Introduzione alla scienza economica
La scienza economica studia le scelte riguardanti l'impiego di risorse scarse (quali denaro, tempo…). Gli economisti studiano in particolare il costo-opportunità, ossia il costo monetario in termini di opportunità perse stando ad esempio un’ora su Instagram… trasformano il tempo speso in un’unità monetaria. Per qualsiasi scelta l’idea di costo-opportunità ci può guidare, può monetizzare i beni che non sono tradizionalmente monetizzabili, come il tempo.
Modelli economici
La microeconomia cerca di creare modelli che descrivono un problema in maniera semplice e precisa, eliminando i dettagli superflui per permettere all’economista di concentrarsi sugli elementi essenziali della realtà che cerca di comprendere. Il modello economico deve fornire una rappresentazione semplificata della realtà e evidenziare le forze alla base del fenomeno. È una rappresentazione semplificata della realtà MA ATTENZIONE eliminando i dettagli ritenuti superflui, talvolta la microeconomia può dare risultati fuorvianti… l’economia comportamentale si avvicina meglio alla realtà, è una via di mezzo tra scienze economiche e scienze sociali.
Microeconomia = studio del comportamento dei singoli agenti economici (consumatori, lavoratori, imprese…) nonché del modo in cui essi interagiscono dando vita a sistemi più complessi come i mercati. Questo studio può dare degli indirizzi di policy (effetti che certe azioni possono avere nelle scelte e nei comportamenti dei diversi agenti economici) come analisi positiva + ruolo normativo, economia del benessere collettivo, effetti che una azione ha sul benessere collettivo. Es. politiche per ridurre l’inquinamento, come la carbon tax:
- Analisi positiva, quanto alta dovrebbe essere la carbon tax per avere un effetto nelle scelte dei singoli?
- Analisi normativa, che effetto potrebbe avere questa carbon tax sul benessere collettivo?
Principi economici
In genere, l'economia fa riferimento a due semplici principi:
- Principio di ottimizzazione: gli individui scelgono le migliori alternative possibili dati i vincoli (possibilità di scelta) che hanno… migliori alternative al momento della scelta, scelta secondo delle aspettative riguardo al futuro quindi è una scelta di per sé incerta (esempio per l’inconsistenza del tempo, con il passare del tempo le preferenze cambiano).
- Principio di equilibrio: tutti gli agenti ottimizzano contemporaneamente (deriva dal principio precedente), tutti quando interagiscono stanno scegliendo la scelta migliore in relazione a cosa scelgono gli altri (dato anche da cosa scelgono gli altri), per cui nessuno può ottenere un vantaggio cambiando il proprio comportamento in modo unilaterale. Se tutti ottimizzano in un certo modo, nessun agente ha uno stimolo a cambiare il suo comportamento in modo unilaterale, a scegliere in modo diverso dagli altri. Questa è una condizione di equilibrio… condizione rara ma studiando questo principio si può capire come dirigere le scelte.
Vincolo di bilancio
I consumatori fanno la scelta migliore dati i vincoli che hanno. I vincoli del consumatore sono vincoli di bilancio, tetto massimo sopra il quale il consumatore non può spendere, in relazione al reddito a sua disposizione. Supponiamo che esistano n beni tra cui il consumatore può scegliere. Chiamiamo paniere di consumo, o solo paniere, il vettore (x1, x2, ..., xn) contenente x unità del bene 1, x2 unità del bene 2, …, xn unità del bene n. Il paniere è quindi un elenco completo di beni.
I prezzi degli n beni sono, per ipotesi, dati, e li indichiamo con p1, p2, ..., pn. Per semplicità lavoriamo con due beni, e quindi con i vettori:
- (x1, x2) vettore dei beni, o paniere
- (p1, p2) vettore dei prezzi
- m = Money, vettore del reddito
Un consumatore può permettersi il paniere (x1, x2) ai prezzi (p1, p2) se la quantità di moneta spesa per l’acquisto del paniere NON SUPERA quella a sua disposizione, ossia se:
p1x1 + p2x2 ≤ m (la spesa totale per i beni 1 e 2 deve essere ≤ soldi a disposizione)
L’insieme dei panieri di beni che il consumatore può acquistare in corrispondenza dei prezzi (p1, p2, ..., pn) e del reddito m si chiama insieme di bilancio del consumatore, mentre l’insieme dei panieri di beni per il cui acquisto il consumatore spende l’INTERO REDDITO si chiama vincolo di bilancio del consumatore (insieme dei panieri tali che p1x1 + … + pnxn = m).
Nel caso semplificato di un paniere composto da due beni, il vincolo di bilancio è una retta (retta di bilancio) data dall’equazione:
p1x1 + p2x2 = m
Per disegnarla nel piano cartesiano segniamo i punti m/p2 e m/p1 sugli assi e li congiungiamo. I due punti rappresentano il livello di consumo dei due beni se il consumatore sceglie di consumare 0 unità dell’altro bene (se consuma solo x1 o x2, difatti sono rappresentate dal reddito diviso per il prezzo dei beni). I panieri sulla retta sono quelli che esauriscono tutto il reddito. L’equazione esplicita della retta è:
x2 = m/p2 - (p1/p2)x1
- -(p1/p2) è il coefficiente angolare (negativo)
- m/p2 è l’intercetta.
Vincolo di bilancio (interpretazione della pendenza)
Quando si colloca sul vincolo di bilancio (VdB), il consumatore spende tutto il denaro di cui dispone, quindi se desidera acquistare una quantità maggiore di un bene (restando sul VdB) deve rinunciare a una certa quantità dell’altro bene. La pendenza della retta di bilancio, -p1/p2, rappresenta il saggio al quale il mercato effettua il trade-off fra l’acquisto di un bene e quello dell’altro, e viene interpretata come il costo opportunità del consumo del bene 1 (il costo di aumentare il consumo del bene 1 è rappresentato dalla rinuncia all’opportunità di consumare il bene 2).
Se p1 = 2, p2 = 1 e m = 100 ⇒ VdB: x2 = 100 - 2x1
Se x1 = 10 ⇒ x2 = 80. Se il coefficiente angolare è pari a 1, vuol dire che il consumatore può rinunciare a una unità di un bene per acquistare una unità dell’altro bene, mentre una inclinazione diversa indica che deve rinunciare a più unità di un bene per ottenere una unità dell’altro.
Aumentiamo consumo del bene 1 da 10 a 11. Di quanto deve variare il consumo del bene 2 per soddisfare il VdB? Δx2 = -2. Δ (la lettera greca delta maiuscola) indica “variazione”.
Statica comparata: cambiamenti di prezzo e reddito
Statica comparata = analisi di cosa succede a un sistema se variamo una sola variabile, lasciando tutto il resto costante. Un reddito più alto consente più scelte.
HP1 m aumenta a m'. Nuove scelte consentite. Il reddito compare sulle intercette, non sul coefficiente angolare. Sposta le intercette, determina uno spostamento parallelo del vincolo di bilancio senza andare a toccare la sua inclinazione. Quando il reddito aumenta, nessuna scelta originale è persa e si aggiungono nuove scelte, quindi un reddito più alto non può peggiorare la situazione di un consumatore. Viceversa una riduzione del reddito di solito peggiora la situazione di un consumatore.
HP2 cambiano i prezzi dei beni, p1 diminuisce. Il coefficiente angolare diminuisce e quindi la retta diventa meno ripida (fa ruotare verso l’alto il VdB) e l'intercetta orizzontale si sposta a destra. Nessuna possibilità vecchia è persa e nuove scelte si aggiungono, quindi ridurre un prezzo non può peggiorare la situazione di un consumatore. Allo stesso modo, l’aumento di un prezzo ruota il vincolo verso l’interno, riduce la scelta e di solito peggiora la situazione di un consumatore.
HP3 se i prezzi cambiano in modo proporzionale si avrebbe lo stesso effetto di una variazione del reddito, se p1 e p2 hanno aumenti proporzionali si ha uno spostamento della retta come con una riduzione di reddito, entrambi i casi creano traslazioni parallele del vincolo di bilancio.
Un esempio è la tassa sul valore aggiunto (VAT o IVA), che grava sul prezzo di ciascun bene, porta a una variazione proporzionale dei prezzi dei due beni e quindi ha un effetto analogo a una riduzione del reddito.
Forma del vincolo: sconto sulle quantità
Se i prezzi sono costanti, il vincolo è una retta costante (pendenza costante). Se i prezzi non sono costanti, il vincolo non sarà espresso da una retta. HP p costante =1, p2 =2 se 0≤x1 ≤20 /=1 se x1 >20. La pendenza del vincolo è diversa nei due casi, -p1/p2 è -2 / -1 nei due casi.
Un vincolo di questo genere è rappresentato da una retta spezzata, con doppia pendenza. Nel punto in cui cambia la quantità e agisce lo sconto sulla quantità, la retta cambia inclinazione, il vincolo sarà più piatto. L’intercetta finale è 80 e non 100 perché tiene conto delle prime 20 unità di bene acquistate a prezzo pieno.
La retta di bilancio è definita da p1, p2 e m ma una di queste variabili è “superflua” perché possiamo assegnare valore 1 al prezzo di uno dei beni (o al reddito) ed esprimere le altre variabili in funzione del prezzo di quel bene.
Ponendo p1 = 1 e definendo p2 e m relativamente a p1, il bene 1 diventa il cosiddetto numerario. Il “numerario” è quindi un bene assunto come unità di misura, il cui prezzo viene fissato a 1. Il prezzo dell’altro bene e il reddito vengono espressi in funzione del numerario e il VdB non cambia.
Ad esempio, se p1 = 2, p2 = 3 e m = 12, il VdB è 2x1 + 3x2 = 12. Questo VdB è uguale al VdB che si ottiene dividendo tutto per p1 così da avere p1 = 1, p2 = 3/2 e m = 6 … x1 + (3/2)x2 = 6.
Per ora ragioniamo con un piano in cui inseriamo due beni, uno nelle ascisse e uno nelle ordinate… si arriva al punto di analizzare un solo bene, con prezzo del bene nelle ordinate e quantità acquistabile sulle ascisse, trovando l’equilibrio parziale, l’equilibrio nel mercato del singolo bene (equilibrio generale è l’equilibrio su tutti i mercati, è troppo complicato e non viene affrontato).
NOTARE la domanda non è sempre lineare, con i beni non c’è una vera continuità nel trade-off. Esempio nel mercato degli affitti, al ridurre del prezzo affitterò 1, 2, 3 … appartamenti in più, ma per poter affittare un appartamento in più il prezzo deve scendere di una quantità tale da spingere un consumatore in più a prendere una unità in affitto. Con gli affitti a 1200€ nessun consumatore è invogliato a affittare, con 800€ affitto due unità, ma la quantità (e la linea della domanda) rimane stabile a 750€, 700€, 650€ … il prezzo deve scendere a 600€ affinché un consumatore in più scelga di affittare, se il prezzo scende di poco non affitto 0,2 appartamento in più. Questo comportamento determina un andamento della domanda a gradini (finché il prezzo non scende abbastanza, il numero di unità affittate rimane costante) ma che a livello analitico si approssima con una domanda continua, rappresentata da una retta.
Inoltre, ipotizzando che la qualità di appartamenti sia fissa a q’ (se così non fosse, la linea non sarebbe una retta) si può trovare il punto di equilibrio tra domanda e offerta di quel bene. Il punto E è la situazione ideale, spostandosi a sinistra i prezzi aumentano e meno consumatori comprano mentre spostandosi a destra i prezzi diminuiscono e più consumatori sono spinti a comprare.
Preferenze
Sappiamo che un paniere (x1, x2, ..., xn) è un elenco completo di beni, nel quale sono inclusi tutti i beni sui quali si esercita la scelta. Indichiamo il paniere con x, dove x sta per (x1, x2, ..., xn).
Postulato: un consumatore, di fronte ad un insieme di alternative possibili, sceglie sempre quella che preferisce. Quindi per poter studiare le scelte, dobbiamo analizzare le preferenze dell’agente economico.
Due soli beni
Dati due panieri costituiti da x = (x1, x2) e y = (y1, y2), si parla di:
- Preferenza debole x ≥ y: il paniere x è preferito almeno tanto quanto il paniere y
- Preferenza stretta x > y: il paniere x è inequivocabilmente preferito al paniere y
- Indifferenza x ~ y: i due panieri sono preferiti in ugual misura, sono indifferenti
Assunzioni sulle preferenze
Per determinare la scelta ottimale da parte del consumatore si assume che le scelte siano razionali coerenti. Esclude ad esempio che per un consumatore valgano simultaneamente x > y e y > x, e questo richiede che le preferenze rispettino tre proprietà fondamentali, detti assiomi.
Assiomi di razionalità
Piccole regole da mettere a un sistema di preferenze del consumatore affinché abbia un senso:
Completezza
È sempre possibile confrontare due panieri, ossia per ogni coppia di panieri x, y sono possibili solo tre condizioni:
- o x è debolmente preferito a y (x ≥ y e non viceversa)
- o y è debolmente preferito a x (y ≥ x e non viceversa)
- o valgono tutte e due insieme (x ≥ y e y ≥ x).
Da questa assunzione di completezza della preferenza debole si deriva che le relazioni di preferenza stretta, indifferenza e preferenza debole sono connesse fra di loro, in modo che:
- se è vera solo la prima condizione (x ≥ y e non y ≥ x) = x è strettamente preferito a y (x > y)
- se è vera solo la seconda (y ≥ x e non x ≥ y) = y è strettamente preferito a x (y > x)
- se è vera la terza (x ≥ y e y ≥ x) = x è indifferente a y (x ~ y)
Questa proprietà è detta completezza proprio perché, dati due panieri, si può osservare sempre una e una sola delle tre condizioni, o un paniere è preferito strettamente all’altro o i due sono indifferenti. La completezza fornisce un ordinamento completo di preferenze, si ha completezza su tutti i panieri.
Riflessività
Ogni paniere è desiderabile almeno tanto quanto se stesso (x ≥ x), ossia per ogni paniere x deve essere vero che x è preferito almeno tanto quanto sé stesso (e quindi quanto ogni paniere uguale a se stesso), e siccome vale il viceversa si può dedurre che i due panieri sono anche indifferenti… per panieri identici siamo indifferenti (x ~ x).
Transitività
Per ogni tre panieri x, y, z, se x è desiderabile almeno tanto quanto y (x ≥ y) e y è desiderabile almeno tanto quanto z (y ≥ z), allora deve essere che x è desiderabile almeno tanto quanto z (x ≥ z)… unendo questo requisito alla completezza, si può affermare anche che se x ≥ y e non viceversa (x > y) e y ≥ z e non viceversa (y > z), allora x > z.
ATTENZIONE: tra questi requisiti la transitività è quello più debole, a volte è verificata una violazione di questo assioma.
Dando per verificati questi tre assiomi, possiamo dire che le scelte sono razionali. Date queste tre ipotesi, il consumatore può ordinare i panieri dal più al meno preferito, e SOLO se sono verificate le tre ipotesi abbiamo un ordine coerente (es. se a ≥ b e b ≥ c ma c > a tutto questo non vale… ma non è neanche logico, non rispetta la transitività).
Sono requisiti così fondamentali da costituire la definizione di ciò che significa essere razionali. DEF: una relazione di preferenza si definisce razionale se è completa, riflessiva e transitiva.
Curve di indifferenza
Se le preferenze sono razionali è possibile descriverle graficamente usando uno strumento noto come “curve di indifferenza” (CdI), che indica TUTTI i panieri che danno la stessa soddisfazione (si assume di parlare di beni non discreti, divisibili ≠ beni discreti, es. 1 amico o 2 amici, non 1,5 amici). Tutti i panieri (intesi come coppia di punti) sulla curva rendono indifferente il consumatore.
ES un consumatore deve scegliere un appartamento da affittare e la sua decisione dipende da: m2 appartamento (bene 1) e numero amici nello stesso palazzo (bene 2). Il primo appartamento è tale che x = (75, 5). Il secondo appartamento è di soli 50 m2. Affinché il consumatore abbia la stessa soddisfazione, questo appartamento deve avere un n.ro maggiore di amici nello stesso palazzo, diciamo 10. Quindi y = (50, 10) ~ x. Il terzo appartamento è di 100 m2,...
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