Geografia degli spazi dell'uomo
Che cos'è la geografia?
La geografia è una realtà onnipresente, spesso data per scontata → banalità dell'ordinario (David Foster Wallace, "Questa è l’acqua"). La geografia è una specifica forma di conoscenza, non è una semplice descrizione della Terra (non esiste una descrizione oggettiva della Terra, ognuno di noi quando descrive utilizza delle lenti culturali soggettive → fini politici).
Geografo e/o esploratore?
Esiste una doppia valenza all'interno della conoscenza geografica: una parte teorica e una parte esplorativa/pratica. Ruolo del corpo nell'analisi geografica (De Saint Exupery, "Il piccolo principe").
Definizione generale della geografia
Scienza che ha per oggetto la descrizione interpretativa della superficie terrestre o di sue parti, intendendo per 'superficie terrestre' lo spazio tridimensionale dove la massa solida della Terra (litosfera) e quella liquida (idrosfera) vengono a contatto con l'involucro gassoso (atmosfera); spazio in cui si sviluppa la vita vegetale e animale e in cui si fissano le sedi e si svolgono le attività umane.
Pur attingendo largamente a dati delle scienze naturali e di quelle umane, la geografia si colloca in una posizione originale rispetto alle une e alle altre: non studia i fenomeni fisici né le società umane, ma prende in considerazione gli uni e le altre in quanto agenti responsabili della fisionomia e dell'organizzazione dei territori. Pertanto, un ghiacciaio, una foresta, una città saranno studiati dal geofisico, dal botanico, dall'urbanista, ma nessuno di costoro perverrà alla lettura globale del territorio di cui quegli oggetti sono parti integranti; donde la necessità di una disciplina diversa, non naturale né umana, bensì 'territoriale', quale appunto va considerata la geografia.
- Interpretativa → È una scienza che propone un punto di vista parziale e soggettivo
- Posizione originale → È una multidisciplina che utilizza tanti strumenti per leggere il territorio (dati, descrizioni, lavori sul campo, interpretazioni…)
- Lettura globale → Capacità di essere scalare (riuscire a capire le diverse scale locali, regionali, nazionali).
- Territoriale → Si occupa di spazializzare nel tempo, si occupa di intercettare i cambiamenti che avvengono nella crosta terrestre.
Definizione di geografia secondo due geografi
Anni '80, risveglio della geografia critica.
Farinelli: “La geografia è la descrizione della Terra. Così da secoli si ripete. Ma non è così, perché nel frattempo ci si è dimenticati della cosa più importante: che proprio attraverso questa descrizione il mondo viene ridotto alla Terra, la Terra alla sua superficie e quest'ultima ad una tavola.” → La geografia non si risolve nella cartografia, la carta geografica non è la descrizione della Terra ma è un particolare modo di rappresentarla.
Dematteis: “La descrizione della superficie terrestre così come viene di fatto praticata nell’ambito dell’omonima disciplina ed entro i limiti che a tale campo di studi sono oggi riconosciuti.” → La geografia è soggettiva, rimane necessaria però l'epistemologia della disciplina.
Il rischio della geografia secondo Dematteis: “...come scienza dell’essere stabile (oggetti posizionati nelle certezza delle cose terrestri, la geografia sia in qualche modo compromessa al potere, anzi, che emani da esso, in quanto fonte di certezza. Viceversa, nella sua forma fantastica, come scoperta, essa è potenzialmente colpevole di sottrarsi, se non di ribellarsi, a quello stesso potere, all’ordine esistente delle cose.” → Dare certezze è la consolazione che offre il potere in cambio della sottomissione, la geografia deve essere sempre dubitativa.
Vediamo tutti lo stesso mondo?
Viviamo tutti nella stessa città? Sì, se intendiamo “nella” in senso geografico; no, se intendiamo “nella” in senso comportamentale... La differenza da noi stabilita tra ambiente geografico e ambiente comportamentale coincide con la differenza tra le cose come sono “in realtà” e le cose quali ci appaiono, tra realtà e apparenza. (I principi della psicologia della forma, Koffka). → Non esistono punti di vista assoluti.
La mappa non è un documento assoluto, ma una rappresentazione di determinati aspetti (culturali, sociali, economici) che necessariamente ne escludono altri. Secondo la definizione formulata all'interno dell'opera "History of Cartography", la cartografia è una rappresentazione che deve facilitare la comprensione spaziale.
La geografia come disciplina discreta e razionale
Interpreta il nostro muoverci nello spazio, la conoscenza non è qualcosa di definito.
- Perché un fenomeno o gruppi di fenomeni si presentano in certi luoghi piuttosto che in certi altri? → Quesito geografico, es.: scuri alle finestre assenti al nord → considerazione diversa della luce, al nord si vuole far entrare la luce, nei paesi mediterranei accade l'inverso.
- Può esistere un approccio oggettivo alla descrizione della Terra? Ci sono elementi del territorio che sono riconoscibili e che possono essere descritti, gli elementi sono oggettivi non la loro descrizione. Un geografo descriverà un monte in maniera diversa da un geologo (occhi diversi).
- E se sì, perché la loro interpretazione cambia nel tempo e in base all'osservatore?
A proposito della complessità: Rio de la Plata e Pampa
Definizione: Estuario dell’America Meridionale, dove sboccano i fiumi Paraná e Uruguay. È largo 220 km tra Capo San Antonio (Argentina) e Capo Maldonado (Uruguay) e ha una superficie di circa 35.000 km2. La parte più esterna è profonda tra 10 e 25 m, quella più interna meno di 10 m. L’estuario scarica in mare una massa d’acqua calcolata in media a 25.000 m3/s (4000 dei quali dati dall’Uruguay).
→ I dati servono se sono contestualizzati, solo se messi in relazione a determinate conoscenze/paragoni (15 volte la portata del Po). Una descrizione è informativa se si è in possesso di conoscenze pregresse.
Charles Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo (1831-1837)
Durante il '700 (secolo dei Lumi) gli studiosi cominciarono a ribellarsi contro il potere assoluto, relativo alle monarchie e alla religione, attraverso la scienza → Linneo, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi; l'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert, primo grande manifesto dell'Illuminismo europeo. In questo secolo si inizia a distinguere lavoro empirico (esploratore) e lavoro di catalogazione (geografo).
Nell'800 nasce il viaggio di esplorazione, Von Humboldt è ritenuto il padre della geografia contemporanea e uno dei padri fondatori dell'approccio empirico relazionale della scienza. Compie il suo viaggio tra il 1799 e il 1804, al suo ritorno viene accolto da Thomas Jefferson e pubblica 30 volumi. I suoi diari parlano contemporaneamente di botanica e di antropologia (di luogo e di ambiente) → spiegano perché determinati fenomeni accadono in determinati luoghi. Darwin parte 20 anni dopo, fortemente influenzato da Humboldt.
“Per molti chilometri a nord e a sud di San Nicola di Rosario la regione è davvero piatta e si può difficilmente considerare un’esagerazione ciò che i viaggiatori hanno scritto sulla sua estrema monotonia.”
Darwin descrive il Rio de la Plata da un punto di vista economico-culturale (non cita numeri/dati): la grandezza di un fiume è da considerarsi nella quantità di popoli che unisce, nella quantità di merci che può trasportare, nella quantità di relazioni che può favorire. Darwin cerca poi di capire come l'uomo abbia sempre influito nella trasformazione del pianeta (influenza dell’Antropocene). Nel 1535 viene introdotto il primo cavallo in Argentina (introduzione europea, modificano il paesaggio a seconda dei propri bisogni).
“Sembra che sia stato volutamente trascurato uno dei più grandi doni della natura [...], come sarebbe stato diverso l’aspetto di questo fiume se dei coloni inglesi avessero risalito per primi il Plata.”
Darwin è inglese, ci offre una visione che oggi sarebbe considerata inopportuna.
Juan José Saer, Il fiume senza sponde
“La vertigine orizzontale che assale il visitatore quando si trova nella vasta pianura argentina dalla Pampa fino alla Patagonia estrema.”
Saer riflette sul tema dell’insider e dell’outsider → “le migliori descrizioni dei paesaggi sono state fatte da stranieri”. Colui che vive dentro al territorio dà per scontato ciò che ha davanti, colui che viaggia si riempie gli occhi di novità (occhi “vergini”).
Geografia umana, la geografia degli spazi umani
Definizione dal "Dictionary of Human Geography": “A major field of geography that is centrally concerned with the ways in which space, place and environment are both the condition and in part the consequence of human activities. [...] This did not preclude studies focusing on the variation of human activity on the surface of the Earth, but the modern sense of geography as a disciplined mode of intellectual enquiry [...]”
La geografia umana si concentra sulle condizioni e sulle conseguenze, con il termine variazione non si intendono solo le variazioni su macroscala, ma anche il modo in cui le attività umane cambiano l’uso della città → es.: running (le città cambiano i propri spazi, si trasformano). La geografia è un modo di pensare, un modo di "dare senso alla natura".
Umwelt e geografia
Nel 1909 uno zoologo tedesco (Jakob Johann von Uexkull) conia il termine umwelt (ambiente, universo soggettivo). L’umwelt è tutto quello che noi percepiamo (anche gli animali). È tutto quello che noi pensiamo di conoscere, una bolla percettiva attraverso la quale conosciamo il mondo (per questa ragione è importante viaggiare → per ampliare la nostra bolla percettiva, percepire la diversità come un fattore arricchente). Più l’umwelt è grande più è possibile cogliere le sfumature del mondo. L’uomo è in grado di intuire gli altri umwelt e di influenzare gli umwelt degli altri animali (inquinamento sensoriale: es.: luce del lampione per le falene, l’uomo riempie di luce la notte).
Robinson Violet Joan: “Guardare un sistema dall’esterno implica che esso non è il solo sistema possibile; nel descriverlo lo confrontiamo, tacitamente o in modo esplicito, con altri sistemi reali o immaginari.”
I nostri giudizi dipendono dal nostro background, implicitamente utilizziamo sistemi di paragone (es.: una torre alta come la torre di Pisa). Dobbiamo considerare l’idea che applichiamo costantemente a tutti i fatti un background di conoscenza acquisita. Questo influenza la nostra comprensione della realtà esterna. Quindi la geografia umana non è un modo per descrivere il mondo ma un modo per riconoscerlo all’interno di una cornice teorica e metodologica valida e chiara.
Il ruolo fondamentale del contesto
Condizione di storicità: Le persone che studiamo appartengono ad una società e a un'epoca particolare, non esistono al di fuori del tempo: non possono essere compresi se proviamo a separarli dagli avvenimenti che hanno vissuto e dall’atmosfera nella quale sono stati immersi.
Condizione di geograficità: Gli individui sono sempre analizzati in un contesto sia materiale che sociale. Non vivono in uno spazio astratto, indefinito, ma si evolvono in un contesto preciso, localizzato, appartengono ad un luogo.
L’origine della specie di Darwin venne strumentalizzata (anche chi legge è influenzato dal contesto geografico spazio-temporale) in maniera diversa a seconda delle esigenze locali → (David Livingstone analizzò l’opera di Darwin in tre diversi contesti: in Nuova Zelanda, in South Carolina e in Russia. In tutti e tre i casi venne offerta un’interpretazione diversa della teoria di Darwin in modo da poter giustificare determinate politiche che venivano messe in atto localmente. In Nuova Zelanda giustificava il dominio dei bianchi sui Maori, in South Carolina difendeva la segregazione, in Russia veniva utilizzata per garantire la supremazia del popolo russo).
Un esempio… descrivere/narrare uno stesso luogo/città: Vicenza
Palladio → Architettura neoclassica, arriva fino agli Stati Uniti (Casa Bianca); tratto caratteristico di Vicenza.
- Michel de Montaigne (1533-1592), Viaggio in Italia; → Tra il 1580 e il 1581 intraprese un viaggio partendo dalla Francia per arrivare in Svizzera, passare in Germania ed infine in Italia. Gli scritti non erano destinati alla pubblicazione e molte parti sono state scritte da un “famiglio” di Montaigne di cui non è nota l’identità.
“Appena arrivati ci vennero meno i vini della Germania” → A Montaigne non interessa del Palladio, dedica due pagine ai vini italiani (meno buoni di quelli tedeschi). Nel 1580 Palladio muore, (dato significativo). - Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), Viaggio in Italia; → Nel settembre del 1786 Goethe partì dalla Germania per l’Italia dove si trattenne per quasi un anno e mezzo. Pubblicato da Goethe in due volte il libro si colloca tra l’autobiografia, il diario di viaggio e il romanzo di formazione.
Goethe si inserisce all’interno del contesto del grand tour, è interessato all’arte. Nota antropologica → “A Vicenza trovo delle creature leggiadre in tutto e per tutto.” → commento grossolano e inopportuno. - Giovanni Comisso (1895-1969), Veneto felice; → Nato a Treviso, giornalista del Corriere della Sera, il testo fu pubblicato postumo nel 1984, grazie ad una cartella ritrovata in archivio dal titolo “Articoli per il volume sul Veneto”.
Palladio è diventato la firma di Vicenza, l’autore parla del Palladio, ma a differenza di Goethe che ci vede l’espressione del genio, Comisso afferma che le opere di Vicenza appartengono alla città, parla di un patrimonio culturale → (il patrimonio è parte costituente del senso del luogo). Comisso scrive nel dopoguerra: descrive con il tipico atteggiamento nostalgico neorealista. - Vitaliano Trevisan (1960-2022), Tristissimi giardini; → Non parla di patrimonio culturale, Palladio è diventato un brand/una marca.
Quali temi emergono da questi brani?
- La letteratura come fonte di indagine.
- Tenere sempre in considerazione il contesto dell'opera, del suo autore e il momento nel quale noi leggiamo/analizziamo il documento.
- La prospettiva materiale → i testi offrono moltissime informazioni sulle geografie, anche su realtà minori (es.: trippa/ristorante-Comisso).
- Il dettaglio/l'insieme → l’opera in sé costituisce un dettaglio, il testo, l'autore e il contesto creano l’insieme.
- Un giudizio o una valutazione sullo stesso elemento, cambia. Sempre.
- L’analisi non può essere sempre lineare e basata su causa effetto. → (es.: pareri diversi sul Palladio).
Il luogo
Come spazio della quotidianità, dell'appartenenza e dell'identità
Si tratta di concetto in continua trasformazione perché “instabile” → al contrario dello spazio è fatto di esperienze (modi di vivere determinati luoghi con gli atteggiamenti e le volontà che caratterizzano ogni persona) e pratiche (come usiamo concretamente i luoghi), è fatto di “noi”.
Luogo vs Spazio
Spazio: Deriva da stadion e indica che nel concetto di spazio tutte le parti sono l’una equivalente all'altra. Non c’è differenza qualitativa. → UNIVERSALE: lo spazio ha un ruolo quasi orientativo, è un concetto astratto che pretendiamo sia reale/concreto (reificato). Lo spazio è l’elemento base della cartografia (può essere riprodotto). Il fattore geometrico è centrale.
Luogo: È una parte della superficie terrestre che non equivale a nessun altra. Irripetibile. → PARTICOLARE: il luogo è difficilmente rappresentabile non avendo confini circoscritti. I nostri corpi determinano i luoghi (esperienza/capacità percettiva dei nostri corpi di stare negli spazi che si trasformano in luoghi). Il fattore umano è centrale.
Georges Perec; "Specie di spazi" (1989) → (letto - camera - appartamento - edificio - strada - quartiere - città - nazione - europa - mondo) dimostra che le relazioni che abbiamo variano in base al luogo in cui ci troviamo e alle nostre esperienze di vita (avvenute all’interno di determinati luoghi): il luogo è legato a fattori relazionali.
Perec parla del concetto di nazione: "[...] Un altro spazio ancora è stato circondato da una grossa linea punteggiata, ed è stato deciso che tutto quello che si fosse trovato all’interno della linea punteggiata sarebbe stato colorato di viola e si sarebbe chiamato Francia, mentre tutto quello che si fosse trovato all’esterno della linea punteggiata sarebbe stato colorato in modo diverso e si sarebbe chiamato diversamente."
Lo spazio: Di tutti i termini che usiamo per descrivere il mondo che abitiamo, lo spazio è il più astratto, il più vuoto, il più separato dalle realtà della vita e dell’esperienza. Descrivere il mondo in termini di spazio, anziché di paesaggi, significa concepire gli organismi che vivono negli ecosistemi, come occupanti anziché come abitanti, poiché nella sua astrattezza lo spazio è per definizione inimitabile.
All’interno dello spazio si è transitanti, lo si occupa → un conto è il dise...
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