Estratto del documento

Una narrativa per avere un senso di chi siamo

Per avere un senso di chi siamo dobbiamo avere un’idea di come siamo diventati ciò che siamo e di dove stiamo andando. Io sono il tema di una storia che è la mia storia e non è quella di un altro. Questa storia ha un significato peculiare. Io so chi sono solo se mi riesco ad orientare rispetto alla mia origine e un fine.

Vulnus: persone nella pandemia

La buona solitudine: oltre il crocevia tecnologico dell’isolamento pandemico (A. Pessina)

Pessina si sofferma sul tema della solitudine e individua il principale motivo di solitudine dell’uomo, Solitudine dell’uomo di fronte al dramma della malattia e della morte e alla domanda di significato. Esiste una buona solitudine? La solitudine è causata da una mancanza per qualcosa o per qualcuno al quale siamo legati ed è un contatto con se stessi. Ecco dunque che senza provare solitudine è impossibile provare una sana serenità con gli altri e con se stessi. Questo desiderio passa attraverso il vulnus della solitudine.

Diverse forme della solitudine

  • N. Grimaldi: l’uomo non fuggirebbe alla solitudine se questa non fosse la più costante e originaria esperienza che lo connota.
  • Differenza tra isolamento (lontananza dai rapporti sociali, è una condizione fisica) e solitudine (nel sentimento della solitudine si prova mancanza per qualcuno al quale si è legati).
  • La nostra comprensione con l’altro avviene attraverso dinamiche che non sono linguistiche, ma attraverso il linguaggio del corpo. Noi abbiamo un bisogno di stare con l’altro e non è un stare intellettuale e lo capiamo se passiamo dalla solitudine.

La retorica del noi e il problema dell’io

Questo noi se è esaltato non permette di stare in pace con se stessi. La tecnologia invece di abbattere queste barriere ha creato un’altra forma di solitudine. In questo senso la tecnologia ha inaugurato una nuova forma di isolamento, in cui la reale separazione tra l’io e gli altri è celata dall’invasione del mondo nella psiche dello spettatore digitale.

Ambiguità ontologica (G. Anders)

  • ON-LIFE: schermare vuol dire anche nascondere, far emergere solo un’immagine unidimensionale.
  • Spinta alla connessione: causa o sintomo della solitudine?
  • La pandemia rimanda a quelle stesse esperienze di solitudine ed isolamento che nei secoli passati hanno sperimentato anche le popolazioni pre-tecnologiche.

È importante stare bene e con la nostalgia che ci portiamo dietro. Serve un dialogo interiore se no non possiamo fare un giudizio morale e distinguere da ciò che è bene e da ciò che è male.

  • Importanza del ‘segreto’ vs una società della trasparenza.
  • Nella sua forma etica la buona solitudine è quel dialogo ‘uno in due’ (H. Arendt) che trasformava il silenzio in un lavoro di riflessione che ci porta a ritrovare le radici del bene vs la banalità del male (S. Agostino).
  • Nel cuore della soggettività alberga la relazione, ma questa non appare se si trascura la ‘buona solitudine’; è una relazione ancora più profonda che, radicata in questo buco, è consapevole di non colmarla e non sostituisce questo dialogo tra me e me.

Simona Atzori: un esempio di resilienza

Simona Atzori (la madre le ha fatto da specchio, questa mancanza delle braccia non ha generato una privazione ma ha generato un’abilità e uno sviluppo delle capacità passando dal vulnus). Usa il termine dolore (collegato al Vulnus). Vediamo presentata la sintesi, quella che Amartya Sen (premio Nobel dell’economia) ha chiamato capability approach. Esso è il cosiddetto approccio allo sviluppo per capacità azioni. Ciascuna persona tende ad un fine ultimo che abbiamo chiamato felicità, compimento ecc… ma si può anche chiamare Human flourishing, ovvero ciascuna persona tende ad una fioritura umana. Questo è lo scopo di ciascuna persona e noi ci arriviamo con strade diverse.

Simona realizza la sua fioritura umana con il vulnus e che gli ha permesso lo sviluppo delle capacità, ovvero sviluppo delle libertà sostanziali. Per raggiungere il nostro fine ultimo non possiamo fare a meno della libertà. Nel caso di Simona riguarda che il suo vulnus non è ostacolo ma condizione della fioritura umana attraverso la messa in atto delle libertà sostanziali, sua mamma la guarda per ciò che lei ha e soprattutto per il valore che Simona è. La natura del nostro essere è più grande del vulnus. La nostra ontologia è più grande del vulnus. È una questione di giudizio razionale, quello che Tayor chiama valutazione forte, è una questione poco sentimentale ma più razionale, perché se non ci fosse il valore dell’ontologia del tuo essere non ci sarebbe neanche il vulnus (esso è il predicato un accidente di una sostanza).

Quindi il tema della buona solitudine è un tema essenziale per la relazione. Perché se io lo ritrovo me stesso, non sono me stesso. Non capisco cosa desidero, non capisco cosa voglio. Non c'è, come dice Hannah Arendt, questo dialogo fra me e me. Se non c'è questo dialogo fra me e me, io potrò mai relazionarmi a un altro.

Tra arresto, emergenza ed eccezione (Alessio Musio)

Poi tutto si è fermato. Come si arresta un meccanismo usurato, che ha girato troppe volte su sé stesso (Donatella Di Cesare). Si sofferma sulla dimensione dell’arresto, cioè questo arresto della vita, non è stato un arrestarsi della dimensione biologica ma questo arresto della pandemia ha portato una luce di tutte una serie di problematiche emerse in modo forte. Occorre distinguere tra emergenza ed eccezione perché la ‘tentazione sovrana’ passa attraverso il concetto di eccezione (sovrano è chi decide sullo stato di eccezione). A livello sociale abbiamo potuto riscontrare non solo uno stato di emergenza, implica che venga sovvertito in qualche modo il mondo normale e provoca un cambiamento. Mentre l’eccezione è quando si usa un fenomeno inevitabile dell’emergenza per andare a cambiare in modo stabile e duraturo in modo in cui viviamo. La sovranità politica in quel periodo chi la esercita riesce a trasformare l’emergenza per creare una serie di eccezioni che hanno un peso etico.

Come dice Han “Il virus è lo specchio della nostra società. Evidenzia in quale società viviamo”. Questa tendenza emerge dalla società in cui viviamo ed evidenzia delle fragilità. L’emergenza riconosce la normalità buona e la guarda come a qualcosa di essenziale. Nell’emergenza si è consapevoli che qualcosa di importante è entrato in crisi. Nell’eccezione si delineano nuove configurazioni che aboliscono la normalità per istituirne una nuova. Cavalcando questa situazione si vuol cambiare un ordine buono per crearne un altro.

Considerazioni sulla pandemia e la cura

Che cosa è emerso? È emersa una grande confusione tra due livelli: il fatto di essere inguaribile e incurabile. Se io sono inguaribile non vuol dire che divento incurabile. Ogni persona per la dignità che la distingue non solo di diritto formale ma merita di essere curata. Cura: ciascuna persona è un valore più grande rispetto a tutto il male che può accadere nella sua vita. Quindi abbiamo diritto di essere curati, la cura dell’altro è basato sul valore.

SIAARTI: società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva. Documento: Cosa rispondono al documento? Il Comitato di bioetica l'età è sempre stato un parametro per la valutazione clinica e perché è stato pubblicato la gestione delle emergenze. Ma questo parametro non è l'unico e non può essere nemmeno quello principale. Per quale motivo non può essere quello principale? Perché altrimenti diventa un criterio fortemente discriminatorio. Ok, è chiaro che economicamente conviene salvare un giovane perché secondo voi, economicamente conviene salvare un giovane? Perché poi mi paga? Sì, però un giovane mi paga i contributi, mi paga le tasse. Un vecchio. Sono io che stato, devo trovare il cash e a fine mese darglielo.

Quindi questo criterio dell'età dice il Comitato di bioetica non è un criterio clinico. Ma è un criterio selettivo. È un criterio che discrimina tra gli uomini sulla base di un implicito giudizio circa il valore della loro vita. Tu vali di più perché lavori, sei giovane, quindi lavori. Quindi produci di più, validi meno perché sei anziano. Hai già vissuto molti anni di esperienze e in fin dei conti puoi anche morire. Ecco quindi viene usato uno stato di emergenza. Quindi l'etica clinica che propone è l'etica basata sulla qualità della vita più o meno bassa e non sul valore della vita.

Allora l'emergenza pandemica ha quindi portato alla luce un vulnus che, sebbene questo documento sia nuovo pubblicato nel 2020, ha portato alla luce un vulnus che le cui radici evidentemente erano già presenti nelle nostre società. E queste radici dove affondano? Queste radici affondano in una cultura che Papa Francesco la chiama cultura dello scarto.

Madre surrogata: un altro vulnus sociale

La madre surrogata è colei che porta a termine una gravidanza per conto di altri. Più nel dettaglio, la madre surrogata è una donna che "si presta" a condurre una gravidanza, fino al parto, per conto di persone che non possono avere figli per diversi motivi. L'atto di portare a termine una gestazione per altri prende il nome di maternità surrogata. Il salone dei ricevimenti di un hotel del centro di Kiev trasformato in nursery. Altro vulnus della società. Il vulnus che emerge è un vulnus già presente nella società che identifica la generazione con la produzione. Generiamo esseri umani come se fossero macchine.

Il ruolo della tecnologia e della libertà

Emerge un grosso tema della tecnologia. L’uomo contemporaneo fa fatica ad accettare il limite. Nella nostra cultura l’uomo e la donna sono felici perché sono liberi. La tecnologia può essere utilizzata per fini che vanno contro la propria umanità o contro l’umanità in generale. Libertà intesa come preservare il proprio orticello dai limiti (Primato della libertà negativa). Basta che nessuno mi intralci o mi pesti i piedi (Protezione vs partecipazione).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiaceoletta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Squizzato Alessandra.
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