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Metodologia per la ricerca sociale e analisi dei consumi

Cos'è la metodologia – Lez. 1

La metodologia è una teoria delle procedure, è un percorso, una strategia, è uno stratagemma e deve essere intesa come un insieme di procedimenti tecnici di accertamento o di controllo che sono in possesso di una determinata disciplina o di un gruppo disciplinare. In questo senso lo scopo della metodologia è quello di garantire l’uso sempre più efficace delle tecniche di procedimento che si dispongono, e quindi la metodologia deve essere intesa come una filosofia che ha un oggetto specifico di conoscenza che è quello delle tecniche di ricerca che vengono adoperate. La metodologia non è un’epistemologia applicata e nemmeno un mix tra filosofia della scienza e metodi statistici matematici. L’idea è quella di una metodologia applicata, in itinere che si fonda propriamente sulla logica dell’indagine scientifica. La logica procedurale della ricerca scientifica sposta il problema dell’oggettività da un piano epistemologico ad un piano procedurale. Il problema del ricercatore non è quello di rispettare una realtà oggettiva, ma è quello di interrogarsi sull’adeguatezza del materiale concettuale e tecnico, e questo dovrà essere fatto in ogni fase della ricerca che sta conducendo.

Definizione di ricerca scientifica, gli equivoci e le sue fasi – Lez. 1 e 2

La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta che si sviluppa secondo un itinerario prefissato e secondo procedure stabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scientifica.

  • 2 Equivoci della ricerca scientifica
    • Ricerca = Metodo, ovvero dell’importanza della creatività. La ricerca corrisponde esattamente al metodo: questo non è vero perché la fase della scoperta è una fase fondamentale, dove entrano in gioco tutte le intuizioni, l’intelligenza, le esperienze, le motivazioni del ricercatore e la ricerca non può prescindere da queste cose = è un attributo creativo.
    • Ricerca metodo, ovvero dell’importanza di un percorso strutturato e intellegibile di investigazione. Può esserci ricerca senza metodo: questo non è possibile. Per poter dire di aver fatto una ricerca scientifica dobbiamo aver seguito un percorso strutturato e dovremmo aver reso intelleggibile la nostra investigazione.

3 fondamentali fasi della ricerca scientifica

  1. Istituzione del problema, dove viene enunciato l’enigma e si fanno delle scelte (Fasi A, B, C, D)
    • Formulazione del problema
    • Concettualizzazione
    • Individuazione dei casi
    • Definizione operativa
    • Scelta tecniche indagine
    • Previsione tecniche di analisi
  2. Rilevazione empirica, dove si raccolgono le prove (Fase E)
    • Cosa determina la qualità dei costrutti teorico-concettuali?
    • Come orientarsi tra i tanti strumenti a disposizione, che hanno caratteristiche tecniche assai diverse?
    • La rilevazione sarà «buona» se vi sarà una congruenza tra la definizione delle unità di rilevazione e i casi di indagine specifici.

    Si entra così nel campo delle tecniche di indagine, la cui scelta sarà stata determinata da diversi fattori come il tipo di spiegazione cui si tende, la sensibilità soggettiva del ricercatore o le concrete opportunità di ricerca (non ultimo il budget a disposizione). La scelta rimane al ricercatore.

  3. Analisi e diffusione dei dati, dove si risponde all’enigma e si racconta una storia (Fasi F, G, H)
    • L’elaborazione, come si arriva alla soluzione del problema? Questa fase segna il passaggio dalle informazioni ai dati e costituisce la base di dati che dovrà essere strutturata in modo da rendere possibile l’analisi dei dati. (Fase F)
    • L’analisi (Fase G) Come far «parlare» i dati?

    Insieme di operazioni per il raggiungimento di almeno un obiettivo tra:

    • Esplorazione del fenomeno oggetto di studio
    • Descrizione del fenomeno oggetto di studio
    • Sintesi e classificazione delle informazioni che riguardano l’oggetto di studio
    • Spiegazione, interpretazione e specificazione delle relazioni tra le variabili che sono, in via ipotetica, ritenute rilevanti in connessione con il fenomeno oggetto di studio
    • Previsione di stati futuri che riguardano il fenomeno oggetto di studio

    La possibilità di raggiungere questi obiettivi è data dal livello di conoscenze teoriche, dal tipo di ipotesi di ricerca che si è in grado di formulare, dall’esperienza empirica consolidata in merito all’oggetto di indagine.

    • La generalizzazione e il ritorno al problema (Fase H). Cosa definisce la sensatezza del progetto di ricerca?

    La ricerca scientifica ha come compito primario quello di individuare, anche di una fenomenologia individualmente studiata, il senso, e cioè il suo aspetto generale. Non ciò che rende quel caso irripetibile, ma ciò che in ipotesi lo potrebbe rendere in qualche misura rappresentativo di un tipo o casse di casi.

Un problema di ricerca è tale a partire da quell’interesse soggettivo del ricercatore rispetto ad un pezzo di realtà sociale, si costruirà, in base agli strumenti teorici, tecnici e concettuali. Un problema di ricerca è importante perché impostato in maniera accurata, perché in ogni fase noi seguiamo il metodo e ci atteniamo alle procedure che abbiamo appreso dalla comunità scientifica.

Definizione di:

  • Indagine descrittiva: Il nostro obiettivo sarà quello di descrivere, esplorare un fenomeno nelle sue caratteristiche principali.
  • Indagine esplicativa: L’obiettivo è quello di spiegare, di capire come e perché è aumentato un dato fenomeno, perché si assiste ad un determinato comportamento.

Esempio: Diffondersi dei modelli di comportamento consumistici = Esito dello stesso fenomeno

Teoria liberale

  • Spiega il diffondersi dei modelli consumistici con variabili quali la crescita dell'istruzione e del benessere, l'esigenza di uguaglianza, la crescente emancipazione dal bisogno resa possibile dallo sviluppo economico e dal welfare state.
  • L’affermarsi della società di massa sviluppa l'individualità e le capacità di autonomo giudizio individuale, rendendo possibile una crescente partecipazione sociale, politica e culturale, facendo esaltare la libertà individuale e trionfare la giustizia sociale.

Teoria critica

  • Collega il fenomeno a fattori come l'esigenza di controllo culturale delle masse da parte del potere, di piegare l'attitudine critica tramite l'appiattimento intellettuale e la soddisfazione di bisogni sul superfluo al fine di favorire lo scarico delle spinte critico rivoluzionarie delle masse in una generalizzata competizione per l'acquisizione di merci e oggetti che inducono ad una totalizzante uniformità.
  • Tutto ciò non è altro che manipolazione delle coscienze ad opera del sistema, caratterizzato dalla “tolleranza regressiva” imposizione di una “falsa coscienza”.

La nostra definizione del problema ha a che fare con la prospettiva teorica in cui noi ci moviamo e senza la quale non si potrebbe avere indagine scientifica.

Le condizioni logico-empiriche per la ricerca: vincoli teorici

Vincoli teorici sono fondamentali perché ci situano dentro un paradigma, una teoria, una possibilità di generalizzare i risultati della ricerca.

  • Disciplina
  • Paradigma
  • Teoria
  • Generalizzazione

Una disciplina è una chiave di lettura della realtà, un punto di vista, un sistema di vincoli su quali siano i fenomeni di interesse e su come debbano essere studiati. Ma le scienze sociali si caratterizzano per un’inclinazione inter e transdisciplinare, con una metodologia necessariamente trasversale e integrale. Il paradigma si configura come un insieme coordinato di postulati, leggi universali, teorie generali che costituiscono il corpo consolidato di conoscenze, categorie e strumenti accettati dalla comunità scientifica nei periodi di «scienza normale», ma anche la possibile alternativa globale al paradigma già acquisito nei periodi «rivoluzionari». In questa definizione ritroviamo due momenti: un momento di scienza normale e un momento rivoluzionario.

Riferimenti teorici:

  • Livello macro: Paradigmi, programmi, tradizioni macroteorie
  • Livello meso: Teorie speciali e di medio raggio (Questo è il nostro livello)
  • Livello micro: Modelli e ipotesi

Un esempio: Anomia in Durkheim e Merton

Durkheim: definisce l’anomia come la «mancanza di norme», ovvero una situazione che si caratterizza per mancanza di regole e leggi e distingue due tipi di anomia:

  • Acuta: risultato di un brusco cambiamento (crisi finanziaria, divorzio).
  • Cronica: determinata da uno stato di costante cambiamento (moderna società industriale).

Durkheim scopre che l’anomia è uno stato patologico della società ed enfatizza il bisogno della gente di avere norme sociali comuni e stabili (Integrazione), e un aspetto di questo stato patologico è il suicidio. L’evidenza empirica è il più alto tasso di suicidi tra gli anziani vedovi rispetto a quelli sposati o un più alto tasso di suicidi nei periodi di crisi economica.

Merton: definisce l’anomia come una discontinuità tra fini culturali e mezzi legittimi utilizzabili per raggiungere tali fini. Merton scopre che l’anomia genera forte tensione per il sistema portando alla devianza, ed abbiamo una evidenza empirica: presenza di un alto grado di devianza tra le classi sociali più basse che sperimentano più aspramente i blocchi strutturali.


Possiamo definire la teoria in diversi modi, ma se guardiamo attentamente, quello che viene esaltato è proprio questa capacità di connettere in maniera ipotetica il piano della teoria con il piano della ricerca empirica. Per arrivare al piano empirico dobbiamo trasformare questa teoria in ipotesi e in modelli:

Un’ipotesi è una proposizione espressa in forma controllabile che – in una ricerca descrittiva (ci aiuterà a considerare gli aspetti) – orienta il ricercatore nella selezione degli aspetti da considerare o che – in una ricerca esplicativa (ci aiuterà a stabilire un rapporto tra due o più variabili che vogliamo esplorare e controllare) – prefigura un particolare rapporto tra due o più variabili o fenomeni, da esplorare o controllare. Un’ipotesi, o meglio un sistema di ipotesi, può essere espressa in un modello, cioè in una microstruttura multidimensionale e semplificata di relazioni complesse fra oggetti, concetti e variabili, in cui elementi scientifici e di senso comune si integrano secondo criteri di convenzionalità e utilità strumentale (ai fini della ricerca empirica).

Vincoli concettuali sono fondamentali perché i costrutti ci indicano dove guardare, cosa cercare, come riconoscere ciò che si stava cercando quando lo si trova. «La scienza è conoscenza di costrutti (modelli concettuali) mediante altri costrutti (modelli procedurali)».

Importante, senza concetti non sappiamo dove guardare, cosa cercare, come riconoscere cosa si sta cercando e quando lo si trova. Concettualizzare vuol dire:

  • Ridurre: identificare, precisare gli aspetti del problema cui si assegna rilevanza specifica in un dato contesto di indagine, in base a una prospettiva, a un interesse cognitivo, ad un progetto.
  • Categorizzare: raggruppare, comprendere in una rappresentazione sintetica diversi aspetti di una medesima proprietà, rappresentare in categorie ciò che altrimenti si perderebbe nella caotica molteplicità dell'esperienza.
  • Etichettare: dare un nome a questa immagine mentale.

Che ci porta alla parzialità dei punti di vista propria del processo di concettualizzazione, offre la possibilità di attribuire significato a un’infinità priva di senso del mondo sociale, di costruire il dato e di orientare l’osservazione.

Paradigma di Lazarsfeld

Il paradigma lazarsfeldiano altro non è che una traccia logica, una pista abbastanza generale per guidare il ricercatore nella scomposizione di un concetto complesso al fine di identificare gli indicatori. Il livello finale, quello che viene chiamato degli indicatori, è il livello per il quale il ricercatore – a causa del basso livello di generalità – può immaginare delle definizioni operative, ovvero delle modalità empiriche di rilevazione del dato (per esempio: domande in un questionario).

Processo in quattro fasi in cui vengono costruite le variabili:

  1. "Imagery": Rappresentazione mentale del concetto-termine
  2. Individuazione delle dimensioni che compongono il concetto
  3. Individuazione degli indicatori osservabili
  4. Sintesi degli indicatori in indici

Esempio: Partecipazione politica = propensione soggettiva a seguire gli avvenimenti politici, ad essere coinvolti razionalmente ed emotivamente, almeno nell’interazione quotidiana.

Dimensioni della partecipazione politica:

  1. Interesse per la vita pubblica
  2. Informazione sulla vita pubblica
  3. Diretto coinvolgimento nelle attività politiche

Indicatori/Variabili della dimensione interesse per la vita pubblica:

  • Appassionarsi alle questioni politiche e quindi potremmo chiedere: Quanto spesso ti capita di indignarti o appassionarti ai fatti della politica…?
  • Discutere di politica con amici, familiari o colleghi

È necessario prendere gli indicatori, riformulare la dimensione dell’interesse per la vita pubblica. Noi avremo la partecipazione politica quando utilizzeremo questi indicatori per riconnettere tutto insieme e poi discutere sul grado di partecipazione politica di un gruppo/comunità ecc.

Vincoli telici

Fondamentali perché il sistema delle risorse condiziona significativamente tutto il ciclo della ricerca sociale, dalla percezione della situazione problematica sino alla ridefinizione del problema, attraverso tutte le fasi tecniche dell’indagine.

  • Umane
  • Cognitive
  • Strumentali
  • Temporali
  • Finanziarie
  • Gestionali

L'operazionalizzazione - Lez. 3

Che cos’è: L’operazionalizzazione consiste in senso stretto nella traduzione dei concetti scientifici in operazioni o procedure osservabili, eseguibili, comunicabili. La formulazione del problema è il punto di partenza dell'indagine, ma assolve una funzione per così dire provvisoria orienta la fase di operazionalizzazione ma attraverso di essa lo stesso problema viene poi meglio a precisarsi. Formulare un problema vuol dire ridurre la complessità. E possiamo aggiungere che questa riduzione significa trasformare l'oggetto della propria indagine in un insieme di nozioni che rappresentano proprietà, aspetti, relazioni, relativamente ai quali dovrà raccogliere il materiale empirico.

Il problema scientifico per poter essere posto, affrontato e risolto richiede:

  1. Che la concettualizzazione connessa con le ipotesi teoriche sia analiticamente definita.
  2. Che si trascelgano, sulla base di ipotesi teoriche, i dati del caso caso.
  3. Che alle dimensioni della definizione si connettano indicatori empirici (attraverso procedure riproducibili).

In questo senso è volta alla progettazione di indicatori e variabili attraverso il paradigma di Lazarsfeld che individua quattro fasi fondamentali.

  1. "Imagery": Rappresentazione mentale del concetto-termine
  2. Individuazione delle dimensioni che compongono il concetto
  3. Individuazione degli indicatori osservabili
  4. Sintesi degli indicatori in indici

Il primo momento riguarda la concettualizzazione del problema di ricerca serve:

  • a definire cosa cercare,
  • a connettere in forma ipotetica gli aspetti del problema,
  • a far emergere i casi oggetto di studio e le variabili che vogliamo rilevare.

Concettualizzare vuol dire: (è quello che rende scienza il nostro progetto)

  • Ridurre: identificare, precisare gli aspetti del problema cui si assegna rilevanza specifica in un dato contesto di indagine, in base a una prospettiva, a un interesse cognitivo, ad un progetto.
  • Categorizzare: raggruppare, comprendere in una rappresentazione sintetica diversi aspetti di una medesima proprietà, rappresentare in categorie ciò che altrimenti si perderebbe nella caotica molteplicità dell'esperienza.
  • Etichettare: dare un nome a questa immagine mentale.

La fase di costruzione dei concetti può avvenire attraverso svariati tipi di costruzione. Il più semplice è quello di astrazione, quando noi ricaviamo un concetto da concetti più astratti, come ad esempio il concetto di spazio tridimensionale in cui noi abbiamo chiaro il concetto di spazio più generale. Possiamo arrivare ad un concetto di derivazione attraverso un processo di analisi logica, scomponibile e classificatorio, per cui dal concetto di occupazione possiamo arrivare a quello di sottoccupazione che è un sottoinsieme dell’occupazione. Possiamo arrivare ai concetti per analogia, ovvero prendendo il concetto da altri ambiti, come il concetto di evoluzione sociale, che lo costruiamo prendendo il concetto di evoluzione dalla biologia. Possiamo usare un concetto di tipo metaforico, per cui il processo che usa analogie non controllate da regole, ed un esempio è quando noi utilizziamo il concetto di strategia militare per analizzare i fenomeni organizzativi. Oppure abbiamo un processo per estensione, e quindi un processo definitori.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dg995d di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca sociale e analisi dei consumi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Fornari Rita.
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