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Istituzioni di diritto pubblico

Definizioni fondamentali

Diritto: insieme di norme giuridiche finalizzate a disciplinare i rapporti tra soggetti che interagiscono nell'ambito di una società.

Norma: regola di tipo generale ed astratto, data a priori e vincolante per poter vivere in società.

  • Generale: rivolta ad un numero indeterminato ed indeterminabile di destinatari
  • Astratta: disciplina una fattispecie che ancora non si è verificata (ossia inconcreta)

Giuridica: regola dettata da “qualcuno” a cui noi riconosciamo l’autorità come legittimata. L’autorità cerca tramite le regole di perseguire un interesse generale, la pace di un relativo gruppo sociale. Persegue gli interessi di una collettività (non è data da una sommatoria di interessi particolari, ma dalla sintesi e astrazione di tali interessi).

Nel momento in cui riconosciamo tale autorità, allora accettiamo di vincolarci a tali norme. Ad esempio, in un paese democratico come l’Italia, riconosciamo il governo, il parlamento perché eletto da noi. A volte tali norme possono risultare contro la nostra morale, contro le regole del nostro gruppo o religione: “dura lex, sed lex”. Ma, le norme sono bilanciamenti degli interessi particolari per ottenere l’equilibrio. Per vivere in una società le norme risultano necessarie per il vivere pacifico e benessere comune; se non le rispettiamo, è nostra responsabilità.

La norma è una regola giuridicamente vincolante, perché data da un’autorità che riconosciamo come tale. Inoltre, la violazione di una norma comporta una sanzione. (diritto romano: le norme imperfette non prevedevano una sanzione, mentre le quis-perfette non sempre.)

Ordinamento giuridico

L'ordinamento giuridico è costituito da un insieme di norme giuridiche, dettate dagli organi che hanno potere normativo.

  • Esistono diversi ordinamenti: ordinamento nazionale, sovranazionale, delle associazioni… le norme non si devono sovrastare, devono essere sistematiche, collegate tra loro, devono dare delle certezze (norme coerenti). Esistono conflitti tra norme ed interpretazioni discordanti. Difatti, le norme sono da applicare secondo il loro significato letterale, ma possono essere complesse, non di immediata percezione. Per questo esistono ulteriori regole per risolvere i conflitti.
  • L'ordinamento giuridico è un sistema in cui le norme coerenti abrogano le incoerenti
  • In Italia, hanno norme proprie: amministrazioni comunali, provinciali e regionali associazioni, religioni.
  • A mano a mano che uno stato si evolve e accetta al proprio interno altri ordinamenti giuridici, fonda forme di aggregazione con i propri sistemi di norme, costituendo un pluralismo di ordinamenti giuridici. Gli ordinamenti vengono accettati nel rispetto dei valori fondanti della costituzione. La costituzione contiene norme di altre aggregazioni, ma è impossibile il contrasto con le norme dell'ordinamento dello stato italiano. Più un ordinamento è complesso, più è difficile il suo rispetto.

Istituzioni: basi fondamentali

Diritto pubblico: insieme di norme che disciplinano i rapporti tra due o più soggetti di cui almeno uno agisce con poteri autoritativi. Agire con potere autoritativo significa avere la capacità di modificare unilateralmente la sfera giuridica del destinatario della propria azione (l’azione influisce indipendentemente dall’autorità, ma non in modo assoluto). Esso è accettato perché è definito da normative e il potere stesso è disciplinato da norme. Le normative fanno sì che siamo garantiti, tutelati da normative di diritto pubblico che disciplina il potere.

  • Diritto costituzionale: la costituzione tutela i diritti del cittadino anche dallo stato
  • Diritto internazionale: rispetto sovranità
  • Diritto Unione europea
  • Diritto penale
  • Diritto processuale: il giudice ha potere autoritativo vincolante (prevista una sanzione per penale per chi viola decisione del giudice)
  • Diritto tributario

La sfera giuridica comprende l’insieme di doveri e diritti che sono imputabili, riferiti ad un soggetto.

Diritto privato: insieme di norme che disciplinano i rapporti tra due o più soggetti che agiscono in posizione di tendenziale parità. Nessuno dei soggetti è titolare di un potere, entrambi hanno diritti e doveri reciproci e hanno stessa posizione giuridica; è definita tendenziale parità perché uno dei due soggetti ha maggiore capacità economica, relazionale o più poteri contrattuali dell'altra parte.

  • Diritto lavoro
  • Diritto famiglia

La norma è di natura pubblica o privata a seconda della relazione tra soggetti non per ciò che dice la norma in sé. Le norme di diritto pubblico e privato possono incontrarsi. Le decisioni arrivano da libera contrattazione tra le parti, ma una parte potrebbe avere maggiore potere. I soggetti con poteri autoritativi (pubblici) possono agire secondo le norme del diritto privato e viceversa.

Ad esempio, nonostante la scuola paritaria sia di natura giuridica privata, da un titolo come scuola statale=potere di diritto pubblico. La pubblica amministrazione può stipulare un contratto: come la gestione di negozi appartenenti al comune dove la scelta dei negozianti si svolge attraverso gare a concessione (diritto pubblico), l’amministrazione esercita un potere disciplinato da criteri prestabiliti.

Ad esempio, Tper Spa: i soci sono pubbliche amministrazioni, le quali hanno ricevuto in modo diretto il servizio; si tratta di un diritto commerciale, branca del diritto privato, ma possono partecipare soci pubblici. Per questo, fu aggiunta normativa di diritto pubblico che affianca il diritto privato.

La differenza tra espropriazione e compravendita: espropriazione = necessità di terreni di proprietà privata per opere pubbliche, è un provvedimento che impone al privato di trasferire le proprie proprietà ad un soggetto pubblico o con un potere pubblico per perseguire l’interesse generale, dietro il pagamento di un indennizzo del valore venale del bene (diverso dal valore del libero mercato, può essere maggiore o minore); è un obbligo disciplinato da diritto pubblico tutelando il privato. La compravendita è disciplinata dal diritto privato e nasce da libera contrattazione.

Notazione: elegge e nomina

NB (applicabile nel diritto e non)

  • Elegge: un organo collegiale elegge quando deve scegliere una persona.
  • Nomina: il rettore dell'università nomina il direttore generale dell'università. Un organo individuale nomina.

Lo Stato

Per chiamare un soggetto stato sono necessari tre elementi costitutivi, senza essi lo stato non può essere riconosciuto dalla comunità internazionale. Si tratta di sovranità, popolo, territorio.

  1. Sovranità:
    • Valenza interna: suprema capacità di un'organizzazione di esercitare un potere su uno specifico territorio e nei confronti di uno specifico popolo, di cui può condizionare le scelte.
    • Valenza esterna: capacità di farsi riconoscere dall'esterno, quindi dalla comunità internazionale, come soggetto dotato di questo potere interno. Alcuni stati esercitano il proprio potere, ma non tutta la comunità internazionale lo riconosce (riconoscimento limitato) oppure può essere anche non riconosciuto. L'Onu non può riconoscere uno stato ma può promuovere un referendum per il diritto di autodeterminazione dei popoli come il caso del Sahara dell'ovest.
  2. Popolazione: un insieme di soggetti legati allo stato da un vincolo di appartenenza chiamato cittadinanza. Ogni Stato decide le regole per la cittadinanza: matrimoni, ius sanguinis, ius scholae. Lo ius sanguinis (Italia) è riferito a Stati con molti emigrati per avere ancora cittadini. Lo ius scholae scelto dagli Stati di nuova creazione (Stati Uniti). In Italia è stato introdotto solo nell'anno tra i 18 e 19 si può richiedere la cittadinanza italiana, se con genitori entrati in modo regolare e vissuto in modo regolare. Inoltre, si può ottenere anche per merito, adozione bambini cui cittadinanza dei genitori sconosciuta (apolidi). Si può anche perdere ad esempio per tradimento nazione o per il fatto che non è ammissibile la doppia cittadinanza. I cittadini degli Stati dell'unione europea sono titolari di una prerogativa che si definisce cittadinanza europea, ma solo titolarità in alcuni diritti nei rapporti con altri Stati Unione europea e Unione europea stessa. Non è una seconda cittadinanza perché l'unione europea è un'organizzazione sovranazionale. Il trattato sovranazionale riconosce la prerogativa: il diritto di circolazione, soggiorno, stabilimento (si può vivere creare propria serie d'affari) votare e candidarsi alle elezioni locali. Inoltre, nei paesi extraeuropei ci si può rivolgere ad ambasciate di tutta l'unione europea.
  3. Territorio: spazio fisico sul quale viene esercitata la sovranità. Esso comprende la terraferma, il mare territoriale (stabilito tramite convenzioni internazionali per il calcolo del mare) e spazio aereo sovrastante e sottosuolo di tale area. Gli aeromobili e navi che battono bandiera di tale stato si chiama territorio fluttuante. Comprende inoltre anche le strutture diplomatiche (ambasciate, consolati).

Le forme di stato

La nozione forma di Stato mira a riassumere i valori ed i principi fondamentali sui quali si fonda una determinata comunità politica e descrive, in particolare, il rapporto tra governanti e governati (soggetti al potere del governo) e le diverse modalità in cui prende fisionomia la correlazione tra autorità e libertà all'interno del contesto sociopolitico considerato (varia sia sotto il profilo storico sia in maniera sincronica).

Storicamente lo stato dal punto di vista giuridico nasce dal feudalesimo? Dipende dai punti di vista: c’è chi pensa si tratti solo di un rapporto economico e chi pensa rappresenti la prima forma di Stato. Guardando al successivo modello statale si ritiene fra l'altro che quella forma di organizzazione non presentava né un territorio (essendo quest'ultimo qualificabile invece come bene proprio del sovrano o dei feudatari, regime patrimoniale e privatistico), né un vero e proprio potere unitario e sovrano del re, ma da una fitta rete di rapporti privatistici riprodotti su base piramidale con vincoli personali e vari livelli basati su un contratto feudale, successivamente tramutatasi in funzioni pubbliche dello Stato moderno. Infine, il sistema non presentava neppure un popolo capace di esprimere una volontà unitaria bensì una pluralità di società particolari ed interessi settoriali localizzati nei singoli feudi. Altro punto fondamentale è il principio di personalità del diritto, nel senso che i rapporti giuridici tra privati venivano regolati sulla base di uno status personale di volta in volta diverso legato a condizioni naturali dal fatto di vivere in una determinata città o di appartenere ad una corporazione.

La prima realizzazione dello Stato moderno si ha con lo Stato assoluto (tra il XVI-XVIII secolo) delle grandi monarchie, fondate su base territoriale, che si affermarono nel continente europeo facendo appello al principio di sovranità, dando luogo ad un organo impersonale il cui titolare il re raccoglieva tutta l'autorità sovrana (potere assoluto) ricadente nella funzione legislativa (totalmente riservata a lui), amministrativa e giurisdizionale. I governanti impongono autoritativamente comportamenti ai governati senza possibilità di dissenso. L'autorità Sovrano derivava dalla volontà divina; il Sovrano poteva legiferare senza essere vincolato da nessun altro potere ma rimaneva vincolato al rispetto delle leggi divine naturali e a quelle disciplinanti la successione al trono.

Storicamente lo stato assoluto si è evoluto nella monarchia liberale. Le testimonianze del cambiamento focale nel concepire il rapporto autorità libertà sono le prese di posizione dei parlamenti del tempo in confronto delle monarchie assolutistiche regnanti. Le monarchie liberali riconoscono le libertà personali (la prima fu l’Inghilterra) e una forma di partecipazione politica. In Inghilterra, si stabilì il primo Parlamento: si occupava di riscossione e spesa tasse ed era composto inizialmente da esponenti dei ceti. Testi fondamentali sono la Petition of Rights del 1628 e il Bill of Rights del 1699, il quale poté imporre al Re una serie di divieti a vantaggio del popolo; nonché l'Act of Settlement del 1701, con il quale si stabilirono da parte del Parlamento le regole di successione al trono, il principio di inamovibilità dei giudici, il potere parlamentare di impeachment nei confronti dei ministri. In Francia autoproclamatasi assemblea nazionale costituente pose alle solide basi del moderno costituzionalismo, sancendo la garanzia dei diritti la separazione dei poteri stabilità e il principio di uguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge. Negli Stati Uniti si affermarono con la dichiarazione di indipendenza del 1716 i diritti inalienabili dell'uomo.

Le monarchie costituzionali, come lo Statuto Albertino, hanno una costituzione liberale (comprende le libertà fondamentali) con elementi democratici, attraverso la concessione da parte del sovrano delle prime carte costituzionali. La “libertà dallo stato” la esercito perché sono una persona. Rende effettivi gli esercizi delle istituzioni politiche, ad esempio poter esternare liberamente un pensiero. Nell’800 lo Stato inizia a intervenire attivamente per la tutela di diritti che i governati hanno, ossia i diritti sociali. Ad inizio 900, l’educazione e l’alfabetizzazione rientrano nei diritti sociali (diritto sociale all’educazione). La nozione “stato di diritto” indica la propensione dello Stato moderno a garantire con il primato del Parlamento della legge sugli altri poteri i diritti individuali e conseguentemente apporre necessari limiti all'esercizio di tutti i poteri dello Stato.

Inizialmente, lo stato moderno è uno stato rappresentativo anche se non è ancora il popolo nella sua interezza, la collettività è rappresentata da una ristretta cerchia di cittadini contraddistinti per censo e condizioni culturale. Poi avvenne l’allargamento del suffragio per censo ed educazione. Il progressivo conseguimento del suffragio universale, che in Italia si consegue pienamente nel 1946 per le elezioni dell’Assemblea costituente, alle quali votarono per la prima volta anche le donne, e l'ampliamento delle forme di partecipazione politica attraverso la nascita dei partiti di massa, segnano la trasformazione dello Stato liberale ottocentesco. La forma costituzionale di Stato democratico-sociale eredita da quest'ultima i fondamentali istituti di garanzia (Stato di diritto), ma si connota per il fatto che i pubblici poteri divengono particolarmente sensibili alla promozione dei bisogni del benessere (Welfare State) dei cittadini, impegnando notevoli risorse in materia di protezione sociale e intervenendo anche direttamente in ampi settori della produzione e dell'economia (stato interventista, stato imprenditore).

Una decisiva trasformazione è il principio della separazione dei poteri: il Parlamento perde la posizione centralità nel sistema, il monopolio della funzione normativa. L'esecutivo acquista ampi poteri di regolamentazione in vostri settori anche attraverso un uso particolarmente frequente della decretazione d'urgenza e diventa il vero e proprio motore del sistema dando impulso alla funzione di indirizzo politico. Le autorità amministrative indipendenti cumulano potere di regolazione con funzione normative e di carattere giustiziale. Il giudice interviene attivamente nella ricostruzione di un sistema normativo sempre più complesso contribuendo alla tutela dei diritti. Infine, deve aggiungersi la ulteriore funzione di garanzia della costituzione alla Corte costituzionale, incaricata di preservare il corretto rapporto tra i diversi poteri dello Stato e del rispetto dei principi e dei valori contenuti nella costituzione rigida.

Le trasformazioni e passaggi da una forma di stato all’altra avvengono per vari motivi: rivoluzioni, transizioni pacifiche, guerre…

Le diverse tipologie

  • Stato assoluto: governanti autoritativamente impongono ai governati scelte e comportamenti senza possibilità di dissidenza.
  • Stato teocratico: l’autorità religiosa corrisponde all’autorità politica. Applica la normativa religiosa senza possibilità di dissidenza. La normativa di stato coincide con la normativa religiosa, perciò essendo una normativa voluta da Dio, i governati la subiscono.
  • Stato liberale: vengono riconosciute alcune libertà fondamentali al cittadino (prima volta in Gran Bretagna con la monarchia liberale). La forma di stato liberale riconosce ai governati le libertà fondamentali (o libertà dello Stato): libertà di movimento, pensiero, soggiorno, diritto a difendersi da un arresto e di essere processati, le sfere di autodeterminazione personale non possono essere invase dallo Stato.
  • Stato democratico: nasce con la libertà di manifestazione del pensiero, rendendo effettiva la concessione dei diritti politici, come il diritto di voto o libertà di stampa.
  • Stato liberaldemocratico: si sviluppa nel 1800 con l’avanzo della rivoluzione industriale e l’aumento della complessità sociale. Esso riconosce i diritti a partecipazione. Lo Stato non solo riconosce, ma tutela i diritti dei cittadini; essi vengono difesi tramite un’azione diretta dello Stato, e si parla di diritti sociali (soddisfatti solo da azioni pubbliche).
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ggioia24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Nicodemo Silvia.
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