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Diritto pubblico 22.02.2021 lezione 1

Quinta edizione libro. Capitoli 1, 2, 3, 8, 9: prof. Grasso.

Ubi societas ibi ius

Ubi societas ibi ius, dove c’è una comunità, un gruppo sociale c’è il diritto. Ciò può esprimere il punto di contatto tra quello che è l’approccio del diritto privato e l’approccio del diritto pubblico. Questa espressione può essere punto di partenza nostra riflessione e per capire spazio riconosciuto al diritto privato e spazio riconosciuto al diritto pubblico. Ci sono questioni che sono di interesse comune, come per esempio il concetto delle fonti del diritto. La nascita del diritto dentro la comunità, un gruppo sociale è un elemento che è davvero di rilievo.

All’interno di qualsiasi forma di organizzazione sociale debbano nascere, configurarsi delle regole che aiutino il funzionamento di quella organizzazione sociale, da un lato regole di diritto privato, da un lato regole di diritto pubblico. Da ciò si evince che ogni gruppo sociale ha i propri regolamenti, si ha quindi una pluralità di ordinamenti giuridici. Lo Stato è un ordinamento giuridico, organizzazione sovranazionali sono altri ordinamenti giuridici, ma ci sono anche ordinamenti al di sotto dello stato come regioni, comuni, così come ci sono anche ordinamenti giuridici al di fuori dello stato es famiglia, confessioni religiose, università... Ogni gruppo sociale produce le sue regole nella prospettiva di una pluralità di ordinamenti giuridici.

Esempio di ordinamenti e regole sociali

Esempio: siamo nel 2021 in Italia, c’è una ragazza che insegna in una scuola parificata, questa scuola ha un’ispirazione religiosa. Maria è una maestra delle elementari e si fidanza con un calciatore famoso, lei viene però da una famiglia molto tradizionale e quando dice ai genitori che vuole cominciare una convivenza con il fidanzato, la famiglia d’origine le mette qualche bastone tra le ruote, padre è uomo autoritario che le dice che se uscisse da quella porta, lei non potrebbe più rientrare.

L’essere fidanzata con un calciatore le permette di frequentare determinati circoli esclusivi, diventa una persona che tutti vogliono. Rispetto a queste comunità Maria trasgredisce determinate regole di esse, rompe i rapporti con la famiglia, al lavoro le fanno capire che non dà un buon insegnamento alle giovani donne e che probabilmente non le rinnoveranno il contratto. Tutte queste questioni dal punto di vista dell’ordinamento dello stato nel 2021 sono assolutamente prive di rilevanza!

Che cos’è che nel 2021 in Italia contraddistingue la vita di Maria nell’ordinamento dello stato? Che se anche Maria ha violato qualche regola legate alle comunità minori, la sanzione che può subire non è mai una sanzione che può toccare la sua libertà. 100 anni fa ad esempio invece, relazioni extra matrimoniali erano considerate diversamente quindi ad esempio Maria non avrebbe potuto essere la madrina di qualcuno.

Nel nostro mondo occidentale l’unico ordinamento che può veramente limitare libertà delle persone, cioè una misura detentiva, l’arresto, la reclusione, attraverso l’uso della forza è soltanto lo Stato. Solo lo Stato può usare la forza per richiedere il rispetto, l’osservanza delle regole, cioè si dice che l’ordinamento statuale ha il monopolio nell’uso legittimo della forza, può quindi utilizzare la forza per chiedere che una certa regola venga rispettata, altri ordinamenti come quello religioso, della famiglia o comunque tutti gli altri ordinamenti non possono imporre mediante la forza il rispetto delle proprie regole. Questo vale al giorno d’oggi nel mondo occidentale, perché per esempio in Italia prima della legge sul divorzio nel momento in cui una persona sposata avesse una relazione extra matrimoniale, era considerata come un’ipotesi che portava alla commissione di un reato, che veniva quindi punita.

Per far funzionare l’ordinamento statuale è necessario che ci sia però un consenso, un’accettazione di queste. La comunità per vivere non può stare in piedi però solo per la paura che uno Stato onnipotente possa colpire chi non segue determinate regole, è necessaria anche la divisione di queste regole. Poi però stato ha monopolio legale, legittimo dell’uso della forza. Caratteristica delle norme giuridiche in senso pieno, autentico, sono norme che vengono emanate dallo Stato che ha queste caratteristiche. Anche altri ordinamenti hanno le loro regole, ma sono regole che non hanno dietro per garantire la loro osservanza la minaccia dell’uso della forza.

Diritto costituzionale e limitazione del potere

Diritto costituzionale va sempre visto nella prospettiva di limitare il potere. Vedi citazione prof. citato all’inizio della lezione. → la lotta per il diritto e il passaggio che la costituzione assume il potere come proprio oggetto di normazione per conformarlo come.. quello della libertà e dell’uguaglianza...

Tra libertà e potere c’è la Costituzione e la costituzione tra libertà e potere serve a limitare il potere, a circoscrivere il potere sempre, anche il potere del popolo. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione, la costituzione limita quindi anche il potere sovrano del popolo, perché come ricorda Gianni Ferrara, il potere anche quando trova la sua legittimazione, la sua giustificazione nei migliori valori, nei migliori ideali, può sempre esorbitare, allora attraverso il diritto costituzionale si mettono vincoli, limiti al potere. Il Diritto Costituzionale è lo strumento per far in modo che il potere sia politico, sia economico trovi dei binari che preservano e garantiscano le libertà dei cittadini.

Diritto pubblico e diritto privato

Diritto pubblico vs diritto privato (dal manuale): la differenza sta nell’oggetto della disciplina, il diritto pubblico ha per oggetto l’ordinamento giuridico dello stato, norme che riguardano la sfera della collettività. Il diritto privato ha invece per oggetto norme che regolano i rapporti tra i soggetti all’interno dell’ordinamento. Ulteriore distinzione può essere che i rapporti regolati dal diritto pubblico sono sempre diseguali, mentre nel diritto privato sono tendenzialmente paritari.

25.02.2021 lezione 2

Lo Stato come forma di organizzazione del potere politico

Stato, si intende non solo stato italiano, stato come soggetto è un’organizzazione che si è imposta in un certo momento storico rispetto tutte le altre. È una forma di organizzazione del potere politico, è quella forma di organizzazione del potere politico che contraddistingue dal 500 la storia delle istituzioni. Nel 500 perché è quando in Europa si affermano le grandi monarchie dell’assolutismo, la Francia, la Spagna e l’Inghilterra, in quel momento l’organizzazione del potere politico chiamata stato prende il sopravvento.

Nell’evoluzione delle varie civiltà ci sono state anche altre forme di organizzazione del potere, es le polis nello studio della storia greca, nella storia romana la repubblica e poi l’impero, così come molto altro dopo. Nel 500 le monarchie assolute affermano fino in fondo la loro esistenza, è il momento storico in cui queste grandi monarchie riescono da una parte ad assicurare la loro supremazia rispetto a tanti altri numerosi centri di potere che caratterizzavano il mondo feudale e dall’altra parte questi stati nazionali impongono anche la loro dipendenza nei confronti di 2 grandi organizzazioni del potere che avevano in quel periodo una pretesa di essere universali: da un lato l’impero, dall’altro il potere temporale della chiesa cattolica.

Machiavelli, il principe, tutti gli stati sono stati Repubbliche o Stato??i. A quando parla di stato utilizza l’espressione che utilizziamo adesso, lo stato è una forma di organizzazione del potere politico. Stati sono come dei soggetti politici di potere.

Elementi costitutivi dello Stato

Questo stato quali elementi ha che lo caratterizzano?

Affinché uno stato possa essere riconosciuto come tale serve identificare alcuni elementi costitutivi che quando mancano c’è una contestazione sul fatto che lo stato ci sia davvero, pensiamo in Europa alla vicenda della Macedonia del Nord, dello Stato Palestinese, ecc... elementi che non possono mai mancare affinché si possa parlare di costitutivi, Stato, sono 3 elementi fondamentali.

Popolo, potere sovrano, un territorio → questo è l’ordine.

1) Potere sovrano

1) Potere sovrano: quando le monarchie del 500 affermano il loro potere sovrano vuol dire che da una parte esse riescono all’interno dei confini di uno stato, all’interno del territorio ad eliminare la competizione di tutti i centri di potere, (la struttura feudale era basata su rapporti di diritto privato tra persone e soggetti di poteri politici). Gli stati affermano la loro sovranità prima di tutto andando a soppiantare tutti gli altri centri di potere all’interno dei confini statali che potevano in qualche modo contrastare quella che era la volontà dello Stato, questa è una prima declinazione della sovranità: l’unico potere da riconoscere è il potere del monarca, del sovrano.

Subito dopo questi stati devono affermare il loro potere sovrano anche fuori dai confini nazionali, perché devono rivendicare l’indipendenza dello stato nei confronti degli altri stati, cioè sin dalle origini il potere sovrano si muove dovendo da una parte affermare la supremazia potere dello stato nei suoi confini e dall’altra parte garantire l’indipendenza del potere dello stato verso gli altri stati. Stati erano continuamente in guerra uno contro l’altro perché ciò che era in gioco era l’affermazione dell’indipendenza di uno stato nei confronti dell’altro stato. Questa sovranità è un concetto che è arrivato oggi anche se vi è stata una profonda trasformazione, soprattutto perché nelle democrazie, di cui l’Italia appartiene ovviamente, è diventato cruciale anche riconoscere al popolo la titolarità della sovranità. Nella costituzione italiana.

Secondo comma art 1 costituzione: la sovranità (che esprime il massimo del potere), appartiene al popolo. La sovranità appartiene al popolo, ma l’esercizio del potere sovrano incontra nella costituzione una sua limitazione, tant’è che la sovranità appartiene al popolo e il popolo esercita quella sovranità nelle forme e nei limiti della costituzione (art 1). → idea che anche potere sovrano del popolo va limitato, per questo c’è la Costituzione, l’idea di mettere dei vincoli all’esercizio del potere sovrano.

Nel 500 monarca aveva titolarità del potere sovrano. La Rivoluzione francese affermerà poi principio per il quale sovranità sarà affidata ad un concetto astratto, alla nazione. Rousseau affermò una condizione radicale della democrazia, che potremmo definire anche Giacobina. Negli stati democratici è il popolo titolare del potere sovrano.

Altri 2 articoli posti nei primi 12 articoli, i cosiddetti principi fondamentali della costituzione → art 7 che riguarda rapporto tra Stato e Chiesa cattolica, stato e chiesa cattolica sono ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani. → sta l’idea di affermare il potere sovrano dello Stato non tanto verso l’interno, ma verso l’esterno, e in modo ancora più chiaro l’art 11 va a definire le modalità per le quali anche la sovranità statuale può incontrare limitazioni.

Articolo 11 si apre affermando un principio fondante dell’ordinamento costituzionale, che potremmo definire un principio pacifista, che afferma il ripudio, il rifiuto della guerra come strumento che dà un lato offende, calpesta la libertà degli altri popoli, ma che viene anche rifiutato come mezzo attraverso il quale poter risolvere eventuali controversie che possono esserci tra lo stato italiano e altri stati. Dopo aver affermato il ripudio della guerra come strumento di offesa. Rifiuto della guerra, ma anche l’Italia consente in condizioni di parità con altri stati al limitare il proprio potere sovrano, quel potere sovrano che è il fondamento della vita degli stati, si accetta che venga limitato a condizione che si possa creare un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni promuovendo la creazione di organizzazioni, di ordinamenti i quali abbiano l’obiettivo della pace, della giustizia tra i popoli, cioè vuol dire che quel concetto di sovranità viene a trovare possibili limitazioni nel momento in cui serva conseguire nei rapporti internazionali un obiettivo più importante: pace, giustizia, libertà tra i popoli. Questo articolo viene scritto nel 1947, quando fu scritta questa disposizione c’era lo sbocco della scritta della costituzione dell’ONU.

Riflessione sulla sovranità

Riflessione:

  • Questa idea della sovranità degli Stati è un’idea che è fortemente sotto tensione per tante ragioni: intanto c’è la circostanza che l’Unione europea è certamente un grande ordinamento, essere parte dell’Unione europea porta delle conseguenze per l’ordinamento statuale, erode il potere sovrano degli stati.
  • La globalizzazione: la vita degli stati è fortemente finanziata dagli attori dei mercati finanziari. Soggetti estranei alla statualità influenzano fortemente la vita degli stati.

2) Popolo

2) Popolo: se non c’è il popolo, l’elemento personale che costituisce gli stati, non c’è lo stato. Il popolo si identifica attraverso il concetto di cittadinanza, il popolo di uno stato è dato da quelli che sono i cittadini di uno stato, ovviamente diventa allora cruciale capire come avviene l’acquisizione della cittadinanza. (Un cittadino italiano che vive fuori dall’ Italia fa parte del popolo italiano). Una nozione differente è quella di popolazione, la popolazione va oltre il concetto di popolo, se per esempio perso alla popolazione lombarda, essa è data da tutti coloro che risiedono il Lombardia, non solo cittadini italiani. Un cittadino straniero che risiede nel territorio italiano fa parte della popolazione italiana, ma non del popolo, così come un cittadino italiano che vive all’estero fa parte del popolo italiano, ma non della popolazione.

Come si acquista la cittadinanza?

Ogni stato perché sovrano sceglie le sue regole di acquisizione della cittadinanza all’interno di due grandi famiglie: ius sanguinis e ius soli, ius vuol dire diritto, ius sanguinis vuol dire diritto di sangue, ius soli diritto di territorio. Ius sanguinis è criterio in base al quale si acquista la cittadinanza di chi è ascendente diretto, lo ius soli invece implica che diventa cittadino di uno stato colui che nasce nel territorio di uno stato, da un lato l’elemento determinante è quindi il fatto di essere figli o nipoti di un cittadino di quel paese, dall’altra parte il fatto di nascere in un territorio di quel paese. (non vuol dire che unico modo per acquisire cittadinanza siano questi, ad esempio si può acquistare cittadinanza anche tramite matrimonio). Ius sanguinis ha finalità di preservare le radici, l’integrità di una certa comunità, lo ius soli è un criterio più inclusivo. (Nella costituzione non si parla direttamente come si acquista cittadinanza, ma è una legge che lo stabilisce). Alcuni paesi come Australia o Stati Uniti hanno privilegiato criterio dello ius soli, in Italia si è privilegiato lo ius sanguinis.

Uno dei problemi che pone ius sanguinis: es ho mamma francese e papà italiano, ma se non è chiesto di scegliere c’è situazione di doppia cittadinanza. È cittadino italiano anche chi può vantare però ascendenze dirette che vanno più indietro nelle generazioni, in base allo ius soli può essere cittadino italiano: se nasce nel territorio italiano un bambino i cui genitori non hanno nessuna cittadinanza (situazioni di apolidia), egli è cittadino italiano.

Al compimento della maggiore età chi nasce in Italia da genitori stranieri diventa poi cittadino italiano sempre che non rinunci, la legge prevede poi che chi risiede in Italia continuativamente, stabilmente per almeno 10 anni può chiedere che gli venga concessa la cittadinanza italiana. Cittadinanza si acquisisce anche attraverso il matrimonio fissando una serie di limiti temporali per la residenza in Italia e per la durata del matrimonio (in modo da evitare matrimoni opportunistici). Cittadinanza italiana la ottiene anche chi compie e rende grandi servizi allo stato italiano, in tal caso è prevista una procedura per concedere la cittadinanza.

Principalmente paesi che fanno prevalere lo ius sanguinis sono quelli che vogliono mantenere una forte omogeneità, mentre per quanto riguarda lo ius soli si parla di paesi nati in seguito a grandi migrazioni.

Riflessione: dal 1993 con l’entrata in vigore del trattato di Maastricht tutti i cittadini membri dei paesi dell’Unione europea sono anche cittadini europei. Un cittadino europeo può esercitare il diritto al voto quando c’è il rinnovo del parlamento europeo. Un cittadino europeo residente in un paese straniero (es. polacco residente a Como) può partecipare alla vita politica locale (ma non candidarsi sindaco)

3) Territorio

3) Territorio: sfera spazio nella quale si esercita la sovranità statuale. Per cogliere il territorio come elemento spaziale verso il quale viene esercitato il potere sovrano dobbiamo capire come questo territorio viene a identificarsi, pensiamo al nostro “stivale”. È chiaro che il territorio trova un suo limite nei confini sia di natura geografica (la catena delle Alpi), sia confini che nascono a seguito di decisioni politiche e trattati internazionali che regolano lo spazio del territorio.

Per quanto riguarda l’Italia avendo mare attorno come si fa ad individuare rispetto alle coste lo spazio che è da riconoscere al territorio dello stato? Nel 500 c’era una regola del diritto internazionale consuetudinario che diceva che gli stati costieri espandono il loro territorio per 3 miglia marine, perché i cannoni avevano una gettata pari a 3 miglia marine. Attualmente il territorio si misura fino alle 12 miglia marine, ma per i paesi come il nostro che sono circondati dal mare si pone anche un problema di riconoscere l’esercizio del potere sovrano su un ulteriore fascia che è quella rappresentata dalla piattaforma continentale, ovvero una fascia che implica la possibilità di sfruttare le risorse marine, c’è quindi un ulteriore ampliament

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescamilan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Grasso Giorgio.
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