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Geografia generale

Cosa è la geografia

La geografia può essere di vari tipi: storica, fisica, umana, politica, economica, cartografica, astronomica, regionale, culturale, delle lingue e delle religioni (…).

Lo scienziato si limita solo a descrivere il fenomeno, mentre il geografo studia anche l’impatto antropico. La Geografia è una disciplina che si occupa di indagare il rapporto uomo-ambiente. Essa studia i fatti e i fenomeni fisici e antropici, nonché la ricaduta che questi hanno sul territorio. Avvalendosi di strumenti come carte geografiche, si occupa di prevedere degli scenari futuri sulla base dello studio del presente e del passato. La ricerca deve includere il pianeta nella sua interezza di litosfera, idrosfera, atmosfera e biosfera, costituendo il Sistema Terra.

Da essa derivano:

  • La consapevolezza di essere parte del mondo e di avere la possibilità di interagire con l’ambiente e i collegamenti con le altre discipline sono fondamentali.
  • La localizzazione: la Geografia ci aiuta a posizionarsi in un determinato ambiente e/o un determinato luogo (questo è atto a contestualizzare la propria posizione all’interno di un determinato scenario).
  • Senso della misura: facendoci conoscere la vastità del mondo, ci dà anche il senso del limite e della limitatezza delle risorse (sviluppo sostenibile, che significa usufruire di un bene nello stesso modo in cui ne abbiamo sempre usufruito, senza far del male all’ambiente).
  • Mentalità aperta: ci dà una visione globale delle cose e ci permette di fare delle riflessioni su ciò che accade a livello politico, sociale ed economico in tutto il mondo.
  • Carta mentale: è fondamentale associare la localizzazione a quel fenomeno che stiamo studiando e affrontando per non commettere errori. In questo modo, conoscendo il territorio a cui è associato e le sue caratteristiche, ci risulterà più facile anche capirne le motivazioni.

La storia della geografia

Geos: Etimologicamente parlando, il termine Geografia deriva dal greco (terra. Graphia: Scrivere la Terra disegno) e significa “disegno”. L’obiettivo originario era, infatti, quello di disegnare la forma della Terra e individuare le dimensioni. Nella storia del pensiero geografico il primo fine è, dunque, quello di cartografare.

Inizialmente era una disciplina che si accostava alla filosofia, all’astronomia e alla geometria, elementi che con gli anni andranno perduti e poi riacquisiti.

Tra i primi che si sono cimentati a disegnare la forma della Terra (individuando quale fosse l’ecumene, cioè le terre abitate) c’è:

  • Anassimandro (610 a.C. / 546 a.C.) è colui che per primo ha dato una forma grafica alla Terra, ed è riconosciuto anche come cartografo, perché inizia ad immaginare una prima forma della Terra “cilindrica”.

La sua prima rappresentazione grafica è data da un disco circondato dalle acque dell’Oceano, al cui interno c’è la superficie terrestre in maniera superficiale. La carta è una rappresentazione e, in quanto tale, non è mai uguale alla realtà; ci sono elementi che ci fanno riflettere sul fatto che la rappresentazione dello spazio risenta tanto della soggettività, del punto di osservazione, della committenza – mappa dei suoni.

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  • Ecateo da Mileto (550 a.C. - 476 a.C.) ridisegnò la carta proposta da Anassimandro. Scrisse anche dei libri di Geografia, dedicati all’Asia, all’Europa e all’Africa.
  • Eratostene da Cirene (262/272 a.C. - 196/192 a.C.) individuò per primo la misura della Terra, sbagliando di poche migliaia di chilometri. Eratostene riesce a strutturare meglio la sua idea di “Mappa del Mondo”: questo perché è il direttore della Biblioteca dell’Alessandria d’Egitto (e, quindi, ha accesso a determinati studi per ampliare e intensificare le sue conoscenze).
  • Strabone di Amasea (60 a.C. - 20 d.C.) scrive 17 libri di “Geografia”, che prendono il nome unico di Geografia, in cui descrive le regioni del mondo e le tipologie d’ambiente in base alla propria esperienza. Identifica la geografia come una materia da filosofo e il suo obiettivo è quello di unire la tradizione scientifico-matematica con quella antropica.
  • Tolomeo (160) è il primo a rappresentare elementi cartografici di carattere scientifico (con la raffigurazione di meridiani e paralleli, che formano il reticolato geografico).

La sua ricostruzione è molto specifica, con lo sviluppo di una proiezione cartografica (contenente elementi fisici delle Terre Emerse, fino ad allora non riportati). Egli individuò latitudine e longitudine di 8000 località (aiutando chi doveva cimentarsi con la realizzazione di nuove cartografie). Riuscì, inoltre, ad individuare - scientificamente - la specifica direzione dei venti (la cosiddetta Rosa dei venti). L’“Introduzione alla geografia” è una sua opera che verrà ripresa addirittura in epoca umanistica.

Geografia medievale

Geografia medievale -> dopo la caduta dell’Impero Romano abbiamo un regresso scientifico-matematico. I suoi saperi sono associati alle arti liberali del quadrivio. Si trova qualche cartografia di autori cinesi, legati al viaggio di Marco Polo che prende il nome di Mappamondi T-O (una grande O, all’interno della quale è disegnata una T che va a dividere le terre emerse): indica l’Asia, il continente più lontano, enorme e quasi sconosciuto; esso è separato dal resto del mondo dal braccio trasversale della T, che rappresenta in maniera stilizzata le acque del Nilo (il quale divide l’Asia, l’Europa e l’Africa sul piano orizzontale e designa, sul pian verticale, il Mar Mediterraneo); al centro della raffigurazione rileviamo Gerusalemme (per motivi religiosi).

Fondamentale nel periodo medievale è il “Tabernacolo” di Cosma: vengono riportati elementi quali il cosmo ed elementi fisici in maniera non realistica, legata al pensiero che si sta affermando in quel momento. All’interno di un tabernacolo viene rappresentato il mondo secondo la forma di un parallelepipedo, dando vita a quella che oggi definiremo la nascita del terrapiattismo.

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Importantissimi saranno nell’anno 1000:

  • Portolani (testo in cui sono riportati i punti presenti all’interno della mappa, con informazioni utili per una navigazione tranquilla) e carte nautiche (utilizzate per viaggi di scoperta, conquista e colonizzazione);
  • Viaggi di scoperta, conquista e colonizzazione;

Geografia rinascimentale

Geografia Rinascimentale -> le grandi scoperte geografiche stimolano i nuovi studiosi ad affrontare nuove problematiche, soprattutto per agevolare nuove esplorazioni:

  • Enrico il Navigatore che si spingerà lungo le coste dell’Africa
  • Francesco Bacone (1561-1626)
  • Galileo Galilei (1564 - 1650) associato ad un luogo meteorologico della città romana (la Chiesa di Sant’Ignazio, dove si trova un Osservatorio)
  • Cartesio (1596-1650)

Durante questo periodo si sviluppa il pensiero della fallacità dei sensi e di conseguenza si sente l’esigenza di sviluppare un nuovo metodo sperimentale. Si pensa che solo il calcolo e le misure potessero dare prova alla verità del mondo, mentre i sensi non ne erano in grado.

Geografia scientifica

Geografia scientifica -> i maggiori esponenti sono:

  • Immanuel Kant (1724 - 1804), che insegna geografia, tenendo ben 49 corsi. Prefigura la globalizzazione, in quanto crede che la forma sferica della Terra tenda ad avvicinare gli uomini tra di loro con l’avanzare dei tempi. Quest’epoca geografica si distingue per la corrente di pensiero detta determinismo geografico; analizza il rapporto uomo-ambiente in maniera univoca: è l’ambiente a dettare le regole e a determinare il carattere dell’essere umano (approccio di tipo antropologico).
  • Humboldt (1769 – 1859) conosciuto come naturalista, ma presenta grandi affinità con la geografia. È ricco di famiglia e ha la possibilità di viaggiare tantissimo; per questo arriverà addirittura in Sud America. Scopre e cataloga tantissime specie animali, descrivendo diverse forme di vita nei suoi percorsi ne “I quadri della natura”. Viene accolto da Jefferson per le sue conoscenze geografiche relative al Messico, in quel momento uniche per gli USA dati i suoi scopi politici. Fa, pertanto, esperienze meravigliose: per esempio attraversa il Tamigi in una sorta di ascensore in vetro sott’acqua.
  • Karl Ritter (1779 – 1859) il quale afferma che la Terra è indipendente dall’uomo e il rapporto uomo-natura è guidato da un ordine divino (provvidenza). L’elemento storico è importante dato che con lo scorrere del tempo si può osservare l’influsso dell’ambiente naturale rispetto allo sviluppo dei vari popoli.

Fine 1800 tutto 1900

Fine 1800 – tutto 1900 -> nel 1830 nasce la corrente del Positivismo, secondo la quale la concezione meccanicistica fosse alla base del mondo, ovvero che ci fosse un rapporto di causa-effetto alla base delle leggi universali (determinismo).

Al Determinismo si oppone una corrente francese, il Possibilismo (Vidal de la Blache): è vero che la natura detta delle regole, ma l’uomo ha la possibilità di agire e interagire con essa, modificando aspetti a suo vantaggio per adattarsi.

Venezia -> Venezia sorge in un’area lagunare, qui abbiamo dunque ulteriori problemi legati all’equilibrio e all’acqua alta; così l’ingegno umano ha reagito con un sistema integrato di opere, MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) e il sistema prevede la sistemazione di opere mobili per dividere la laguna del mare solo per la durata delle alte maree.

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Si sviluppa negli ultimi anni del 1900 anche la branca della geografia ambientale, la quale si occupa dell’analisi e dello studio sugli ecosistemi e sul cambiamento globale per garantire uno sviluppo sostenibile.

La geografia umanistica invece considera fondamentali le esperienze soggettive dell’individuo, puntando quindi sul mondo osservato e avvertito dagli esseri umani -> mappa dei suoni/mappa della Sapienza.

Public Geography nasce da un’idea di Antropocene, nella quale partendo da spunti geologici si aprono le strade ad altre discipline e ad altri ipotesi (antropizzazione del pianeta, attività umana sull’ambiente fisico, problemi generati dai bisogni sociali, ecc), dando una visione critica alla comunità scientifica e pubblica.

Metodi e strumenti della ricerca geografica

La geografia scientifica si occupava prima di analizzare i dati quantitativi e solo dopo quelli qualitativi (emotional geographic).

Una ricerca geografica si imposta seguendo tre passaggi:

  • Acquisizione dei dati: può avvenire tramite osservazione:
    • Diretta: il territorio deve essere osservato da vicino, svariate volte. Deve essere raggiunto in modi diversi e per osservarlo al meglio dobbiamo attivare tutti i nostri sensi.
    • Indiretta: il territorio si “osserva” con gli strumenti geografici (carte geografiche...), strumenti iconici (foto, film, opere pittoriche...), report statistici, strumenti letterario linguistici (esempio: ISTAT) e.
  • Elaborazione dei dati
  • Presentazione dei dati

Strumenti iconici

Di questi ricordiamo la fotografia, la filmografia e i letterari linguistici:

  • Fotografia -> Skyline di Milano (Expo 2015); posso fare delle ipotesi (le condizioni meteorologiche), ma di sicuro posso affermare di vedere una parte di città piena di elementi storici, strutture che risalgono ad una determinata epoca storica. Più mi allontano dal primo piano, più la struttura urbana si modifica, testimoniando una crescita della Milano verticale soggetta al “Progetto Porta Nuova” per la nuova parte della città. Abbiamo poi il Giardino Verticale, un palazzo con all’esterno vegetazione per eliminare la produzione di Co(2). Questi palazzi mi danno idea che c’è stata una modernizzazione, una nuov
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AnselmoSara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Leonardi Sandra.
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