DISPENSE ECONOMIA PUBBLICA.
SE LO STATO NON CI FOSSE?
Immaginate una società "senza regole" per la convivenza civile (lo stato di
natura nella concezione hobbesiana). Come si svolgerebbero le relazioni fra i
soggetti?
Anarchia
"Legge del più forte"
Definizione di regole "Contratto sociale" (Leviatano - Hobbes, 1651 -
L'autorità dello stato è pari alla porzione di libertà individuale che ognuno
gli delega con la rinunzia, per vivere in pace, ad esercitare i
corrispondenti ridurti collegati a tale libertà).
Se lo stato non c'è ci sono meno regole più varrà la legge del più forte
che va a danneggiare tutti tranne uno si è capito che, se ognuno di noi
decidesse di rinunciare a qualche libertà verso lo stato, allora avremmo avuto
più benefici si attua il contratto sociale.
Lo stato è essenziale... ma quale deve essere il suo ruolo?
Bisogna andare ad individuare quelle imposte che fanno ottenere il massimo
livello di gettito che deve essere raccolto in modo tale da minimizzare il
sacrificio richiesto ai contribuenti (perdita di utilità).
TEORIA DELLO STATO MINIMALE.
La teoria dello stato minimale definisce un insieme di regole per la convivenza
civile ed un sistema giudiziario che ne garantisce il rispetto (Nozick).
Gli obiettivi dello stato, in tale stato minimale, sono:
definire una cornice di regole;
definire un sistema fiscale per il prelievo coattivo (ti obbligo a darmi un
fitto del 20% anche se tu non vuoi);
produrre servizi di interesse collettivo;
e svolgere attività di regolamentazione.
La scienza che si occupa del ruolo dello Stato nell’economia è l'economia
pubblica. La scienza delle finanze pone particolare attenzione
anche ad i metodi di finanziamento attraverso il potere coercitivo.
CONCETTI INTRODUTTIVI ALLA SCIENZA DELLE FINANZE/ECONOMIA
PUBBLICA.
La Scienza delle Finanze analizza essenzialmente tre funzioni:
allocative (efficienza) ci dice che tipo di intervento pubblico attuare
al fine di rendere il mercato più efficiente (quindi al fine di avere il max
livello di output ottenendo il minimo livello di input);
distributive (equità);
e gestione macroeconomica (crescita, stabilizzazione).
IL RUOLO DELLO STATO: I CLASSICI (1).
La 1° sistemazione organica del fenomeno finanziario (intervento dello stato
nel mercato) deve essere attribuita al V° libro della Ricchezza delle Nazioni
(Adam Smith, 1776). "l'interesse personale è un insostituibile
strumento di progresso e di crescita economica, se coordinato e inquadrato da
meccanismi di mercato fondati sulla libera concorrenza".
Smith si opponeva all'approccio mercantilista (si diventa più ricchi
producendo/esportando di più) è l'egoismo ad essere il motore di
crescita della ricchezza.
La garanzia per il progresso era garantire le condizioni di concorrenza --> il
ruolo dello stato era "residuale": no allocativo, no redistributivo, no gestione
macroeconomica).
Qual è la funzione dello stato? Definire il meccanismo secondo cui
l’egoismo individuale funziona ovvero la proprietà privata.
Grazie alla difesa della proprietà privata e alla creazione di
infrastrutture attraverso cui imprese e consumatori si incontrano, si
esaurisce il ruolo dello stato per i classici.
IL RUOLO DELLO STATO: I CLASSICI (2)
Per Stuart Mill in alcuni casi, l'egoismo, non è sufficiente per arrivare al
massimo benessere sociale e afferma che: "l'intervento dello Stato è
giustificato in tutti i casi in cui l'individuo non può essere il miglior giudice dei
propri interessi".
Le ragioni per l'intervento dello stato sono:
1. la razionalità umana ha dei limiti quando l'interesse da perseguire non
ha rilevanza immediata --> il ruolo dello stato è giustificato in ambito
previdenziale e di istruzione.
2. il modello concorrenziale non risulta essere sempre applicabile (ad. es
monopolio naturale);
3. le politiche pubbliche possono alimentare la crescita economica;
Mill: introduce le tematiche redistributive
e sostiene il principio della capacità contributiva nella definizione del
carico tributario individuale (sostiene l'imposta proporzionale sul reddito).
IL RUOLO DELLO STATO: TEORIE POLTIICHE-SOCIOLOGICHE.
Le Teorie Politiche-sociologiche concepiscono la natura dello Stato come un
soggetto staccato dagli individui e superiore ad essi.
Lo "Stato" è guidato da una minoranza, spesso quella economicamente più
potente. La forza economica dà la forza politica (potere), la forza politica
(cerca) di conservare l'ordine sociale ed economico.
La caratteristica saliente del fenomeno Finanziario è quindi l'esistenza del
potere coercitivo (Dominanti - dominati) questo sposta l'analisi dal
fenomeno economico al fenomeno politico.
I dominanti sono quelli che fanno le leggi, quelli che decidono (i politici);
i dominati siamo noi, i cittadini.
●Per Mosca (teorie politiche), la minoranza organizzata domina una
maggioranza disorganizzata;
●Per Marx (teorie socialiste), la classe capolista detiene i mezzi di
produzione ed attraverso lo Stato sfrutta il proletariato.
IL COSTO DELL'ATTIVITÀ FINANZIARIA.
La classe dirigente (dominanti), si suppone abbia una propria scala di
apprezzamento e di valutazioni dell'utilità marginale dei beni destinati ai
bisogni collettivi che diverte da quella dei singoli individui che compongono la
collettività c'è un conflitto di interessi.
Il costo in termini di utilità di questa differenza è rappresentato graficamente:
●2 soli beni o servizi (ad es. Sanità e Difesa);
●2 agenti (collettività e classe dirigente);
●Obiettivo: massimizzare l'utilità totale del proprio gruppo sociale;
●Vincolo: reddito determinato (vincolo delle risorse);
●Strumento per conseguire la massimizzazione: prelievo sul reddito
utilizzato dallo Stato per produrre i beni o servizi e fornitura degli stessi
gratuitamente alla collettività.
LA SCELTA OTTIMA PER LA COLLETTIVITÀ (1).
●Reddito totale CF;
●Il punto di ottimo si ha quando utilità marginale di A = Utilità
Marginale di B.
LA SCELTA OTTIMA CLASSE DIRIGENTE (2).
●Reddito totale GL (=CF);
●Il punto di ottimo si ha quando utilità marginale di A = Utilità
Marginale di B;
●La classe dirigente mira a far acquistare il bene B (questo si nota
dalla curva di indifferenza di B che si sposta verso l'alto).
IN PRESENZA DI COERCIZIONE -COLLETTIVITA’- (3)
Si introduce un'imposta sul reddito pari a CG con cui viene prodotto dal
settore pubblico (o acquistato dal mercato) e poi distribuito
gratuitamente alla collettività la quantità di bene B per un valore pari ad
FL;
Perdita di utilità della collettività (CDMG);
Incremento di utilità della collettività (FEPL);
vi è una perdita netta di utilità della collettività a causa della coercizione.
IN PRESENZA DI COERCIZIONE -CLASSE DIRIGENTE- (4)
Perdita di utilità della classe dirigente (CQHG)
Incremento di utilità della classe dirigente (FNIL);
vi è un incremento netto di utilità secondo il sistema di preferenze della
classe dirigente.
Il risultato è che questo tipo di politica conviene solo alla classe
dirigente.
IL RUOLO DELLO STATO: TEORIE VOLONTARISTICHE.
Le Teorie Volontaristiche concepiscono la natura dello Stato come
strumento per il raggiungimento dell'ottimo paretiano; esso nasce per
consentire il coordinamento della collettività e risolvere i problemi di
inefficienza allocativa.
Essi sono dovuti principalmente (ma non solo) all'esistenza di beni pubblici
(non rivali e non escludibili) ed esternalità.
L'economia pubblica e privata sono soggette agli stessi principi, in particolare
si basano sull'approccio utilitarista-marginalista.
L'economia pubblica studia l'attività produttrice dello Stato diretta al
soddisfacimento dei bisogni collettivi. La collettività come tale non ha una
propria autonomia, quindi, esiste solo come aggregazione degli
individui.
CAPITOLO 1 - GLI STRUMENTI DELL'ANALISI NORMATIVA.
L'ECONOMIA DEL BENESSERE.
L'economia del benessere è la branca della teoria economica che si occupa di
stabilire la desiderabili sociale di allocazione economiche alternative. Nata tra il
1930 e il 1950, studia quale debba essere la configurazione ottimale di un
sistema economico, in cui sono presenti più individui, con diversi sistemi di
preferenza e diverse dotazioni iniziali di fattori produttivi (capitale e lavoro) e
beni. Si fonda sui principi neoclassici (razionalità individui, principi dell'utilità
marginale).
Fornisce uno schema interpretativo sul funzionamento del mercato, il
ruolo dell'intervento pubblico, le modalità con cui esso deve intervenire.
Si prefigge l'obiettivo di definire un ottimo sociale il quale, è determinato
da una quantità di beni e da una distribuzione degli stessi che
consentono di realizzare una situazione di massimo benessere collettivo.
CONCEZIONE OTTIMISTICA DEL MERCATO.
La "mano invisibile" del mercato.
"Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci
aspettiamo il nostro destinare, ma dalla considerazione del loro interesse
personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanità, ma al loro egoismo e parliamo
dei loro vantaggi, e mai delle nostre necessita" (Adam Smith, 1776).
Perché tale concezione del mercato è "ottimistica":
●non sempre le ipotesi su cui si basa sono verificate: ad esempio
completezza dei mercati, assenza di esternalità, assenza di beni pubblici,
simmetrie informative, concorrenza perfetta (imprese e consumatori price
takers; rendimenti di scala costanti, perfetta razionalità degli agenti, ecc.).
●presuppone l'accettazione della distribuzione dei redditi esistente.
LE RAGIONI ALLOCATIVE (1).
Nell'approccio neoclassico si sostiene che, quando le ipotesi prima elencate
sono realizzate (ad es. esternalità, ecc.), il mercato non funziona in modo
efficiente.
I malfunzionamenti (o fallimenti) dei mercati costituiscono una delle
ragioni per spiegare l'intervento pubblico; esso prova a "correggere" l'esito
del mercato per migliorare il benessere collettivo si dice che l'intervento
pubblico è guidato da ragioni di efficienza (obiettivo allocativo).
LE RAGIONI DISTRIBUTIVE (EQUITÀ) (2).
L'allocazione delle risorse generata fai mercati, pur se efficiente, può tuttavia
essere considerata non equa.
L'intervento pubblico cerca di "correggere" questa insufficienza dei mercati,
attraverso la redistribuzione delle risorse si dice che l'intervento
pubblico è guidato da ragioni di equità (obiettivo distributivo).
IL LIMITE DELLE TEORIE "INTERVENTISTE".
CONCEZIONE OTTIMISTICA DELL'INTERVENTO PUBBLICO:
se i mercati possono, in certe condizioni, non funzionare bene come
meccanismi per allocare le risorse, anche l'intervento pubblico può presentare
delle imperfezioni
<<... l'esperienza ha posto in luce che questo intervento produce spesso
distorsioni di tipo allocativo e distributivo, talora più onerose di quelle che esso
mira a correggere, cosicché la scelta non è tra mercato e intervento pubblico,
ma tra due tipi di disfunzioni...>>.
EQUILIBRIO GENERALE IN UNA ECONOMIA DI SCAMBIO.
In una economia di scambio le persone scambiano i beni che possiedono, ma
non è contemplata alcuna attività di produzione.
Una dotazione rappresenta un paniere di beni di cui un individuo dispone
prima che abbia luogo uno scambio.
LA SCATOLA DI EDGEWORTH.
La scatola di Edgeworth è un diagramma che mostra le opportunità e le scelte
dei due consumatori all'interno di un unico grafico.
●viene spesso utilizzata per descrivere una semplice economia di scambio.
Ogni punto rappresenta una possibile allocazione dei beni tra i due
o consumatori.
●Le dimensioni della scatola sono determinate dall'ammontare totale di
ciascun bene disponibile all'interno dell'economia.
Quando l'economia ha raggiunto l'equilibrio generale, i punti che
o rappresentano le scelte dei due consumatori dopo l'effettuazione
dello scambio coincidono perfettamente.
Consideriamo:
due soli consumatori: Andrea e Laura;
due soli beni di consumo: cibo e acqua;
la dotazione di Andrea è di 8kg di cibo e 3litri di acqua;
la dotazione di Laura è di 2kg di cibo e 7litri di acqua;
Andrea raggiunge livelli più alti di utilità man mano che si sposta verso l’alto e
< <
A A A
verso destra (curve di indifferenza: ); Laura man mano che si
1 2 3 < <
L L L
sposta verso il basso e verso sinistra (curve di indifferenza: );
1 2 3
EQUILIBRIO IN UNA SCATOLA DI EDGEWORTH.
Situazione iniziale punto A.
=¿ =¿
P P
Assumiamo che il prezzo del cibo sia 1 e il prezzo dell’acqua sia
c A
−P c
1 il vincolo di bilancio ha pendenza (prezzo relativo). In A:
=−1
P A
Andrea non è pienamente soddisfatto: dato il vincolo di bilancio passante
per A, Andrea potrebbe avere un’utilità superiore se consumasse il
paniere in B che si trova su una curva di indifferenza superiore
(punto di tangenza tra il vincolo di bilancio e curva di indifferenza) per
posizionarsi in B dovrebbe cedere 3kg di cibo per ottenere 3litri di acqua;
Laura non è pienamente soddisfatta: dato il vincolo di bilancio passante
per A, Laura potrebbe avere un’utilità superiore se consumasse il paniere
in C che si trova su una curva di indifferenza superiore (punto di
tangenza tra il vincolo di bilancio e curva di indifferenza) per
posizionarsi in C dovrebbe cedere 4litri di acqua per ottenere 4kg di cibo.
Ricordiamo che:
un eccesso di offerta fa il prezzo; un eccesso di domanda fa il
prezzo, quindi:
l’eccesso di offerta di acqua fa prezzo acqua; l’eccesso di domanda di cibo
=¿
P
fa prezzo cibo e, quindi se il prezzo del cibo fosse 2 e il prezzo
c
=¿
P
dell’acqua fosse 1 il vincolo di bilancio sarà più ripido: avrà pendenza
A
−P c =−2 (prezzo relativo). Allora:
P A Entrambi i consumatori vogliono collocarsi in D e le quantità di acqua e
cibo che offrono e richiedono alla controparte coincidono perfettamente:
l'equilibrio economico è raggiunto.
Per collocarsi in D:
Andrea cede 2kg di cibo (da 8 a 6) e ottiene 4litri di acqua (da
o 3 a 7) D(6,7);
Laura cede 4litri di acqua (da 7 a 3) e ottiene 2kg di cibo (da 2
o a 4) D(4,3).
SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE (SMS).
Il valore assoluto della pendenza della curva d'indifferenza indica il rapporto al
quale l'individuo è disposto a scambiare un bene per una quantità aggiuntiva
dell'altro ed è detto saggio marginale di sostituzione tra i due beni
(SMS).
ALLOCAZIONE PARETO EFFICIENTE.
In un'economia di puro scambio, l’allocazione pareto efficiente è
l'allocazione di risorse tale per cui nessun individuo è in grado di migliorare la
propria condizione senza peggiorare quella dell'altro.
MIGLIORAMENTO PARETIANO.
Il miglioramento paretiano è la riallocazione delle risorse che migliora la
condizione di un individuo senza peggiorare quella dell'altro.
EFFICIENZA DELLO SCAMBIO.
Ogni volta che un'allocazione risulta inefficiente, esistono guadagni potenziali
dello scambio.
Se l'allocazione è efficiente non esistono scambi che possano essere
mutuamente benefici
Condizione di efficienza nello scambio: ogni coppia di individui
condivide lo stesso SMS in riferimento ad ogni coppia di beni.
Vale se le curve di indifferenza del consumatore non presentano punti
angolosi e hanno SMS decrescente;
quando il SMS dei consumatori è diverso (non siamo in un ottimo
paretiano) --> entrambi possono guadagnarci dallo scambio.
CURVA DEI CONTRATTI.
Si definisce curva dei contratti il luogo dei punti pareto efficienti: essa
mostra ogni allocazione efficiente dei beni di consumo all'interno della scatola
di Edgeworth.
Ogni allocazione sulla curva dei contratti corrisponde ad un punto sulla
frontiera delle possibilità di utilità, e viceversa.
Perché si chiama curva dei contratti? Perché esiste il vantaggio, per
entrambi gli agenti, di stipulare un contratto di compravendita con cui io vendo
un bene, tu me ne vendi un altro e, da questo scambio, traiamo un vantaggio.
EFFICIENZA PARETIANA IN UN'ECONOMIA DI PURO SCAMBIO
(CONCLUSIONI).
In un'economia di puro scambio, l'efficienza paretiana richiede l'uguaglianza
dei saggi marginali di sostituzione per tutti i consumatori:
=SMS
SMS Andrea Laura
LA FRONTIERA DELLE POSSIBILITÀ PRODUTTIVE.
Aggiungendo il lato della produzione, è necessario introdurre il concetto di
frontiera delle possibilità produttive: il luogo di punti che indicano il
massimo della quantità che si può produrre di un bene, data la quantità
prodotta dell'altro bene e la disponibilità degli input.
L'EQUILIBRIO GENERALE E PRODUZIONE EEFFICIENTE.
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