Appunti italiano e linguaggi specialistici
Frasi
1. Se volevo colpirlo, lo avrei fatto.
Preso da un giornale, questa struttura non è recente ma si può trovare in Dante, Machiavelli e Manzoni. Molto antica, da una parte c’è la norma grammaticale “se avessi voluto colpirlo”. Riflettiamo sul concetto che viene banalizzato nelle grammatiche: norma ed errore. La lingua apre su molte possibilità quindi fino a un certo punto si può dire “non è corretto”.
2. Il proposito di una legittima e meritevole rivincita, si scontra con la decisione di ….
Si toglierebbe la virgola tra il soggetto e predicato. Punteggiatura di tipo espressivo. La punteggiatura che si carica di altri valori oltre al significato sintattico e testuale. Questa struttura è abbastanza presente e si sta quasi stabilizzando nell’italiano di oggi. Abbiamo il soggetto lungo con apposizione e attributi e si fa quasi una pausa per far capire dove finisce.
3. La gran parte dei contributi riguardano le ultime novità …
Giornale nazionale. Abbiamo una sconcordanza tra il verbo e il soggetto. La gran parte pur riferito a un nome collettivo grammaticalmente è singolare.
Sabatini “grammatica per la scuola”: quando un nome collettivo è specificato dicendoci di che cosa è contenuto, è come se la concordanza non avvenisse con il soggetto logico espresso e non con il soggetto grammaticale. Sarebbe stato sbagliato “la gran parte riguardano”.
4. “Osservando tali caratteristiche, il film si presenta ricco di colpi di scena…”.
Giornale di critica cinematografica.
5. “Lo vedo scendendo le scale…”.
“Scendendo”: modi impliciti, alla nostra grammatica è possibile solo se il verbo gerundio deve essere coreferente con il soggetto → lo vedo.
Sono dei fenomeni che sono così tanto diffusi che stanno per diventare accettati.
“Il film si presenta” → il film non può presentare sé stesso.
→ Gerundio irrelato resta senza relazione perché non riferito al soggetto principale, come dovrebbe essere.
Piuttosto che → è molto diffuso, con il significato disgiuntivo che non è il suo valore ma è avversativo → vado al mare piuttosto che in montagna.
Fenomeno linguisticamente si sta grammaticalizzando.
Astracum - lastrico: è una specie di mattoncino che si usava nelle strade, che si usava in certe vie. L’astracom si è poi fuso insieme. L’errore di ieri può diventare in futuro una forma standard.
Quando si insegna il Congiuntivo si usa una regoletta che è una semplificazione e sono molto schematizzate:
- Indicativo: certezza.
- Congiuntivo: incertezza.
6. Che Pompei sia un centro archeologico si sa / lo si sa.
“Si sa” è una certezza. Molti elementi della frase non hanno a che fare con la semantica dei verbi ma con altre strutturazioni.
“Compro il libro” → “il libro lo compro”: struttura dislocata.
Anche nello spostamento sintattico della frase, la frase riordina i suoi elementi. Indica una modalità marcata di ricostruzione sintattica.
Luca Serianni, “scritti sui banchi”, aveva studiato le correzioni dei docenti → come i docenti avevano corretto testi x e cosa avevano considerato come errore / non errore.
7. A me non convince per nulla questa lezione del professor Lubello.
“Questa lezione”: soggetto.
Convincere, chiamare → verbo transitivo.
“La lezione del professore Lubello non convince me”.
Accusativo preposizionale → nel meridionale è frequentissimo nel parlato. Ma in pochi casi è possibile anche nell’italiano standard. “A me” → per evidenziare che la lezione non convince “me”.
→ Pronome soggetto “egli/lui”: errore per chi metteva “lui” come soggetto.
Con “ella”.
Egli e lui → pronome soggetto e pronome complemento. Mentre a Firenze, dove la lingua si parlava, si va verso il LUI → nel 500 Pietro Bembo fissa degli elementi: lui / lei non sono ammissibili nello scritto perché sono pronomi obliqui. Ma ormai da tempo lui / lei era già diffuso.
- Alleggerimento dei paradigmi e delle sue strutture → da sistema a due si passa a un sistema a uno: lui.
- Gli → si sta diffondendo anche per il femminile.
- Nei pronomi dimostrativi ora è un sistema binario: questo e quello. Codesto faceva parte di un sistema tosco-italiano, ormai scomparso. Ma si sta utilizzando spesso → questo qui, questo lì.
Lezione 3: 5/03/2025 varietà dell’italiano
Schema creato da un linguista Koserio.
- Diatopico → varietà che dipendono geograficamente, cambiano in base al luogo.
- Diastratico → stratos, livello di istruzione.
- Diafasico → fase, in base al contesto. Ogni parlante è anche un parlante scrivente “plurilingue”: disponiamo di molti registri di italiano. Fase come contesto comunicativo, dove scrivo, come e in base al contesto.
- Diamesico — mesos, mezzo, ha a che fare con il mezzo → scritto, parlato e adesso anche trasmesso: metà tra lo scritto e parlato → linguaggio di WhatsApp.
Diatopico
Fino al secondo 800, l’Italia è stata un paese in cui dominava uno stato di diglossia (due lingue).
Bilingue → possesso di due lingue. I linguisti dicono che il bilinguismo perfetto non esiste. Il bambino dovrebbe avere i genitori che parlano due lingue diverse e che pratica entrambe le lingue.
La diglossia indica una condizione particolare in cui in una comunità esiste una varietà alta e una varietà bassa. Nel medioevo riguardava il latino che veniva utilizzato dai colti e il volgare veniva utilizzato dalle persone non colte.
Con l’unità d’Italia, più della maggior parte delle persone non sapevano parlare in italiano. La maggior parte delle persone parlava il proprio dialetto. All’inizio del 900 paesi in cui in Europa l’analfabetismo è solo l’1% a differenza dell’Italia.
Come possiamo distinguere la lingua dal dialetto.
Quando il latino si è frammentato e sono nati i diversi volgari, tutti i volgari erano sullo stesso piano. Cosa fa diventare il volgare una lingua? Una lingua avanza come lingua nazionale e le altre retrocedono come dialetto. Il napoletano, salernitano sono dialetti rispetto alla lingua nazionale ma sono lingue a tutti gli effetti con una propria storia e una propria grammatica.
Libro degli anni 80: si prefigurava che i dialetti sarebbero stati sempre meno parlati e si sarebbe verificato un fenomeno di retrocessione. Con la scuola il dialetto iniziò a essere stigmatizzato e a essere visto come basso.
Ad esempio una bambina di Palermo diceva:
- La lingua italiana lo usano le persone di valore mentre il dialetto lo parlano le persone di non valore.
- Se mia madre sente che parlo il dialetto mia madre mi lava la lingua con il sapone.
Ma questo scenario non si è realizzato, la scomparsa dei dialetti, ma in Italia rimangono varie zone in cui si parla, è ancora vivo nel repertorio linguistico.
Negli ultimi 20 anni abbiamo registrato una tendenza di risorgenze dialettali. Quali sono gli ambiti in cui possiamo dire che ci sia una certa rivitalità del dialetto rispetto agli anni 80 in cui dicevano che l’Italia dei mass media avrebbe fatto scomparire i dialetti? Nel film e mass media, ci sono delle serie in cui si utilizzano il dialetto, prima non avrebbero mai trasmesso un programma in cui si parlava in dialetto. Considerazione artistica del dialetto. Negli anni 50, quando la popolazione era prevalentemente dialettofona, attraverso la televisione bisognava avvicinare le persone all’italiano.
Risorgenze dialettali:
- Cinema.
- TV.
- Musica.
- Fumetto.
- Nomi legati a prodotti locali.
- Nomi di locali interamente in dialetto, più ha un nome locale e più attira clienti.
- Gerghi giovanili, il dialetto compare spesso nello scritto digitale.
Quando parliamo di varietà diatopiche qual è il punto di incontro tra il dialetto e la lingua standard che si impara a scuola? Italiano regionale: italiano che viene tinto da qualche tratto più o meno forte del sostrato. Si capisce in base a elementi prosodici → intonazione, vocali aperte e chiuse.
Italiano puro e standard: esiste un italiano che non ha neanche un semplice tratto che non lo riporta all’area di origine? Anche i toscani hanno dei tratti che non fanno parte dello standard.
- Nel sud: uso del passato remoto invece del passato prossimo.
- Uso del voi invece del lei quando si parla con i professori.
- Verbi intransitivi resi transitivi.
- Uso di stare e tenere invece di essere e avere.
- Varietà del lessico → termini diversi legati a diverse aree geografiche per indicare la stessa cosa. Geosinonimi (parole che indicano la stessa cosa ma sono diverse a livello regionale).
Quando negli anni 50 si fecero delle inchieste geolinguistiche per sapere come chiamavano le cose. Solo un oggetto lo chiamavano allo stesso modo da nord a sud: caffè espresso. Oggi invece, dato che si sono sviluppati tanti modi di fare il caffè, nelle varie regioni si sta iniziando a chiamare in modo diverso.
A. Livia teneva una casa sul mare, molto ampia. Ogni mattina, abitando in mansarda, scendeva agli ospiti pane fresco per la colazione. La casa era quella dei genitori e ancora prima dei nonni. Stava sola per lunghi periodi e ogni tanto chiamava a qualche amico (accusativo preposizionale) o parente per invitarli da lei, per poter passeggiare mare mare. (Ripetizione colloquiale).
B. Montalbano s'assittò supra a la seggia e taliò Fazio.
– E ora mi spieghi 'sta storia. (Dimostrativi abbreviati: tratto colloquiale tipico del parlato. Queste forme potrebbero nel futuro arrivare negli usi scritti: stamattina e stasera. Si sono univerbate.)
– Commissario, la fimmina c'era (ordine marcato). Non era suggestione. L'abbiamo vista in due, io e Gallo.
– E 'nni stai sicuro? - code-mixing: italiano e dialetto.
– Sicurissimo.
– E quanno ci l'aviti vista? (Ci: è un influsso dalla struttura dialettale).
– Verso le tre.
– E com'era?
– Bih, beddra (d retroflessa) era, chista (questo) è sicuro. E giovane.
– E chi ci facìa ddà? (Che ci faceva là - code-mixing).
– Questo non lo sapemo. Ma a un certo punto, è sbucata dal niente e s'è messa a caminare (scritto con una sola m - scempiamento della consonante doppia o degeminazione → geminate sono le doppie) verso la pineta.
– E poi?
– Nenti. L'abbiamo persa.
– Ma tu, supra a 'na scala ci poti ggiurari che non era una fantasima?
– Commissario, con tutto il rispetto, mi sta piglianno pi fissa?
Montalbano arrisì (rise) e s'abbriacò (riempirsi, bere in abbondanza) il bicchiere d'acqua minerale che aviva davanti.
– Va bene. Ora sintimi, Fazio. Stu fatto (stu - forma dialettale di ‘sto) della fimmina mi'ntriga. Se era ddà, un mutivo ci sarà. (D dà - avverbio).
Alcune locuzioni sono perfettamente non dialettali.
→ ‘Sto per questo.
→ Apocope: lo chiede all’esame.
Uso letterario ed espressivo che gioca il mistilinguismo sforzando l’italiano verso il siciliano e viceversa colorando l’italiano con il siciliano. Spesso non è siciliano vivo dell’area in cui vive Montalbano.
Lezione 4: 12/03/2025
In base al luogo della caduta dei suoni, 6 nomi diversi: aferesi, apocope, sincope, protesi/prostesi, epentesi, epitesi.
Cambana: sonorizzazione (b invece della p) →
- Questo sto: caduta di suoni all’inizio, eclesia → clesia.
Quando cade all’inizio si chiama: aferesi.
STO È LA FORMA AFERETICA DI QUESTO.
- Un suono / più suoni possono cadere alla fine della parola.
Che stai a fa / cercà → apocope.
Quando un suono o più suoni cadono alla fine di una parola.
Forma apocopata.
- Più raro in italiano ma presente in molte lingue: suono che cade all’interno di una parola. → OCULUS OCLUS → la u dopo la cl è molto debole e quindi cade.
Sincope.
Quando aggiungiamo un suono:
- Questa cosa mettila per iscritto.
Quando c’è la preposizione “per” e c’è una s impura (consonante, piena), per motivi di pronuncia ci serve una vocale di appoggio. Aggiunta di suono che nasce per motivi fonetici, questa aggiunta all’inizio di uno o più suoni si chiama: protesi o prostesi.
I prostetica → vocale di appoggio.
- Aggiunta di un suono all’interno della parola → greco antico vicino alla consonante velare si aggiunge una consonante nasale → epentesi.
Suoni di appoggio che aiutano la fonetica: pissicologo invece di psicologo.
- Aggiunta si può fare alla fine di una parola.
Fue invece di fu → alcuni volgari antichi evitano le parole ossitone. Ù.
Epitesi.
Passato remoto con una e epitetica.
Varietà diastratiche
Si basa sulla formazione scolastica della persona.
Quando l’italiano diastratico, inizialmente si chiamava italiano popolare, viene individuato siamo negli anni 70: Tullio De Mauro, prima Spitzer aveva raccolto molte lettere di italiani al fronte e aveva notato molte sgrammaticature, i soldati erano quasi tutti analfabeti, o avevano solo la terza media oppure iniziavano a scrivere sul fronte.
Da italiano popolare iniziarono a definirlo → semicolto: chi aveva fatto appena la 1 e 2 elementare, imparando un po' le basi e poi dimenticandola perché non aveva continuato a esercitarla oppure non aveva capito a pieno.
Negli anni 80 Bruni mise in questa dicitura, per la prima volta: scritture di studenti, di scuola quasi fino all’università. Lo studente però non dovrebbe rientrare in questa categoria perché dovrebbe aver studiato bene.
Si scoprì che gli studenti di medicina di Torino, negli anni 80, non capivano più termini tecnicismi che conoscevano gli studenti di medicina negli anni 60.
La scuola di massa allargava le persone che potevano studiare e molti studenti che seppure avanzassero di livello non avevano acquisito perfettamente le competenze dell’italiano scritto e parlato.
Quali sono i tipi di testo più frequenti nella letteratura semicolta?
- Lettere private.
- Diario (scritture dell’Io).
- Scritture per contesti familiari.
- Ricettario.
- Lista della spesa.
- Documenti scritti da persone semicolte per necessità → scrivere allo stato / al re per chiedere aiuto. Lettere all’autorità: cerco di usare il registro più formale che conosco.
- Testamento olografo, per non pagare l’avvocato.
Quali sono i tratti caratteristici di questa varietà semicolta? Trovare i fenomeni e distinguerli per livello di lingua:
Grafia
- Concrezione/univerbazione di articoli: articolo fuso con la parola → lagenda, laradio, donna in cinta, con torno.
- Maiuscola impropria: Carissimi Genitori.
- Errori di accento.
Fonetica
- Raddoppiamento fonosintattico errato: valiggia, mettere le doppie dove non ci sono, fenomeni che dipendono dal sostrato dialettale.
- Ipercorrettismo: correggo una parola pensando sia sbagliata.
- Epentesi: spredito, influsso dialettale sulla parola italiana.
Morfo-sintattico
- Metaplasmo: i bambini tendono a semplificare i paradigmi, ma vengono semplificati anche nell’italiano popolare, l’italiano semicolto non ha interiorizzato le norme → il zucchero, i scrutini, un zoccolo, moglia, caporalo. (Il paradigma dei nomi è complesso e quindi la morfologia del nome viene semplificata, tutti i maschili in o e i femminili in a.)
- Aggettivo usato come nome: sono arrivato facile → cambio delle funzioni nel discorso, un aggettivo usato come nome.
- Pleonasmo: il più migliore → doppia forma di comparativo e superlativo, uso entrambe le forme erroneamente - buonissimo, molto buono: forma sintetica. (Espressione sovrabbondante, formata con l’aggiunta di una o più parole non necessarie dal punto di vista grammaticale o concettuale) “a me mi”.
- Ridondanza pronominale: a loro ci dico che non vengo.
- Congiuntivo irregolare: vadino → quando impariamo i verbi, per i verbi in are: il congiuntivo si fa con la i, cantare → che io canti. Per le altre due si usa il congiuntivo in a. Per un semicolto il verbo di base è andare, è una coniugazione in are e quindi dovrebbe avere il congiuntivo in i → quindi nasce dalla semplificazione dell’applicazione della grammatica. Il congiuntivo è irregolare. Vorrei che mi dasse un saluto / stammo bene.
- Errore di concordanza: “ho scritte”, “avete ricevute”, “famiglia che ve la passato bene” (mancato uso del congiuntivo e dell’indicativo).
Testualità (livello sintattico-testuale)
- Nella costruzione del testo le concordanze, i connettivi da una frase all’altra, tutti i passaggi che rendono testo un tessuto, per i semicolti lo scritto è una registrazione scritta del parlato → frasi incomplete e frammentate (mancanza di legame tra le frasi).
- Ellissi: l'omissione di uno o più vocaboli che l'intero costrutto richiederebbe: “non altro da dirvi”.
Lessico
- Ripetizioni, disfemismi, malapropismi, formazioni con suffisso 0 (quando di alcune parole cancello il suffisso → spiegazione diventa spiega).
Un ragazzo di origine campana andato a fare il soldato.
Fossano - 11-11-49 (secondo dopoguerra).
Carissimi Genitori (uso erroneo della maiuscola: maiuscola referenziale) (manca la punteggiatura).
Vi scrivo questa mia lettera dove (in cui - dove. Si sta diffondendo.) vi comunico che sto bene e godo un’ottima (mancata percezione dei confini di parola / univerbazione / concrezione) saluta (paradigma dei nomi semplificato: tutti i femminili in a - metaplasmo) e così vaglio (forse è un err
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Riassunto esame Diritto Pubblico, prof. Lubello, libro consigliato: Bin, Pitruzzella
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Riassunto esame Linguistica Italiana, prof. Librandi, libro consigliato L'Italiano Contemporaneo e le sue Varietà, …
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Riassunto esame Lingua e linguistica italiana, Prof. D'aguanno Daniele, libro consigliato L'Italiano: strutture, us…
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Riassunto esame Filosofia, prof. Mazzone, libro consigliato L'italiano del web, Tavosanis