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Disabilità e società

Uno dei quattro approcci alla disabilità è rappresentato dalla tradizione britannica materialista ispirata al modello sociale. La versione britannica del modello sociale prende a volte il nome di "modello sociale forte" ed è stata molto importante in quanto ha completamente ribaltato la definizione tradizionale di disabilità. Secondo questa concezione, infatti, è la società che rende disabili le persone con menomazioni fisiche. Dunque questo tipo di approccio sposta l'attenzione degli individui dai loro deficit fisici o mentali alle modalità in cui la società li include o li esclude. Il problema quindi è radicato nelle forze sociali materiali, negli ambienti fisici, così come nelle idee, culture e discorsi.

Il modello sociale forte e il movimento per i diritti dei disabili

Il modello sociale forte fu cruciale per il movimento per i diritti dei disabili per diversi motivi:

  • Identificò una strategia politica, cioè la rimozione delle barriere disabilitanti al fine di promuovere l'inclusione delle persone con menomazioni. Anziché perseguire una strategia di cura o riabilitazione è meglio una strategia di trasformazione sociale.
  • Sostituì l'approccio tradizionale incentrato sui deficit con una prospettiva di oppressione sociale. Fu liberatorio per gli individui disabili che capirono di non essere in difetto, in quanto lo era la società.
  • A livello accademico aprì nuovi filoni di indagine: la discriminazione, il rapporto tra disabilità e capitalismo industriale, rappresentazione culturale delle persone con menomazioni.

Problemi del modello sociale forte

Tuttavia, questo modello ha anche creato diversi problemi in quanto si è evoluto in una ideologia troppo rigida che sostiene appunto la totale dipendenza della disabilità solo da elementi sociali:

  • Incompatibile con un approccio specifico in base alla menomazione: se l’esperienza comune di oppressione è indipendente dalla menomazione, non si tiene conto delle specifiche problematiche di ogni menomazione.
  • Trascura gli interventi medici: se la disabilità è prodotta esclusivamente dalle disposizioni sociali, cercare di curare o alleviare i disagi della menomazione è inutile.
  • Se la disabilità va intesa come oppressione di classe e non come esperienza individuale, il numero di persone disabili non ha importanza, anche se nel pratico è indispensabile per la pianificazione dei servizi.

Distinzione tra menomazione e disabilità

Uno dei punti fondamentali del modello sociale forte è la distinzione netta tra questi due concetti: la menomazione è definita in termini individuali e biologici, mentre la disabilità è definita come una creazione sociale. La disabilità insomma è ciò che rende la menomazione un problema.

Secondo l'autore, invece, ci sono diversi motivi per ritenere che menomazione fisica e fattori sociali siano indistricabilmente intrecciati e quindi questa distinzione sia errata: se non ci fosse la menomazione non ci sarebbero limitazioni, le menomazioni stesse sono spesso causate da disposizioni sociali (povertà, guerre), è la società a giudicare quale difetto sia considerato menomazione, i problemi psico-emotivi di un disabile possono derivare sia dalle relazioni sociali che dalla menomazione stessa: la menomazione viene vissuta solo in un contesto sociale.

Importanza della menomazione negli studi sulla disabilità

C'è anche un discorso da fare sull'importanza della menomazione: gli approcci del modello sociale hanno trascurato il ruolo della menomazione, ma questa crea dolori e difficoltà non attribuibili al contesto sociale e irrisolvibili con una trasformazione della società. Accademici e attivisti dei diritti dei disabili rischiano di descrivere un quadro della disabilità in cui gli stessi disabili non si riconoscono.

Perché è importante che gli studi sulla disabilità si occupino della menomazione:

  • Opinioni delle persone disabili che testimoniano che la menomazione è una parte importante della loro esperienza.
  • Risvolti medici della menomazione: efficacia dei trattamenti, effetti collaterali, stanziamento di fondi.
  • Gli studi sulla disabilità dovrebbero cercare di prevenire la menomazione.
  • Le barriere sociali possono peggiorare la menomazione o crearne di nuove.
  • Solo con la menomazione si spiegano alcuni degli svantaggi che i disabili devono affrontare.

Problemi con le analogie tra disabilità e altre forme di oppressione

Spesso vengono fatte analogie fra le esperienze dei disabili e quelle delle donne, delle minoranze etniche o degli omosessuali (disabilismo sullo stesso piano di razzismo, sessismo o omofobia). Questi paralleli però, secondo l'autore, sono indebiti: l'oppressione che affrontano i disabili è diversa e per alcuni versi peggiore delle altre anche e soprattutto perché ha una base biologica (negli altri casi assente a meno di pregiudizi o intenzioni discriminanti attribuibili però alla società). Un confronto del genere invece implica che la genetica sia irrilevante per i disabili tanto quanto lo è per donne, minoranze etniche e omosessuali, ma ciò è sbagliato: gli svantaggi dei disabili derivano spesso proprio dal loro corredo genetico ed è fondamentale studiarlo per poter sviluppare cure e prevenzioni.

Limitazioni del mondo senza barriere

Coloro che appoggiano completamente la critica del movimento per i diritti dei disabili si battono anche nel tentativo di una modifica del design universale attraverso la progettazione di ambienti prodotti utilizzabili da ogni persona. Una volta rimosse tutte le barriere sociali, la disabilità stessa sarà eliminata (nuovo tentativo di dimostrare l'irrilevanza delle menomazioni e la totale uguaglianza fra disabili e non disabili). Secondo Shakespeare, questo però genera delle problematicità:

  • Natura: il fatto che il mondo naturale crei limitazioni ai disabili è un altro indice del fatto che non siano solo le disposizioni sociali a determinare la disabilità.
  • Incompatibilità: è impossibile creare un unico ambiente accessibile a ogni tipo di menomazione: non c’è bisogno di soluzioni universali.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

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