Economia politica
Che cos'è l'economia?
L'economia è una scienza sociale, non è solo matematica! L'economia è lo studio delle scelte in condizioni di scarsità. I vincoli delle nostre scelte sono il tempo, la capacità di spesa e le preferenze. Il nostro tempo è limitato tra diverse attività (lavoro, gioco, istruzione, sonno, etc.), mentre la nostra capacità di spesa è limitata tra diversi beni e servizi (abitazione, cibo, viaggi, etc.). E ogni volta che scegliamo di comprare o di fare qualcosa, stiamo anche scegliendo di non comprare o non fare qualcos'altro. Gli economisti studiano le scelte che compiamo in quanto individui e anche le conseguenze di tali scelte.
Il problema dell'economia è che le risorse sono scarse. Tra le principali risorse abbiamo:
- Il lavoro, cioè il tempo impiegato nella produzione di beni e servizi. Per il lavoro è necessario inoltre avere una certa abilità. In economia è il lavoro applicato per fare una cosa.
- Il capitale, cioè l'insieme dei beni durevoli utilizzati per produrre altri beni e servizi. Lo spirito di un imprenditore è fare profitto, abbassare il costo di produzione per guadagnare di più. Il capitale viene inserito nella lista dei beni durevoli e dovrebbe durare almeno un anno. Occorre distinguere tra due diverse categorie di capitale: capitale umano (cioè le abilità e le conoscenze possedute dai lavoratori) e capitale fisico (cioè i beni, ad esempio macchinari, edifici, etc.). Nel concetto di capitale rientra anche il cosiddetto stock-capitale, vale a dire la quantità complessiva di capitale a disposizione di una nazione in qualsiasi momento (=tutto il capitale fisico e umano realizzato nei periodi precedenti che risulta ancora utile in termini produttivi).
- La terra, cioè lo spazio fisico in cui ha luogo la produzione.
- La capacità imprenditoriale, la capacità di un individuo di combinare le altre risorse in un'impresa produttiva. È intesa come un punto intermedio tra il lavoro e il capitale umano.
La combinazione di queste risorse (scarse) rende possibile la produzione. Tuttavia, tali risorse sono insufficienti a produrre tutti i beni e i servizi che desideriamo.
Alcune definizioni
Grandezze stock: tutte le cose che possono avere un valore economico o possono essere comunque misurate in un determinato istante di tempo (es.: quanti soldi ho nel portafoglio adesso?).
Flussi: sono invece misurabili in un determinato intervallo di tempo (es.: quanto ho guadagnato nel 2014, cioè dal 1 gennaio al 31 dicembre?).
Altra definizione attiene alla produzione:
- Input: qualsiasi cosa utilizzata per produrre un bene o un servizio (incluse le risorse), per produrre un output.
- Risorse: input particolare che rientra nelle categorie di lavoro, di capitale e di capacità imprenditoriale. Sono la fonte ultima di tutto ciò che viene prodotto (es.: l'automobile è prodotta da un input quale l'acciaio; quest'ultimo può essere ricondotto alle risorse utilizzate per produrlo).
Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia: studia il comportamento dei singoli soggetti della scena economica (es.: consumatori, imprese, organismi governativi). Ad esempio:
- Quanto produce un'impresa?
- Quanto consumerà un individuo, dati i prezzi dei beni e il suo reddito?
Macroeconomia: è una visione d'insieme del sistema economico. Ad esempio:
- Quanto produce in totale un'economia?
- Da cosa dipende il consumo della collettività?
Economia positiva e normativa
Economia positiva: cerca di capire come funziona l'economia.
Economia normativa: cerca, invece, di capire come dovrebbe essere l'economia.
Il metodo dell'economia
Modello: è una rappresentazione astratta della realtà. Un modello di comportamento è un ideale di comportamento che dovremmo tenere. Esso principalmente semplifica la realtà (es.: la carta stradale, che è un modello che rappresenta una parte della superficie terrestre, traslasciando tuttavia molti dettagli del mondo reale). Ogni modello economico parte da delle ipotesi sul modo in cui i soggetti economici agiscono.
Ipotesi: ci sono due tipi di ipotesi: un'ipotesi semplificatrice e critiche.
L'ipotesi semplificatrice è un modo per rendere un modello più semplice. Il suo scopo principale è quello di eliminare dal modello i dettagli superflui per mettere in evidenza in maniera più chiara le sue caratteristiche essenziali. Ad esempio, una carta stradale si basa sull'ipotesi semplificatrice "non ci sono alberi", perché gli alberi su una carta stradale creerebbero solamente confusione.
Un'ipotesi critica, invece, influisce in modo significativo sulle conclusioni del modello. Ad esempio, quando consultiamo una carta stradale, formuliamo un'ipotesi "tutte le strade sono aperte", se questa ipotesi è sbagliata, anche le nostre conclusioni sulla strada migliore da prendere potrebbero essere sbagliate.
Due ipotesi fondamentali
Il sistema economico è complesso, gli economisti procedono alla comprensione del sistema in due fasi. Nella prima fase dividono gli agenti economici in 4 gruppi: famiglie, imprese, organismi governativi e il resto del mondo. Nei modelli microeconomici, l'attenzione è focalizzata sul comportamento delle singole famiglie, imprese, organismi governativi e sul modo in cui esse interagiscono tra di loro; nei modelli macroeconomici, questi agenti vengono raggruppati in settori (il settore delle famiglie, delle imprese, degli organismi governativi e del resto del mondo) e si studia come questi interagiscano tra di loro.
La fase successiva nel processo di comprensione dell'economia consiste nel formulare due ipotesi critiche riguardo gli agenti economici:
- La prima ipotesi fondamentale secondo cui "ogni attore economico cerca di ottenere il massimo da ogni situazione". Ottenere il massimo significa "massimizzare" qualcosa, come ad esempio un'impresa che massimizza il proprio profitto o le famiglie che massimizzano il loro benessere o soddisfazione.
- La seconda ipotesi fondamentale secondo cui "ogni agente economico è soggetto a delle limitazioni". Sono le risorse scarse che ci limitano.
I principi fondamentali dell'economia
I principi fondamentali dell'economia sono dei concetti che vengono continuamente utilizzati nell'analisi dei problemi economici e rappresentano le fondamenta su cui poggia la teoria economica.
Il primo principio fondamentale
Il 1° principio fondamentale è rappresentato dalla massimizzazione soggetta a vincoli: l’approccio economico per la comprensione di un problema consiste nell'identificare gli agenti economici e determinare poi che cosa essi massimizzano e a quali vincoli siano soggetti.
E nella produzione?
Sinora abbiamo parlato di individui che devono prendere scelte sulla base di scarsità di tempo e denaro. E la produzione?
Tutti i tipi di produzione hanno un costo di opportunità: per produrre qualcosa in maggiore quantità la società deve sottrarre risorse alla produzione di qualcos'altro. Il costo totale di qualsiasi scelta compiamo (acquistare un'auto, creare un computer...) è tutto ciò a cui dobbiamo rinunciare quando intraprendiamo quell'azione: si parla in questo caso di costo di opportunità dell'azione, perché si rinuncia all'opportunità di avere qualcos'altro che apprezziamo.
Il secondo principio fondamentale
Quindi, in generale... Il principio del costo opportunità è il 2° principio fondamentale: tutte le decisioni economiche prese dagli individui o dalla società nel suo complesso hanno un costo. La corretta misura del costo di una scelta è il suo costo opportunità, cioè ciò a cui si rinuncia quando si opera tale scelta.
Per comprendere meglio il costo opportunità possiamo utilizzare la rappresentazione grafica, che serve a semplificare un fenomeno. Ad esempio, voglio studiare la relazione tra salario mensile e ore di lavoro mensili. Possiamo costruire un modello semplice che ci aiuti a comprendere il costo opportunità che dobbiamo pagare per migliorare l'assistenza sanitaria. Più precisamente, possiamo misurare la produzione di assistenza sanitaria in numero di vite salvate e indichiamo questa variabile sull'asse orizzontale; al contrario indichiamo sull'asse verticale tutti gli altri beni prodotti supponendo che questi siano raggruppati in un'unica categoria. Questo grafico rappresenta cosa l'economia potrebbe produrre (costo produttivo).
L'economia produce 1000 beni e salva però 0 vite. Se si decide di salvare 100 vite, si rinuncia a 50 beni in meno, per un totale di 950 beni. Con questi 50 beni i politici potrebbero aver ampliato i pronto soccorsi, aver innovato macchinari, etc. Se si decide di salvarne 200, l'economia si abbassa a 850, creando così strutture ancora più specializzate. → All'aumentare del numero di vite diminuisce il numero dei beni. È decrescente.
Si viene a creare una curva: è la frontiera delle possibilità di produzione (PPF, production possibilities frontier) della società, che indica le diverse combinazioni di beni che si possono produrre con le risorse e la tecnologia disponibili. I punti oltre la frontiera sono irraggiungibili con la tecnologia e le risorse a disposizione del sistema economico. Le scelte della società sono quindi limitate ai punti sulla PPF e a quelli all'interno di essa. Il punto W spreca risorse. Il punto A rappresenta la scelta della società di impiegare tutte le risorse disponibili solamente per la produzione di tutti gli altri beni, e non per l'assistenza sanitaria; in questo caso avremmo 1.000.000 di unità degli altri beni, ma dovremmo rinunciare a ogni opportunità di salvare vite. Il punto F rappresenta invece l'estremo opposto poiché tutte le risorse disponibili andrebbero all'assistenza sanitaria; in questo caso si salverebbero 500.000 vite, ma non avremmo alcun bene. Nonostante questi due punti siano assurdi, essi rappresentano due diverse possibilità di scelta per la società, anche se improbabili. Una scelta realistica includerebbe un mix di assistenza sanitaria e di altri beni.
Costo opportunità crescente
Supponiamo di trovarci sul punto B e di voler salvare un numero ancora maggiore di vite e successivamente supponiamo di voler utilizzare ulteriori risorse da dedicare all'assistenza sanitaria per salvare altre vite, passando così da B a C e così via verso gli altri punti. Il costo opportunità aumenta di volta in volta. Possiamo quindi parlare di legge del costo opportunità crescente, secondo cui «maggiori quantità produciamo di un determinato bene, maggiore è il costo opportunità di produrne ancora di più». La legge del costo opportunità conferisce alla frontiera della possibilità di produrre (PPF) una forma concava, perché la curva diventa sempre più ripida a mano a mano che si scende verso destra. La PPF ha una pendenza negativa perché una variazione positiva del numero di vite salvate implica una variazione negativa della produzione degli altri beni.
Pendenza: rapporto fra variazione del numero degli altri beni (asse verticale, Y) e la variazione del numero di vite salvate (asse orizzontale, X). Il valore assoluto della pendenza misura il costo opportunità (O) per salvare una vita in più. La motivazione dell'esistenza del costo opportunità crescente e dell'aumento di questo all'aumentare della produzione di un bene sta nel fatto che la maggior parte delle risorse, per loro natura, sono più adatte ad alcuni scopi che ad altri.
- Da A a B: ΔY= -50.000 beni; ΔX= +100.000 vite Pendenza= ΔY/ΔX= -50.000/100.000= -0,5
- Da B a C: ΔY= -100.000 beni; ΔX= +100.000 vite Pendenza= ΔY/ΔX= -100.000/100.000= -1
- Da C a D: ΔY= -150.000 beni; ΔX= +100.000 vite Pendenza= ΔY/ΔX= -150.000/100.000= -1,5
Operare all'interno della PPF
Supponiamo di operare all'interno del punto W, dove il sistema sanitario salva 200.000 vite e produciamo 400.000 unità degli altri beni. Si può verificare:
- Inefficienza produttiva: si ha quando vengono sprecate le risorse di un'economia. Supponiamo, ad esempio, che molte persone che potrebbero ottenere risultati brillanti nel settore dell'assistenza sanitaria si dedichino invece alla produzione di altri beni, e immaginiamo che invece altre persone che sarebbero bravissime a produrre altri beni siano costrette a lavorare nel settore sanitario. Se queste persone potessero scambiarsi il lavoro, potremmo avere quantità maggiori sia di assistenza sanitaria sia di altri beni. (Provoca un aumento dei costi e una riduzione del profitto). «Un'impresa, un settore o un intero sistema economico sono caratterizzati da inefficienza produttiva nel caso in cui potrebbero produrre quantità maggiori di almeno un bene senza sottrarre risorse alla produzione di alcun altro bene». Al contrario, l'efficienza produttiva indica l'assenza di qualsiasi inefficienza produttiva.
- Recessione: cioè un rallentamento dell'attività economica complessiva. Durante le recessioni, molte risorse sono inattive: vi è una disoccupazione diffusa (la gente vorrebbe un lavoro, ma non riesce a trovarlo) e numerosi stabilimenti sono chiusi, dunque non si utilizzano nemmeno tutto il capitale o la terra disponibili. La fine di una recessione comporta lo spostamento del sistema economico da un punto all'interno della sua PPF a un punto su di essa, utilizzando risorse inattive per produrre più beni e servizi senza sacrificare nulla.
La crescita economica
I fattori che contribuiscono alla crescita economica si possono suddividere in due categorie:
- Aumento del capitale fisico (più stabilimenti, uffici, trattori o attrezzature mediche ad alta tecnologia) consente al sistema economico di produrre quantità maggiori di tutto ciò che si realizza con tale capitale.
- L'innovazione tecnologica che permette di produrre quantità maggiori (ad esempio, lo sviluppo di Internet consente alle persone di trovare informazioni in pochi secondi, rispetto alle ore utilizzate un tempo per effettuare una ricerca in biblioteca).
Perché non siamo totalmente autosufficienti!
Nessuna società presenta un grado di autosufficienza così estremo.
Il terzo principio fondamentale: la specializzazione e lo scambio
La specializzazione e lo scambio ci consentono di ottenere una produzione maggiore e un tenore di vita più elevato di quanto non sia altrimenti possibile. Di conseguenza, tutti i sistemi economici presentano un alto livello di specializzazione e di scambio.
Specializzarsi non è affatto banale! Ci sono alcune ragioni per cui la specializzazione e lo scambio permettono una maggiore produzione: sia perché in una vita possiamo imparare solo una quantità limitata di cose sia perché se ci si specializza e si spende più tempo svolgendo un'unica attività, si riduce il tempo di inattività che deriva dal cambio di mansione.
Altri benefici della specializzazione: il vantaggio comparato
Immaginiamo un naufragio a cui sopravvivano solo due persone, Francesca e Piero, che vengono portati dalla corrente su rive opposte di un'isola deserta. Inizialmente essi sono inconsapevoli l'uno dell'altra, ciascuno è dunque costretto a diventare completamente autosufficiente. Un giorno però si incontrano: essi traggono benefici dalla specializzazione.
- Francesca riesce a raccogliere 1 kg di bacche in mezz'ora, Piero 1 kg in due ore.
- Francesca riesce a pescare 1 pesce in un'ora, Piero 1 pesce in sei ore.
Francesca allora si dice che ha un vantaggio assoluto in ambedue le attività rispetto a Piero, perché può farlo con meno risorse di quest'ultimo. Però il vantaggio assoluto è un ragionamento che non considera il costo opportunità, non è un parametro affidabile nella distribuzione dei compiti ai diversi lavoratori. Il principio corretto da utilizzare nella divisione del lavoro sull'isola è quello del vantaggio comparato che si ha quando un individuo riesce a produrre un bene con un minor costo opportunità rispetto ad altri individui.
Pensiamo al pesce:
- Qual è il costo opportunità per Francesca di pescare un pesce? (cioè a cosa rinuncia?) -2 chili di bacche.
- Invece per Piero? -3 chili di bacche.
Il minor costo opportunità è di Francesca, quindi Francesca dovrebbe andare a pescare.
Pesce
- Francesca: costo opportunità di un pesce= 2 chili di bacche
- Piero: costo opportunità di un pesce=3 chili di bacche
Bacche
- Francesca: costo opportunità di un chilo di bacche=1/2 pesce
- Piero: costo di opportunità di un chilo di bacche= 1/3 di pesce
Francesca è più brava di Piero in tutto, però decide di pescare perché le viene meglio. Piero, che tuttavia non ha un vantaggio assoluto, lo fa perché gli viene meglio. Questo è il vantaggio comparato, cioè il fare un'attività che riesce meglio.
Specializzazione
- Piero: - 3 pesci, +9kg di bacche (Piero rinuncia a 3 pesci, ma produrrà 9 chili di bacche)
- Francesca: +4 pesci, -9kg di bacche (Francesca rinuncia a 9 chili di bacche per produrre 4 pesci)
Conviene perché hanno guadagnato un pesce in più! Specializzarsi conviene.
Allocazione delle risorse
«Allocare le risorse» vuol dire decidere quale direzione prendere. Ad esempio, per uno Stato può significare pagare l'istruzione piuttosto che altro. Tutte le società hanno dovuto risolvere 3 importanti questioni:
- Quali beni e servizi dovrebbero essere prodotti con le risorse della società?
- Come bisognerebbe produrli?
- A chi si dovrebbero destinare?
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