SPAZI VETTORIALI
1. Vettori applicati
Nel capitolo degli spazi vettoriali, le lettere maiuscolo si riferiscono a un vettore. Un vettore applicato è una
2
, ) ℝ
coppia ordinata di numeri reali (es. appartenenti a uno spazio (prendiamo in esempio , ossia il
⃗⃗⃗⃗⃗
piano cartesiano). Dunque il vettore applicato lo chiameremo ad esempio , che rappresenta un
, . =
segmento orientato sulla retta avente in comune i punti Il vettore in questione prende il nome di
⃗⃗⃗⃗⃗
ed è formato da quattro informazioni: ,
1 Il punto di applicazione: in questo caso il punto il punto iniziale del vettore
2 La sua direzione: o giacitura, la retta su cui poggia il vettore
3 La lunghezza: chiamata anche norma o modulo, ossia la lunghezza del segmento orientato
⃗⃗⃗⃗⃗
4 Il verso: che è indicato dal verso della freccia, in questo caso (il verso cambia nel caso in cui il vettore
venisse moltiplicato per uno scalare negativo) =
Prendendo in esame sempre l’esempio sopra riportato, se (o meglio, se la coppia, terna, n-upla è
.
uguale) il vettore sarà chiamato vettore nullo e sarà indicato da o anche da solamente
Si possono svolgere delle operazioni: la prima è quella di modificarne la lunghezza e il verso attraverso il
prodotto di un vettore per un numero reale k (nel caso dei numeri reali, vengono chiamati anche scalari)
⃗⃗⃗⃗⃗
= . La seconda è la somma tra due vettori, attraverso la regola del parallelogramma: dati due
⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗
= = + = + = =
vettore e la somma è data da (diagonale del
parallelogramma). Sono molto importanti le proprietà di queste due operazioni:
()
() = = (),
1 commutatività dei prodotti reali
+ = = +
2
1 =
3 ⃖⃗⃗⃗⃗⃗ ⃗⃗⃗⃗⃗ (−)
– = = + =
4 , allora
( (
+ ) + = + + ) = + ( + ),
5 proprietà associativa della somma vettoriale
( + ) = + ,
6 proprietà distributiva della somma vettoriale rispetto al prodotto reale
( + ) = + ,
7 proprietà distributiva del prodotto reale rispetto alla somma vettoriale
Due vettori applicati si dicono equipollenti se hanno la stessa direzione, lunghezza, verso. L’equipollenza è
una relazione di equivalenza, perché soddisfa la riflessività, la transitività e la simmetria. Hanno tutte le
stesse proprietà caratterizzanti, eccetto il punto di applicazione. Possiamo dare quindi la definizione
= ∕∽,
dell’insieme dei vettori geometrici: dove è la relazione di equipollenza. Un vettore geometrico
∈ è una classe di equivalenza di vettori applicati rispetto alla relazione di equipollenza.
2. Spazi vettoriali (,∙, +),
Uno spazio vettoriale reale è una terna costituito da un insieme non vuoto e due operazioni
+: × → ) ∙: × ℝ → )
binarie somma (data da e moltiplicazione scalare (data da che soddisfano
queste proprietà: ( (
∀, , ∈ + ) + = + + ) = + ( + )
V1) Proprietà associativa della somma: ∀, , ∈ + = +
V2) Proprietà commutativa della somma: ∃ ∈ |∀ ∈ + = + =
V3) Esistenza dell’elemento neutro rispetto la somma: (−)
∀ ∈ , ∃ − ∈ | + = 0
V4) Esistenza dell’opposto: ∀ ∈ , 1 =
V5) Esistenza dell’elemento neutro rispetto la moltiplicazione scalare ()
∀, ∈ ℝ, ∈ = () = ()
V6) Proprietà associativa della moltiplicazione scalare:
V7) Proprietà distributiva della somma di vettori rispetto alla moltiplicazione scalare:
∀ ∈ ℝ, , ∈ ( + ) = +
V8) Proprietà distributiva della moltiplicazione scalare rispetto alla somma di vettori:
(
∀, ∈ ℝ, ∈ + ) = +
Per capire se si sta parlando di uno spazio vettoriale, basta verificare le proprietà.
⊆
Sia uno spazio vettoriale. Un sottospazio vettoriale di è un sottoinsieme tale che:
∈
1. Condizione necessaria:
∀, ∈ +∈
2. ∀ ∈ , ∈ ℝ ∈
3. (,∙,
⊆ +)
Sia un sottospazio vettoriale; allora anche la terna è uno spazio vettoriale. Per
dimostrarlo, basta verificare le proprietà V3 e V4, perché le proprietà V1, V2, V5, V6, V7, V8 sono
2
ℝ
“ereditate” da V. Gli unici sottospazi vettoriali di sono quello contenente solo l’origine, l’intero
2
ℝ (chiamati anche sottospazi vettoriali impropri o banali) e quelli che coincidono con le retti passanti per
〈〉 〈〉
=
l’origine. Un sottospazio generato da un vettore si indica con ed è definito da come segue:
{| 〈〉
∈ ℝ}. .
è l’insieme determinato da tutti i multipli reali di
, ⊆ ∩
Se è uno spazio vettoriale e sono due sottospazi, allora l’intersezione è ancora un
{
, ⊆ + = + | ∈ , ∈ }
sottospazio. Siano due sottospazi. L’insieme è detto
{}
, ⊆ ∩ =
sottospazio somma. Si dice somma diretta tra due sottospazi se e si indica con
⊕ (la ∀ ∈ + ∈ , ∈ = + )
somma è diretta se e solo se esistono unici tali che
3. Dipendenza lineare, basi e dimensioni
∈ ℕ , … , ∈ , … , ∈ ℝ. , … , ∈
Per siano e siano La combinazione lineare di
, 1 ,
=1
∑
, … , = + + ⋯ + =
secondo le costanti è il vettore . Il vettore è
1 1 2
.
combinazione lineare di qualsiasi insieme di vettori in La combinazione di tutti gli nulli si dice banale.
〉 〈 〉.
< , , … , ⊆ , … ,
Se allora〈 Da questo possiamo dire che: sia uno spazio vettoriale;
, , … , ∈ , … ,
si dicono linearmente dipendenti se esistono non tutti nulli, ossia se il vettore
1
, , … , +
può essere ottenuto come una combinazione lineare non banale di :
1
+ ⋯ + = = 1, … , | ≠ 0)
(∃
2
, … , ∈
Sia uno spazio vettoriale. si dicono linearmente indipendenti se il vettore può essere
,
ottenuto solo con la combinazione lineare banale:
+ + ⋯ + = ⟹ = = ⋯ = =
1 2 1
Il metodo utilizzato per determinare se i vettori sono dipendenti o indipendenti è moltiplicare e
= 0,
risolvere il sistema: se tutte le incognite allora i vettori sono linearmente indipendenti, sennò
,
dipendenti. Due vettori , entrambi non nulli, sono linearmente dipendenti se e solo se sono uno
〈 〉;
∈
multiplo dell’altro, ossia estendendo questo esempio, si può quindi definire che dei vettori
, , … , sono linearmente dipendenti se e solo se almeno uno di essi si può scrivere come
= + ⋯ +
combinazione lineare di tutti gli altri: .
2
, , … ,
Sia uno spazio vettoriale. Si dice che generano (o sono un sistema di generatori per) se
〈 〉
, , … , = .
Partendo da questa definizione si può introdurre il concetto di base. Sia uno spazio
{ }
, … ,
vettoriale. Si dice che è una base di se:
, … ,
1. generano
, … ,
2. sono linearmente indipendenti
{ , … , } > . { , … , }
Sia una base di e Allora qualsiasi insieme di vettori è linearmente
= (1, −3, 0) { , , }
dipendente. Per esempio, si consideri e sia la base canonica. Per il Teorema
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