliali. Mannosidosi: carenza ereditaria enzima lisosomiale alfa-mannosidasi (vitelli Angus, Australia e Nuova Zelanda). Atassia, tremori, aggressività, morte entro primo anno di vita.
Degenerazioni da accumulo di proteine
- Degenerazione ialina
- Degenerazione mucosa
Il bersaglio sono gli epiteli. Da non confondere con omonimi processi regressivi delle sostanze intercellulari dei tessuti connettivi (ialinosi, rigonfiamento/degenerazione mucoide).
Degenerazione ialina: le prime proteine a passare sono le albumine. Comparsa nel citoplasma di "gocce ialine" composte di glicoproteine:
- Omogenee
- Amorfe
- Compatte
- Acidofile
- PAS+
→ Esempi: tubulonefrosi a gocce ialine, ialinosi tubulare + cilindri ialini coaguli proteici nei lumi tubulari. Ciò porta alla proteinuria.
- Corpi di Councilman (stato di sofferenza degli epatociti)
- Corpi di Mallory (epatopatie tossiche o carenziali – alcolismo cronico)
- Corpi di Russell (plasmacellule)
Degenerazione mucosa degli epiteli: Accumulo di mucine in cellule epiteliali che normalmente non ne producono, ma che acquistano attività secretoria in conseguenza di:
- Flogosi catarrali croniche delle vie aeree e del tubo gastroenterico
Considerata una forma di metaplasia ghiandolare. Es. c.d. enterite mucoide del coniglio.
Degenerazioni da accumulo di lipidi
Accumulazione patologica di lipidi (lipidosi) in cellule dove normalmente i lipidi non sono svelabili con i comuni metodi istochimici. Non sono considerate lipidosi:
- Iperplasie localizzate di cellule adipose (lipomatosi o adiposità) (sedi sottocutanee o viscerali)
- Distrofia muscolare lipomatosa
Lipidosi degenerative: classificazione:
- Steatosi o degenerazione grassa propriamente detta (lipidosi da grassi neutri) = accumulo di lipidi in cellule che normalmente li metabolizzano ma che hanno subito un danno (fegato, rene, miocardio)
- Xantomatosi (localizzate – es. aterosclerosi o sistemiche)
- Sfingolipidosi (es. lipodistrofie cerebrospinali)
Tesaurosi lipidiche: da colesterolo o colesteridi, fosfolipidi, sfingolipidi = solitamente condizionate da paralisi di sistemi enzimatici lisosomiali – carenze enzimatiche ereditarie.
Steatosi: accumulo di grassi neutri (trigliceridi) in cellule che normalmente li metabolizzano. → Epatica: frequente in quanto l’epatocita è implicato nella sintesi delle lipoproteine. → Extraepatica: in organi che catabolizzano i lipidi (rene, miocardio, muscoli scheletrici).
Presenza di gocciole che aumentano di volume, tendono a fondersi e a spingere il nucleo alla periferia. Otticamente vuote con i comuni metodi istologici. Colorazioni istochimiche speciali: Sudan III, Sudan nero, Rosso scarlatto e Oil Red 0.
Steatosi epatica
- Aumento di volume dell’organo
- Colorito giallastro, pallido
- Rammollimento untuoso
Tende a lacerarsi mentre lo si maneggia.
Meccanismi patogenetici:
- Blocco dell’utilizzo (sintesi delle lipoproteine) di trigliceridi introdotti e/o sintetizzati in quantità normale
- Aumento dell’introduzione e/o sintesi dei trigliceridi (sintesi di lipoproteine nella norma o non pari al sovraccarico lipidico)
Cause steatogene:
- Tossiche
- Ipossiche
- Dietetiche
- Ormonali
1) Da lesione primitiva degli epatociti (cause tossiche, ipossiche, carenziali) 2) Da aumentato apporto (diete iperlipidiche, fattori ormonali).
Steatosi tossiche
Sostanze tossiche di varia natura, anche di origine batterica. Patogenesi: blocco in qualche punto della conversione dei trigliceridi in lipoproteine.
Steatosi ipossica
Diminuita disponibilità di ossigeno. ++ difetto di ossidazione di acidi grassi (blocco ossidativo) → anemie gravi, malattie emolitiche, insufficienza cardiaca. Turbe circolatorie con ischemia o iperemia passiva locale.
Steatosi dietetica
- Diete iperlipidiche (iperlipemia)
- Diete carenti di proteine
- Diete carenti di fattori lipotropi (capaci di favorire lo smaltimento dei grassi dal fegato – es. colina e metionina)
- Diete carenti di acidi grassi insaturi
- Diete carenti di vitamine: es. vit. B12, E, B5 (acido pantotenico) e H (biotina)
Steatosi ormonale
- Adrenalina e noradrenalina, catecolamine quindi
- ACTH
- Tiroxina
- Cortisone
- Carenza di insulina
Catecolamine e cortisone: → → → attivazione di adenilciclasi > AMPc attivazione della lipasi inattiva liberazione acidi → grassi iperlipemia (anche l’azione di ACTH e tiroxina (ipertiroidismo) sarebbe mediata dalle catecolamine).
Deficit di insulina (diabete mellito): difettoso utilizzo dei glucidi e aumento dell’utilizzo → → energetico dei grassi di deposito > scissione lipidi dalle cellule adipose eccesso di acidi grassi convogliati al fegato.
Distribuzione all’interno del lobulo:
- Iperlipemia lobuloperiferica
- Ipossinemia centrolobulare
- Tossica e da carenza di fattori lipotropi “diffusa”
Steatosi extraepatica
Organi colpiti: rene, miocardio, muscolo scheletrico. Patogenesi: diversa dalla steatosi epatica poiché non legata a difetti del metabolismo ma del → catabolismo dei grassi steatosi per difettosa combustione dei lipidi.
Cause: Danno tossico o ipossico, blocco ossidativo dei mitocondri, accumulo di trigliceridi.
Necrosi
→ Morte cellulare intravitale, conseguente a danno cellulare irreversibile. Morte cellulare accidentale. → È diverso dall’autolisi postmortale complesso di fenomeni postmortali che conduce alla degradazione delle strutture protoplasmatiche in seguito all’arresto delle funzioni cellulari che avviene con la morte dell’intero organismo.
Cause:
- Agenti fisici traumi temperature estreme radiazioni
- Sostanze chimiche
- Agenti infettivi (virus batteri miceti parassiti)
- Reazioni immunologiche
- Ipossia ischemia
- Carenze nutrizionali (vit E, selenio)
Meccanismi del danno cellulare
- Ridotta produzione di ATP
- Radicali liberi dell’O2: perossidazione lipidi, ossidazione proteine e danneggiamento DNA
- Alterazioni membrana cellulare: dirette: agenti chimici, tossine, radicali liberi, complemento e indirette: meno ATP, più Ca2+
Si hanno alterazioni mitocondriali irreversibili. Lezione 15-03-2023 Morte accidentale consegue ad un danno irreversibile. Si ha quando ci sono gravi lesioni a carico della membrana cellulare o degli organuli. Rilasciano componenti enzimatiche con incapacità di mantenere omeostasi cellulare.
Tipi di necrosi
- Coagulativa: - Trasformazione delle proteine in composti insolubili. - Tipo più comune. - Tessuto di aspetto opaco e asciutto, colorito grigio o giallastro, consistenza soda. - Istologia: spesso organizzazione tissutale ancora apparente (n. strutturata), ma perdita dei dettagli cellulari; ipereosinofilia citoplasmatica; picnosi, carioressi o cariolisi nucleare.
- Caseosa: - Variante della coagulativa. - Tipica di infezioni tubercolari, pseudotubercolosi ovina (Corynebacterium pseudotuberculosis). - Aspetto caseoso del tessuto per abbondanza di lipidi e liquidi plasmatici coagulati. - Istologia: perdita completa dell’architettura tessutale (n. astrutturata: detriti granulari amorfi circondati da reazione infiammatoria granulomatosa).
- "Cerea" dei muscoli striati: - Ialina o di Zenker processo necrotico del sarcoplasma che si verifica in gravi malattie carenziali, metaboliche, tossiche ed infettive. - Aspetto saliente della miopatia carenziale (deficit di Vit E e selenio) di giovani animali (vitelli, agnelli, suinetti, pulcini). - Colorito roseo pallido, grigio-giallastro o biancastro simile a carne di pesce. - Superficie di taglio asciutta, opaca, simile a cera.
- Colliquativa: - Dissoluzione enzimatica delle cellule. - Tipica del sistema nervoso centrale (ischemia), infiammazioni purulente. - Rammollimento e fluidificazione del tessuto. - N. astrutturata.
In tutti i tipi:
- Reazione infiammatoria nel tessuto circostante
- Frequente calcificazione (c. distrofica)
Gangrena
Disfacimento putrefattivo di un tessuto necrotico ad opera di batteri (++ clostridi).
Umida: con variante gassosa
Secca
Non considerata come gangrena vera e propria (non intervengono microrganismi putrefattivi).
Gangrena umida
I microrganismi putrefattivi si riproducono abbondantemente favoriti dal ristagno del sangue → venoso e della linfa nel focolaio necrotico. Riassorbimento di tossine, stato di shock e anemia emolitica acuta. → Microrganismi anaerobi sporigeni del gruppo dei clostridi: → SACCAROLITICI fermentano zuccheri come lattosio e glucosio - Clostridium perfringens e Clostridium septicum. PROTEOLITICI con proteolisi e degradazione di amonoacidi a composti - → volatili maleodoranti come idrogeno solforato e ammoniaca - Clostridium sporogenes e Clostridium histolyticum.
STREPTOCOCCHI anaerobi e membri della famiglia delle Bacteroidaceae: - gen. Bacteroides, Fusobacterium e Necrobacterium.
Origine
Inquinamento del focolaio necrotico da parte di microrganismi putrefattivi provenienti da:
- Suolo
- Intestino
- Corpi vulneranti (infezioni traumatiche)
Aspetto macroscopico
- Tessuti rigonfi per stasi ematica ed edema, rammolliti, macerati, liquefatti
- Colore scuro (rosso scuro, porporino, verdastro o nero) per azione dell’idrogeno solforato sull’emoglobina con produzione di solfuro di ferro
- Odore fetido per formazione di acido butirrico, idrogeno solforato e ammoniaca
Sede di localizzazione
Parti più accessibili ai saprofiti.
- Pelle: colorito violaceo, scollata, con bollicine contenenti liquido torbido maleodorante
- Polmoni: associata di solito alla polmonite acuta ab ingestis: aspirazione di sostanze estranee o vomito
- Intestino: invaginamenti e volvoli determinano strozzamento dei vasi con necrosi e infarcimento emorragico (facile rottura)
- Mammella: mastiti acute necrotizzanti da E. Coli e Staphilococcus aureus con evoluzione gangrenosa (ruminanti)
→ Necrosi infiammatoria da piogeni con evoluzione gangrenosa per inquinamento da germi → putrefattivi infiammazione purulenta icorosa.
Gangrene gassose
Sostenute da Clostridi che causano processi necrotico-gangrenosi ed edemi infiammatori gassosi nel:
- Connettivo sottocutaneo (cellulite anaerobica)
- Muscolo (miosite anaerobica gangrenosa gassosa)
Malattie più importanti di questo tipo:
- Carbonchio sintomatico da Cl. Chauvei
- Edema maligno da Cl. Septicum, perfringens, novyi ed altri
Produttori di esotossine:
- Azione necrotizzante sulle fibre muscolari
- Fermentazione degli zuccheri del muscolo formando acido lattico e gas che si raccolgono in bollicine
- Azione lesiva su endotelio dei capillari, sostanza fondamentale del connettivo, → endomisio e perimisio (ialuronidasi e collagenasi) alterazione permeabilità, edema ed emorragie.
- Azione emolitica (lecitinasi che attacca i fosfolipidi dei globuli rossi)
Gangrena secca
Processo di necrosi ischemica accompagnato da mummificazione.
Aspetto macroscopico
Tessuto secco (il sangue ha abbandonato il tessuto), raggrinzito, freddo e scuro (per ossidazione di emoglobina e mioglobina), non odori sgradevoli (manca la decomposizione putrefattiva). (Avviene ad esempio nell’igiene del cordone ombelicale).
Sede di localizzazione
Estremità: parti distali degli arti, coda, capezzoli, orecchio, bargigli, cresta, punta della lingua (polli).
Patogenesi: arresto dell’apporto di sangue arterioso – il ritorno venoso non è impedito per cui il sangue può abbandonare la parte che diventa secca e non offre un terreno favorevole ai batteri. Netta linea di demarcazione di colore rosso vivo (flogosi attiva) tra parte necrotica e tessuto → vitale tendenza all’autoeliminazione.
Cause:
- ♥ Fasciature o ingessature troppo strette
- ♥ Congelamenti
- ♥ Trombosi ed embolie arteriose
- ♥ Micotossine ad azione vasocostrittrice: ergotamina, ergometrina prodotte dai miceti Claviceps purpurea e Cl. paspalis (bovini e polli)
- ♥ Tossine del micete Fusarium tricinctum (bovini - insilato di mais)
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