ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO
2025-2026
“ISTITUZIONI”
La parola deriva dalla tradizione latina. Non vale per il diritto
positivo (come diritto costituzionale o privato), ma solo per il diritto romano: si
lega alle tradizioni delle fonti romane. Istituzioni, attualmente, indica gli organi
di apparato dello Stato, nella tradizione romana indicava un genere letterario,
istitutiones era un genere letterario che presentava queste caratteristiche:
Le opere di prima formazione
1) che sono destinate ad insegnare una certa
materia a chi non ne sa, primo ingresso in una disciplina, primo approccio
che deve fornire le prime fondamenta. Poi diventa una rappresentazione per
antonomasia per il primo approccio dell’insegnamento giuridico.
Cosa significa “genere letterario”?
2. Quando si rispettano determinati
requisiti, quando l’opera che si propone segue alcuni connotati essenziali, che
non possono mancare.
Quando è che un’opera può mettersi sopra il titolo di istitutiones?
3. A)
l’esposizione della disciplina oggetto di quella trattazione, estensione
contenuta, testo non monogra co, bisogna o rire un primo stadio di
informazione; B) il corso istituzionale deve guidare lo studente, a sentirlo
sistematicità
padrone di ciò che studia, la —> deve seguire un ordine
espositivo con una sequenza che ha una sua interna logicità, ordine
progressivo con cui gli argomenti vengono presentati.
I corsi istituzionali sono inevitabilmente corsi sintetici; il corso di istituzioni di
diritto romano ha in oggetto il diritto (complesso di norme, di regole di
condotta che regolano la vita dei consociati all’interno di una comunità) che
disciplinava la vita dei consociati all’interno di quella comunità storicamente
denominata Roma antica.
—> Idea che per poter vivere paci camente si a dano a delle regole condivise.
21 aprile del 754/3,
La storia di Roma inizia in un giorno ben preciso, il metà
dell’ottavo secolo a.C. Sul colle Palatino sono stati ritrovati resti di capanne
risalenti a questo periodo (sinecismo = Invece di una fondazione istantanea per
mano di un solo uomo (Romolo), gli storici moderni interpretano la nascita di
Roma come un lungo processo di sinecismo tra diverse comunità collinari).
Prima dell’VIII secolo a.C., i colli romani (Palatino, Esquilino, Quirinale, ecc.)
erano occupati da piccoli villaggi indipendenti di pastori e agricoltori, spesso
appartenenti a etnie diverse (principalmente Latini e Sabini). Il mito del “Ratto
delle Sabine” è la trasposizione leggendaria di un sinecismo reale. Il con itto
tra i Romani (del Palatino) e i Sabini (del Quirinale), che si conclude con la
fusione dei due popoli sotto la diarchia di Romolo e Tito Tazio, rappresenta
565 d.C.
l'atto politico dell’unione. La data nale dell’esperienza romana è il
VI secolo d.C.
(morte di Giustiniano), l’età del In totale tredici secoli di storia.
Come possiamo conoscere questi 13 secoli di storia?
• Con il concetto di “fonti”.
Che cos’è la fonte?
• La fonte indica una metafora, è usata nel linguaggio
storico e giuridico con un’accezione uniforme, la metafora della fonte, di
qualcosa da cui sgorga, zampilla qualcosa, come una fonte in senso naturale.
1
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LE “Fonti”
DOPPIO SIGNIFICATO DI FONTE:
STORICO GIURISTA
Tutto ciò da cui scaturisce una notizia Ogni atto o fatto, anche complesso
relativa al passato, documenti dai sul piano procedurale, dal quale
quali ricava informazioni. Come sgorga o scaturisce una regola di
possono essere questi documenti? condotta, che sia una consuetudine,
Le opere letterarie, una norma di legge.
1) scrittori del
passato che raccontano il loro FONTI DEL DIRIT TO
tempo (art.1 delle
e p i g r a f i f u n e r a r i e
2) , c h e preleggi nel codice civile: sono fonti
accompagnava le sepolture del diritto le leggi, i regolamenti e gli
Iscrizioni
3) usi)
reperti archeologici
4) Tutti i che ci
mostrano corredi, oggetti di usi
funzionali, quotidiani
Lo storico del diritto deve lavorare con entrambe le declinazioni del signi cato
FONTE”
di “ . Attraverso i materiali informativi noi dovremo esplorare e ricostruire
il diritto di Roma in quel tempo: dovremo occuparci del modo in cui quel
complesso di norme e di regole si è costruito sempre attraverso le loro fonti del
diritto romano
diritto. Il è l’insieme di quelle fonti che hanno prodotto diritto,
conoscibili solo attraverso il materiale informativo. Per noi i due piani si
sovrappongono.
fonti di cognizione
• Le , invece, sono i documenti, i testi, i materiali e i
reperti che ci permettono oggi di conoscere quel diritto del passato. Non
creano la norma, ma ce la tramandano.
fonti di produzione
• Le sono gli atti o i fatti che hanno il potere di creare,
modi care o estinguere le norme giuridiche. Sono i "motori" del diritto, gli
istituti o gli organi da cui la regola nasce materialmente. 2
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PERIODIZZAZIONE DELLA STORIA GIURIDICA DI ROMA
PERIODIZZAZIONE STORICA : fase monarchica, repubblicana, imperiale
(principato e dominato), questa corrisponde a quella che indica le varie
forme di governo, ma la periodizzazione che ci interessa è quella
strettamente legata al diritto privato e che nisce con la morte di
Giustiniano, perché autore del Corpus Iuris Civilis.
PERIODIZZAZIONE GIURIDICA:
EPOCA ARCAICA fondazione di Roma (753/4
1. : epoca che copre 5 secoli, dalla
a.C.) al 202 a.C. , che corrisponde alla battaglia di Zama, che si colloca nelle
guerre puniche, Roma sancisce una condizione di supremazia rispetto a
Cartagine. Roma si apre nel Mediterraneo e da soldati i Romani diventano abili
diritto
navigatori, entrano in contatto con nuove popolazioni e si sviluppa il
delle genti contratto di compravendita
, nasce il . Le gure giuridiche che
Roma conosceva prima non erano così complicate. La Roma delle origini era un
agricolo-pastorale
insieme di capanne e villaggi, con un’economia e gli istituti
giuridici erano legati a questo. Il farro era il classico cereale coltivato, che era
previsto per alcuni istituti giuridici. Dal punto di vista sociale si vede una
Patrizi Plebei
e
frattura tra ordini tra , che avrà delle ripercussioni giuridiche
molto forti sul piano del diritto pubblico (es. accesso al consolato da parte dei
Plebei, i Plebei si ritirarono sull’Aventino non partecipando alla vita politica
(militare) con le c.d. secessioni). La prima concessione che fecero fu la
redazione di un corpo di legge scritto, anziché avere leggi orali interpretate dai
12
Patrizi —> verrà nominato un collegio che avrà il compito di redigere le
tavole (tradizione per iscritto dei costumi usati no a quel momento) (450/1
a.C.).
Passaggio da Monarchia a Repubblica (509 a.C.)
: descritto da una delle nostre
fonti di conoscenze principali di Tito Livio, “Ab urbe condita”. Livio dice
“mutatur forma civitatis”, cambia proprio la forma della civitas e descrive
questo episodio collegandolo ad una leggenda che cita una donna, Lucrezia,
matrona. I grandi nobili facevano a gara per chi avesse la donna migliore, non
a livello estetico, ma a livello valorale. Le tanto brave mogli non erano poi così
brave, tranne Lucrezia, che tesseva la lana con le ancelle: il re Sesto Tarquinio
la vuole e minaccia di ucciderla o di porre accanto a lei sul letto uno schiavo
morto. Lucrezia si pugnala perché è colpevole nel corpo. Secondo Livio, per
vendicare l’o esa subita da Lucrezia, il padre e il marito sollevano una rivolta
popolare contro i Tarquini. La Repubblica vedrà non più la presenza del Re e il
Senato (organo consultivo del Re) e il comizio; senato (ha l’indirizzo politico) e
comizio rimangono acquistando più poteri. Il comizio in epoca repubblicana
magistrati
elegge i magistrati e approva le leggi. Vengono in rilievo i .
- Il racconto di Tito Livio sulla ne della monarchia è un perfetto intreccio di
etica privata e rivoluzione politica. La vicenda di Lucrezia non è solo un fatto di
cronaca nera dell'antichità, ma funge da catalizzatore ideologico: trasforma un
sopruso individuale nel simbolo della tirannia dei Tarquini. Per i Romani,
Lucrezia rappresentava l'ideale della pudicitia (castità e fedeltà). La minaccia di
Sesto Tarquinio di accostarle uno schiavo morto era astuta: nel diritto romano,
l'infamia di essere trovata in adulterio con uno schiavo era peggiore della
morte stessa. Lucrezia si uccide dicendo: "Nessuna donna impudica vivrà
seguendo l'esempio di Lucrezia". Anche se innocente nello spirito, il suo corpo è
“contaminato". Con la cacciata di Tarquinio il Superbo, il potere non viene
Libertas
distrutto, ma frazionato e limitato. La parola chiave è , che per i
Romani non signi cava "fare ciò che si vuole", ma "non essere sottomessi al
potere arbitrario di un singolo - 3
ff fi fi fi fi fi Consoli
MAGISTRATI Al posto del Re vengono istituiti i (inizialmente
chiamati praetores). Per evitare che diventino nuovi
tiranni, vengono applicati due principi cardine:
Annualità:
- La carica dura solo un anno.
- Collegialità
: Sono sempre in due, e ognuno ha il potere
di veto (intercessio) sulle decisioni dell'altro.
SENATO Se in epoca regia era solo un consiglio di "anziani" scelti
dal Re, nella Repubblica diventa l'organo di continuità
'auctoritas
dello Stato. Detiene l (l'autorevolezza
politica). Gestisce la politica estera e le nanze. Dopo aver
ricoperto una carica pubblica (come questore, edile,
pretore o console), un cittadino aveva il diritto di essere
inserito nelle liste del Senato. La nomina u ciale
spettava ai Censori, magistrati eletti ogni 5 anni, che
redigevano la lista dei senatori (la lectio senatus). I
censori potevano anche espellere un senatore per
indegnità morale o corruzione (tramite la cosiddetta nota
censoria). La carica di senatore era a vita, a meno che
non si venisse espulsi. assemblee
COMIZIO Il popolo partecipa attraverso le . I Comizi
Centuriati detengono il potere:
• Elettorale
• Legislativo
• Giudiziario
CHI SONO I MAGISTRATI?
• “Magistratus” è un termine che esiste in latino,
titolare di una funzione di governo, di varia natura, avvallo di un’elezione da
parte del comizio. Quasi tutte le elezioni duravano un anno.
censori
• I , importantissimi, perché facevano il censimento: anzitutto
conteggiavano la popolazione, attribuivano a questa un certo reddito e
avevano la cura dei mores, nel senso che controllavano il comportamento dei
cittadini e, nel momento in cui facevano il censimento, scrivevano
concretamente chi erano i cittadini di Roma, e, se un cittadino aveva fatto
censoria”,
qualcosa che non doveva, scrivevano accanto una “nota che aveva
dei ri essi giuridici importanti: c'erano delle incapacità politiche, una serie di
conseguenze sul piano giuridico, civile e anche politico, perché, per esempio,
CURSUS HONORUM
poteva bloccare l'ascesa nelle magistrature. Il è un percorso di
progressione nelle cariche magistratuali, che vedono al loro apice la carica
del console, a cui si arrivava solo dopo aver ricoperto cariche inferiori.
edili
• Gli si occupavano della cura della città e dei giochi, (urbis e udorum) e
dell’approvvigionamento alimentare.
pretori
• I erano i magistrati che amministravano la giustizia (Magistrati
romani assimilabili ai nostri ministri).
Questori
• , magistrati che si occupavano della gestione della nanza del
tesoro
consoli
• (Poche informazioni dell’età arcaica). 4
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L’età arcaica è quella che presenta meno fonti di cognizione, ma alla luce delle
informazioni che abbiamo, si possono de nire i caratteri che distinguono
questo periodo storico:
- Formalismo giuridico : il diritto di epoca arcaica conosce istituti che sono
formali solenni,
rigorosamente e la loro validità e la loro e cacia richiedono
il rispetto di una forma (modo in cui le parti manifestano una certa volontà)
forma.
prestabilita dall’ordinamento. L’atto è nullo se non viene rispettata la
La forma scritta si a ermerà in età più tarda, il formalismo è legato al
“certa verba e certa gesta”.
compimento di
- Personalismo giuridico : tipico di questa fase, caratterizzata da una certa
precarietà, un ambiente chiuso, agricolo-pastorale, gli istituti giuridici
cives romani
rispecchiano questa realtà e sono riservati ai —> importante
“ius”,
perché si delinea il primo signi cato di di diritto, inteso come ius civile,
ius civium, diritto civile perché appartiene ai cittadini romani. Diverso dallo
ius gentium, diritto delle genti. Rapporto tra questi due darà luogo a nuovi
istituti giuridici.
• L’epoca arcaica ha una forte connotazione sacrale, inscindibilità tra
IUS FAS
religione e diritto. e , ciò che individua i giorni fasti e nefasti.
EPOCA PRE-CLASSICA dal 202 a.C. 27 a.C.,
2. : no al dies at quem con la
principato. diritto delle genti.
fondazione del Abbiamo un’apertura al
Superamento progressivo del personalismo e del formalismo. Nascono dei
contratti che si concludono con il semplice consenso, scambio di volontà
consensuali,
(contratti come la compravendita)
EPOCA CLASSICA dalla fondazione del Principato 27 a.C.,
3. : fondato da
Ottaviano (in realtà si chiamava Gaio Ottavio Turino), adottato da Gaio Giulio
Cesare, che vedeva in lui delle potenzialità. Dopo aver scon tto Antonio, arriva
in Senato, non si proclama imperatore ma restituisce il potere; non vuole
apparire come monarca, come il padre. Ottaviano ottiene tutti i poteri, pur
restituendo la Res publica, instaura il Principato. Cambiano i connotati delle
nell’editto di Milano del 313
fonti del diritto. La ne dell’età classica si individua
d.C., libertà di culto, “Editto di Tolleranza”
che dichiara la chiamato anche ed
Costantino.
emanato da È l’età della grande oritura, nella quale il diritto
esplode. È una fase di maturità e consolidamento, con la quale si consolida la
cultura, l’amministrazione e il diritto.
EPOCA POST-CLASSICA cultura della crisi, l’editto di Milano del
4. : inizia con
313 d.C. morte di Giustiniano nel 565 d.C.
e nisce con la
FONTI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO DELL’EPOCA ARCAICA
MORES (maiorum)
1) —> costumi, le usanze, le abitudini degli antichi; avevano
un impatto giuridico. Si compongono in due elementi:
- OGGETTIVO diuturnitas:
—> ripetizione costante nel tempo di un certo
comportamento
SOGGETTIVO opinio iuris ac necessitatis:
- —> percezione condivisa di
un’obbligatorietà di un certo comportamento dal punto di vista giuridico 5
fi fi ff fi fi fi fi ffi fi
LEX REGIA
2. —> è una legge emanata dal rex, una prescrizione normativa
autoritaria che deriva dal sovrano in età monarchica. E il primo momento in
cui una disposizione viene imposta in modo esplicito e formale a tutti i cittadini
per un’ordine esterno da parte del sovrano.
LEX ROGATA
3. —> non è più un precetto normativo emanato dal rex, ma una
proposta di legge approvata poi dall’assemblea del popolo (dal verbo “rogo”,
magistrato
che signi ca chiedere, proporre). La proposta di legge la fa il
rogante, fa una proposta di legge al Comizio, che approva o non approva la
legge.
IURIS PRUDENTIA
4. —> Tutto il sistema delle fonti normative cambierà con i
diversi assetti delle forme di governo, ma una permane sempre, dall’età
GIURISPRUDENZA
monarchica al 565 d.C., con la morte di Giustiniano - La =
denominazione che in italiano delinea ciò che i romani chiamavano
“iurisprudentia”. La giurisprudenza nasce in un contesto in cui vi sono lex regia
e i mores, fonti di diritto conosciute, le quali però risultano non essere più
pre-classica.
su cienti. Il suo signi cato più pieno lo vedremo nell’età Partiamo
dalla sua nascita.
• Es. sono proprietario di un piccolo pezzettino di terra con un’attività di ori, il
mio vicino ha piantato un albero nel suo fondo, con nante con il mio. Questo
albero cresce e i suoi rami sporgono sul mio fondo e mi vanno a coprire i miei
ori che hanno bisogno di sole; i ori marciscono. Posso tagliare i rami
oppure no?
• Es. l’albero del vicino è un melo, le mele cadono sul mio fondo, di chi sono
queste mele?
È vero che esiste la proprietà, i rapporti con il vicinato, esistono tanti principi
del diritto,
ma quali posso applicare? Ecco il ruolo dell’interprete di volta in
volta ci sarà bisogno che le norme vengano interpretate. In età arcaica il
pontifex,
giurista è il perché i ponte ci a Roma, prima 5, poi 9, costituivano un
collegio sacerdotale. Ogni anno uno di loro viene incaricato di intrattenere i
rapporti con la comunità, mentre gli altri lavorano all’interno del collegio.
Quello è il ponte ce a cui ognuno può rivolgersi per ottenere un “responsum”,
una risposta. I ponte ci poi, collegialmente, esaminano la situazione; tutto ciò
si svolge in modo segreto. I ponte ci formulano la risposta, la scrivono e quello
incaricato di agire con l’esterno, dà la risposta a colui che ha fatto domanda:
non gli sarà spiegato perché, gli sarà solo
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