Igiere e medicina sociale del professor Turi
Introduzione all'igiene e alla medicina sociale
Il concetto di igiene, medicina e sanità pubblica
Igiene = il significato della parola igiene ha intrapreso, nella storia, un cambiamento di significato che ha ristretto la sua area semantica. La parola igiene trova origine nella cultura greca antica, presso cui Igea (dal linguaggio greco antico “Υγίεια” – Yghiéia) era la personificazione divina del concetto di salute. Nella mitologia è figlia di Asclepio, semidio patrono dei medici, e veniva perciò invocata, in antichità, per prevenire malattie e danni fisici. Nella mitologia romana venne denominata “Salus” (salvezza, salute) o “Valetudo” (salute, robustezza).
Medicina = è un termine che non indica la condizione di salute, bensì l’ambito professionale proteso a garantirla, sia negli uomini che negli animali: la medicina s’incentra nella cura delle malattie, nella riduzione dei suoi effetti, e s’interseca con altre discipline scientifiche quali biologia, chimica, fisiologia e molte altre. Può avere applicazioni legali o forensi. Il termine medicina denota anche l'esercizio dell'attività professionale da parte di un medico, e, nell'uso comune del termine, può indicare semplicemente un farmaco.
Sanità pubblica (public health) = scienza rivolta a migliorare la salute della popolazione tramite sforzi organizzati della società, utilizzando tecniche di prevenzione delle malattie, di protezione e di promozione della salute. NON va confusa con la sanità privata. La sanità pubblica è una cooperazione di più prestazioni come l’economia, la sociologia, la statistica, la psicologia, l’antropologia, la biologia, la medicina stessa.
Il concetto di salute e malattia
Salute = sulla scia di quanto affermato dalla WHO/OMS (World Health Organization o Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 1947, si può affermare che la salute sia “una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo,dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale”.
Seppilli → definizione dinamica:
- Abbandono del concetto negativo di salute come assenza di malattia.
- Esigenza di curare le persone, non solo le malattie.
- Avviene l’umanizzazione delle cure.
- Superamento di una condizione puramente biologica dei fenomeni morbosi: si supera la concezione del destino e della cattiva sorte.
- Concetto di equilibrio dinamico fra individuo e ambiente.
- L’individuo, nella sua unità, deve poter acquisire la capacità di ristabilire l’equilibrio di salute nell’interazione con l’ambiente.
Malattia = parallelamente alla definizione dinamica di salute, si può dare una definizione dinamica di malattia: la malattia non è solo una condizione biologica, quindi una patologia con alterazioni di organi e/o apparati - disease, ma anche una condizione sociale, con i suoi aspetti culturali, sociali, morali, psicologici – illness.
Le definizioni dinamiche di salute e malattia sono due definizioni:
- Innovative e positive.
- Non statiche ma dinamiche.
- Non solo “non malattia” ma in positivo.
- Non solo individuali ma collettive, infatti, la maggior parte della patologia ricorrente è strettamente correlata a condizioni ambientali e sociali poiché si è verificata un'evoluzione storica, scientifica ed epidemiologica del concetto di malattia e di salute.
Individuo, salute e ambiente
La salute è centrata nell’essere umano come unità fisica, psichica e sociale dell’uomo. Questa centralità dell’uomo pone l’accento sul significato unitario della salute nelle sue componenti inscindibili: fisica, mentale, sociale. Queste 3 componenti sono immerse nell’ambiente sia interno (biologico, genetico) che esterno (naturale e sociale, modificato e modellato dall’essere umano stesso) e da questo sono influenzate.
Determinanti di una “buona” o “cattiva” salute
Ciò che può determinare un buono stato di salute sono:
- Livello globale di salute → in base al luogo di nascita si hanno diversi vantaggi o svantaggi.
- Funzioni fisiologiche e parti anatomiche sane → se una persona ha già una malattia o una menomazione parte svantaggiata.
- Emozioni, conoscenze, relazioni positive.
- Reddito sufficiente, lavoro gratificante, abitazione dignitosa, servizi efficaci ed efficienti, attività del tempo libero → se non si ha un reddito sufficiente non si è in salute.
Le cause di un cattivo stato di salute sono complesse:
- Fattori individuali genetici normalmente non modificabili come il sesso e l’età.
- Fattori che risentono più del comportamento del singolo e della società, come per esempio l’ambiente, le condizioni sociali e gli stili di vita, che sono quindi modificabili.
Altre determinanti possono essere:
- Aria
- Attività fisica
- Acqua
- Alcool
- Disuguaglianze socio-economiche e reddito
- Fumo
- Sostanze psicoattive di abuso
- Abitazione
- Istruzione
- Trasporti
- Servizi sanitari e sociali
- Ambiente sociale e culturale
- Accesso ai servizi
- Esclusione sociale
- Stili di vita
- Sessualità
- Occupazione
- Alimentazione
Concetto di rischio e fattori di rischio
Rischio = indica l'eventualità che una condizione o una situazione possa accadere generando effetti negativi per la salute.
Fattore di rischio - Hazard = uno o più fattori che possono alterare in modo momentaneo o permanente la salute. Questi possono essere: fisici (radiazioni), chimici (sostanze chimiche) o biologici (microorganismi come virus, batteri).
Le malattie
Nel corso della storia le malattie e la loro epidemiologia sono molto cambiate soprattutto con e dopo la rivoluzione industriale dell’800. Si è passati da un quadro ricco di malattie infettive, spesso fatali, ad uno denso di malattie croniche, debilitanti, degenerative. Le principali cause sono: urbanizzazione, migrazioni, lavoro industriale, inquinamento ambientale, problemi di approvvigionamento idrico ed alimentare, smaltimento di rifiuti e liquami, alimentazione.
Lettura F. Engels
Malattie infettive
Le malattie infettive hanno un’insorgenza acuta, improvvisa e “forte”, a causa di un agente patogeno specifico. Hanno un decorso rapido che si risolve nella guarigione o nella morte se non curate a dovere con farmaci, ragion per cui attualmente sono statisticamente meno pericolose. Alcuni esempi sono: influenza, peste, epatite, tifo, colera, meningite, morbillo, varicella. Alcune possono essere contagiose.
Malattie cronico-degenerative = hanno un’eziologia multifattoriale ovvero sono causate da più agenti patogeni. Esse non sono immediatamente mortali, ma sono spesso debilitanti – se non trattate – possono inficiare la qualità di vita. Hanno un percorso lento e lungo e spesso non sono curabili con farmaci. Alcuni esempi sono: malattie cardiovascolari, tumore, diabete, broncopneumopatie.
Si ritiene che il passaggio dal primo scenario al secondo sia dovuto al miglioramento generale delle condizioni di vita e igieniche di ogni individuo a partire dalla rivoluzione industriale: l’acqua è più pulita, così come il cibo, e i sistemi fognari sono presenti in ogni centro abitato, limitando la diffusione di malattie infettive, le abitazioni sono a norma, un aumento della scolarizzazione. Vi è lo sviluppo dei servizi sanitari così come la creazione del primo antibiotico e della vaccinazione.
Allo stesso tempo, vi è stato però peggioramento dell’ambiente di vita e di lavoro a causa di sostanze chimiche, inquinamento di acqua, aria, suolo, stili di vita individuali e collettivi, superalimentazione non equilibrata, stress,... con conseguente comparsa delle malattie cronico-degenerative.
Prevenzione
Letture G. Maccacaro, P. Vineis, G. Rose
- Primaria = agisce sull’ambiente di vita e di lavoro individuando, riducendo o eliminando le condizioni di rischio e/o i fattori di rischio per la salute.
- Secondaria = interviene su una patologia in atto per evitare il peggioramento (diagnosi precoce, terapia, ecc.).
- Terziaria = interviene su una patologia curata (riabilitazione).
Le malattie infettive
Sebbene negli ultimi decenni siano stati fatti molti progressi nel campo delle malattie infettive queste resteranno comunque un rilevante problema sanitario, come dimostra l’epidemia di COVID-19. Nei paesi del sud del mondo sono ancora la principale causa di morte o disabilità. Nei paesi industrializzati contribuiscono alla mortalità generale.
Malattia infettiva
La necessità di un agente (come un virus), che infesta un organismo ospite (come il corpo umano) affinché questo diventi un ambiente idoneo alla sua crescita e riproduzione. Gli agenti possono essere microbi o germi, anche se non è sempre detto che siano patogeni (ovvero in grado di sviluppare malattie). Essi sono visibili raramente a occhio nudo, e necessitano di un microscopio per essere osservati.
L’infezione non è sinonimo di malattia, ma invasione e moltiplicazione nell’organismo (sia malattia che nessun sintomo). Nel nostro corpo cute e mucose sono delle barriere efficienti, ma alle volte non sufficienti in quanto l’agente patogeno può entrare comunque nel nostro organismo e infettare le cellule.
Letture J. Diamond, G. Cosmacini, A. Camus
Microscopio
Il microscopio è uno strumento ottico attraverso cui un uomo può osservare qualsiasi superficie ingrandita fino ad un ordine sub-atomico:
- Esso nasce tra il 1500 e il 1600 nei laboratori di artigiani olandesi.
- Verrà migliorato da Keplero nel 1611.
- Leeuwenhoek, un commerciante olandese, lo migliorò fino a ingrandire fino a 270 volte.
- I microscopi elettronici nascono in Germania nel 1920, e furono i primi a sviluppare ingrandimenti pari a 100.000 o anche più.
- Solo grazie ad esso si deve la scoperta dei virus.
Quadro epidemiologico delle malattie infettive
L’uomo sin dall’antichità ha convissuto con i microbi. Nell’antichità classica la febbre era la Dea Febris.
- Nel 460-395 a.C. Tucidide parla della peste di Atene, probabilmente un’epidemia di tifo, sottolineando come la causa principale fosse stare vicino agli “appestati”.
- Nel 1 sec. a.C. Lucrezio nel suo “De Rerum Natura” spiega la sua teoria atomica e della semina ovvero crede che esistano delle sostanze venefiche portate dal vento.
- Nel 129-201 a.C. Galeno, teoria dei “miasmi”.
- Nel 116-27 a.C. Varrone con il suo “De re rustica” introduce la teoria secondo cui alcuni animali possono essere portatori di malattie.
Quindi l’idea comune di fronte alla malattia era quella di scappare ed isolare i malati fuori dalle città.
Nel Rinascimento, Fracastoro (1478-1553), letterato e medico veronese, individua i fomi ovvero di quelle superfici o oggetti che si contaminano di germi.
- Nel 1601 Kircher con il primo microscopio individua i cosiddetti “animalicula” ovvero di piccoli animali, ma non li associò alle malattie.
- Solo con Pasteur (1822-95) e Koch (1842-1910) si individuano i batteri.
Postulati di Koch
I postulati di Koch (o postulati di Henle-Koch) sono originariamente dei criteri destinati a stabilire la relazione di causa-effetto che lega un microrganismo ad una malattia. Koch isolò dai tessuti di animali malati bacilli del carbonchio, li coltivò in laboratorio e ne identificò il ciclo vitale di tipo sporigeno. Attraverso l'inoculazione delle cellule in animali non affetti da alcuna patologia osservò l'insorgenza della malattia e la possibilità di isolare tale microrganismo dal tessuto degli animali infettati sperimentalmente. Fu il primo ad adottare sperimentalmente alcuni criteri, che altro non sono se non quattro regole generali per stabilire se un certo microrganismo sia o meno la causa di una certa malattia.
I postulati sono i seguenti:
- Il presunto agente responsabile della malattia in esame deve essere presente in tutti i casi riscontrati di quella malattia.
- Deve essere possibile isolare il microrganismo dall'ospite malato e farlo crescere in coltura pura.
- Ogni volta che una coltura pura del microrganismo viene inoculata in un ospite sano (ma suscettibile alla malattia), si riproduce la malattia.
- Il microrganismo deve poter essere isolato nuovamente dall'ospite infettato sperimentalmente.
- Se positivi, abbiamo la prova della patogenicità del microrganismo e della sua influenza in un determinato quadro patologico.
Limiti dei postulati di Koch
Questi postulati, per quanto estremamente potenti, hanno evidentemente dei limiti sperimentali:
- Alcuni microrganismi commensali o normalmente presenti nell'ambiente danno patologia solo in determinati soggetti o situazioni.
- Spesso l'inoculazione, invece di portare a una patologia conclamata, provoca danni subclinici.
- Alcuni microrganismi (ad esempio il Mycobacterium leprae o i fitoplasmi) non sono coltivabili in vitro o non è possibile trovare un animale adatto all'inoculazione perché il virus ha tropismo unico per l'uomo o perché gli altri animali sviluppano una diversa patologia rispetto all'uomo.
Agenti patogeni e proprietà
Agenti patogeni
Gli agenti patogeni si dividono tra:
- Batteri = sono un’unica cellula senza nucleo.
- Virus = sequenze di DNA che non possono riprodursi da sole.
- Miceti = funghi.
- Eucarioti = organismi di più cellule con nucleo.
- Protozoi = organismi con una sola cellula con nucleo.
Gli agenti patogeni sono caratterizzati da:
- Infettività = capacità di moltiplicarsi.
- Patogenicità = capacità di creare una malattia.
- Virulenza = il variare della patogenicità a seconda del ceppo.
- Invasività = capacità di diffondersi.
- Tossigenicità = capacità di creare tossine, ovvero sostanze tossiche nel corpo.
Proprietà dell'ospite
Gli ospiti sono caratterizzati da:
- Proprietà fisiologiche diverse = età, nutrizione, stato di salute, immunodeficienze causate da terapie in atto.
- Resistenza aspecifica = ovvero le difese immunitarie fisiologiche come le mucose, la cute, i fagociti, saliva, muco, lacrimazione.
- Resistenza specifica = ovvero gli anticorpi specifici che possono essere acquisiti per vaccino oppure ereditaria o innata. Parliamo del nostro sistema immunitario.
La nostra immunità può essere:
- Innata o ereditaria → quindi diversa in base alla specie, etnia di appartenenza e dal proprio organismo. Può anche essere determinata dalla temperatura corporea o ridotta da difetti genetici come immunodeficienze.
- Acquisita → a sua volta suddivisa in:
- Attiva = tramite vaccinazione o infezione clinica.
- Passiva = con anticorpi specifici.
- Sieroprofilassi.
Proprietà dell’ambiente
Oltre all’agente e all’ospite anche l’ambiente è fondamentale per la diffusione di epidemie. In particolare dipende da:
- Fattori climatici, inquinamento, fattori sociali.
La presenza di animali o persone portatori di microbi patogeni può essere la scintilla d’inizio → i portatori “sani” sono quelli che hanno microbi patogeni nel loro corpo, ma che non manifestano la malattia. L’agente patogeno può penetrare nel corpo attraverso cute o mucose, e può essere espulso attraverso secrezioni ed escrezioni.
Tipi e fasi delle malattie infettive
Malattie infettive
Vi sono sporadiche, epidemiche che hanno una diffusione a livello nazionale, endemiche stagionali come l’influenza e pandemiche che si diffondono a livello internazionale come il COVID-19.
Fasi
Le fasi che una malattia infettiva attraversa nel contagio di un individuo sono:
- La contaminazione ovvero il primo contatto.
- L’infezione ovvero la penetrazione nel corpo.
- L’incubazione ovvero il periodo precedente alla malattia.
- La malattia stessa.
Metodi di trasmissione
I metodi di trasmissione possono essere diretti, nel caso di contatto fisico con fluidi o mucose, rapporti sessuali non protetti. Nel particolare, tra i casi di contatto diretto si menzionano anche trasfusioni, ferite, scambio di saliva e, soprattutto, la trasmissione transplacentare di una persona incinta con l’embrione.
Oppure indiretti in cui l’agente patogeno in questo caso si diffonde attraverso aria o tramite veicoli come fomi (come vesti, oggetti etc.) o vettori (animali). Le trasmissioni indirette vi sono quelle oro-fecali, che possono riguardare acqua, cibo (e possono essere prevenute con i c.d. ostacolanti, come l’aceto o il sale). Quando si parla di trasmissione indiretta gli autori anglofoni sono soliti parlare delle “quattro f”, che sono: fingers, food, fomites e flies – ovvero dita, cibo, fomi e mosche.
Metodi di trasmissione delle malattie infettive
L’aria è un mezzo di trasmissione indiretto, è una fonte di contaminazione fisica (a causa delle polveri), chimica (a causa di anidride carbonica o solfuri), biologica (a causa dei pollini) e microbiologica (per le malattie infettive). La contaminazione avviene per via respiratoria o più raramente per morsi, ed è facilitata dall’aerodispersione di polveri contaminate o di materiale organico che ospita una coltura patogena. Ovviamente, nella maggior parte dei casi il contagio avviene tra una persona già malata (o portatrice) ed una sana. Le malattie diffuse per via aerea sono soprattutto respiratorie (come polmonite o tubercolosi) ed esantematiche (come scarlattina e morbillo – l’esantema è un’alterazione della pelle); ciò detto, possono riguardare anche le ghiandole salivari o altri apparati.
A livello fisico, in ambienti confinati o semi-confinati l’aria ha più potenziale trasmissivo: le cosiddette goccioline respiratorie di Flügge prendono il nome dallo scienziato che, nel 1899, ha dimostrato per primo che, attraverso...
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