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Microeconomia

Indice

  • Introduzione
  • Vincolo di bilancio
  • Preferenze
  • Utilità
  • Scelta
  • Domanda
  • Equazione di Slutsky
  • Acquistare e vendere
  • Scelta intertemporale
  • Incertezza
  • Surplus
  • Domanda ed elasticità
  • Equilibrio
  • Tecnologia
  • Massimizzazione del profitto
  • Minimizzazione dei costi
  • Curve di costo
  • Offerta dell'impresa
  • Offerta dell'industria
  • Monopolio
  • Comportamento monopolistico
  • Teoria dei giochi
  • Oligopolio

In genere, l'economia fa riferimento a due semplici principi:

  • Principio di ottimizzazione: gli individui, dati i vincoli che hanno, cercano di scegliere le migliori combinazioni di consumo possibili.
  • Principio di equilibrio: i prezzi variano finché la quantità domandata di un bene è uguale alla quantità offerta. (10 persone fanno determinate azioni, se 1 persona cambia azione sta peggio quindi non lo fa, es: incontro fra domanda e offerta).

Commento sui due principi: il primo principio può sembrare apparentemente ovvio dal momento che se un individuo è libero di scegliere le proprie azioni, è ragionevole credere che esso operi cercando di scegliere ciò che vuole e non ciò che non vuole. Il secondo principio è più difficile da determinare, ma è necessario sviluppare un'ottica basata sul periodo, vale a dire che per i nostri studi prenderemo in considerazione il breve periodo in quanto nel lungo periodo la domanda e l'offerta possono variare e quindi anche l'equilibrio di mercato.

La curva di domanda

La curva di domanda rappresenta graficamente (o mettendo in relazione) la quantità domandata dai consumatori con il prezzo che essi sono disposti a pagare per un determinato bene. Per quanto riguarda il prezzo dei beni, i consumatori hanno un limite massimo di denaro che possono utilizzare, chiamato prezzo di riserva, al di sopra del quale ad essi sarà indifferente acquistare o non acquistare un bene. Ha inclinazione negativa visto che al diminuire del prezzo dei beni, vi sarà un maggior numero di persone disposte ad acquistare il bene preso in considerazione.

La curva di offerta

Per studiare l'offerta di mercato, dobbiamo semplificare la situazione (momentaneamente) prendendo in considerazione il comportamento dei venditori in un mercato concorrenziale (ossia che vi è un gran numero di venditori che agiscono in modo indipendente). Naturalmente, nel breve periodo, l'offerta di beni sarà fissa e significa che in corrispondenza di qualsiasi prezzo, sarà offerto lo stesso numero di beni (saranno offerti tutti i beni disponibili in quel momento).

Equilibrio di mercato

L'incontro fra domanda e offerta: consideriamo congiuntamente i due grafici appena trovati per ottenere la rappresentazione dell'equilibrio di mercato. L'equilibrio di mercato è determinato dall'intersezione delle due curve (di domanda e di offerta) e nel punto p* si ha l'equilibrio di mercato. Visto che nel punto p* i consumatori sono disposti a comprare un bene a quel prezzo e i venditori sono disposti a venderlo allo stesso, entrambi i soggetti non saranno motivati a cambiare il loro comportamento.

  • Se p < p* allora vi sarà una domanda maggiore di beni di quella che i venditori possono soddisfare con un risultato pari a un aumento di prezzo del bene.
  • Se p > p* vi sarà una domanda minore dei beni con conseguenza che il venditore abbasserà il prezzo del bene per cercare di vendere una quantità maggiore.

Cap.2: Vincolo di bilancio

Gli economisti assumono che i consumatori scelgano la combinazione di beni migliori tra quelle che essi possono acquistare. Problema fondamentale: i consumatori scelgono la combinazione di beni in base ai loro vincoli. Cosa si intende però con "migliore" e "poter acquistare"?

Quali sono i vincoli?

  • Il reddito massimo a sua disposizione (per il momento è esogeno) che indichiamo con 'm'

1. Supponiamo che esistano 'n' beni a scelta del consumatore (ma per questo esempio prendiamo in considerazione 2 beni, anche perché la preferenza potrebbe essere fatta con un bene composito ossia il paragone fra una tazza di caffè e n beni).
2. Chiamiamo paniere di consumo o combinazione di consumo il vettore x1, x2, ..., xn contenente x1 quantità del bene 1, x2 quantità del bene 2. (possiamo dire che il paniere di consumo è un elenco completo di beni) p1, p2, ..., pn
3. I prezzi dei beni li indichiamo con p1x1 + p2x2 ≤ m

L'equazione scritta sopra ci dice che la quantità di moneta per acquistare il bene 1 + la quantità di moneta per acquistare il bene 2 deve essere minore o uguale alla quantità massima di moneta in possesso ad un soggetto. L'insieme dei panieri dei beni che il consumatore può acquistare in corrispondenza dei prezzi (p1, ..., pn) del reddito m si chiama insieme di bilancio del consumatore. Per tracciare la retta di bilancio (equazione che parifica il reddito che un consumatore ha a disposizione e l'insieme dei prezzi di un paniere di beni) rappresentiamo i punti m/p2 e m/p1 congiungendo i punti di intersezione con una retta.

Quando si colloca sulla retta di bilancio, il consumatore spende tutto il denaro di cui dispone. Se desidera acquistare una quantità maggiore di un bene e restare sulla retta di bilancio, deve rinunciare a una certa quantità dell'altro bene.

  • La pendenza della retta di bilancio, -p1/p2 rappresenta il saggio al quale consapevolmente effettua il trade off fra l'acquisto di un bene e quello dell'altro.
  • La pendenza della retta di bilancio viene interpretata come il costo opportunità del consumo del bene 1: il costo di aumentare il consumo del bene 1 è rappresentato della rinuncia all'opportunità di consumare il bene 2.

Come può variare la retta/il vincolo di bilancio?

  1. Per variazione in aumento o in diminuzione del reddito:
    • Ipotizziamo ora che vi sia un aumento del reddito generale di una famiglia: con un aumento del reddito della famiglia, la retta di bilancio non modificherà l'inclinazione della retta ma vi sarà uno spostamento di essa verso destra (implica un aumento potenziale di acquisto di beni) con prezzi dei beni rimasti costanti.
    • Ipotizziamo ora che vi sia una diminuzione del reddito di una famiglia: analogamente a quanto visto sopra, una diminuzione del reddito di una famiglia con prezzi dei beni che rimangono costanti, implicherà uno spostamento della retta di bilancio verso sinistra. La parte compresa fra la prima retta di bilancio e la seconda (i punti sulle rispettive rette sono escluse) rappresenterà quei beni che la famiglia non si potrà più permettere di acquistare.
  2. Per variazione del prezzo dei beni:
    • Ipotizziamo un aumento del prezzo del bene 1: con un aumento del prezzo del bene 1, l'inclinazione della retta sarà più ripida (con un rapporto di prezzo che passa da '-p1p1' a '-p2p2'). Analogamente vale il discorso in caso di un aumento del prezzo del bene 2 o una diminuzione di uno di essi.
    • Ipotizziamo una diminuzione del prezzo del bene 1: il consumatore, rispetto alla situazione iniziale (prima che il prezzo del bene diminuisse), troverà più vantaggioso rinunciare ad acquistare quantità del bene 2 per acquistare più quantità del bene 1.

Quindi:

  • Quando il reddito aumenta, nessuna scelta originale è persa e si aggiungono nuove scelte, quindi un reddito più alto non può peggiorare la situazione di un consumatore.
  • Quando il reddito diminuisce, di solito peggiora la situazione del consumatore.

Come può agire la politica economica?

La politica economica usa spesso strumenti, come le tasse, che vanno a modificare il vincolo di bilancio del consumatore.

  • Applicando ad esempio una tassa sulla quantità (esempio la tassa sulla benzina che in Italia è 0,12 al litro) il consumatore dovrà pagare una certa somma aggiuntiva per ogni quantità di bene che acquisterà.
  • Applicando ad esempio una tassa sul valore (classico esempio dell'IVA) esso graverà sul prezzo del bene, piuttosto che sulla quantità acquistata.
  • In pesi, come ad esempio negli USA, la politica economica applica tendenzialmente tasse sulle vendite (o chiamate anche tasse ad valorem) dove se vi è ad esempio una tassa del 6% sulle vendite di un bene il cui prezzo è 1$, il prezzo finale del bene sarà 1,06$.

La politica economica però oltre ad imporre tasse per limitare/ridurre l'acquisto di beni, può incentivarli attraverso:

  • Sussidi basati sulla quantità vale a dire che lo Stato rimborsa al consumatore una somma che dipende dalla quantità del bene acquistata.

Per terminare lo Stato può imporre alla popolazione un razionamento dei beni:

Durante la Seconda guerra mondiale, ad esempio, il governo americano ha razionato il consumo di burro e carne, imponendo nel modo diretto l'impossibilità al consumatore di acquistarne troppo (forse per scarsità del bene). Graficamente, in presenza di razionamento di beni, l'insieme di bilancio è il seguente: quindi in presenza di un razionamento dei beni, il vincolo di bilancio diventerà una retta spezzata e non più una retta lineare, in quanto non sarà possibile acquistare oltre una certa quantità del bene 1 in questo caso.

Cap.3: Preferenze del consumatore

(x1, x2, ..., xn)

Sappiamo che un paniere di consumo è un elenco completo di beni -> indicheremo con X che riassume tutti i vari beni contenuti nel paniere (x1, x2, ..., xn).

Nel paniere di consumo sono inclusi tutti i beni sui quali si esercita la scelta (gli economisti presuppongono che la scelta sia razionale).

Postulato: un consumatore, di fronte ad un insieme di alternative possibili, sceglie sempre quella che preferisce. (da ciò possiamo dedurre che per studiare le scelte, dobbiamo analizzare le preferenze dell'agente economico).

Esempio:

  • Consideriamo due panieri costituiti da due soli beni:
  • Bene 1
  • Bene 2
  • Panieri:
    1. X = (x1, x2)
    2. Y = (y1, y2)

Si parla di:

  • Preferenza stretta: quando un paniere è inequivocabilmente preferito all'altro. Denota: X > Y
  • Indifferenza: se si è ugualmente soddisfatti dai due panieri. Denota: X = Y
  • Preferenza debole: se un paniere non è preferito all'altro (un paniere è tanto accettabile quanto l'altro). Denota: X >= Y

Per determinare la scelta ottimale da parte del consumatore si assume che le scelte siano coerenti.

Esempio: si esclude che per un consumatore valgano simultaneamente le relazioni X > Y e Y > X.

Si richiede però che si rispettino tre proprietà fondamentali:

  1. Completezza: È sempre possibile confrontare due panieri.
    • Dati due panieri di beni assumiamo che: (x1, x2) ≥ (y1, y2) e (y1, y2) ≥ (x1, x2) entrambi
    • Nel caso in cui il consumatore sia indifferente nella scelta fra i 2 panieri
  2. Riflessività: ogni paniere è desiderabile almeno quanto sé stesso (X ≥ X).
  3. Transitività: se:
    • X è desiderabile almeno tanto quanto Y, e
    • Y è desiderabile almeno tanto quanto Z, allora
    • X è desiderabile almeno tanto quanto Z

Le ipotesi di completezza, riflessività e transitività implicano che il consumatore può ordinare i vari panieri dal più al meno preferito - sono requisiti così fondamentali da costituire la definizione di ciò che significa essere razionali.

Analizziamo ora assioma per assioma:

  • Per quanto riguarda la completezza dire che si possono confrontare due panieri equivale a dire che il consumatore è in grado di scegliere fra i due panieri dati.
  • Per quanto riguarda la riflessività è quasi banale. È naturale credere che un paniere di beni sia desiderabile quanto un paniere identico.

Definizione: una relazione di preferenza si definisce razionale se è completa, riflessiva e transitiva.

Se le preferenze sono razionali è possibile descriverle graficamente usando uno strumento noto come curve di indifferenza.

Curve di indifferenza

Si prenda un paniere di riferimento X che fornisce al consumatore un livello di soddisfazione pari a k. L'insieme di tutti i panieri che per il consumatore sono indifferenti rispetto a X (danno lo stesso livello di soddisfazione k) formano la curva di indifferenza che contiene X:

  • L(X): insieme dei panieri Y tali che Y = X
    • X = (75,5)
    • Y = (50,10)
    • Z = (100,3)

Non ci sono solo questi panieri che danno al consumatore la stessa soddisfazione di X ma ne esistono infiniti altri (se si esclude la possibilità che esistano "frazioni di amici"). La curva che congiunge tutti i panieri che danno la stessa soddisfazione di X è la curva di indifferenza che passa per X, L(X).

Se ogni elemento del paniere è un bene (si preferisce consumarne di più), le curve di indifferenza hanno pendenza negativa:

  • Se la quantità del bene 1 aumenta, quella del bene 2 deve diminuire per rimanere sulla stessa CDI.
  • Inoltre, se ogni elemento del paniere è un bene, a CDI più elevate corrisponde un maggior livello di soddisfazione.

Poiché stiamo considerando beni (per i quali vale il principio "più è meglio"), la curva L2 rende il consumatore più soddisfatto (stesso numero di amici ma più m2). Stessa conclusione se avessimo mantenuto costanti metri quadrati considerato CDI con un maggior numero di amici.

Paniere preferito debolmente a X: in generale, tutti i panieri preferiti a un paniere di riferimento X si trovano in alto a destra al di sopra della curva di indifferenza che passa per X. Se i panieri su L(X) sono inclusi nell'insieme (quelli sulla curva), l'area ombreggiata costituisce l'insieme preferito debolmente a X.

Paniere preferito strettamente a X: se i panieri su L(X) sono esclusi dall'insieme, l'area ombreggiata costituisce l'insieme strettamente preferito a X.

Attenzione: le curve di indifferenza non si possono intersecare.

Preferenze regolari

Se, oltre ad essere complete, riflessive e transitive (e quindi razionali), le preferenze soddisfano anche le ipotesi di monotonicità e convessità, le preferenze si dicono regolari (o "well-behaved"). Definizione: una relazione di preferenza si definisce regolare se è razionale, monotona e convessa.

  1. Monotonicità -> maggiori quantità di un bene sono sempre preferite.
    • Definizione formale: dati due panieri X e Y tali che X contiene almeno le stesse quantità di entrambi i beni rispetto a Y e una quantità addizionale di un bene, allora si ha che X > Y. È l'ipotesi di monotonicità che fa sì che le curve di indifferenza abbiano pendenza negativa.
  2. Convessità: media è preferita agli estremi.
    • Una combinazione (mix) di due panieri fra loro indifferenti è sempre preferita.
    • Definizione formale: dati due panieri X e Y sulla stessa CDI, una loro media ponderata tX + (1-t)Y, t in (0,1 inclusi) è preferita strettamente a X e Y o è almeno altrettanto buona di X e Y.

Pendenze delle CDI: Le CDI (che corrispondono a preferenze regolari o meno) riguardano trade-off fra beni: la quantità di un bene alla quale un consumatore è disposto a rinunciare per avere un po' più di un altro bene ed essere ugualmente soddisfatto.

La pendenza della CDI cattura proprio questo trade off. Esempio: la seguente figura mostra due punti su una CDI che riflette le preferenze regolari (cioè monotone e convesse) di un consumatore per t-shirt e calzini.

In A: la CDI è molto ripida. In B: la CDI è alquanto piatta. La pendenza di una curva a differenza di una linea retta, dipende da dove si sta misurando la pendenza.

Per misurare la pendenza di una curva in qualsiasi punto, tracciate una linea retta tangente alla curva. La pendenza della tangente è la pendenza della curva nel punto di tangenza, perciò in A (B) è quindi la pendenza della retta che A...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco6969 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Quercia Simone.
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