Estratto del documento

Linguistica applicata

NB: vedere le slides su Moodle.

Lezione 1

Linguistica: disciplina che studia le lingue, un mediatore linguistico deve conoscere la linguistica; la scienza che studia il linguaggio.

Definizione: umano e le sue manifestazioni storiche, cioè le lingue.

La teoria della falsificabilità di Karl Popper, filosofo austriaco, afferma che una scienza è una scienza solo se è falsificabile: se offre gli strumenti per verificare se è falsa, per controllare se quello che dichiara è vero oppure no.

Infatti, tutte le scienze si basano sul metodo sperimentale. Popper afferma che la scienza offre addirittura gli strumenti per verificare un suo eventuale errore, Ex: sistema geocentrico e sistema eliocentrico. In altre parole, offre degli strumenti per dimostrare che sbaglia o che ha ragione.

Tutto ciò che non è scienza non è detto che sia falso, semplicemente non può essere provato.

Scienze dure e scienze morbide

Le scienze possono essere divise in due gruppi:

  • Scienze dure nelle quali bisogna seguire regole ferree, come matematica, chimica, grammatica.
  • Scienze morbide nelle quali non bisogna seguire regole ferree, ma si limitano ad osservare, come psicologia, linguistica.

Esempi di linguistica intesa come scienza morbida

  • Se studierei bene, passo senz’altro l’esame: è chiaramente un errore dal punto di vista grammaticale, eppure la linguistica non si pone lo scopo di evidenziare questo sbaglio, vuole semplicemente comprendere quali persone sono solite usare queste espressioni e quali utilizzano un’espressione più corretta grammaticalmente. Con i suoi studi, la linguistica ha dedotto che solitamente sono le persone con un basso grado di scolarizzazione ad esprimersi in tal modo.
  • Cappuccino e brioche costano due euri e dieci centesimi: “euri” è un errore dal punto di vista grammaticale, perché la giusta espressione sarebbe “euro”. La morfologia italiana prevede che il plurale di formi dalla parte finale della parola. Ci sono, tuttavia, alcune parole che restano immutate dal singolare al plurale, come audio, video, bici, che sono termini che hanno “perso un pezzo”, audio → audiocassetta, video → videocassetta, bici → bicicletta. Per quanto riguarda la parola European countinf unit, “euro”, questa inizialmente era che venne poi abbreviato così come lo conosciamo tutt’oggi. Le persone più anziane, di solito, tendono ad usare l’espressione “euri”. La linguistica, cercando di dare una risposta a tutto ciò, capì che per analogia* tendiamo ad applicare la regola di formazione del plurale, la sostituzione della “o” finale con la “i”, a tutte le parole. È proprio quello che fanno le persone più anziane con questa parola. Perciò, per la linguistica “euri” è l’espressione giusta, mentre la grammatica ci dice che la parola “euro” rimane invariata al plurale.
  • A me mi piace l’I-phone quello che si piega: errore grammaticale, mentre per la linguistica è un semplice rafforzativo.
  • Non so qual’è l’aula magna: errore grammaticale, mentre per la linguistica diventa un errore solo se lo si scrive.

*= Analogia: applicare la stessa regola a tutte le parole, Ex: cavallo → cavalli; gatto → gatti, ecc.

Linguaggio parlato e grammatica

Il linguaggio parlato influenza lentamente la grammatica. Ad esempio, se il 51% degli italiani usasse la parola “euri” verrebbe accettata anche grammaticalmente. La lingua muta molto lentamente a seconda del suo utilizzo degli italiani.

Il linguaggio è prettamente orale, infatti la scrittura arrivò molto tempo dopo il linguaggio parlato. Proprio per questo, molte persone consigliano di imparare prima l’aspetto orale di una lingua, cioè di iniziare dall’apprendimento orale perché quello grammaticale sottrae forze alla sua assimilazione verbale, cioè l’aspetto linguistico più utilizzato. Scriviamo poco in confronto a quanto parliamo e scriviamo spesso non su fogli di carta, ma ad esempio sul telefono o al computer.

La lingua è influenzata da molteplici fattori, dal registro, età, mezzo diamesico* o luogo d’origine del parlante, e non è un sistema unitario: per questo la linguistica è una scienza morbida.

*= Nella scrittura prevale l’utilizzo del passato remoto o del pronome “egli”, che invece sono usati pochissimo in un discorso orale.

Lingue dei segni, linguaggio simbolico e apprendimento

Anche le lingue dei segni sono diverse e si evolvono: sono lingue come le altre che mutano nel tempo e dipendono dal luogo in cui ci troviamo, infatti ogni nazione ha la propria lingua dei segni; vedere come si dice “albero” nelle slides.

Il linguaggio simbolico muta di meno rispetto a quello parlato o scritto. Ha un aspetto positivo, = è immediato, ma anche un aspetto negativo, = è assolutamente incomprensibile per una persona che non lo conosce, a meno che non sia un simbolo che imiti la realtà, ma anche in questo caso potrebbe essere interpretato male.

Il linguaggio non è un’esclusiva dell’essere umano: molte altre specie comunicano, anche se attraverso altri metodi.

Non esiste un limite neuronale all’apprendimento del linguaggio, l’uomo potrebbe imparare tutte le lingue del mondo se volesse, ma c’è un limite temporale e utilitario: non ne avrebbe il tempo e se non le praticasse, tutte le lingue imparate sarebbero inutili.

Lingue ufficiali, dialetti e identità

È un mistero per cui gli esseri umani hanno così tante lingue: ci sono 7106 lingue ufficiali, ossia lingue che una qualsiasi autorità statale dichiara che sono tutelate dalla legge, schedate nel 2013. In realtà, le lingue effettive sono molte di più. Se si contassero, si arriverebbe a migliaia di microlingue o dialetti.

Lingua =/= dialetto: per la linguistica non c’è una differenza fondamentale. Sono entrambe lingue oggetto di studio, entrambe hanno una grammatica, un lessico, una morfologia e un funzionamento interno.

Caratteristiche del dialetto, differenze con una lingua vera e propria:

  • Dialetto di solito viene inteso come una lingua che ha un’area geografica molto piccola, anche se non è sempre così, ex: il maltese estensione geografica più piccola rispetto a Bologna.
  • Il dialetto spesso si usa oralmente, frequentemente non sappiamo scriverlo perché non ci sono regole fisse.
  • Si usa spesso in piccoli contesti, in un ambito poco numeroso il dialetto non ha termini per l’astrofisica o per la medicina, piuttosto ha termini che si rifanno al settore agricolo.
  • Di solito è percepito come una lingua di minore importanza.

Nei Paesi Bassi, uno degli stati fondatori dell’Unione Europea, la lingua ufficiale è il neerlandese o olandese. Questa lingua si parla anche in una regione tedesca, dove però è considerato un dialetto del basso tedesco occidentale, con una trascurabile considerazione rispetto al tedesco standard. Perciò, a soli 5km di distanza, questo idioma viene percepito in maniera diversa.

La stessa lingua si parla in Belgio settentrionale, dove viene chiamata il fiammingo, lingua ufficiale di gran parte della nazione. Inoltre, venne anche utilizzata per colonizzare il sud africa dai Boeri, coloni partiti dalle fiandre, dove venne chiamata afrikaans, oggi poco usata perché percepita simbolo dell’apartheid, dello sfruttamento e segregazione razziale da parte dei coloni. Infatti, in sud africa oggi si utilizza l’inglese come lingua ufficiale.

In Italia: l’italiano standard è un’evoluzione della lingua dialettale fiorentina. Nel 1500 si decise che i poeti più importanti erano stati Dante, Petrarca e Boccaccio, poeti toscani del 1300, la Toscana fu da sempre molto importante per vari motivi, economico-finanziari, linguistici e culturali. Oggigiorno a Firenze, però, non si parla l’italiano standard: mentre la lingua dei grandi poeti è rimasta invariata, il dialetto fiorentino ha continuato ad evolversi e a mutare.

Italiano standard = lingua che pochissime persone parlano: lingua immaginaria che di fatto non esiste.

Weinreich, linguista polacco, disse che una “lingua è un dialetto ma con in più un esercito e una flotta”: la lingua ha lo stato e la legge che la protegge, altrimenti rimarrebbe un dialetto.

Torre di Babele e lingua materna

Perché l’uomo ha così tante lingue? L’uomo si è interrogato su questi temi; venne creato il mito della Torre di Babele: la torre fu costruita in Mesopotamia con l'intenzione di arrivare al cielo e dunque a Dio. Secondo il racconto biblico, all'epoca gli uomini parlavano tutti la medesima lingua. Gli uomini volevano arrivare al cielo per farsi un gran nome e non essere dispersi su tutta la terra come Dio gli aveva comandato. Ma Dio creò scompiglio nelle genti e, facendo in modo che le persone parlassero lingue diverse e non si capissero più, impedì che la costruzione della torre venisse portata a termine.

Il nome di "Babele", attribuito alla torre, è riconducibile all’ebraico bālal, che significa «confondere», in quanto l'episodio della Genesi parla di "confondere le lingue".

La lingua è l’elemento fondamentale che l’uomo ha per definire la sua identità: un italiano si sente italiano perché fin da piccolo hanno comunicato con lui in questa lingua, = la sente sua, perciò ci sono così tante lingue quante sono le comunità umane.

Sapere quale lingua parlavano i primi uomini è impossibile perché non abbiamo documenti scritti fin dagli arbori. Solo Federico II di Svevia fece un esperimento: fece allevare e crescere dei bambini da alcune balie, ma impose loro di non parlare con gli infanti. Credeva che in questo modo, non venendo “contaminati” e indirizzati all’utilizzo di altri idiomi, i bambini avrebbe parlato la prima lingua del mondo, la lingua più antica di tutte; tuttavia questi non accennavano a pronunciare parola e il sovrano permise alle balie di parlare con loro.

Un bambino iniziò a parlare siciliano passato un po’ di tempo, semplicemente perché questa era la lingua della balia. La lingua materna è la più importante.

Una lingua non ha valore solo per il suo numero di parlanti, altrimenti dovremmo studiare tutti lingue quali il mandarino o lo spagnolo che sono gli idiomi più parlati al mondo, ma anche per altri motivi come ad esempio la sua utilità, per quello a cui ci serve. Questo spiega perché la lingua che viene maggiormente insegnata nelle scuole di tutto il mondo è l’inglese.

La lingua può vedere il numero dei suoi parlati ridursi progressivamente e diventare a rischio estinzione.

Lingue vive =/= lingue morte, latino, greco…

Lezione 2

La nostra storia, così come la maggior parte di quelle occidentali, prese vita nell’Antica Grecia, dove nacque l’idea che la lingua poteva essere studiata. I greci avevano una bassissima considerazione delle altre lingue e degli altri popoli, i quali venivano considerati “barbari”, termine che significa balbuziente = colui che non emette dei suoni chiari e comprensibili.

Ad esempio, consideravano barbari anche gli antichi romani, in questo periodo Roma era una città molto piccola e lontana dalla magnificenza tipica di alcuni anni dopo. Le colonie greche erano dislocate in gran parte del mediterraneo, dato che i greci avevano capito che per commerciare era sufficiente governare le colonie costiere e i porti.

I loro principali competitori erano i fenici, anche se intrattenevano relazioni commerciali con vari altri popoli, come ad esempio gli etruschi, controllare colonie in cartina: blu = greci e rosso = fenici. I greci, nonostante la loro poca considerazione degli altri popoli, avevano bisogno di commerciale e di parlare con loro. Avevano bisogno, quindi, di mediatori linguistici.

All’epoca non vi erano scuole di mediazione linguistiche e l’unico modo per avere a disposizione delle persone bilingue per ricoprire questi ruoli era possedere degli schiavi. Questa professione nasce come professione non pagata nell’antichità.

Platone, Cratilo e l’origine dei nomi

Platone scrive molti dialoghi aporetici, senza soluzione, uno dei quali incentrato sul linguaggio. Questo dialogo si intitola “Cratilo”: Cratilo, un filosofo, immagina che ci sia un incontro tra Platone e altre persone, tra cui Socrate e lo stesso Cratilo. Quest’ultimo chiede a Socrate perché le cose abbiano un certo nome. E Socrate risponde “ma cosa intendi?”.

Ex: Penna: si chiama così perché dapprima si usavano le vere penne di alcuni volatili per scrivere. Ma perché la penna di alcuni animali si chiama così? Socrate non risponde e la domanda quindi rimane irrisolta, ma afferma che noi diamo i nomi per convenzione: nel nostro paese la chiamiamo tutti “penna”, in un altro stato la chiamano in un altro modo e noi ci adeguiamo alla maggioranza.

Se la maggioranza usa un determinato nome, allora si decide arbitrariamente che quello è il suo nome. In teoria, però, ognuno potrebbe scegliere un qualsiasi nome e, se anche altre persone lo utilizzeranno, verrà accettato, Ex: Petaloso; se una parola viene utilizzata entrerà nel dizionario; al contrario se non viene utilizzata non entrerà nel dizionario.

Platone afferma che è vero che diamo un nome agli oggetti per convenzione, ma nel nome delle idee le cose hanno il loro vero e autentico nome e nel mondo delle idee il vero nome è in greco. Le lingue sono delle semplici convenzioni tra gli uomini, ma sono molto importanti per la nostra identità.

Alfabeto greco e nascita del pensiero sul linguaggio

I greci inventarono l’alfabeto: pensarono al linguaggio e al modo per organizzare il suono di una lingua, oggi quasi tutto l’occidente usa degli alfabeti che derivano da quello greco. I greci “copiarono” l’alfabeto fenicio, il quale però non aveva le vocali. I greci, dovendo commerciale con tutto il mediterraneo, decisero di inserire le vocali, le vocali non sono essenziali nella scrittura.

Quindi, il pensiero sul linguaggio nacque in Grecia per 2 motivi:

  • Avevano bisogno di traduttori, persone che usassero lingue.
  • Perché c’erano persone che ragionavano sulla lingua, per i pensieri di Platone e per l’adattamento dell’alfabeto fenicio.

Impero romano, grammatica latina e scuole

Ben presto iniziò l’espansione dell’Impero romano: Roma conquistò tutta l’Europa, parte dell’Asia settentrionale e del Medio Oriente. Aveva, perciò, bisogno di comunicare con il suo impero e di insegnare la sua lingua, ossia il latino, ad altri popoli.

Uno dei primi scrittori che scrisse una grammatica latina fu Elio Donato. Sulla sua grammatica si svilupparono tutte le grammatiche successive. La grammatica non è solo un insieme di regole, ma sono regole miste a situazioni. Le situazioni concrete sono l’unico modo per imparare la lingua. Successivamente nacquero le scuole, nelle quali si insegnano le lingue.

Tutto ciò cessò nel 476 d.C., anno simbolico della caduta dell’Impero Romano d’Occidente: cadde l’impero e anche le scuole vennero chiuse. Solo nei monasteri continuarono gli insegnamenti linguistici. Le persone continuavano a parlare, ma non c’erano più gli insegnanti che correggevano loro gli errori che commettevano.

Di conseguenza, le lingue iniziarono un’evoluzione rapidissima, indipendentemente dalla grammatica, e si evolsero molto velocemente, differenziandosi in base alla zona o all’area in cui venivano parlate, sono gli antenati degli attuali dialetti. Nel medioevo non c’è più il modello della scuola e nascono le lingue volgari, che si parlano oggi.

Ottocento, linguistica e colonizzazione

Il 1800 è il secolo in cui nascono le dottrine scientifiche vere e proprie, dato che viene proposto il metodo sperimentale, perciò nasce anche la linguistica. Nel momento in cui la linguistica diventa una scienza, l’Europa decide di aprirsi al resto del mondo.

Si scopre che ci sono molti popoli che parlano altre lingue oltre quelle europee e molte possibilità di scambi commerciali, ma soprattutto di colonizzazione. Infatti, a partire dal sedicesimo secolo tutti i territori che si conoscevano vengono colonizzati, principalmente per sfruttare le loro risorse minerarie, economiche e la loro forza lavoro. Gli europei volevano portare la civilizzazione anche ai popoli primitivi, così facendo scoprirono le lingue che questi parlavano.

India, sanscrito e prestiti linguistici

Alla fine del 700, quando gli inglesi persero le loro colonie nel Nord America, si concentrarono sullo sviluppo di altre colonie: conquistarono l’India, in buona parte con il controllo sull’economia, i tratti commerciali e i trattati diplomatici, che sarebbe ridiventata indipendente solo dopo la fine della SGM.

I diplomatici, i politici e i militari inglesi vennero inviati in India per colonizzarla. Uno di loro, William Jones, venne inviato come giudice. Egli era appassionato di lingue e parlava vari idiomi. Interagendo con gli indiani del posto, scoprì che il sanscrito, lingua sacra dell’India, forma di un antico dialetto, era simile alle lingue occidentali, fatta eccezione per la predisposizione all’uso della vocale A.

Prestito: una parola che viene riportata così com’è, anche se esiste un corrispondente nella lingua di arrivo. Le lingue prendono dei prestini le une dalle altre anche se non sono “imparentate”. Solitamente è quasi impossibile trovare dei prestiti in questi ambiti: numeri, parti del corpo e parentela, sono parole originali che vengono usate molto spesso.

Perché in India usano le parole simili a quelle europee anche in questi ambiti? Jon

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 1 Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica italiana, Prof. Scarpanti Edoardo, libro consigliato Elementi di linguistica generale e applicata, Edoardo Scarpanti Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SS00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Scarpanti Edoardo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community