Linguistica generale
- Settimana 1, Lingue, linguaggio e comunicazione
- Settimana 2, Cosa fanno i linguisti
- Settimana 3, La fonetica e la fonologia, i suoni delle lingue
- Settimana 4, La morfologia, dai suoni alle parole
- Settimana 5, La sintassi, dalla parola alla frase
- Settimana 6, La semantica, i significati tra lessico e realtà
- Settimana 7, Linguistica testuale
- Settimana 8, La pragmatica, il linguaggio nell’uso
- Settimana 9, La variazione linguistica
- Settimana 10, Il linguaggio e la cognizione umana
- Settimana 11, Storia della disciplina e ripasso generale
Lingue, linguaggio e comunicazione
La Linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua e il linguaggio. La differenziamo tra generale e storica (o glottologia). La linguistica ha come oggetto di studio le lingue storico-naturali, ossia lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani. Il linguaggio verbale umano è una facoltà, infatti, innata nell’homo sapiens ed è il più complesso tra i sistemi di comunicazione a nostra disposizione.
Un linguista studia le lingue, non le parla necessariamente tante, non è per forza poliglotta, studiare e conoscere una lingua non significa parlarla. Il linguista non è un poliziotto della grammatica, la linguistica descrive, studia scientificamente il linguaggio, cosa diciamo, come diciamo, perché diciamo una cosa. -generale e storica-.
Il linguaggio è parte del nostro patrimonio genetico, è qualcosa con cui noi nasciamo. Poi le lingue si apprendono, ma il linguaggio è naturale e ci distingue da altre specie, fin dai tempi dell’homo sapiens. Infatti, si parla di lingue storico-naturali, sistemi nati spontaneamente nel corso della civiltà umana dati a noi proprio al fine di comunicare.
Le lingue sono manifestazione del linguaggio verbale umano attraverso l’apparato fonico acustico, tuttavia esistono altri tipi di linguaggio, ad esempio il linguaggio non verbale, la gestualità, il linguaggio del corpo, l’arte, le espressioni facciali, le emoji, il codice binario, ecc…
Distinguiamo quindi linguaggio naturale e artificiale, umano e non umano, verbale e non verbale.
Linguaggio artificiale
Il linguaggio artificiale è molto complesso e diverso. Le macchine parlano e leggono un linguaggio artificiale, e hanno sostanzialmente il compito di svolgere attività tipiche degli esseri umani. Negli anni 40 viene creato il primo neurone artificiale grazie a due studiosi. Si espande poi negli anni 50 grazie ad Alan Turing. A metà anni 50 viene coniato il termine di intelligenza artificiale da John McCarthy con i primi linguaggi di programmazione. Essi comunque devono dare un output, dati di uscita, cioè dei risultati. Essi convertono i dati astratti dell’uomo, perché c’è sempre un uomo dietro che programma, in codici macchina, comunicando attraverso il codice binario 01 a sequenze.
- Comunicazione non verbale Ossia la comunicazione non veicolata da parole, né oralmente né in forma scritta, ad esempio la mimica, la postura o la gestualità. Può essere suddivisa in un sistema paralinguistico (vocale ma non verbale, tono frequenza ritmo silenzio), sistema cinesico (mani, corpo, faccia), in prossemica (riguarda i messaggi che il corpo invia occupando uno spazio, come quando siamo sul pullman e occupiamo un posto per un motivo specifico), e aptica (comunicazione attraverso il contatto fisico, come le strette di mano).
- Linguaggio non umano La capacità comunicativa, in realtà, è comune anche al mondo animale. Un esempio molto semplice è dato dai cani che possono persino comunicare a distanza (attraverso l’urina marcano il loro territorio, annusandola si informano sullo stesso).
Altro sistema ben diverso ce l’hanno le api!! Grazie agli studi di Fish sappiamo che l’ape ha un sistema di comunicazione che le permette di comunicare alle compagne presenza e distanza dei giacimenti di cibo, attraverso una danza, una configurazione di movimenti del corpo captata dalle antenne delle altre api che gli fa capire e codificare il messaggio. Ci sono persino diversi tipi di danza: quella dell’addome e quello circolare, il primo è più complesso e dà più informazioni a proposito del giacimento (più giri vicinanza maggiore).
D’altra parte, abbiamo anche le formiche, con metodi di comunicazione estremamente elementari e limitati. La formica esploratrice raggiunge il giacimento di cibo e lo indica alle altre formiche lasciando una scia di goccioline – feromoni – per la strada per far sì che le altre formiche lo raggiungano as well.
Lingue e dialetti? (Sociolinguistica)
La distinzione tra i due è puramente sociale e storico-culturale. I dialetti sono sistemi super complessi, ma sono considerate vere e proprie lingue, con propri suoni, proprie strutturazioni morfologiche, propria sintassi, propria semantica, e ognuno è diverso dagli altri! La varietà linguistica, a questo punto, sarebbe immensa. Si tratta comunque di un patrimonio immenso con origini nascoste ma non troppo, alcune persino latine, o derivanti da altre lingue.
Ovviamente per questioni terminologiche poniamo una distinzione tra i due ambiti, ma in realtà si tratta di lingue sorelle. Si pensi che l’italiano in forma scritta deriva dal toscano! Uno studioso, Weinreich, diceva “Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina”, perché tutte le percezioni le abbiamo grazie anche a fattori extralinguistici che veicolano la nostra concezione a riguardo. I dialetti, in realtà, sono perciò antecedenti alle lingue.
Come definire la comunicazione?
Concezione larga, semplice comunicazione come passaggio di informazioni. Qualunque cosa, qualunque avvenimento, fatto culturale, può essere interpretato da qualcuno e veicolare informazioni. Questo avviene da un emittente non intenzionale (oggetto culturale) a un ricevente che capta il messaggio.
La comunicazione, però, avviene quando essa è intenzionale dall’emittente al ricevente.
Concezione stretta, comunicazione con intenzionale trasmissione di informazioni.
L’unità minima di un sistema di comunicazione è il segno, ossia la singola entità che fa da supporto al passaggio di informazione, un qualcosa che sta per qualcos’altro e che serve per comunicare quel qualcos’altro. In qualunque tipo di comunicazione abbiamo quindi un’associazione tra l’espressione e il contenuto. I 5 principali tipi di segni sono:
- Indici Segni in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale, causale, universale, ma soprattutto mai intenzionali. Un esempio di indice può essere una persona con le macchie sul viso, espressione del contenuto morbillo, quindi comunque non intenzionale;
- Segnali Segno in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale, causale, ma a differenza degli indici sono intenzionali;
- Icone Segni basati sulla similarità di forma e struttura, quindi l’espressione rispecchia a pieno il contenuto (come i cartelli stradali che mostrano proprio un’immagine grafica di ciò che si può o non può fare);
- Simboli Espressione e significato sono legati da una motivazione né analogica né naturale, espressione e contenuto sono legati semplicemente da un rapporto convenzionale (bandiera italiana, o il semaforo), non c’è una similarità di struttura;
- Segni (in senso stretto) Essi non sono motivati, quindi convenzionali, e sempre intenzionali (ad esempio la lingua dei segni).
/ Indici e segnali sono significati naturali – icone, simboli e segni trasmettono significati non naturali /
L’insieme di corrispondenze convenzionali tra il qualcosa e il qualcos’altro è il codice, il quale ci fornisce le regole di interpretazione dei segni. Il codice ci permette di codificare il concetto, come ad esempio la lingua (qualsiasi), il codice stradale, il codice morse, il codice binario. Il messaggio è ciò che viene trasmesso dai due soggetti.
Questo può essere trasmesso attraverso due operazioni -------> la codifica è la possibilità di trasformare un concetto cognitivo, un’idea, in un’espressione. La decodifica trasforma, al contrario, il messaggio in concetto astratto, ideale, in contenuto.
L’uomo fruisce di codici ma può anche crearli, a differenza degli animali. Non a caso esistono tantissimi vari messaggi, perché inventati dall’uomo.
Le proprietà della lingua umana
Le proprietà della lingua umana, non individuabili in altri sistemi di comunicazione.
- Biplanarità, un linguista danese, Hjelmslev, ha essenzialmente sostenuto che ogni segno ha 2 facce, 2 piani compresenti: un piano del significante e un piano del significato, il qualcosa e il qualcos’altro, parola e concetto;
- Arbitrarietà, viene introdotta agli inizi del ‘900 da un linguista importantissimo che ha proprio scritto la storia della linguistica generale, Saussure. Egli sostiene che non c’è alcun legame naturale e motivato tra significante e significato, non c’è un vincolo naturale, non è necessario, ma arbitrario e convenzionale. Se non ci fosse questa convenzione le parole delle diverse lingue sarebbero tutte uguali, o parole simili in lingue diverse sarebbero associate allo stesso concetto (bell, bellum, bello). Ancora meglio, quindi, possiamo parlare di arbitrarietà verticale, molto semplice, riferendosi appunto alla presenza, metaforica, di due piani, come detto prima, di significante e significato. L’arbitrarietà orizzontale, tuttavia, più complessa, sostiene invece rapporti tra significante e significante vs. significato e significato (es. in italiano il significato di una parola non cambia al cambiare della lunghezza vocalica, questo a differenza dell’inglese in cui la distinzione tra la vocale lunga e breve è pertinente, come nel caso di ship e sheep = significante. Nel caso del significante potremmo citare face/viso, faccia).
Tuttavia, troviamo anche dei limiti all’arbitrarietà, cioè casi in cui l’associazione tra i due piani non è arbitraria, anzi si avvicina molto. Ad esempio, le onomatopee, ottima riproduzione del concetto attraverso un gioco fonologico preciso che lo riprende. Esse possono persino variare leggermente da lingua in lingua (onomatopee indirette). Ancora possiamo avere gli ideofoni, ovvero proprio le espressioni imitative, quindi le onomatopee dirette. E ancora il fonosimbolismo, ossia situazioni in cui i suoni di una parola richiamano un concetto specifico (l’allitterazione della i può spesso far riferimento a cose piccole, le vocali chiuse a qualcosa di cupo, ovviamente non sempre vero). Infine, l’iconismo, ossia un fenomeno che ci permette di individuare, captare, l’associazione tra espressione e contenuto, attraverso, per esempio, regole grammaticali fisse (in inglese child e children per il plurale, quindi parola più lunga, o in altre lingue il plurale si forma con la ripetizione della stessa, reduplicazione);
- Doppia articolazione;
- Trasponibilità di mezzo;
- Linearità e discretezza;
- Onnipotenza semantica, plurifunzionalità, riflessività;
- Produttività e ricorsività;
- Distanziamento e libertà da stimoli;
- Trasmissibilità culturale;
- Complessità sintattica;
- Equivocità;
Da Ferdinand de Saussure
Distinzioni principali. Dicotomie saussuriane:
Sincronia e diacronia
Per sincronia intendiamo il fatto che le lingue possono essere guardate e analizzate all’interno di finestre temporali precise, nel presente, uno stato specifico di una lingua, come un singolo frame di una scena di un film. Nel caso della diacronia guardiamo come una lingua si è evoluta nel tempo, come si è sviluppata storicamente, quindi il film nel suo complesso.
Ad esempio, se guardiamo al latino, notiamo la caduta delle consonanti finali delle parole, la sostituzione delle declinazioni con preposizioni e articoli. Chiaramente se compariamo l’italiano odierno con l’italiano di Dante è ovvio notare delle differenze sostanziali nel significato, nella struttura sintattica, nel lessico.
Langue e parole
Langue = Struttura linguistica, in termini sociali, sistema astratto che ci permette di creare gli atti linguistici.
Parole = Esecuzione linguistica, atto linguistico individuale, realizzazione concreta (es. suoni concreti che danno voce al sistema linguistico);
Tra i due vi è rapporto di co-dipendenza, cioè uno è dipendente dall’altro, perché la lingua esiste nella collettività ed è necessaria affinché gli atti di Parole siano intelligibili. Dal sistema lingua noi estraiamo una serie di parole, espressioni, che hanno senso in quel sistema linguistico, e così all’inverso, gli atti di Parole sono necessari affinché la Langue funzioni.
Per Chomsky competenza è tutto ciò che ogni singolo individuo sa e conosce della propria lingua (competenza linguistica), mentre l’esecuzione è l’atto concreto, di realizzazione. Quindi è simile a quella di Saussure ma non è uguale, vi è uno stacco tra competenza e Parole, perché la competenza è individuale, la Parole è universale.
Per Jakobson il codice è l’insieme di potenzialità (simile al concetto di Langue) mentre il messaggio è l’uso concreto (simile al concetto di Parole), possibile perché esiste un codice che permette uno scambio intelligibile tra l’emittente e il ricevente.
Asse sintagmatico e asse paradigmatico
Introdotta da Saussure come sintagmatico e associativo. L’asse paradigmatico è tipo un magazzino mentale, un archivio, dal quale noi possiamo selezionare gli elementi linguistici da disporre in maniera coerente e lineare all’interno di un testo in termini di successione di parole. L’asse sintagmatico ci mostra come tali elementi si combinano tra di loro, come essi sono correlati e associati (es. QuestA miA amicA).
Livelli di analisi linguistica
4 livelli. Piano del significante (fonetica e fonologia come seconda articolazione, morfologia e sintassi come prima articolazione) e piano del significato (semantica).
La figura del linguista
Il linguista studia scientificamente il linguaggio e le lingue in tutte le prospettive possibili in termini teorici attraverso una serie di metodologie per ricavare una serie di risultati, di dati. L’oggetto di studio può essere sincronico quanto diacronico, e può riguardare tutte le macroaree possibili (evoluzione del linguaggio, filosofia del linguaggio, sociolinguistica, psicolinguistica, linguistica storica, si può occupare persino di profiling, o di riconoscimento della produzione letteraria come quanto avvenuto con la Morante).
Potenzialità applicative della linguistica:
- A) Elaborazione di software di riconoscimento vocale o progettazione di sistemi di traduzione automatica (Reverso, Siri, Alexa);
- B) Diagnosi di disturbi del linguaggio e forme di demenza, aree del linguaggio intaccate a causa di situazioni cliniche particolari;
- C) Editoria e redazione di dizionari;
- D) Educazione linguistica e didattica delle lingue;
- E) Linee guida per pianificare campagne comunicative e pubblicitarie;
- F) Analisi dei trend sui social network quindi come gli utenti si esprimono fino a mostrare alcuni problemi ed esperienze personali.
Il linguista per antonomasia è Noam Chomsky.
Fonetica e fonologia
La fonetica (dal greco phoné "voce, suono") è la parte della linguistica che studia la componente fisica, materiale, della comunicazione verbale.
Essa può essere classificabile come acustica, uditiva o articolatoria:
- Fonetica acustica Studia la natura fisica dei suoni del linguaggio e il modo in cui essi si propagano nell’aria sotto forma di onde sonore (la frequenza misurata in Hz);
- Fonetica uditiva Studia la ricezione dei suoni attraverso gli organi dell’apparato uditivo che vengono poi decodificati dal cervello, si occupa quindi della descrizione del processo di percezione dei foni. Anche l’input visivo contribuisce all’interpretazione delle informazioni acustiche, al punto da interferire in caso di mancata corrispondenza (Effetto McGurk);
- Fonetica articolatoria Si occupa della descrizione del processo di produzione dei suoni linguistici (Foni) attraverso l’anatomia degli organi dell’apparato fonatorio, la descrizione del processo attraverso il quale produciamo i suoni (fonazione), per poi fornirci gli strumenti necessari alla classificazione di tali foni.
La produzione dei suoni linguistici è dovuta alla generazione di un flusso d’aria che entra ed esce dai polmoni. Durante la respirazione l’aria entra ed esce dai polmoni senza incontrare ostacoli. Durante la fonazione l’aria incontra effettivamente occlusioni o restringimenti parziali del canale, che generano suoni diversi. Importante dire che tutti gli organi fonatori partecipano, in modi e funzioni diversi, all’atto della fonazione. A questo punto distinguiamo tra diversi suoni:
- Suoni egressivi Si realizzano mediante espirazione;
- Suoni ingressivi Si realizzano mediante inspirazione;
- Suoni avulsivi Si realizzano senza la partecipazione dei polmoni.
I suoni si identificano e classificano in base a 3 parametri principali:
- Modo di articolazione Andiamo cioè a guardare la conformazione degli organi fonatori durante l’emissione del flusso sonoro, soprattutto il tipo di ostacolo al flusso d’aria;
- Luogo di articolazione Cioè dove viene articolato il suono o l’organo che crea l’ostacolo al flusso d’aria;
- Sonorità Quindi la presenza o meno di vibrazione delle corde vocali durante la produzione di un suono.
Il modo di articolazione ci restituisce la distinzione tra vocali & consonanti.
- Vocali Suoni prodotti senza frapposizione di ostacoli al passaggio dell’aria;
- Cons
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