Analisi di "Mrs Dalloway" di Virginia Woolf
Confronto con Jane Austen
Abbiamo molti aspetti in comune con Jane Austen e molti diversi. Virginia Woolf, quando lo scrive (negli anni venti anche se pubblicato nel 1925), sente di aver raggiunto la sua maturità artistica (lo dice in molte lettere) e non le interessa la reazione della critica ai suoi romanzi.
Influenza di Joyce
Questo testo risente della scrittura di Joyce perché si svolge in un solo giorno come l’Ulisse di Joyce. Si svolge il 16 giugno del 1923 (Bloomsday), ambientato dopo la prima guerra mondiale a cui vi sono riferimenti (a differenza dell’Ulisse del 1904).
Struttura del testo
Questo testo ha un flusso unico e non è diviso per capitoli e il titolo ipotizzato inizialmente era "The Hours" perché non essendoci i capitoli l’unica scansione all’interno del testo è quella delle ore che spesso vengono menzionate. Il testo inizia la mattina e finisce la sera alla festa di Mrs Dalloway. Il titolo è significativo perché questa donna non viene presentata come la moglie di qualcuno, viene presentata come semplicemente lei, vi è l’aspetto sociale del matrimonio.
Punti di vista multipli
Il testo è giocato su diversi personaggi che seguiamo nella loro mente e dei quali vediamo diversi punti di vista: gli stessi eventi ci vengono raccontati da diversi punti di vista. Il testo è tutto proiettato tra il futuro della festa e ricordi del passato, come un continuo oscillare tra passato-presente-futuro. L’autrice si rifiuta di dirci di cosa si sta parlando, chi sono i personaggi (non vengono descritti da un narratore onnisciente ma attraverso lo sguardo di altri). È il lettore che deve essere onnisciente, il narratore racconta dei frammenti e noi li uniamo.
Qualità cinematografica
Nell’introduzione viene detto che Mrs Dalloway ha una qualità quasi cinematografica: è come se ci fosse una telecamera che osserva i personaggi e li mostra, come se tra uno e l’altro vi fosse un raccordo. Ci sono dei momenti di raccordo uditivi o visivi che spostano l'attenzione da un personaggio all'altro senza divisioni interne.
Inizio del romanzo
All'inizio del romanzo Mrs Dalloway si compra i fiori da sola per la festa, il romanzo inizia in media res: non ci viene detto nulla di lei, dove siamo. Non ci dice a chi lo sta dicendo, sappiamo solo che dice questa frase. Lucy, non sappiamo chi è (scopriremo essere la cameriera), aveva già abbastanza da fare perché vi è questa festa formale.
Eventi mondani e riflessioni personali
Scopriamo che sarà un evento mondano, la casa deve essere organizzata: per fare spazio in queste sale vengono tolte le porte dagli operai. Siamo noi che dobbiamo ricostruire un po' alla volta ciò di cui si parla. Andiamo poi sui suoi pensieri: è una mattina fresca. Il paragrafo successivo fa presa diretta sui pensieri di Mrs Dalloway. Improvvisamente, sentendo il rumore di questi cardini che cigolano, si ricorda di quando nella sua casa prima di sposarsi aprivano queste porte finestre e usciva all'aria fresca in giardino, lei aveva 18 anni (siamo nei suoi ricordi, ma non ci viene detto).
Binario sociale e personale
Tutto il romanzo è giocato su un doppio binario sociale e personale: sociale perché ci viene mostrata una classe al tramonto (la borghesia), personale cioè l’invecchiamento di Mrs Dalloway che è cinquantenne e ha avuto un’influenza potente che l'ha fatta invecchiare precocemente.
Personaggi principali
Le viene in mente Peter Walsh, un altro personaggio principale, ricorda una frase che le ha detto una mattina, lui era innamorato di lei anche ricambiato, deciderà di non sposarlo e sposare Richard Dalloway (meno brillante di Peter). Questi personaggi continuano a interrogarsi sul loro passato, avevano raggiunto i cinquanta anni e si interrogano. Peter Walsh aveva il sogno di fare lo scrittore ma fallirà. Mrs Dalloway si chiede se ha fatto bene o male ad aver sposato Richard e non Peter.
Cambiamento di Sally Seton
Vedremo anche il cambiamento di Sally Seton. Abbiamo una riflessione sul passare del tempo e come cambiano i personaggi: lo abbiamo attraverso le loro riflessioni. A lei viene in mente Peter perché lui è stato in India e sta per tornare, lei non si ricorda quando. Si ricorda queste frasi ad effetto che le diceva, il pocket knife (è un reminder di una certa visione delle cose di Peter molto mascolina).
Descrizione di Mrs Dalloway
Nella frase successiva abbiamo una certa descrizione di Mrs Dalloway: è uscita di casa e si trova sul marciapiede, si ferma per far passare un camioncino. La vediamo attraverso gli occhi di un tizio che la conosce come una vicina di casa, è una visione esterna di Mrs Dalloway (fine charming woman). Ha qualcosa che ricorda un uccello. Un passante la vede e attraverso la sua riflessione abbiamo la sua descrizione. La metafora dell’uccello verrà utilizzata anche per Septimus, reduce della prima guerra mondiale, soffre da una sindrome post traumatica da shock (shell shocked): i soldati che tornati dal fronte non riuscivano a tornare alla loro vita normale.
Intersezione delle vite
Septimus e Mrs Dalloway non si incontrano mai, ma Septimus in qualche modo entra alla fine del romanzo alla festa di lei e da quel momento le due vite si intersecano: lei saprà del suo suicidio durante la sua festa, lei capirà la sua morte come chiunque altro. Virginia Woolf che aveva sofferto di disturbi psichici utilizza la propria conoscenza intima di malattia mentale e delle cure che venivano offerte attraverso il personaggio di Septimus.
Polemica contro la classe medica
C’è una lunga polemica contro la classe medica (i medici che hanno in cura Septimus). Uno di loro era un idiota, l'altro credeva che attraverso una cura fatta di isolamento con riposo e cibo Septimus si sarebbe ripreso. Ogni volta che suona il Big Ben è un reminder dello scorrere del tempo. Seguiamo Mrs Dalloway mentre cammina per le strade di Londra (a lei piace molto soprattutto ora che è giugno, giornata piena di sole e luce).
Menzione della guerra
A fine pagina 4 viene menzionata la guerra per la prima volta: ci viene detto che è finita. Vi è l’idea della Londra trionfale all’inizio di giugno. A pag 5 verso la fine ci viene che lei deve dare una festa, il senso di questa festa non è esplicito ma piano piano ci viene svelato: tutti lo leggono come un evento mondano (soprattutto Peter Walsh che la critica per la sua scelta matrimoniale), ma per lei la festa ha un altro significato: per lei è la celebrazione della vita, mettere insieme le persone e celebrare qualcosa di vitale.
Nome Clarissa
Il nome Clarissa è abbastanza particolare: ci ricorda le suore, ci viene più volte suggerito che ci sia in Mrs Dalloway un qualcosa di freddo. In lei vi è sicuramente un problema con la sessualità: avendo 52 anni sta attraversando la menopausa e per la mentalità del tempo essa era la fine della funzione sociale della donna (una sorta di morte e oblio sociale). Vengono esplorati degli elementi che possono far pensare ad un’omosessualità sia di Clarissa sia di Septimus.
Critica al patriarcato
Mrs Dalloway incontra un vecchio amico che sarà presente alla festa, inizia a menzionare i dottori perché la moglie è malata (malattia femminile che non viene specificata), c’è l’idea che anche lei abbia qualche malattia legata all'avanzare dell’età. La menopausa veniva considerata una sorta di malattia legata alla malattia mentale e al suicidio. A pag 7 ci viene detto, sempre attraverso i pensieri di Mrs Dalloway, che le viene spesso in mente Peter, che voleva fare una serie di cose come il poeta ma non riesce a fare nulla.
Scelta matrimoniale
A fine pagina 7, quando lei decide di sposare Richard (how he scolded her), aveva litigato con Peter perché secondo lui invece che scegliere la passione aveva scelto la situazione di comodo, per lui Richard non era brillante. Peter non stima Richard. Lei spiega perché non vuole sposare Peter (siamo di nuovo nel presente): lei è convinta della sua scelta anche se torna continuamente a pensarci. Pensa di aver fatto la scelta giusta perché (she him) nel matrimonio ci deve essere una certa indipendenza, un certo spazio nella casa per non diventare matti e Richard glielo da questo spazio a Clarissa e viceversa. Con Peter tutto doveva essere in comune, non le lasciava indipendenza, questo è quello che lei non voleva nel matrimonio. Lui la considera una fredda priva di passione e incapace di sentire, in realtà non è così ma Clarissa ha semplicemente bisogno di uno spazio vitale che con lui sente di non poter avere perché era ossessivo.
Fallimento di Peter
Per questo lei sceglie Richard: sa che avrà un rapporto meno intenso e passionale con lui ma almeno la lascia respirare. Peter nella vita ha fallito e di questo lei si arrabbia perché lui aveva delle potenzialità e non le ha sapute sfruttare. Mentre cammina per la strada e pensa al passato si sente contemporaneamente giovanissima e vecchissima.
Ignorante e letteratura
Clarissa è convinta di essere ignorante ma ciò non è vero perché fa riferimenti letterari. Lei legge solo di notte e di sera memoires (non la letteratura). Vi è rifiuto di definizione: non vuole definire nessuno, rifiuta il giudizio a differenza di Peter che giudica tutti. Ci viene nominata Sally Seton come personaggio che da giovane era opposta a Mrs Dalloway: era la ribellione che andava oltre le regole, baciò Clarissa. Alla fine si sposa con un ricco industriale di Manchester da cui ebbe 8 figli: nessuno di loro farà la fine che si sarebbero aspettati ai 18 anni.
Pensieri di Mrs Dalloway
Passando attraverso le strade a pag 10 Clarissa passa davanti ad un negozio di libri, un po’ legge e un po’ le viene in mente una citazione di Shakespeare (Dal Cimbelino): il sole indica in questo romanzo un erotismo, una certa dimensione vitale anche sessuale mentre the furious winter rages è la vecchiaia. Vi è un oscillare tra l’età fertile e quella della menopausa e anche della fine della vita sessuale. In questo romanzo vi sono varie età femminili messe a confronto: abbiamo Mrs Dalloway di 52 anni e la figlia Elizabeth ne sta per compiere 18 (idea del ciclo vitale che si sta avviando verso la fine della vita della madre e si trova nel massimo della fioritura per la figlia).
Percezione di sé
A pag 11 ad un certo punto ci viene detto come lei percepisce se stessa: si sta paragonando ad un’altra donna, fa il paragone con uccello, parte del volto che sembrava il becco di un uccello. Lei si manteneva bene con una bella postura, belle mani e bei piedi, era elegante. Questo fatto di aver perso la fertilità lei lo percepisce come qualcosa che la rende invisibile, come se viene scordata del tutto. Virginia Woolf non condivide ciò che Mrs Dalloway dice, in realtà lei ci mostra quello che Mrs Dalloway sente, ma non sta dicendo che ciò sia giusto. Virginia fa una critica (non esplicita ma ben evidente) al fatto che le donne abbiano valore solo in età fertile. Mrs Richard Dalloway è lei, è come se venisse nascosta dietro il nome del marito, questa è una critica al patriarcato.
Memoria e guanti
Lei ad un certo punto cammina per Bond Street, passa un pescivendolo e si ferma davanti un negozio di guanti. Guardandoli le viene in mente un suo zio che prima delle guerra diceva che una vera signora si riconosce dalle scarpe e dai guanti. Ciò mostra come Virginia Woolf lavora sul personaggio: descrive in profondità il personaggio andando sulla memoria (la memoria funziona per stimoli, seguiamo il personaggio dai suoi pensieri). Lei ha una passione per i guanti non condivisa dalla figlia a cui non importa nulla. Inizia a pensare alla figlia infatuata dalla sua insegnante privata, è un personaggio non particolarmente positivo infatti Mrs Dalloway con Miss Kilman non si sopportano.
Antagonismo tra Mrs Dalloway e Miss Kilman
Mrs Killman essendo povera ha una sorta di rivincita sociale (è costretta a lavorare per i ricchi ma non li sopporta). Ci viene descritta, ha sfogato questo suo odio sociale facendolo diventare quasi una mania religiosa e trascinando Elizabeth verso la religione, cosa che a Mrs Dalloway non interessa (ha una visione del mondo molto poco felice, senza speranze e pessimista). Miss Kilman si sente moralmente superiore a Mrs Dalloway perché intellettuale e religiosa, trova Mrs Dalloway frivola. Vi è una sorta di antagonismo tra le due per l’affetto di Elizabeth. Successivamente va dalla fiorista.
Raccordi narrativi
A pag 14 c'è uno dei famosi raccordi, verso la fine c'è un forte rumore, non è una pistola ma un motore che fa uno scoppio improvviso. Vi è una macchina con i finestrini abbassati, non sappiamo chi c'è dentro, sicuramente dentro c'è qualcuno di importante. Abbiamo i vari punti di vista dei vari passanti tra cui Mrs Dalloway (diventa una della folla) che si chiedono chi ci sia dentro. La scena diventa corale. Con quel rumore fa da raccordo perché lo sente anche Septimus, si passa da Mrs Dalloway a Septimus. Septimus (anche lui con il naso a becco) è sconvolto anche avendo dei ricordi della guerra, lui si blocca e la moglie cerca di farlo muovere. Lui non riesce a muoversi, e lo vedremo nella sua discesa verso il totale delirio psicotico.
Septimus e Lucrezia
A pag 16 abbiamo l’idea degli sguardi convergenti, tutti che guardano la macchina. Passiamo da Mrs Dalloway a Septimus che si spaventa tantissimo per nessun motivo semplicemente perché lui non stava bene. Lucrezia detta Rezia era una giovane italiana che lui aveva sposato in Italia quando stava al fronte, l’ha sposata solo perché non aveva altro da fare. Lui ha umili origini prima della guerra, pieno di desiderio di poesia (segue un corso di poesia con Miss Paul di cui si innamora e venera in maniera religiosa). Si arruola e va in guerra, aveva un amico Evans, i due erano molto legati da un sentimento che confina tra amicizia e innamoramento. Quando Evans muore, Septimus smette di sentire qualsiasi cosa e si trova con questa famiglia italiana che lo accoglie in casa e si sposa con Lucrezia per riprendersi. Lei gli vuole molto bene e cerca di proteggerlo ma lui è perso in un mondo di delirio tutto suo.
Desperazione di Lucrezia
A pag 17 lui le dice che si sarebbe ammazzato ma lei non sa cosa fare (è giovane, ha 24 anni senza nessuno, ha solo il marito, non sa a chi chiedere aiuto). Mrs Dalloway ripensa alla frase di Peter a pag 19 (le aveva detto che lei era quella in cima alle scale). A fine pag 21 abbiamo un elemento che ci ricorda il momento storico: negli anni 20 andava di moda la pubblicità fatta con gli aerei. Vi è questo aereo che in cielo disegna una scritta. Tutti guardano verso l'alto e vedono questo aereo che scrive queste lettere. Cercano di leggere questa scritta in cielo ed è il primo fenomeno di pubblicità visibile a tutti in un ambiente urbano. Di nuovo abbiamo il Big Ben che suona e adesso sono le 11.
Narrativa di Virginia Woolf
La scrittura di Woolf è molto più complessa perché l’andamento narrativo del testo è più legato ai personaggi: è difficile da ricostruire perché non abbiamo il narratore onnisciente che ci spiega le cose. Virginia Woolf ha scritto anche un saggio sul cinema. A pag 23 abbiamo Lucrezia che lo invita a guardare in quanto il dottore (Dottor Holmes), che ha in cura Septimus, dice che lui non ha niente di serio e, in realtà, il dottore non ha capito la gravità del problema di Septimus. Qualche critico parla di sindrome post traumatica da stress: Holmes dice che non vi è nulla che non va in Septimus, Virginia Woolf stessa era in cura psichiatrica, nonostante pensasse che le cure non fossero adeguate a lei (critica a questi medici). Alla fine di pagina 24, dal punto di vista di Lucrezia, viene detto che lei è disperata perché vorrebbe aiutare Septimus (ci viene detto più volte che lui sta be
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