Lezione 1
Realismo fotografico
Dal punto di vista dello status dell'immagine, la qualità tecnica è indice di realismo. Il realismo fotografico è la rappresentazione veritiera e reale di ciò che è stato fotografato; è relativo al tempo in cui viene sviluppata la tecnologia. L'alta risoluzione cerca di raggiungere il realismo fotografico. Lo spettatore deve avere l'impressione di trovarsi veramente di fronte a ciò che sta vedendo e quindi di essere nel mezzo dell'azione ripresa.
Evoluzione tecnologica
- Nel 1925 la televisione di John Logie Baird, realizzata con un disco di Paul Nipkow, permetteva di trasmettere via cavo un'immagine intermittente, grigiastra e sfocata formata da solo 28 righe di risoluzione. Due dischi giravano scannerizzando l'immagine e dei fasci di luce illuminavano il soggetto.
- Con una delle prime riprese dei fratelli Lumiere, la gente in sala si spaventò per la locomotiva che sembrava uscire dallo schermo.
- Il televisore cerca di imitare lo schermo cinematografico implementando le dimensioni, gamma dinamica, i colori, ecc.
- L'HDR permette di aumentare la gamma dinamica e rappresentare il contrasto all'interno dell'immagine, quindi parti molto scure e parti molto chiare.
- Gli algoritmi di intelligenza artificiale intervengono sulla qualità dell'immagine.
Sia l'immagine del 1925 che quella del 2019 vengono ritenute realistiche nel tempo in cui sono state prodotte. Il fotorealismo viene definito tale secondo alcuni parametri:
- Risoluzione: quantità di dettagli che riesco a vedere.
- Profondità di colore: quantità di sfumature percepite.
- Fedeltà cromatica: qualità che permette di verificare che il colore dell'immagine nello schermo è uguale a quello della realtà. (Spesso si fa riferimento al colore della pelle).
- Gamma: il contrasto tra le zone più scure e le zone più chiare.
- Compressione digitale: a volte introduce degli artefatti e può rovinare l'immagine televisiva. (Es. jpeg è un formato dalla compressione variabile, modificando i parametri. Se un'immagine viene compressa molto quando viene ingrandita i pixel mostreranno dei colori non presenti nella scena reale).
- Audio: stereofonia, Dolby, dinamica del suono, risposta in frequenza. Parametri che incidono sull'immagine stessa, perché se c'è un audio di cattiva qualità anche l'immagine perde realismo.
Il risultato finale è il prodotto di una catena tecnologica, quindi bisogna considerare l'intero processo di produzione dall'input all'output. Colli di bottiglia: attrezzature, punti della catena, che impediscono di trasferire la qualità iniziale fino alla fine della catena. Se produco una foto molto buona, con alta risoluzione, e la condivido con WA verrà compressa e la qualità sarà inferiore.
Componenti della catena tecnologica
- Telecamera (obiettivo, sensore): obiettivo e sensore sono fondamentali, in quanto il sensore trasforma in impulsi elettrici la luce che entra nell'obiettivo.
- Videoregistrazione (campionamento, CODEC): campionamento, ovvero trasformazione del segnale di tipo analogico in una serie discreta di dati digitali, i quali sono pesanti nelle immagini in movimento. I CODEC sono algoritmi che comprimono i dati e rendono il flusso più leggero per la trasmissione e per la registrazione stessa.
- Trasmissione (CODEC): trasmissione principalmente attraverso ETERE, ovvero trasmissione terrestre; il problema è che le onde si propagano in senso orizzontale e non possono superare ostacoli (es. montagna). È possibile installare dei ripetitori nelle zone che non riuscivano ad essere raggiunte dall'Etere. Esistono anche trasmissioni via cavo coassiale (es USA) perché l'Etere veniva bloccata dai grattacieli. Un altro metodo per ovviare alla curvatura terrestre e agli ostacoli è la trasmissione satellitare che copre una zona abbastanza ampia perché, trovandosi in alto, riesce a risolvere il problema degli ostacoli fisici. Infine, il segnale televisivo può essere trasmesso via Internet con protocolli digitali (IP).
- Schermo: dispositivo ricevente; se lo schermo è scadente ricevo un'immagine scadente anche se la fotocamera utilizzata è buona.
Gli obiettivi nelle telecamere professionali sono grandi, pensanti, luminosi, intercambiabili; hanno comandi ergonomici e la possibilità di controllare la messa a fuoco, la zoomata, il diaframma da remoto. Il sensore (trasduttore) trasforma i fotoni (energia luminosa) in impulsi elettrici; esistono molti tipi di sensori che si differenziano per la dimensione del sensore stesso e per il numero di pixel presenti. Lo standard era una pellicola che permetteva di fare un fotogramma largo 36mm e alto 24mm = full frame (inquadratura totale, completa). Con il passaggio al digitale lo standard è rimasto inalterato.
Tipologie di macchine fotografiche
- In passato: chimico - analogico Pellicola
- Ora: digitale CCD, CMOS
L'unità più piccola dell'immagine è il pixel. Il pixel è formato da informazioni che provengono da 4 pixel iniziali del sensore della fotocamera (2 verdi, 1 rosso, 1 blu). Per creare un'immagine colorata, noi scomponiamo l'immagine in tre componenti RGB e poi ricomposti in un pixel.
- Camera phones: smartphone
- Compact camera -Point and shoot-: macchina ad obiettivo fisso, punta e scatta senza intervenire sulla regolazione dell'immagine
- Mirrorless: senza specchio
- DSLR Digital Single Lens Reflex
- Macchine fotografiche di grande formato
Reflex: l'immagine viene riflessa; la luce penetra nell'obiettivo, viene regolata la messa a fuoco, l'immagine arriva su uno specchio inclinato a 45 gradi che manda il fascio luminoso verso l'alto; in alto è posizionato un prisma che fa fare una serie di giri alla luce che viene rimandata nel mirino della macchina fotografica. In questo modo il fotografo può vedere esattamente ciò che passa all'interno della macchina fotografica. Al momento dello scatto lo specchio si alza grazie all'otturatore; in questo modo l'immagine che arriva all'obiettivo va a sensibilizzare il trasduttore.
Telecamera 3CCD: la luce entra e viene inviata ad un prisma che serve per dividere il flusso luminoso in tre componenti inviati appunto a 3 sensori CCD (verde, blu, rosso). Le informazioni verranno poi ricomposte in un unico flusso. Il vantaggio è che ogni sensore è specializzato e quindi ogni pixel sarà utilizzabile.
CCD lineari dello scanner: abbiamo una fila di CCD che si muove lungo una superficie; in questo modo si ottiene un'altissima risoluzione. Lo svantaggio è che l'oggetto deve rimanere fermo.
Broadcasting
Broadcasting: Etere con ripetitori, satellite, cavo. Cinescopio: il segnale arrivava all'interno di un cannone elettronico che sparava una serie di elettroni da tre catodi, uno rosso, uno verde e uno blu. Gli elettroni vengono deviati nel corso di ogni frame e vanno a colpire una superficie fosforescente (pixel dello schermo); una volta colpita viene emessa una luce ulteriormente filtrata da una griglia. Il fascio elettronico dipinge nello schermo delle linee con una certa frequenza facendo un percorso a zig zag e colpendo tutti i pixel dello schermo.
Successivamente sono comparse le tecnologie LED e LCD. LED: abbiamo una serie di LED che producono la luce e con cristalli liquidi e filtri possiamo vedere l'immagine.
Lezione 2
Prospettive di analisi della televisione
TV: sono possibili diverse prospettive di analisi.
- Punto di vista tecnologico: la catena tecnologica della telecamera, il sistema di trasmissione a distanza di immagini in movimento, lo schermo, il cinescopio, il display.
- Punto di vista sociale: comunicazione di massa nel panorama dei media.
- Punto di vista politico: controllo pluralismo e opinione pubblica.
- Punto di vista economico: l'organizzazione del lavoro e i modelli di business della rete, dell'emittente, dell'azienda.
- Punto di vista semiotico: la trasmissione, il programma, i format.
Complessità della TV: i diversi apporti da altri media e forme culturali.
- I contenuti, i personaggi, l'azione, la narrazione: letteratura.
- La rappresentazione visuale ottica/chimica: fotografia e cinema.
- La trasmissione a distanza: radio, telefono.
- L'evoluzione digitale della post TV: web, social media.
- Forme di intrattenimento: teatro (varietà televisivo), sport, giochi (game show).
- Forme di informazione: quotidiani, periodici.
La televisione è importante perché:
- È una delle principali fonti di informazioni sulla cronaca.
- È una delle principali fonti di attività ricreativa.
- È la terza attività che viene svolta dopo sonno e lavoro. Circa 4 ore in Italia.
- Influenza la cultura popolare.
- Contribuisce a creare i media events.
Media events
Sono degli eventi reali, ripresi in diretta dalla TV, che coinvolgono un'audience enorme, superano la distinzione tra notizia ed evento storico, incidono sulla cultura. Milioni di spettatori incollati al televisore sono presenti alla cerimonia.
Importanza della visibilità nella nostra società:
- Competizione (sfida, gara). Es. Olimpiadi.
- Conquista (un eroe compie un cambiamento di rilievo). Es. atterraggio sulla luna.
- Rito (incoronazione, cerimonia che riafferma i valori fondamentali). Es. matrimonio del principe Carlo e Lady Diana.
L'influenza sulla pubblica opinione:
- La televisione è uno dei mass media più potenti.
- Ruolo di comunicazione istituzionale e di propaganda (ad esempio tra i primi obiettivi militari nei colpi di stato ci sono quasi sempre le emittenti televisive).
- Contribuisce a creare senso di comunità.
- Influenza il comportamento sociale (vedi ad esempio gli studi sulla violenza in Tv e gli effetti sull'infanzia - Cattiva maestra televisione di Karl Popper).
- Incide sulle scelte politiche.
Influenza la cultura popolare o è un rispecchiamento della cultura?
- Esempio: le rappresentazioni di genere.
- La stereotipizzazione della donna e i ruoli televisivi codificati: vallette, veline, letterine, ragazze coccodè.
La gestione politica del medium
- Sono state necessarie leggi per regolamentare il monopolio, l'oligopolio, il pluralismo, la concorrenza.
- Sono stati creati organismi e autorità politiche per controllare le scelte. Esempi: La Rai è guidata da un amministratore delegato scelto dal governo, che decide i finanziamenti del Servizio Pubblico.
- AGCOM è stata creata per assicurare la concorrenza degli operatori sul mercato e tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, dell'editoria, dei mezzi di comunicazione di massa e delle poste.
Il monopolio televisivo: la limitatezza delle frequenze
- Aspetti sociali e politici dell'emittenza televisiva: il monopolio delle frequenze e le concessioni televisive.
- La naturale scarsità delle frequenze elettromagnetiche è stato un tema centrale per la giurisprudenza e ha determinato il monopolio della radiodiffusione.
- Il servizio radiotelevisivo si fonda sull'utilizzo di una risorsa oggettivamente scarsa e non può essere parificato agli altri mezzi di comunicazione.
Apocalittici ed integrati
Le opinioni sulla televisione divergono tra:
- Apocalittici (giudizio negativo).
- Integrati (positivo).
Umberto Eco è autore del saggio (1964) che diede l'avvio all'analisi e allo studio semiotico delle comunicazioni di massa in Italia.
Aspetti negativi
- Produce una omologazione culturale (McLuhan): creando un effetto di globalizzazione sulle identità locali.
- Semplifica in slogan e propone stereotipi (ripropone il gusto medio evitando l'originalità).
- Crea una cultura pseudo-popolare imposta dall'alto.
- Segue le leggi di mercato e la persuasione pubblicitaria.
- Propone una visione passiva e scoraggia un'opinione critica sul mondo.
- Crea un'ibridazione tra generi che confonde realtà e fantasia. Es. mescola informazione seria con gossip.
Il mito del grande fratello:
- Sorveglianza, mancanza di privacy e condizionamento: tempi di 1984, celebre romanzo di George Orwell (1949).
- Questo libro degli anni '50 parla del futuro, immaginato trent'anni dopo in cui il testo veniva scritto: appunto nel 1984.
- Film: Orwell 1984 di Michael Radford. La tele-visione è in grado di controllare le masse e creare distopia a di una società totalitaria.
Distopia rappresenta il contrario dell'utopia positiva e prefigura un futuro la cui condizione politica, sociale, tecnologica o ambientale è molto sfavorevole.
La risoluzione
Il concetto di risoluzione va sempre adattato all'epoca di riferimento (ciò che un tempo aveva una buona risoluzione ora non lo ha più). Il realismo dell'immagine è una delle componenti principali del fascino e dell'efficacia comunicativa dei media visuali. Un'immagine (e un video) con una buona risoluzione è definita "fotorealistica". All'esame visivo un'immagine viene definita con una buona risoluzione (in termini popolari) se non è sfocata/nitida/cristallina/dettagliata/incisa/chiara. L'impressione di nitidezza deriva da più fattori. Maggiore è la nitidezza maggiore è l'impatto sullo spettatore. Bisogna prendere in esame tutta la catena tecnologica per determinare la nitidezza dell'immagine digitale:
- Illuminazione del set
- Obiettivo
- Trasduttore
- Compressione e trasmissione
- Editing
- Output (stampa e display)
- Condizioni di visione dello spettatore: distanza e illuminazione
Ogni elemento è determinante al fine del risultato (ho un buon obiettivo e trasduttore ma il set è illuminato male, non avrò nitidezza). La risoluzione può essere anche un'impressione soggettiva (la foto è chiara? L'immagine è nitida? Abbiamo l'impressione di realismo?). Stesso termine "risoluzione" = tante unità di misura e diversi hardware.
Definizioni di risoluzione
- Numero dei dettagli permessi dall'ottica
- Numero totale o orizzontali x verticali dei pixel nel CCD
- Numero dei pixel registrati nel file
- Numero totale dei pixel presenti sul display o sulla carta
- Concentrazione dei pixel (densità) presenti sul display o sulla carta
Unità di misura
- PPI = Pixel Per Inch = la densità di pixel che lo schermo mostra in un pollice
- DPI = Dots Per Inch = la densità di punti di un stampa digitale (injket, laser, ecc)
- LPI = Lines per Inch = la densità di linee mezzitoni retino in stampa tipografica per giornali e magazine
Molto spesso le due unità di misura vengono usate in modo interscambiabile, è un errore e non c'è corrispondenza tra PPI e DPI: dipende dalla stampante.
Obiettivo
La funzione di trasmissione e della modulazione (M.F.T.) è composta da:
- l/mm = linee/millimetro: cioè quante coppie di linee (bianca e nera) l'obiettivo riesce a distinguere per millimetro
- Microcontrasto: come queste linee sono risolte, cioè la differenza di contrasto fra le linee bianche e quelle nere. Più è alta migliore è l'obiettivo
Gli obiettivi non hanno un comportamento lineare e variano a seconda di:
- Apertura del diaframma (migliore in valori centrali, quindi non troppo aperto né troppo chiuso)
- Centro o bordi (l'immagine è rettangolare e l'obiettivo funziona meglio al centro dell'immagine rispetto ai bordi perché l'obiettivo è circolare)
Sensore
A seconda del numero dei pixel del sensore avrò una risoluzione più o meno alta. Problema di interpolazione cromatica: le informazioni di colore vengono registrate separatamente (rgb), se abbiamo un sensore unico abbiamo bisogno di tre pixel per colore. Se abbiamo un sensore di 90 pixel la risoluzione sarà di 30 pixel.
Ogni sensore ha la propria sensibilità (più o meno sensibile alla luce); la nitidezza varia in base all'amplificazione del segnale (aumento della sensibilità o ISO) proveniente dal CCD. Aumentando gli ISO peggiora il rapporto segnale/rumore e la "grana". Sono importanti le dimensioni del sensore ed esse hanno influenza sulla luminosità che il sensore riesce a raccogliere nella scena.
- Sistema micro 4/3 (Four Thirds System)
- APS-C
- 35mm "full frame" = l'intero fotogramma viene campionato
Uno dei difetti di avere un CCD (sensore) molto grande è che l'attrezzatura sarà a sua volta grande.
Illuminazione del set
Il direttore della fotografia deve saper posizionare le luci in maniera corretta per avere una maggiore nitidezza. La nitidezza varia in base al microcontrasto sui bordi. Es. illuminazione frontale o laterale o morbida o dura. Es. uso della backlight per separazione tra primo piano e background.
Post produzione
Ricampionamento: la modifica delle dimensioni in pixel è detta ricampionamento. Il ricampionamento verso il basso riduce il numero di pixel nell'immagine, mentre verso l'alto ne aumenta il numero; è necessario per adattare il file originale alla risoluzione di output (schermo PC, trasmissione TV, stampa piccole o grandi dimensioni, ecc.).
Interpolazione dei pixel: ridimensionare ingrandendo l'immagine in postproduzione aggiunge dei pixel; evita di vedere i contorni dei pixel a forti ingrandimento e non aumenta la nitidezza. Il filtro maschera di contrasto agisce sui contorni dei dettagli, aumentando
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