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Organizzazione aziendale

Gabriele Morandin

Capitolo 1 - Personalità e valori

Le risorse umane sono il fattore chiave per la costruzione del vantaggio competitivo, difatti la sopravvivenza e il successo delle aziende sono legate oltre che all’efficienza dei processi e alla capacità di innovare il prodotto e i servizi offerti, anche al livello di competenze delle risorse umane che ci lavorano. Questi modelli organizzativi devono quindi evolversi a seconda delle condizioni del contesto.

Prestazione = persona × situazione

Le prestazioni sono date dalla formula inizialmente o dalla prestazione = motivazione × competenza formula, trovata poi in seguito. Ovviamente vengono coinvolti anche i fattori psicologici e la percezione che l’individuo ha del ruolo che ricopre. Si arriva quindi a prestazione = motivazione × competenza × caratteristiche × percezione.

I comportamenti e i risultati raggiunti dall’individuo sono determinati da 4 dimensioni:

  • Caratteristiche individuali (personalità, valori…).
  • Variabili individuali (motivazione - data dall’insieme di forze che determinano la direzione, l’intensità e la persistenza di un comportamento consapevole e volontario, composta di attitudini, abilità e capacità, competenza (distintiva o di soglia) - basata su attitudini, capacità e abilità).
  • Percezione di ruolo - comprensione da parte di un individuo che ricopre un determinato ruolo delle aspettative di risultato e di comportamento a esso connesse. Il sapere cosa si deve fare in ragione del modello di business, organizzativo, e di relazioni all’interno dell’ambiente in cui si opera. La mancanza di chiarezza può causare riduzione della produttività.
  • Fattori situazionali - insieme delle condizioni di contesto su cui l’individuo non ha controllo ma che possono agevolare o compromettere l’efficacia del suo comportamento e questi fattori sono relativi a fattori esterni, di contesto.

Risultati del comportamento individuale

  • Task Performance: l’insieme dei comportamenti e risultati riconducibili agli obiettivi specifici e propri della posizione ricoperta da un individuo e funzionali al raggiungimento degli scopi dell’organizzazione. Sono comportamenti relativi all’attività di trasformazione delle risorse in prodotti e servizi e anche comportamenti relativi allo svolgimento delle attività di supporto e manutenzione.
  • Cittadinanza organizzativa (Organizational Citizenship Behaviors): sono comportamenti attesi ma non richiesti nella job description, sono quelli che non rientrano nelle richieste di un capo per svolgere una determinata mansione (supporto attivo). Questi comportamenti assumono diverse forme:
    • Alcuni riguardano la relazione delle persone all’interno dell’organizzazione e concorrono alla costruzione di fiducia (gentilezza, collaborazione…).
    • Altri sono relativi alla relazione con l’organizzazione, come il contribuire alla costruzione e al mantenimento di un’immagine positiva dell’azienda, azioni per evitare problemi…
  • Comportamenti disfunzionali (CWB): insieme dei comportamenti potenzialmente dannosi per l’organizzazione.

Assenteismo e presenzialismo: la discontinuità degli individui nell’organizzazione è uno dei fattori che concorrono a ridurre la produttività e la qualità percepita dall’esperienza di lavoro per chi è presente. L’assenteismo è maggiore laddove la tolleranza è maggiore, e dipende dalle caratteristiche di personalità. Il presenzialismo è la tendenza ad essere presenti a lavoro anche con condizioni di salute o psicologiche che possono ridurre la produttività. Si parla di contagio non solo fisico ma anche psicologico, infatti individui stressati che non riescono a rendere poiché ammalati finiscono per coinvolgere in questa situazione anche coloro con i quali si relazionano.

Personalità

Le persone hanno modi diversi di percepire, interpretare e affrontare le situazioni professionali e non si può dire che esistano caratteristiche positive o negative, ma si può affermare che a seconda delle caratteristiche che contraddistinguono un individuo, lo rendono più o meno performante e soddisfatto in alcune situazioni.

La personalità è l’insieme delle modalità con cui un individuo agisce, interagisce e reagisce alle persone e alle situazioni con cui si confronta ed è il risultato tra temperamento/genetica/eredità (biologico) e carattere/ambiente/esperienza (si forma entro i 30, massimo 50 anni).

Può essere rappresentata come un insieme di tratti, tramite i quali gli individui si distinguono.

Cinque fattori di personalità (OCEAN o Big Five)

Il modello OCEAN identifica 5 dimensioni astratte per rappresentare i tratti della personalità che influenzano i comportamenti e i risultati:

  • Coscienziosità: affidabilità
  • Amicalità: predisposizione verso gli altri
  • Nevroticismo: reattività in situazioni stressanti
  • Apertura all’esperienza: tendenza a ricercare novità
  • Estroversione: livello di benessere nelle situazioni di relazione

Si misurano quindi tramite questionari e da ciò si arriva a descrivere in modo sintetico la struttura della personalità degli individui e le proprie sotto dimensioni. I tratti della personalità non sono mai l’uno in conflitto con l’altro.

(Un altro metodo per rivelare e misurare le caratteristiche di personalità è quello del Myers-Briggs che però non viene mai utilizzato per decisioni relative alla carriera di un individuo).

Core Self-Evaluation

Altri tratti che riescono a comprendere e prevedere comportamenti individuali sono la Core Self-Evaluation e il Machiavellismo.

La Core Self-Evaluation è un tratto di personalità che rappresenta il modo in cui un individuo valuta se stesso per quanto concerne la competenza e possibilità di esercitare un controllo sugli eventi della propria vita. Si struttura in 4 dimensioni:

  • Autostima: disposizione che un individuo ha nei confronti di se stesso.
  • Nevroticismo
  • Locus of control: modalità con cui un individuo ritiene che gli eventi della sua vita siano prodotti dai suoi comportamenti o azioni.
  • Auto-efficacia generalizzata: percezione del grado di controllo che un individuo pensa di poter esercitare su se stesso e sull’ambiente.

Questo valore positivo è correlato con progressione di carriera più rapida e con la sicurezza verso se stessi. Il Machiavellismo è l’insieme delle caratteristiche che sostengono comportamenti orientati a un pragmatismo che sostiene e alimenta modalità di agire e perseguire i propri obiettivi mediante azioni aggressive e mirate, manipolative e persuasive. I loro comportamenti sono efficaci grazie a:

  • Situazioni di relazione vis a vis.
  • Contesti in cui le norme sono soggette a interpretazioni.
  • Relazioni in cui c’è un grosso coinvolgimento emotivo.

Valori

Orientano le decisioni dell’individuo e nel valutare le conseguenze, sono convinzioni radicate e attributi individuali che rappresentano un criterio in base a cui l’individuo definisce le proprie priorità, come agire e con quale livello di convinzione. Il sistema dei valori di una persona è un ordine gerarchico di valori basati su credenze, reazioni emotive e valutazioni. I valori possono essere in contrasto l’uno con l’altro e sono completamente il risultato di processi di socializzazione.

Schwartz Values Circumplex

È un modello che nasce da una ricerca empirica e mappa i valori considerati universali. Secondo lo psicologo Schwartz i valori sono “concetti relativi a stati e finalità desiderabili che influenzano il modo in cui gli individui decidono come comportarsi e il modo in cui valutano le situazioni e gli eventi e che riflettono i bisogni di base della natura”.

Sono 57, raggruppati in 10 cluster (sottogruppi) e vengono rappresentati all’interno di un modello circolare. I 10 cluster sono:

  • Trascendenza del sé: universalismo (orientamento alla comprensione, tolleranza, rispetto) e benevolenza (miglioramento del benessere delle persone con cui si è a contatto).
  • Valorizzazione del sé: potere (ricerca di uno status sociale di prestigio, esercitare un ruolo dominante), edonismo (ricerca del piacere personale e di gratificazioni) e l’achievement (forte motivazione a eccellere attraverso le proprie competenze per lo sviluppo della professionalità).
  • Apertura al cambiamento: ricerca di stimoli e l’auto determinazione (predisposizione all’azione).
  • Conservazione: conformismo (evitare azioni che possono disturbare gli altri), tradizione (rispetto delle usanze) e sicurezza.

Forme di congruenza e implicazioni

Talvolta l’individuo ha difficoltà nel riconoscersi nei valori dell’organizzazione e ciò diventa spesso una fonte di disagio: si parla quindi di congruenza di valori e di fit valoriale persona-organizzazione. Quando i valori dell’organizzazione e dell’individuo sono simili, si parlerà di elevato commitment e di identificazione, esiste quindi una relazione tra la qualità percepita del lavoro e il livello di produttività.

Il modello (fit-valoriale) attraction-selection-attrition afferma che:

  • L’individuo è attratto da organizzazioni in cui operano persone simili a lui.
  • Le organizzazioni selezionano persone simili a quelle che già operano all’interno.
  • Coloro che col tempo crescono in direzioni diverse da quelle dell’organizzazione la lasciano.

La coerenza interna valori-comportamenti è favorita da 3 condizioni:

  • Buone ragioni per comportarsi in modo coerente si propri valori.
  • Usare condizioni che agevolano il comportamento.
  • La possibilità di riflettere sul valore stesso specie sotto tensione.

Capitolo 2 - Percezione

La percezione è un processo psicologico soggettivo di creazione di un’immagine interna del mondo esterno, è anche un processo cognitivo attraverso il quale gli individui raccolgono informazioni su persone, oggetti ed eventi che possono essere interpretati in maniera diversa in base al soggetto. Non tutti gli stimoli sono rilevanti, ma una volta ricevuto lo stimolo, si attua il processo di stereotipizzazione in cui si classifica ciò che si vede in base all’ambiente circostante.

La Gestalt ha studiato le leggi dell’organizzazione della mente ossia il modo in cui il nostro cervello interpreta e organizza le informazioni che seleziona, e infatti si sostiene che l’individuo abbia un’attitudine innata a conferire significato alle cose. Le regole di organizzazione per comprendere il mondo sono:

  • Figura/sfondo: in cui la figura è percepita come un insieme ed è distinta dallo sfondo.
  • Buona forma: la struttura percepita è sempre la più semplice.
  • Prossimità: raggruppiamo gli elementi in funzione delle distanze.
  • Somiglianza: stimoli simili vengono percepiti in modo raggruppato.
  • Chiusura: gli individui tendono a completare le figure e i suoni con un contorno semplice.
  • Impostazione soggettiva/esperienza passata: organizzazione delle informazioni corrente con la propria prospettiva e le proprie conoscenze.

I fattori di influenza del processo percettivo

La percezione è influenzata dalle caratteristiche dell’ambiente e lo stesso stimolo può produrre percezioni differenti al variare delle condizioni di contesto. La percezione è inoltre influenzata dalle caratteristiche dell’oggetto percepito.

Distorsioni della percezione interpersonale

  • La prima impressione: La nostra mente può fare errori quando creiamo un’idea attraverso pochissime informazioni poiché la prima impressione si forma durante le prime fasi di una conoscenza. Nel caso in cui fosse negativa, servirebbero 8 informazioni positive per annullarla.
  • L’effetto alone: l’uso di poche caratteristiche di una persona ne influenza la valutazione che si estende anche agli altri attributi. Si tende a dare valutazioni positive a persone che ci somigliano.
  • La profezia che si auto-avvera: l’individuo decide e agisce sulla base di un’idea che ha forte e radicata. Le aspettative che si hanno tendono ad influenzare il proprio comportamento fino al punto che diventa altamente probabile che si verifichi ciò che si attenda.
  • La proiezione: è un processo psicologico in cui le persone attribuiscono proprie caratteristiche ad altri.
  • Stereotipi: sistema di credenze e convinzioni relative alle caratteristiche o attributi di un gruppo o di una categoria sociale. La creazione di uno stereotipo parte dal categorizzare una persona in un gruppo in base a razza, genere, ecc., poi si passa al pensare che tutte le persone facenti parte di quel gruppo abbiano le stesse caratteristiche.
  • Teoria implicita della personalità: attribuzione di caratteristiche di personalità basate su credenze e detti, anche se errate. Questa teoria ha la caratteristica di essere condivisa all’interno di uno stesso contesto.

Teoria dell’attribuzione

Si basa sul presupposto che ogni individuo cerca di comprendere le possibili cause dei propri comportamenti e di quelli che osserva cercando di stabilire rapporti causa-effetto per dar loro un significato. I comportamenti possono essere attribuiti a cause esterne o a cause interne. Questo processo si attiva quando:

  • Al soggetto viene posta direttamente una domanda sul comportamento di un altro
  • Accade un evento inaspettato
  • Il soggetto che percepisce prova sensazioni di fallimento/perdita di controllo.

Una volta attivato questo processo, i comportamenti vengono attribuiti a cause esterne o interne in funzione del livello di:

  • Consenso (paragone con altri)
  • Distintività (paragone con altre situazioni)
  • Coerenza (nel tempo)
  • Privacy dell’atto
  • Status

Capitolo 3 - Identità

L’identità di un individuo gioca un ruolo di primo piano nella nostra società e può essere analizzata lungo tre dimensioni: identità di ruolo, identità sociale e identità personale.

Identità di ruolo

L’identità di ruolo fa riferimento alle posizioni che l’individuo occupa all’interno della società e quindi organizza le funzioni che l’individuo svolge nella società e si focalizza sulla capacità di generare l’azione voluta. Il ruolo è quindi composto di una dimensione sociale e una personale, e le due sfere vanno bilanciate e formano l’identità standard, la quale si traduce in comportamenti specifici (auto-efficacia). Un individuo può occupare 3 tipologie di posizioni sociali, e ad ogni posizione corrispondono determinate aspettative (ruolo) che guidano gli atteggiamenti e i comportamenti degli individui:

  • Posizioni sociali normative (dirigente, padre)
  • Posizioni sociali contro-normative (criminale)
  • Posizioni sociali basate su interessi, attività e abitudini (attivista)

Identità sociale

L’identità sociale (si basa sull’idea di Io in un gruppo Noi) si genera quando un individuo si definisce come membro di un gruppo, oppure quando sono gli altri a categorizzarlo come tale. Un gruppo sociale deve essere un gruppo di almeno 3 persone che si vedono nello stesso modo, condividono la stessa definizione di chi sono, di cosa li caratterizzano e di come si relazionano. Rappresenta una semplificazione di come dobbiamo comportarci e di come ci aspettiamo che si debbano comportare gli altri.

Le motivazioni che portano all’auto inclusione/inclusione di un individuo in un gruppo è legata alla valorizzazione di se stessi e al senso di appartenenza che riduce l’incertezza.

Teoria della distintività ottimale - consiste nell’equilibrio tra il bisogno di inclusione e la differenziazione. Ogni individuo appartiene a più gruppi e in funzione del contesto può decidere quali identità sociali attivare per determinare il proprio comportamento. Questa scelta si basa su:

  • Accessibilità: quanto l’identità sociale sia disponibile nella mente dell’individuo.
  • Fit comparativo: le categorie accessibili spiegano differenze e somiglianze tra individui in una situazione.
  • Fit normativo: le categorie accessibili spiegano o prevedono il comportamento degli individui in una determinata situazione.

Identità personale

L’identità personale è quell’insieme di significati che sono collegati e sostengono un individuo nella sua unicità e non sono condivisi con gli altri.

L’identità dell’individuo

Si concretizza unendo le 3 identità: l’identità personale definisce la distintività di un individuo, quella di ruolo e quella sociale definiscono la similarità dell’individuo rispetto a gruppi di individui.

La percezione è sociale quando l’oggetto della percezione è una persona ed è influenzata da:

  • Il contesto in cui avviene
  • Gli aspetti cognitivi di chi percepisce
  • Gli aspetti emotivi di chi percepisce

L’individuo confronta lo stimolo esterno con un prototipo, influenzato e condizionato dalla società.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescaselva27 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Morandin Gabriele.
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