Istituzioni di scienze motorie
Introduzione
Dire oggi cosa sia l’educazione motoria è un’impresa ardua, perché diverse sono le scuole di pensiero e differenti i modi con cui viene intesa ed insegnata. Ciò è dovuto a un problema teorico: manca alla base una chiara e salda antropologia pedagogica, che indichi una comune idea di uomo e di educazione. Alcune indagini, svolte per sensibilizzare i docenti verso una maggiore consapevolezza del valore educativo di questo ambito di insegnamento nella fascia d’età 3-11 anni, hanno mostrato un quadro variegato, ma interessante, di credenze su questa disciplina.
Il problema del nome
I nomi Educazione Fisica ed Educazione Psicomotoria vengono utilizzati come:
- Sinonimi, anche se in modo confuso. I docenti dichiarano che i due termini sono sinonimi e riconoscono una serie di competenze di carattere trasversale, ma poi attribuiscono ai singoli termini significati molto diversi.
- Significati differenti, come discipline a cui si associano competenze e scopi diversi.
A livello mondiale, le ricerche mostrano una predilezione per l’educazione fisica e per l’insegnamento di attività sportive agonistiche, rispetto alla psicomotricità, che è per lo più assente ovunque, se non in Francia, dove è nata. La legge n.53/2003 ha introdotto il nome Scienze motorie e sportive poiché ritiene che Educazione Fisica ed Educazione Psicomotoria siano ormai obsoleti, in quanto attribuiscono alla disciplina un valore che viene definito per lo più a partire da motivazioni esterne alla persona e sempre funzionali a qualcosa d’altro che le dia senso (la salute, la performance sportiva, …), mai allo sviluppo integrale. La normativa in vigore, invece, sottolinea proprio quest’ultimo aspetto di sviluppo della persona nella sua interezza e restituisce alla disciplina pari dignità rispetto alle altre.
L’idea di competenza
Pochi docenti hanno fatto propria la definizione riconosciuta a livello europeo di competenza come fare esperienza in un preciso contesto, mettendosi in gioco a vari livelli, in maniera autonoma e responsabile. Altri, l’hanno intesa come un agire che mobilità schemi di movimento, ovvero come un’attivazione di processi (quando compio un’azione, si realizza la competenza, si attivano spontaneamente schemi motori). La maggioranza degli insegnanti intervistati, tuttavia, ha definito la competenza come una più o meno complessa applicazione di conoscenze e/o di abilità. Questa idea di competenza è tipica dei curricula passati, per cui i percorsi di apprendimento sono centrati su contenuti ed abilità da acquisire e per cui la valutazione è un mero accertamento dei risultati di apprendimento.
L’idea di corpo
Nella quasi totalità delle risposte, si intuisce la volontà di esprimere una visione unitaria del corpo, ma le definizioni fornite spesso non sono coerenti con quanto dichiarato. Sono state individuate, a scopo di sintesi, quattro macro categorie generali:
- Corpo come intreccio/unione complessa e integrata di dimensioni o aree differenti della personalità;
- Corpo come strumento di conoscenza di sé e del mondo;
- Corpo come linguaggio, occasione o veicolo di espressione di sé;
- Corpo come somma di parti o di organi, insieme di parti distinte, oggetto separato dal resto della persona.
Tali idee emerse possono essere associate, semplificando un po’ rispetto alla complessità delle posizioni, a tre differenti prospettive di studio del corpo: la 1 rimanda alla prospettiva integrale/relazionale, la 2 e la 3 alla prospettiva psico-corporea, la 4 alla prospettiva biologico-anatomica. Questa polisemia è dovuta in parte ai differenti contesti culturali di provenienza degli intervistati.
La valutazione
Esistono ancora docenti che dichiarano che l’educazione motoria non debba essere valutata. Laddove, invece, è presente, la valutazione avviene in maniera molto diversificata. Emergono principalmente due problemi: la valutazione spesso viene data per scontata, non specificata, inserita in un contesto di valutazione complessiva. Ciò accade specialmente per la scuola dell’infanzia, dove il campo di esperienza corpo e movimento, viene accorpato a tutti gli altri campi, ma talvolta anche per la scuola primaria, nonostante l’educazione fisica lì conti come disciplina specifica. Una seconda problematica concerne la confusione in merito all’atto valutativo che, come detto, è obbligatorio, non opzionale. I dati dimostrano, tuttavia, che nel 39% dei paesi mondiali l’educazione fisica non è oggetto di valutazione e, nel restante 61% non vi è comunque unitarietà circa le modalità di valutazione.
Lo status dell’educazione motoria in Italia e nel mondo
L’obbligatorietà della disciplina
Nel mondo, l’educazione fisica è obbligatoria quasi ovunque e, dove non lo è, viene comunque insegnata a livello generico. In Europa, è diventata obbligatoria intorno al 1880. In Italia, la ginnastica educativa è divenuta obbligatoria nel 1878 con la Legge de Sanctis. A livello mondiale, il numero medio di anni in cui è insegnata a scuola è tra gli 11 e i 12 anni.
Il tempo dedicato all’insegnamento dell’educazione motoria
Nel corso degli anni, si è rilevata una tendenza generale alla diminuzione delle ore destinate all’insegnamento della disciplina, in controtendenza rispetto alle Raccomandazioni che chiedono di effettuare un minimo di minuti a settimana (circa 180, ben più dei 100 realmente svolti in media). Gli stati infatti ricordano che il regolare esercizio fisico diminuisce notevolmente le spese per la salute, per cui il monte orario (spesso fornito indicando soglie minime) andrebbe imposto e rispettato. Permane, tuttavia, un’incongruenza fra le norme e la realtà.
Il docente generalista o lo specialista?
I dati dichiarati indicano che a livello mondiale, nelle scuole primarie, il 67% degli insegnanti di educazione fisica sono specialisti. Tuttavia, come già sottolineato, spesso la realtà è ben diversa. In Italia, da sempre, la norma prevede il docente generalista, che è un semi-specializzato, poiché ha una base della disciplina. Tuttavia, possono entrare nelle scuole anche esperti e laureati in Scienze motorie, che completano la cattedra (Legge 107/2015, potenziamento sportivo) o che realizzano progetti approvati dagli organi collegiali proposti o dall’ente locale (comune) o dalle federazioni sportive presenti sul territorio. Spesso ciò avviene perché gli stessi docenti generalisti si sentono impreparati ad insegnare la disciplina. In Italia esiste una lunga tradizione di collaborazione tra il CONI e il MIUR, sancita da Protocolli di intesa. Il più recente è del 2013 e ha suggerito l’inserimento di un tutor sportivo nella scuola primaria, per il potenziamento dello sport scolastico. Riguardo al problema del consulente, si ritiene che nella scuola dell’infanzia e primaria, debbano essere coinvolti in primo luogo i docenti che vi insegnano, purché formati adeguatamente sul versante dell’educazione fisica. Limitandosi, infatti, a far intervenire esperti nell’insegnamento, si rischia di snaturare la funzione del docente generalista che è quella di fare sintesi integrando i diversi insegnamenti.
Accanto alle diverse forme di collaborazione con soggetti esterni alla scuola, permane una predilezione per le attività sportive agonistiche e per lo sviluppo dei giovani atleti di talento. La politica si sta sempre più impossessando, infatti, dello sport e vi è una sportivizzazione progressiva dell’educazione fisica. In Italia questo processo si è avviato negli anni ’60, con l’inizio delle collaborazioni tra il CONI e il MIUR, che hanno dato vita a numerose iniziative, tra cui l’istituzione dei gruppi sportivi scolastici.
La formazione degli insegnanti
Un requisito essenziale richiesto agli insegnanti è l’aggiornamento in itinere, almeno ogni tot anni. Rispetto ad alcuni dati positivi a livello mondiale, in Italia gli esiti delle ricerche sono abbastanza sconfortanti. Meno di un terzo dei professori intervistati dichiara, infatti, di aver partecipato ad un corso di aggiornamento negli ultimi 3 anni. Il problema della formazione costituisce, quindi, una criticità ed è strettamente connesso, si ipotizza, alla questione del consulente esterno, alla richiesta di uno specialista che insegni al posto del docente generalista.
Cenni storici sull’insegnamento delle Scienze Motorie e sportive
Dalle origini all’unità d’Italia
Il corpo umano è fatto per il movimento: inizialmente per sopravvivere agli attacchi animali, poi lo sport diviene importante, soprattutto come forma di gioco e per la preparazione militare. L’unità d’Italia ha sancito l’unificazione sul territorio nazionale dei programmi scolastici, che prima erano differenti in ogni scuola. Imposizione dei programmi in vigore nello Stato Sabaudo. Il significato attribuito alla pratica motoria, le svariate forme di essa e le varie concezioni di corporeità sono variati nel tempo in relazione della cultura.
1. Dalle origini al mondo classico
- Civiltà antiche: Americana (Maia, Aztechi), Orientali (Cina, Giappone), Medio-orientali (Assiri, Egizi, Indiani, Cretesi).
- Il mondo greco (Olimpiadi): Periodo eroico (XI-VII sec. a.C.), Periodo classico (VI-III sec. a.C.), Decadenza (III a.C. – IV d.C.).
- Il mondo romano (Professionismo): sport come divertimento (ludi), Mens sana in corpore sano (Giovenale).
Nella Grecia classica troviamo le prime riflessioni esplicite sulla natura del corpo e sui suoi rapporti con l’altro fattore costitutivo della persona, chiamato psyché, “spirito” o “anima”. Prime filosofie del corpo: monismo, dualismo e prospettive organiche.
2. Il Medio Evo 400-1400
Quasi tutti i testi di storia dell’educazione fisica danno un’immagine negativa riguardo la concezione del corpo e dell’educazione fisica nel Medio Evo, ma è un pregiudizio. Rivalutazione di questo periodo ai fini della nascita dell’identità dell’Europa; humus per la nascita degli sport di squadra. Lo spirito agonistico si manifesta in varie forme: cavalleria (istituzione politico/sociale fondata sui valori di lealtà e amicizia), tornei (per la nobiltà), sagre di piazza e giochi popolari (folklore). Le filosofie del corpo: S. Tommaso d’Aquino, il massimo filosofo dell’epoca, afferma che ogni ente (quindi, anche il corpo), in quanto creato da Dio, è in sé stesso un bene (visione organica), rifacendosi alla teoria aristotelica del “composto umano”, per la quale il corpo e l’anima sono uniti in un’unica sostanza o “natura” che costituisce la persona umana.
3. L’epoca moderna 1400-1700
1400: Rinascimento → periodo di rinascita culturale. Educazione fisica rivalutata come componente fondamentale dell’educazione. La valorizzazione della pratica motoria è un perfezionamento fisico-morale dell’uomo. V. da Feltre (Casa Giocosa per i figli dei Gonzaga, Mantova), poi per tutti. Giochi con la palla:
- Pallacorda (FRA, XIII sec.) → jeu de paume (colpire con la mano) → pelota, tennis;
- Soule (ING) → fare meta → Rugby, calcio;
- Crosse (FRA) → colpire col bastone ricurvo → golf, hockey, cricket;
- Calcio fiorentino (ITA) → calcio, rugby, football americano.
1600: innovazioni in campo umanistico e scientifico:
- Scienziati: G. Galilei: il corpo è regolato dalle stesse leggi matematiche che regolano la natura;
- Pedagogisti: G. Comenio, inventore della scuola materna, sottolinea il ruolo del gioco nella formazione del giovane.
1700: Illuminismo → valore educativo dell’esercizio fisico, come occasione per apprendere e insegnare l’uso della ragione:
- J. Rousseau (FRA), nell’Emilio, dà importanza all’educazione del corpo perché questo è conforme alla natura;
- Basedow (GER), primo educatore che introduce la ginnastica nella scuola, associandola a quella intellettuale e morale (filantropino);
- G. Muths (GER), diede ordine all’educazione fisica basandola su principi scientifici (Ginnastica per la gioventù, 1793);
- B. Ramazzini (ITA), primo medico che studia le patologie degli atleti (Ginnastica medica).
Le filosofie del corpo:
- Dualismo: Cartesio (FRA), corpo e mente sono due “res”, due sostanze distinte;
- Monismo: Hobbes (ING), tutto è corpo e il corpo è materia;
- Prospettiva organica: Leibniz (GER), tutta la realtà è organica: unione di un principio vitale (monade) con un corpo; Locke (ING), il suo pensiero sta alla base della concezione inglese dell’EF (gentleman), per il principio della responsabilità delle proprie azioni.
4. Il 1800
Le grandi scuole di pensiero in Europa: 4 modi di intendere la motricità che in Italia vengono assunti da varie scuole.
- Indirizzo militare (Jahn) in Germania. In Italia viene chiamato Obremann a Torino per addestrare gli artiglieri. Scuola di Obermann: scuola di ginnastica militare attiva per 30 anni;
- Indirizzo medico razionale (Ling) in Svizzera. In Italia Baumann (Bologna) e Ravano (Genova). L’ambiente medico si interessa del movimento perché se ne comprende l’importanza per la salute. I bambini erano spesso rachitici; necessità di rafforzare i loro muscoli. Esattamente come ora accade l’opposto: ginnastica utile in casi d’obesità.
- Indirizzo sportivo (Arnold) in Inghilterra. Nasce il rugby, che prende il nome dall’omonima città. Gioco non ben definito, si giocava con mani e piedi, anche un po’ violento;
- Indirizzo pedagogico naturale (Demeny – Hebert) in Francia.
Evoluzione delle scuole di pensiero in Europa:
- Ginnastica Militare → Filone tecnico agonistico sportivo → Germania Inghilterra
- Ginnastica Medica → Filone medico scientifico razionale → Svezia
- Ginnastica Pedagogica → Filone didattico Pedagogico → Francia
La filosofia del 1800 sviluppa la riflessione sui rapporti fra dimensione materiale e spirituale della realtà approdando a due concezioni monistiche di segno radicalmente opposto: idealismo e materialismo. Pur non essendosi occupati direttamente del corpo, le concezioni del mondo dei pensatori del 1800 sono fondamentali per le future concezioni dell’educazione fisica del XX secolo. Nel 1900 in Francia, in relazione all’indirizzo medico, nasce la psicomotricità, che sostiene che il movimento non solo è utile per la salute, ma è anche espressione dell’individuo.
5. Il 1900
Si portano a compimento le idee nate nei due secoli precedenti, che si concretizzano in metodologie per l’apprendimento in campo motorio e sportivo. Le filosofie del corpo: Nel 900 si ha un recupero della dimensione unitaria corpo e psiche (visione organica), in prospettiva comunicativa e conoscitiva, che valorizza il vissuto e l’unità della persona. Si mette in luce l’unità corpo mente (conoscitiva–espressiva), secondo diversi punti di vista: (1) Neurofisiologico, (2) Psicologico e (3) Neuroscientifico.
Cenni normativi: dalla Ginnastica alle Scienze Motorie e Sportive
Dall’unità d’Italia ai giorni nostri
1. La ginnastica nella prima metà dell’Ottocento
Contesto: Il Romanticismo aveva portato l’affermarsi degli ideali di idea nazionale, patriottismo, indipendenza. Modello sabaudo: ginnastica militare, con funzione sociale (salute) e politica (buon soldato): la ginnastica è uno strumento molto efficace per uno stato che ha un’organizzazione di tipo militare; c’è un collegamento tra leva scolastica e leva militare nello Stato Unitario. Nel 1858 l’onorevole Menabrea propone che la ginnastica entri a far parte delle discipline scolastiche, ma l’istanza non viene accolta. La 1859 Legge Casati dispone che la ginnastica venga insegnata nelle scuole (in tutto il paese viene assorbito l’ordinamento sabaudo). Nel 1860 fa seguito alla legge Casati un Regolamento che dispone che gli esercizi ginnastici vengano insegnati in tutte le scuole. Dal 1862: primi programmi voluti dal ministro PI De Sanctis su proposta di una commissione. Formazione: Nel 1833 Obermann viene chiamato dal governo piemontese (indirizzo militare). Nel 1844 nasce la prima società di Ginnastica a Torino e nel 1847 il primo corso di preparazione per maestri di ginnastica. Nel 1861 nasce il primo corso magistrale affidato alla Società di Ginnastica di Torino dal ministro De Sanctis. Tale corso durerà fino al 1879.
2. La ginnastica educativa nella seconda metà dell’Ottocento
Contesto: con il Positivismo c’è l’esaltazione della scienza e della medicina (indirizzo medico–curativo di Ravano → Istituto per rachitici a Genova); Si discute molto sulla presenza dell’insegnamento della ginnastica nella scuola (→ ginnastica educativa di De Sanctis) e sul collegamento tra il mondo dell’istruzione e quello militare → prevale il modello militare. Ginnastica educativa in tutte le scuole superiori e inferiori del Regno: maschi (fine militare), femmine (norme speciali).
Struttura dei programmi:
- Ruolo equilibratore della Ginnastica; Indicazioni Metodologiche (come fare);
- Esercizi (guida per i docenti); Rifiuto acrobatica e atletica: ostacoli per l’educazione morale.
Formazione: Nel 1877 Baumann apre a Bologna una scuola magistrale alternativa a quella di Torino (indirizzo civico-sociale). Dopo la legge De Sanctis del 1878 vengono arruolati ancora ex-militari (sotto-ufficiali o soldati congedati). Nel 1879 vengono istituite 9 scuole Magistrali. 1886: Programmi Coppino (ministro Coppino) → compromesso fra le due scuole di Torino e Bologna (noia–esonero). 1893: Commissione Todaro (Educazione fisica) e Programmi Martini (1893) → dopo 30 anni di egemonia della scuola di Torino, cambia il paradigma (vittoria di Baumann). In seguito alla Legge Sonnino-Daneo-Salandra del 1909, vengono istituiti a Torino,
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