Estratto del documento

Il diritto

Il termine diritto se viene usato in senso soggettivo indica una pretesa, invece in senso oggettivo indica un insieme di norme giuridiche, ossia un ordinamento giuridico. Il diritto perciò è l’insieme delle regole dello Stato, il cui rispetto viene garantito dalla forza pubblica, che viene utilizzata però come forma estrema. Infatti i cittadini rispettano le regole perché lo ritengono moralmente obbligatorio, per questo il potere politico si basa sul principio di giustificazione della forza, chiamato legittimazione. La differenza con le norme sociali è che queste ultime vengono punite da sanzioni sociali.

Lo Stato

Lo stato è un ente che esercita il potere politico su un popolo in un determinato territorio, ed ha il monopolio della forza legittima. Il potere politico viene limitato da alcune costituzioni scritte che pongono dei limiti giuridici, queste sono definite dal costituzionalismo. Gli elementi costitutivi dello Stato sono tre:

  • Il popolo: è l’insieme di tutti coloro che hanno la cittadinanza, e presentano dei diritti e dei doveri nei confronti dello Stato. Lo stesso stato italiano stabilisce che nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici, e non può essere costretto all’esilio. La cittadinanza italiana può essere acquisita:
    • Per nascita, cioè si è automaticamente cittadini italiani se si nasce da genitori di cui almeno uno è cittadino italiano (ius sanguinis), o se i genitori sono ignoti o apolidi (privi di cittadinanza), e si nasce nel territorio italiano (ius soli).
    • Per trasmissione: il coniuge acquista la cittadinanza, purché risieda in Italia da almeno 6 mesi prima del matrimonio.
    • Per naturalizzazione, cioè lo straniero o l’apolide non cittadino dell’unione europea che risiede legalmente in Italia da 3 anni se ha un ascendente italiano, o da 4 se è cittadino di uno stato europeo. Il cittadino italiano che acquista la cittadinanza di un altro stato non perde quella italiana, per cui si possono verificare casi di doppia cittadinanza. Ma la cittadinanza può essere comunque persa, per rinunzia: il cittadino decide di stabilirsi con la residenza all’estero; o automaticamente in presenza di alcune condizioni, come il cittadino che presta funzione alle dipendenze di uno stato estero. Ma la cittadinanza può essere riacquistata: se l’interessato presta servizio militare o diventa dipendente dello stato italiano dichiarando di volerla riacquistare.
  • Il territorio, che si estende dal sottosuolo allo spazio aereo sovrastante.
  • La sovranità ovvero il potere dello stato di imporre le proprie leggi. La sovranità ha dei limiti interni dovuti dal costituzionalismo, e internazionali dovuti alla creazione di organizzazioni In Europa, le quali producono delle norme giuridiche vincolanti per gli Stati membri.

Caratteri dello stato moderno

I caratteri dello stato moderno sono: lo stato di diritto che afferma la centralità della legge; lo stato costituzionale, retto da una costituzione che definisce l’organizzazione, garantisce i diritti inviolabili del cittadino; lo Stato rappresentativo che si basa sul principio di rappresentanza del cittadino da parte di vari organi come i partiti politici. Lo stato si disaggrega in numerosi enti pubblici: come le Regioni, le Provincie e i Comuni. Questi devono cercare di soddisfare l’interesse pubblico e sono eletti direttamente dai cittadini. Ognuno di questi enti si divide a sua volta in uffici, cioè un servizio prestato da persone. Gli organi sono particolari uffici, ma sono qualificati da una norma come idonei ad esprimere la volontà giuridica. Non tutti gli uffici sono organi. Esistono organi rappresentativi (eletti dal corpo elettorale come il parlamento) e organi burocratici (non eletti). Possono essere organi attivi (che decidono per l’apparato), consultivi (danno pareri agli organi attivi) e di controllo (verificano la legittimità degli altri organi). La figura più importante è comunque quella degli organi costituzionali, ovvero previsti dalla costituzione. Sono necessari per il corretto funzionamento dello stato. Non si possono eliminare o sostituire e sono posti in condizione di parità giuridica fra loro. Quelli previsti dalla nostra costituzione sono il parlamento, il governo, la corte costituzionale e il presidente della repubblica.

Forme di stato

Con l’espressione forma di Stato si intende il rapporto tra lo Stato e i cittadini. In questo ambito distinguiamo:

  • Lo Stato assoluto: nasce in Europa tra il 400 ed il 500. Si basa sulla concentrazione del potere nella corona, che detiene sia potere legislativo che il potere esecutivo, mentre il potere giudiziario era esercitato da Corti e Tribunali.
  • Lo Stato liberale: nasce nell’800 con l’affermazione della classe borghese. Le principali caratteristiche sono:
    • Il principio rappresentativo del corpo elettorale, infatti le assemblee legislative rappresentano l’intera “Nazione” o l’intero “popolo”, anche se i votanti sono circoscritti alla classe di borghesi, per questo prende anche il nome di Stato monoclasse;
    • Il principio di libertà individuale, infatti lo stato riconosce e tutela la libertà personale, la libertà di pensiero e di stampa e la libertà religiosa;
    • Il principio della separazione dei poteri, questa viene di solito associata all’illuminista francese Montesquieu, il quale nella sua opera più famosa “Lo spirito delle leggi” (1748) iniziò a parlare di stato in maniera differente e non più identificandolo solo con il re. Questo principio è stato quindi elaborato con l'obiettivo di limitare il potere politico per tutelare la libertà degli individui.

Tipi di potere

  • Il potere legislativo, ovvero il potere di approvare le leggi e spetta al parlamento;
  • Il potere esecutivo, costituisce il potere di applicare le leggi e spetta al governo;
  • Il potere giudiziario, fa rispettare le leggi e condanna chi le infrange, e spetta alla magistratura.

Lo Stato di democrazia pluralista (attuale) nasce in seguito ad un lungo processo di trasformazione dello stato liberale, che porta all’allargamento della base sociale, per cui diventa stato pluriclasse. Questo si basa sul suffragio universale con la libertà e segretezza del voto nelle elezioni e sulla regola della maggioranza secondo la quale è possibile adottare le decisioni che ottengono il numero più elevato di voti. La maggioranza relativa consiste nell’ottenere il numero più elevato dei voti espressi, la maggioranza assoluta consiste nella metà più uno e la maggioranza qualificata consiste in una porzione consistente come i 2/3. Il quorum strutturale indica il numero o la percentuale minima degli aventi diritto al voto, mentre il quorum funzionale indica il numero o la percentuale di voti a favore minima perché un candidato sia eletto o una proposta sia approvata.

Lo Stato totalitario nasce nel ‘900, in seguito al rifiuto dell’accettazione del pluralismo da parte delle forze politiche. Si basa sulla concentrazione del potere in un unico partito e sul controllo totale della società in ogni ambito, imponendo un’ideologia e sopprimendo le libertà individuali.

Articolazione verticale del potere

La separazione dei poteri può avvenire anche livello verticale, cioè attraverso la distribuzione del potere politico e delle funzioni pubbliche tra lo Stato centrale ed altri enti territoriali. Da qui possiamo distinguere stato unitario e stato composto.

  • Nello Stato unitario (accentrato) il potere è attribuito solo allo Stato centrale, che assegna agli enti territoriali solo alcuni poteri, mentre nello Stato composto, il potere è diviso tra gli enti territoriali che delegano allo Stato solo alcuni poteri (USA);

Lo stato composto si divide in:

  • Stato federale, il quale ha come caratteristiche fondamentali l'esistenza di un ordinamento statale federale, è dotato di una Costituzione scritta e rigida, e la caratteristica è la ripartizione di competenze tra Stato centrale e stati membri.
  • Stato regionale, si differenzia da quello federale per la presenza di una Costituzione statale che riconosce e garantisce l'esistenza di enti territoriali dotati di autonomia politica (Regioni in Italia, Comunità autonome in Spagna), i quali sono dotati di propri Statuti, ma non di una propria Costituzione. Gli statuti regionali sono delle leggi costituzionali che prevedono il trasferimento delle funzioni dallo stato alla regione stessa. Determinano la forma di governo, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento, e sono atti con forza di legge.

Forme di governo

Con forma di governo si intendono i modi in cui viene distribuito il potere politico tra gli organi di vertice dello Stato (Governo, Parlamento, PDR) e i rapporti che intercorrono tra loro. Le forme di governo che esistono nelle democrazie pluraliste sono: parlamentare (Italia), presidenziale (Stati Uniti) e semipresidenziale (Francia).

La forma di governo parlamentare si caratterizza per l’esistenza di un rapporto di fiducia tra governo e Parlamento. Il corpo elettorale elegge solo il parlamento, mentre il presidente della Repubblica viene eletto dal parlamento, il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e nomina il capo del governo.

Nella forma di governo presidenziale gli elettori presidenziali si riuniscono in un collegio ed eleggono sia il presidente (capo dello stato) che il vice-presidente. Di fronte al presidente c’è il parlamento, questo detiene il potere legislativo, e presenta una struttura bicamerale con la camera del senato e la camera dei rappresentanti. Non esiste un rapporto di fiducia tra il governo e il parlamento, per questo si determina un dualismo paritario.

Nella forma di governo semipresidenziale, il presidente (capo dello stato), viene eletto direttamente dal corpo elettorale, ed è indipendente dal parlamento, anche se non può governare da solo ma ha bisogno di un governo, che viene nominato da lui. Il governo deve avere la fiducia del parlamento, quindi in questa struttura si determina una diarchia o bicefala (potere esecutivo ripartito tra capo dello stato e governo).

Presidente della repubblica

Il presidente della Repubblica è il capo dello Stato ed il garante della costituzione, e rappresenta l’unità nazionale. Viene eletto dal parlamento in seduta comune da 3 delegati per ogni regione: l’elezione avviene a scrutinio segreto e a maggioranza qualificata dei 2/3 dell’assemblea, dopo il terzo scrutinio è richiesta solo la maggioranza assoluta. Può essere eletto presidente ogni cittadino che ha compiuto 50 anni di età e gode dei diritti civili e politici. Il presidente della Repubblica entra in carica dopo aver fatto il giuramento di fedeltà alla Repubblica, e rimane in carica per 7 anni. Il presidente non può delegare le sue funzioni, ma può accadere che sia oggettivamente impedito a svolgere i suoi compiti. Nel caso in cui sia soggetto a impedimenti temporanei viene sostituito dal capo del senato, mentre se è soggetto a impedimenti permanenti si deve procedere all’elezione del nuovo presidente entro 15 giorni. Nel caso in cui manchino meno di 3 mesi allo scioglimento delle camere, il presidente del senato rimane in carica fino al giorno del giuramento del nuovo presidente. In casi normali, 30 giorni prima della scadenza del termine di durata, il presidente della camera dei deputati convoca il parlamento in seduta comune per eleggere il nuovo presidente. I suoi compiti vengono descritti dall’art. 87. Egli:

  • Nomina il presidente del consiglio dei ministri, 1/3 dei giudici della Corte costituzionale e 5 senatori a vita;
  • Può rinviare le leggi con un messaggio motivato (contenere il motivo del rinvio).
  • Invia messaggi presidenziali alle camere, i quali possono essere a contenuto libero (è il modo per comunicare con le camere), o a contenuto vincolato (accompagnano il rinvio delle leggi, e ne contiene i motivi).
  • Indice le elezioni delle nuove camere e ne fissa la prima riunione, poi indice il referendum popolare.
  • Promulga le leggi entro un mese dalla loro approvazione parlamentare, verifica che sia stato approvato lo stesso testo da entrambe le camere e obbliga chiunque a osservarle.
  • Nomina i funzionari dello Stato; ha il comando delle forze armate; può concedere la grazia e commutare le pene;
  • Può sciogliere le camere (parlamento) o anche una sola di esse, ma non può esercitare questa facoltà negli ultimi 6 mesi del suo mandato a meno che non coincidano con gli ultimi 6 mesi della legislatura (semestre bianco).

(art. 90 Cost) Il presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione, casi in cui è messo in stato di accusa dal parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dunque, in tutti gli altri casi il presidente è politicamente irresponsabile perché nessun atto è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità: l’istituto della controfirma è un requisito di validità dell’atto che rappresenta un trasferimento di responsabilità dal presidente al governo. Gli atti formalmente e sostanzialmente presidenziali sono quelli in che riguardano la volontà del presidente; gli atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi sono quelli in cui è espressa la volontà del governo (indizione del referendum); gli atti formalmente presidenziali e sostanzialmente complessi sono quelli in cui sussiste la duplice volontà del presidente e del governo (ex. scioglimento anticipato delle camere). Gli unici atti che non devono essere controfirmati sono gli atti personalissimi come le dimissioni, la dichiarazione di impedimento permanente e le esternazioni atipiche.

Parlamento italiano

Il parlamento è definito organo sovrano, in quanto detiene il potere legislativo, che viene esercitato collettivamente dalle due camere da cui è composto, cioè la camera dei deputati e il senato della Repubblica. Il parlamento ha una struttura di bicameralismo perfetto, in quanto le camere hanno le stesse funzioni e gli stessi poteri ma presentano alcune differenze: i deputati sono il doppio dei senatori (la legge n.1/2020 ha ridotto il numero dei parlamentari da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori per ridurre il costo della politica), alcuni senatori sono a vita come il presidente della Repubblica e 5 cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti in vari campi. La conseguenza del bicameralismo paritario è l’appesantimento del processo decisionale del parlamento, poiché la stessa legge deve essere approvata nelle due Camere distintamente. Le camere restano in carica per 5 anni (periodo della legislatura) fino alla prima riunione delle nuove camere per evitare un vuoto legislativo; secondo l’art. 60.2, in merito alla prorogatio, non possono essere prorogate se non in caso di guerra, ma possono essere sciolte anticipatamente dal presidente della Repubblica. Le camere hanno entrambe la funzione legislativa e la funzione di controllo: la funzione legislativa quando a seguito della presentazione di disegni di legge il testo viaggia più volte da una camera all’altra fino a quando entrambe le camere approvano lo stesso testo; per la funzione di controllo il parlamento ha a disposizione strumenti come le interrogazioni e le interpellanze: le interrogazioni, ovvero domande rivolte al governo per avere informazioni.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, Prof. Salvia Emilio Paolo, libro consigliato Manuale di diritto pubblico , C. Rossano Pag. 1 Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, Prof. Salvia Emilio Paolo, libro consigliato Manuale di diritto pubblico , C. Rossano Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, Prof. Salvia Emilio Paolo, libro consigliato Manuale di diritto pubblico , C. Rossano Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, Prof. Salvia Emilio Paolo, libro consigliato Manuale di diritto pubblico , C. Rossano Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, Prof. Salvia Emilio Paolo, libro consigliato Manuale di diritto pubblico , C. Rossano Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, Prof. Salvia Emilio Paolo, libro consigliato Manuale di diritto pubblico , C. Rossano Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Auroraesp di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Salvia Emilio Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community